Quasi mezzo milione di euro per altri sei mesi di contratto a 10 medici cubani che lavorano con l’Asp di Vibo Valentia. La decisione è contenuta nella delibera numero 219 del 30 aprile 2026, adottata dal commissario straordinario Angelo Vittorio Sestito e pubblicata oggi, 4 maggio, sull’albo pretorio dell’Azienda sanitaria. Il provvedimento riguarda la proroga di dieci contratti individuali di lavoro a tempo pieno e determinato, nell’ambito della cooperazione avviata dalla Regione Calabria per fronteggiare la carenza di personale medico negli ospedali e nei servizi sanitari.

Alla base dell’atto c’è, come si legge nella delibera, «l’indifferibile necessità di garantire la continuità nell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza», tutelando «la sicurezza delle cure per i pazienti e la salute degli operatori in servizio». L’Asp richiama anche «l’estrema urgenza di colmare le gravi carenze d’organico» che mettono a rischio i turni minimi assistenziali. I dieci dirigenti medici saranno destinati ai servizi «in affanno prestazionale» e con «palesate reali criticità organizzative», proprio per il perdurare della carenza di personale medico nell’organico aziendale.

Proroga di sei mesi e spesa da oltre 452mila euro

Come accennato, la proroga avrà una durata di sei mesi, ma potrà essere ulteriormente estesa qualora le procedure ordinarie di reclutamento non dovessero produrre risultati. L’Azienda precisa che il rinnovo sarà formalizzato con la stipula di contratti individuali di lavoro a tempo pieno e determinato, con rapporto esclusivo, secondo il contratto collettivo nazionale dell’area sanità medica.

La spesa complessiva prevista è di 452.135,84 euro, comprensiva di oneri e Irap, da imputare ai capitoli di bilancio relativi al personale.

Il nodo del reclutamento ordinario

Il rinnovo arriva mentre resta aperto il problema del reclutamento stabile. Nella delibera viene ricordato che già con una nota del 3 febbraio 2023 la Commissione straordinaria aveva richiesto ad Azienda Zero il reclutamento di personale dello stesso profilo professionale, ma «non risultano ancora pervenute determinazioni in merito». Da qui la scelta di non interrompere i rapporti di lavoro in essere e di prorogare i contratti dei dieci dirigenti sanitari.

In altre parole, l’ingaggio dei medici cubani, pur continuando a rappresentare una soluzione emergenziale, è ancora necessario per evitare ulteriori scoperture nei reparti e nei servizi più fragili. Una condizione che nel Vibonese pesa soprattutto sulle aree dove la carenza di personale rende difficile garantire continuità assistenziale e turnazioni.

Sestito: «È stata un’ottima soluzione»

Il ricorso ai medici cubani è stato difeso recentemente anche dal commissario straordinario dell’Asp di Vibo, Vittorio Sestito, che rispondendo a una domanda de Il Vibonese, ha affermato che si tratta di «un’ottima soluzione», spiegando che la loro presenza ha permesso di mantenere attivi servizi che altrimenti sarebbero stati difficili da coprire, contribuendo anche ad alleggerire la pressione sugli anestesisti.

Sestito ha poi risposto anche alle domande sulle presunte pressioni legate alla permanenza dei professionisti cubani in Italia, chiarendo che l’Asp intrattiene rapporti diretti con i singoli medici: «Noi abbiamo a che fare con i medici cubani. Le pressioni governative non ci toccano, perché non abbiamo nessun contratto con le istituzioni. Abbiamo un contratto con i medici, contratti a tempo determinato».

Il commissario ha respinto anche le accuse, rilanciate da alcuni organi di stampa cubani, secondo cui le aziende sanitarie impedirebbero ai medici di ottenere la documentazione necessaria per lavorare altrove. «Non è vero», ha affermato, aggiungendo che «i medici cubani hanno avuto la possibilità di poter operare in Italia senza riconoscimento del titolo perché c’è stata una commissione regionale che ha valutato l’equipollenza dei loro titoli di studio».

In Calabria oggi restano 320 professionisti cubani

Il ricorso ai medici cubani è stato avviato nel 2022 dal presidente della Regione e commissario alla sanità Roberto Occhiuto per fronteggiare la grave carenza di personale negli ospedali calabresi. Nel decreto era stata prevista l’assunzione di un numero massimo di 493 camici bianchi provenienti da Cuba, una soglia però mai raggiunta. Il picco massimo, infatti, è stato di 403 professionisti.

Oggi, negli ospedali e nelle aziende sanitarie calabresi, risultano in servizio 320 medici cubani. La quota più alta lavora nell’Asp di Cosenza, con 116 professionisti, seguita dall’Asp di Reggio Calabria con 62, dall’Asp di Catanzaro con 45, dall’Asp di Crotone con 39 e dall’Asp di Vibo Valentia con 30. A questi si aggiungono i medici impiegati nelle aziende ospedaliere: 20 all’Annunziata di Cosenza, 5 all’azienda ospedaliera universitaria Dulbecco di Catanzaro e 3 al Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria.

Il calo rispetto al picco di 403 presenze è dovuto al fatto che alcuni professionisti hanno lasciato la sanità pubblica calabrese per trovare impiego nel privato o per rientrare in patria. Nonostante la riduzione, il loro contributo resta rilevante nella tenuta del sistema sanitario regionale, soprattutto nelle aree dove i concorsi e le procedure ordinarie non riescono ancora a colmare i vuoti d’organico.

Nel Vibonese, la proroga dei dieci contratti conferma proprio questo scenario: una misura temporanea, legata all’emergenza del personale, ma ancora considerata indispensabile dall’Asp per garantire la continuità dei servizi e non lasciare scoperti reparti già segnati da carenze strutturali.