Dalle intercettazioni emergono alcuni retroscena riguardanti le ultime elezioni comunali di Gioia Tauro e l’appoggio all’ormai ex primo cittadino da parte dei Guerrisi. Ma non mancano duri conflitti fra gli appartenenti al clan
Il primo cittadino della città della piana ha scelto la piazza per smentire categoricamente la sua volontà di dimettersi. Il documento congiunto presentato da 4 consiglieri di maggioranza e 5 di opposizione sarà discusso domani, venerdì 23 dicembre
«Il Consiglio comunale di Gioia Tauro ha scelto l'ignavia, evitando la doverosa, immediata contestazione dell'incompatibilità di legge in capo al sindaco, Giuseppe Pedà, ammessa proprio dal primo cittadino».
Con una lettera al presidente, Santo Bagalà, i parlamentari M5s Riccardo Nuti, Francesco D'Uva, Nicola Morra, Dalila Nesci, Paolo Parentela e Federica Dieni hanno chiesto al Consiglio comunale di Gioia Tauro (Reggio Calabria) di contestare «la causa oggettiva d'incompatibilità» che grava sul sindaco, Giuseppe Pedà, in quanto il suocero, Luigi Bagalà, ha in appalto la raccolta e il trasporto dei rifiuti differenziati e indifferenziati