«Al momento lo Stato è assente. Sono state fatte solo chiacchiere. Senza i nostri soldi, adesso saremmo sotto i ponti. La situazione è pessima». È quanto lamentano i ragazzi di Gioia Tauro andati a festeggiare il compleanno della sorella a Dubai e rimasti bloccati lì dopo i bombardamenti iraniani in risposta all’attacco israelo-americano. Cristian, Domenico e Graziana De Gennaro e Valentina Tripodi dal giorno delle prime esplosioni sono chiusi in hotel con la speranza di rientrare prima possibile in Italia.

«Stanno iniziando a programmare i voli, ma per noi si parla di un rientro previsto intorno all’8-9 marzo. È troppo lontana come data – affermano i ragazzi -. Capiamo che c'è gente che ha più esigenza di partire, però non ci sembra giusto che ci lascino qui così. Chi ti dice una cosa, chi un’altra. C’è molta improvvisazione. In tv sostengono che ci stanno supportando, ma non è vero. Lo facciamo di tasca nostra. L’albergo, per oggi, ce l’ha offerto l’agenzia, ma nei prossimi giorni dovremo pagarlo noi. Stare qui per altri 5 giorni, con i prezzi che ci sono, non è affatto facile. Anche altri stanno lamentando la stessa cosa. C’è una signora con una figlia piccola che non sa come fare».