È quanto riporta Diario de Cuba. Il caso riguarderebbe almeno cinque professionisti fuoriusciti dalle missioni ufficiali che si sarebbero visti negare o revocare contratti con le aziende sanitarie locali
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Alcuni medici cubani fuoriusciti dalle missioni ufficiali in Italia rischiano di restare esclusi dal sistema sanitario, nonostante la carenza di personale.
Il caso riguarda la Calabria, dove almeno cinque professionisti si sarebbero visti negare o revocare contratti con le aziende sanitarie locali. Secondo fonti citate da Diario de Cuba, vi sarebbero pressioni del governo cubano sulle autorità locali per impedire l'assunzione dei cosiddetti "disertori", ossia i medici che hanno lasciato le brigate sanitarie statali cubane. Alcuni professionisti riferiscono di comunicazioni amministrative mai firmate o addirittura di dimissioni notificate a loro nome senza consenso.
«Ho lasciato la missione l’anno scorso da allora non mi hanno più rinnovato il contratto perché non lavoravo più con la “Missione Medica Cubana”, e ho avuto difficoltà perfino a ottenere un attestato di servizio» - ha raccontato a Diario de Cuba uno dei medici intervistati. «Il funzionario dell’Azienda sanitaria diceva che non potevano rilasciarmelo, né quello né il mio fascicolo lavorativo».
Racconta poi di essere riuscito ad accedere al proprio fascicolo e a scoprire una comunicazione ufficiale inviata a suo nome con cui sarebbe stata notificata una presunta rinuncia mai presentata.
Esperti legali segnalano possibili violazioni del giusto processo, poiché decisioni formali sarebbero state annullate verbalmente, senza atti ufficiali, riferisce Diario de Cuba. Il caso si inserisce nel dibattito internazionale sulle missioni mediche cubane, già criticate per condizioni di lavoro e gestione salariale.



