Non solo le tensioni da Forza Italia ma anche Salvini che si è messo a fare il Berlusconi con invasioni di campo su finanze e migranti (ASCOLTA L'AUDIO)
I deputati eletti in regione si atterranno agli ordini di scuderia. Mangialavori (Fi): «Esecutivo ha carte in regola per fare riforme». Furgiuele (Lega): «Programma ambizioso». Stumpo (Pd): «Destra contro i deboli». Orrico (M5S): «Linguaggio patriarcale»
Il neo premier ha presentato le linee programmatiche del nuovo governo toccando, tra i tanti temi, la questione meridionale: «Lavoreremo sodo per colmare un divario infrastrutturale inaccettabile, eliminare le disparità, creare occupazione» (ASCOLTA L'AUDIO)
Altre due figure politiche che comporranno l’esecutivo dovrebbero arrivare da Lega e FdI. Alle 11 il presidente del Consiglio presenterà alla Camera le dichiarazioni programmatiche. Ma l’intervento più atteso è quello di Berlusconi al Senato mercoledì (ASCOLTA L'AUDIO)
La giaculatoria similfemminista, che ci ricorda continuamente la prima volta di una donna a Palazzo Chigi, è un corto circuito. Del resto, Giorgia si farà chiamare il Presidente per ribadire che le istituzioni sono neutre e non possono essere declinate a seconda dell’appartenenza di genere (ASCOLTA L'AUDIO)
Il suo esordio in Parlamento nel 1996 quando viene eletto deputato con Alleanza nazionale. Dopo il governo Monti era tornato in magistratura non ricandidandosi
Visibilmente emozionata la leader di Fratelli d’Italia, prima donna a guidare Palazzo Chigi nella storia della Repubblica. Ventiquattro i ministri del suo esecutivo
Alle 10 al Quirinale per la formula di rito. Con nove ministri Fdi domina il nuovo corso, cinque ciascuno invece a Lega e Fi ma il peso dei dicasteri è diverso. Cinque anche i tecnici. Il sovranismo è la cifra politica del nuovo esecutivo. La regione più azzurra d’Italia a bocca asciutta
Nell’annunciare la squadra di governo per errore Giorgia Meloni ha invertito le nomine all’Ambiente e alla Pubblica amministrazione. Intanto però i due ministri già rilasciavano dichiarazioni
Alle 10:30 i gruppi parlamentari di Fdi, Lega, Fi, Civici d'Italia - Noi Moderati - Maie e Partito Sardo d'Azione sono saliti assieme al Colle per incontrare il presidente Mattarella
I vertici azzurri provano a far rientrare la crisi ma Giorgia Meloni potrebbe sbarrare le porte del Governo. Scatenando la divisione del partito: ecco gli scenari (ASCOLTA L'AUDIO)
Il Cavaliere interviene dopo la diffusione degli audio sull'Ucraina, Putin e Zelensky e dopo la replica di Giorgia Meloni: «Sinceramente pensavo di dover dedicare il mio tempo a cose più importanti che a rettificare interpretazioni distorte e francamente ridicole del mio pensiero» (ASCOLTA L'AUDIO)
La leader di Fdi usa parole durissime ma nette per replicare indirettamente al Cavaliere che in un audio rubato ha espresso le sue opinioni pro-Putin sui motivi della guerra. «L'Italia è a pieno titolo, e a testa alta, parte dell'Europa e della Nato»
Il Cavaliere è passato dall’atto di contrizione in via della Scrofa al contrattacco su ministri e politica estera. Chi si aspettava che fosse stato ridimensionato dal passo falso al Senato è rimasto deluso. E non è finita (ASCOLTA L'AUDIO)
Sono in tanti da dover accontentare e Forza Italia sembra avere pochi margini di manovra. Nel toto-ministri più accreditato c’è Tajani vice premier ed Esteri, Bernini al Miur e Casellati alle Riforme (ASCOLTA L'AUDIO)
Lo scontro tra i due è nato a seguito dell'elezione del presidente del Senato. In una nota congiunta: «Siamo al lavoro per dare il più presto possibile all’Italia un Governo forte»
Il governatore si attiva per tentare di piazzare profili graditi nei dicasteri. Per Il Giornale sarà lui a indicare il responsabile per il Mezzogiorno. E Bertolaso è in pole per il dopo Speranza
Dopo lo scontro dei giorni scorsi con lo "strappo" di Fi sull'elezione di Ignazio La Russa alla presidenza del Senato e le frizioni sugli "appunti del Cav", i due leader dovrebbero incontrarsi nel tardo pomeriggio odierno
A Palazzo Madama, con l’elezione di Ignazio La Russa alla Presidenza del Senato, è andata in scena la declinazione postmoderna del parricidio del novello Bruto-Giorgia ai danni di Cesare. In morte di ogni eleganza. Ecco perché