Deposizione in Tribunale a Vibo Valentia nell’ambito del processo contro i clan delle Preserre. Le figure dei Maiolo e le proiezioni in Abbruzzo e Piemonte
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Saltano all’udienza fissata per l’8 aprile prossimo le deposizioni dei collaboratori di giustizia Francesco Fortuna e Onofrio Barbieri di Sant’Onofrio, oggi citati nell’ambito del processo nato dall’operazione antimafia denominata Habanero e presenti in videocollegamento con il Tribunale collegiale di Vibo Valentia. L’esame ed il controesame del maggiore dei carabinieri, Alessandro Bui, già alla guida del Nucleo Investigativo dei carabinieri di Vibo Valentia, ha impegnato oltre le previsioni il Collegio ed al giudice Gabriella Lupoli non è rimasto che disporre – al termine del controesame da parte dell’avvocato Antonio Barillaro e prima della ripresa pomeridiana del controesame da parte dell’avvocato Sandro D’Agostino – l’aggiornamento dell’escussione dei due collaboratori di giustizia, chiesta dal pm della Dda di Catanzaro Andrea Buzzelli.
L’esame del maggiore Bui
Diversi i temi toccati dal maggiore dei carabinieri Alessandro Bui nel corso del suo esame e controesame in aula. Ad iniziare dall’estorsione ai danni di una pasticceria di Acquaro, destinataria di una bottiglia con liquido infiammabile e un accendino il 12 luglio 2018. Dopo tale episodio, secondo la ricostruzione del teste della pubblica accusa, per la fornitura di prodotti di pasticceria si sarebbero presentati ai titolari dell’attività commerciale Angelo Maiolo di Acquaro e Filippo Monardo, 30 anni, di Soriano, entrambi imputati nel processo. Per rifornire la pasticceria dei propri prodotti si sarebbe così inserita la ditta denominata “Cose Così srl” di Giuseppe Chiera, altro imputato del processo. L’azienda, avente sede a Soriano Calabro, secondo gli accertamenti non presentava in organico alcun lavoratore. Dai controlli del territorio è così emerso che Giuseppe Chiera è stato controllato a bordo di furgoni della ditta di Monardo, attiva dal 1987 ed intestata al padre, attiva nel commercio all’ingrosso di prodotti alimentari. Da altri controlli dei carabinieri è poi emerso che la ditta “Cose Così” nel 2018 aveva aumentato il proprio fatturato rifornendo diversi clienti del Reggino.
Il maggiore Alessandro Bui è quindi passato a riferire su alcune vicende che coinvolgono gli omonimi cugini Francesco Maiolo di Acquaro. Il più grande, classe ’79, è stato chiamato in causa – ha ricordato il teste – dal collaboratore di giustizia Onofrio Barbieri in ordine ad una rapina messa a segno nel 2016 ai danni di un corriere che trasportava tabacchi. Già latitante - e poi catturato il 15 giugno 2016 - Francesco Maiolo (cl. ’79) è emerso nell’indagine Habanero anche per altra vicenda estorsiva risalente al 2018 ai danni di una ditta con sede a Maierato. Anche in questo caso – ha spiegato il maggiore Bui – è il collaboratore di giustizia Onofrio Barbieri a raccontare della “sponsorizzazione” da parte di Francesco Maiolo per far assumere in tale ditta un soggetto di Sant’Onofrio indicato come vicino al clan Bonavota.
Quindi i riferimenti a Francesco Maiolo (classe 1983) che, a detta del collaboratore di giustizia Andrea Mantella, sarebbe stato “battezzato” nella ‘ndrangheta all’interno del carcere. Già assolto dall’accusa di associazione mafiosa nell’ambito dell’operazione denominata “Luce nei boschi” e risalente al 2012, Andrea Mantella (collaboratore di giustizia dal maggio 2016) ha spiegato di aver lui stesso proceduto al “battesimo” nella ‘ndrangheta di Francesco Maiolo (classe 1983) nell’anno 2014 durante un comune periodo di detenzione a Torino, a seguito di una specifica richiesta in tal senso formulata da Enzo Taverniti, all’epoca detenuto presso il carcere di Parma.
Francesco Maiolo nel processo Habanero è anche accusato dei reati di turbativa della libertà degli incanti e rapina commessi, rispettivamente, a Torino 1’8 marzo 2018 e a Invorio, in provincia di Novara, il 24 novembre 2017, tutte contestazioni aggravate dal metodo mafioso. Francesco Maiolo (classe 1983) viene quindi indicato come soggetto particolarmente fedele al cugino Angelo Maiolo in favore del quale si sarebbe posto a disposizione per le esigenze del sodalizio, tra cui quella di recarsi a Roma nel giugno del 2018 per versare ad un avvocato il corrispettivo per la difesa dei vari sodali nonché per corrispondere – su disposizione dell’omonimo cugino Francesco Maiolo classe ’79 – cinquemila euro alla moglie di uno degli associati. Dall’esame del maggiore Bui è anche emersa la gestione di una ditta di costruzioni in Piemonte da parte di Francesco Maiolo (classe 1983) e Francesco Bertucci dove figuravano tra gli assunti anche Rinaldo Loielo – di Ariola di Gerocarne – e Giuseppe Taverniti.
Il teste Alessandro Bui si è infine soffermato in aula sulla figura dell’imputato Cosmo Damiano Inzitari. Rispondendo alle domande dell’avvocato Antonio Barilaro, il maggiore ha dichiarato che nell’inchiesta “Luce nei boschi” non era emerso nessun coinvolgimento di Inzitari. “Si trattava di un soggetto comunque noto a livello investigativo per alcuni precedenti e che i carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno chiedono di intercettare nel settembre del 2018. Le captazioni si prolungano – ha ricordato il teste – sino al luglio del 2019, mentre nel marzo del 2019 viene controllato in Abruzzo in compagnia di Angelo Maiolo”. Cosmo Damiano Inzitari, 49 anni, di Acquaro, negli ultimi tempi residente in Piemonte, è accusato dei reati di associazione di stampo mafioso (‘ndrina Maiolo) e detenzione di un’arma comune da sparo. Le dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia e il contenuto di alcune conversazioni oggetto di captazione collocano Cosmo Damiano Inzitari, secondo l’accusa, come particolarmente vicino ad Angelo Maiolo.
Gli imputati
Sotto processo dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia si trovano: Luciano Barone, 52 anni, di Montesilvano (Pe) (difeso dall’avvocato Domenico Intrieri Cataldo); Giuseppe Chiera, 38 anni, di Soriano Calabro (avvocati Sandro D’Agostino e Nicola Loiero); Cosmo Damiano Inzitari, 49 anni, di Acquaro (avvocato Antonio Barilaro); Angelo Maiolo, 42 anni, di Acquaro (avvocati Sergio Rotundo e Sandro D’Agostino); Francesco Maiolo, 47 anni, di Acquaro (avvocati Luca Cianferoni e Bruno Ganino); Francesco Maiolo, 43 anni, di Acquaro, residente a Brandizzo (avvocati Sandro D’Agostino e Luca Cianferoni); Filippo Monardo, 30 anni, di Soriano Calabro (avvocati Pamela Tassone e Nicola Loiero); Francesco Sorleto, 47 anni, di Acquaro (avvocato Sandro D’Agostino); Pasquale Rottura, 32 anni, di Acquaro (avvocati Giuseppe Gervasi e Vincenzo Sorgiovanni).

