«Ci sono loro, ma ci siamo anche noi». Tra centinaia di commenti, reazioni, riflessioni, forse la più efficace è stata quella del preside del liceo classico di Vibo, Raffaele Suppa. Ci sono loro, la feccia umana, quelli che sparano di notte, quelli forti dietro una pistola che fa fuoco da una macchina in corsa, quelli che lasciano bottiglie piene di benzina e cartucce sulla soglia e fuggono via con i cappucci della felpa calati sulla faccia. Ma ci siamo anche noi. Come mai visto prima a Vibo Valentia. Migliaia di persone hanno partecipato ieri sera a quella che inizialmente doveva essere una fiaccolata mariana dedicata alla Madonna nel suo mese, maggio. Ma poi, grazie al fermo e pacato appello del vescovo di Mileto, Attilio Nostro, a centinaia hanno partecipato alla fiaccolata che ieri sera ha mosso i primi passi davanti alla sede del Network LaC

Da lì, fino al Vibo Center, attraversando la zona industriale dove nei giorni scorsi 5 aziende sono state fatte bersaglio di colpi d’arma da fuoco.  Due notti fa, poi, una sventagliata di proiettili ha colpito auto e case nel territorio di San Gregorio d’Ippona. Una stesa in stile Gomorra.

Ci sono loro, ci sono ancora. Ma stavolta ci sono anche i vibonesi. A centinaia hanno marciato seguendo l’effigie della Madonna, che un miracolo l’aveva già fatto: il percorso del corteo, costellato di micro discariche e avvolto dal degrado più sconfortante, era stato pulito. Per quasi due anni gli appelli erano caduti nel vuoto. E invece, nel giro di due giorni, i rifiuti sono stati portati via e l’erba, che cresceva alta come all’equatore, è stata tagliata. Un miracolo davvero. Corap? Arsai? Comune? Chi sia stato a mandare camion dei rifiuti e decespugliatori è irrilevante. Ciò che invece rileva è che, dunque, si poteva fare, anche quando lo chiedevano disperatamente i ragazzini senza pista d’atletica che su quelle strade di periferia si allenano. Le stesse strade dove di notte sparano e i parassiti con la pistola si sentono a casa loro, perché degrado chiama degrado. Invece le hanno pulite solo adesso. Ora che serviva a dire: “Ok, ci siamo anche noi”. E tutto sommato va bene anche così.

Perché Vibo c’era e finalmente si vedeva. C’erano i sindaci con la fascia tricolore, gli imprenditori, i cittadini, i preti, i ragazzi delle scuole. C’era Il Vibonese. C’era il Network LaC al completo. C’eravamo tutti per dire alla feccia umana che non ci fa più paura.