Il caso Alex Pretti, esploso negli Stati Uniti, riverbera anche in Italia. I dati di Only Numbers descrivono un Paese inquieto: il mondo appare meno sicuro e una maggioranza chiede a Meloni di marcare le distanze
Richieste, inviti e confidenze tra potenti: Trump, Melania, Musk, Bannon, Tisch e l’ex principe Andrea. L’ultima tranche degli “Epstein Files” descrive un mondo in cui l’uomo morto in carcere il 10 agosto 2019 mentre era accusato di pedofilia e traffico di minori non era un reietto ma un punto d’incontro
Il tycoon riposta una narrazione complottista che coinvolge funzionari, l’azienda Leonardo e presunti strumenti segreti per manipolare il voto americano. Un’ipotesi che segnala la totale irrilevanza della cosiddetta “special relationship”
Nella nuova tranche di materiali compaiono anche e-mail attribuite a Jeffrey Epstein con accuse pesanti contro Bill Gates. A fare rumore, però, è anche un dato: il nome di Trump sarebbe citato almeno 3.000 volte nell’archivio.
La decisione del giudice John Tunheim segna una durissima battuta d’arresto per la campagna contro l’immigrazione di Donald Trump. L’amministrazione annuncia ricorso, ma la magistratura alza un muro contro arresti indiscriminati e detenzioni senza mandato
Secondo i media americani, la 39enne Morgan L. Morrow avrebbe tentato di reclutare online qualcuno disposto a uccidere il presidente degli Stati Uniti. La donna ammette: «Era una minaccia», ma nega l’intenzione di agire
Rimosso dal suo ruolo di “commander at large”, tornerà in California dopo l’uccisione di Alex Pretti e le proteste dei giorni scorsi. Al suo posto Tom Homan, lo zar dei confini
Centinaia di migliaia di americani protestano, tv e stampa hanno paura di documentare la sollevazione popolare. Ma non è più tempo di stare a guardare: dagli Usa potrebbe partire la peggiore crisi internazionale mai vista
Il volto della repressione negli Stati Uniti è discendente dell’emigrazione più povera: i suoi avi arrivano a Ellis Island nel 1909. La sua storia è un paradosso
Aveva un telefono in mano, non un’arma. Alex Pretti documentava la brutalità dell’Ice quando è stato ucciso. I filmati parlano chiaro e alimentano proteste di massa contro la violenza federale nell’America di Trump
A Minneapolis un’altra persona è morta durante un’operazione degli agenti federali. Segnali contraddittori arrivano da Washington: Donald Trump alterna inviti formali alla calma a dichiarazioni durissime in difesa, attaccando le autorità locali e legittimando un uso sempre più muscolare della forza
Dalla visione contenuta ne “Il Nomos della terra” di Carl Schmitt alle dichiarazioni dei leader contemporanei, una riflessione sulle origini e sulle tensioni attuali del diritto internazionale. L’orientamento eurocentrico sta tramontando a favore di orizzonti geopolitici sempre più incerti
La sua è una violenza consapevole, metodica, ostinatamente rivendicata, che non chiede indulgenze interpretative. Una follia pura. Un'aggressività senza metodi, né precedenti storici. Una violenza che non scaturisce da un errore, ma da una scelta
Le tensioni crescono dopo le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti a Davos. Il Globe and Mail riferisce che il le forze armate canadesi hanno elaborato un modello per simulare un blitz militare Usa e pianificare una risposta non convenzionale
Al forum in Svizzera presidente americano ha ribadito la volontà di annettere l’isola danese: «L’abbiamo salvata durante la Seconda guerra mondiale, Copenaghen ingrata». Sui dazi: «Servono a far pagare i Paesi che ci hanno danneggiato»
Il presidente Usa attacca Macron sul Board of Peace per Gaza, invita Putin e rilancia sul ruolo strategico dell’isola. L’Eliseo: «Minacce inaccettabili»
Cnn/Ssrs parla di “fallimento” per il 58% degli intervistati: l’economia resta la priorità che gli elettori non vedono affrontata. Approvazione al 39%. Il 75% rifiuta l’idea di “prendere la Groenlandia”, mentre dazi e costo della vita alimentano la sensazione che le condizioni siano peggiorate
Misure al 10% a partire dal primo febbraio per Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Olanda e Finlandia: da giugno saliranno al 25%. Proteste a Copenaghen contro gli Stati Uniti
Secondo il “Wall Street Journal” l’ordine finale non è arrivato: il presidente ha frenato davanti al rischio di un conflitto lungo, senza garanzie e con troppe incognite. Sullo sfondo gli appelli di Arabia Saudita, Oman, Qatar e Turchia e un atteggiamento israeliano letto in modi diversi
Gaza, la guerra in Ucraina, Taiwan. Qual è il valore del diritto internazionale se i Cesari di turno lo calpestano proprio quando ce n’è più bisogno? E che valore ha oggi l’Onu? È tempo che la politica, quella alta, parli