Davanti alla Corte d’Assise di Cosenza entra nel vivo il dibattimento sull’inchiesta antimafia. Attesi Celestino Abbruzzese e Ivan Barone, figure ritenute centrali dall’accusa per ricostruire equilibri e assetti delle cosche cosentine
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L'aula della Corte d'Assise di Cosenza
Il processo “Recovery” entra nella fase centrale con l’avvio dell’esame dei collaboratori di giustizia indicati dall’accusa come figure chiave per ricostruire assetti e dinamiche delle cosche cosentine. L’udienza è fissata davanti alla Corte d’Assise di Cosenza, dove sono attesi i primi racconti dei pentiti che, negli anni, hanno contribuito alle principali inchieste antimafia sul territorio.
In aula dovrebbe essere ascoltato Celestino Abbruzzese, alias «Micetto», noto anche come «Claudio», collaboratore dal 2018 dopo la condanna definitiva nel processo “Job Center”. Le sue dichiarazioni, secondo l’impostazione accusatoria, hanno rappresentato uno degli elementi utilizzati dagli investigatori e dalla Dda di Catanzaro per rafforzare il quadro che ha portato all’inchiesta “Reset”, nella quale è stata contestata l’esistenza di una presunta confederazione mafiosa operante nell’area cosentina. Nel medesimo contesto viene richiamata la posizione di Francesco Patitucci, indicato come figura apicale dell’assetto criminale e la cui condanna di primo grado – secondo quanto riportato – non sarebbe stata impugnata in appello.
Tra i testimoni indicati figura anche Ivan Barone, proveniente dall’area della cosca degli “zingari” di via Popilia, divenuto collaboratore di giustizia pochi giorni dopo il blitz interforze del 1° settembre 2022. In base alla ricostruzione confluita negli atti, Barone avrebbe assunto un ruolo di “reggenza” del gruppo dopo gli arresti nell’operazione “Testa di Serpente”, insieme a Gianluca Maestri, anch’egli collaboratore di giustizia.
Il dibattimento, fin qui, si è sviluppato soprattutto attraverso l’esame di ufficiali e operatori di polizia giudiziaria, chiamati a illustrare gli elementi raccolti nelle indagini: intercettazioni, riscontri investigativi e rapporti tra i singoli imputati. L’obiettivo dell’accusa è sostenere la ricostruzione delle presunte condotte contestate, con particolare attenzione ai filoni legati al narcotraffico e ad altri ambiti ritenuti di interesse investigativo.

