L’annuncio del sindaco di Capistrano Marco Martino nel corso di una concitata assemblea pubblica sulla viabilità provinciale. Il vicepresidente della Giunta regionale con delega ai Trasporti al telefono si è detto disponibile a ricevere i sindaci ma ha chiarito di non essere al corrente della questione
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Un’assemblea carica di aspettative e… concitazione. Da una parte i sindaci, il cui approccio era necessariamente improntato al contegno istituzionale, dall’altra numerosi cittadini e comitati che, al di là delle parole di circostanza, attendevano risposte concrete. Dire se questi ultimi siano usciti soddisfatti dall’aula consiliare di Capistrano, gremita come non mai, è impresa ardua.
Al centro del contendere, com’è noto, lo stato della viabilità provinciale nell’entroterra vibonese e, in particolare, il ripristino della Sp47 tra Capistrano e San Nicola da Crissa, ceduta in un tratto di pochi metri a causa delle intemperie e chiusa con ordinanza provinciale dal marzo scorso.
Proprio su questo punto è arrivato il primo annuncio del sindaco Marco Martino, che ha reso nota la disponibilità ricevuta da parte della Protezione civile regionale per effettuare un intervento che possa consentirne la riapertura al traffico, stimato in circa 65mila euro. «Ho ricevuto rassicurazioni da parte del dirigente generale Domenico Costarella e già questo lunedì (domani, 18 maggio, ndr) si terrà una riunione al Dipartimento in Regione per programmare l’intervento, insieme ai tecnici della Provincia di Vibo, non solo sulla Sp47 ma anche su altre strade danneggiate dagli eventi meteo».
E proprio la Provincia di Vibo Valentia, più volte evocata dai sindaci e dai cittadini presenti, è apparsa come il convitato di pietra dell’assemblea. Seppure invitati, sia il presidente L’Andolina che la dirigente Conocchiella non hanno preso parte all’incontro. «Un’occasione di confronto persa» per alcuni; «un ente ormai latitante» per altri.
Significativo l’asse tra i primi cittadini in un’azione comune considerata «fondamentale» da Martino. Tra i presenti i primi cittadini di Monterosso, Antonio Lampasi; Pizzoni, Vincenzo Caruso; Pizzo, Sergio Pititto; Brognaturo, Rossana Tassone; Sorianello, Sergio Cannatelli; Mileto, Salvatore Fortunato Giordano; Francavilla Angitola, Giuseppe Pizzonia; San Nicola da Crissa, Giuseppe Condello.
Da Pizzonia la proposta di «elaborare un documento unitario da portare ai tavoli decisionali, al ministero delle Infrastrutture in particolare, per rappresentare nel dettaglio lo stato della viabilità provinciale, le principali emergenze e gli interventi ormai non più rinviabili. Occorre essere concreti - ha detto Pizzonia - e trasformare la protesta in azione».
Di avviso simile il collega Condello che ha spostato l’obiettivo verso la Prefettura. «C’è già stato un tavolo sulla viabilità ed è corretto che i sindaci che giurano sulla Costituzione facciano riferimento ai canali istituzionali affinché si trovino soluzioni che diano risposte ai cittadini». Tra le opzioni anche il ricorso al sostegno economico del mondo imprenditoriale per finanziare «interventi provvisori che possano sopperire all’emergenza».
Una telefonata del vicepresidente della Giunta regionale con delega ai trasporti Filippo Mancuso ha suscitato il brusio della sala allorquando l’esponente del governo regionale, dicendosi disponibile a ricevere i sindaci, ha chiarito di non conoscere nel dettaglio le questioni dibattute nel corso dell’assemblea.
«È grave che in Regione non si sappia niente - ha tuonato un cittadino -. Questa telefonata cristallizza la gravità della situazione e l’assenza della politica: se il vicepresidente non sa niente a due mesi di distanza questo è il fallimento della politica. Voi sindaci non contate niente, noi cittadini siamo inascoltati e il vero interlocutore, la Provincia, è completamente assente. Oggi è una sconfitta per tutti».
Ancora più netto l’intervento dal pubblico di Andrea Fera, giornalista. «Dobbiamo riprenderci la strada attraverso un atto di disobbedienza civile. Dobbiamo andare noi a spaccare i cordoli e gettare dei secchi di pietrisco per renderla di nuovo transitabile. È questa la risposta che dobbiamo dare alla Provincia e alla politica in generale. Perché è inaccettabile che per tre metri di strada rotta, siamo costretti a fare sette chilometri di sterrato con rischi ben maggiori».
Anche per Fioravante Schiavello, presidente del Comitato Trasversale delle Serre, «è un disagio inconcepibile, non degno di una società civile, quello che quotidianamente si vive su molte strade della provincia di Vibo. Le nostre strade non conoscono neppure la manutenzione ordinaria e spostarsi è diventata ormai un’impresa rischiosa».
Al coro si è unito il dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo di Vallelonga, Rocco Olivadese. «Tutto il mondo della scuola sta vivendo in prima persona i gravi disagi causati da queste interruzioni. Diventa impossibile anche solo organizzare le sostituzioni e anche la didattica è costretta a fare i conti con i disagi che ne derivano. In mancanza di risposte saremo costretti a ripensare la scuola e ne va di mezzo la qualità del servizio, perché non siamo nelle condizioni di svolgere il nostro lavoro come vorremmo».
Un concetto ripreso da Raffaele Fera, ex dipendente comunale. «Ci sono insegnanti, lavoratori, ammalati, che devono quotidianamente andare a Serra San Bruno e stanno vivendo disagi gravissimi di cui nessuno si preoccupa, tanto meno la Provincia che stasera avrebbe dovuto essere qui a dare rassicurazioni e invece è latitante. Le nostre ormai sembrano le strade di Baghdad. Sembra che da qui sia passato Trump a bombardare tutto» ha ironizzato.
Martino ha provato a cogliere il lato positivo. «Questo grido di dolore ha prodotto e produce i suoi risultati. C’è ancora da battagliare, è vero, ma intanto accogliamo con favore la notizia della riunione con Costarella e delle somme che la Protezione civile metterà a disposizione. Ora bisogna sburocratizzare e snellire le procedure di una Provincia un po’ dormiente».
Altro dato rilevante per il sindaco di Capistrano è l’attivismo dei sindaci. «Doveva partire da molto tempo questo movimento civico. Un’azione che non vuol essere una critica nei confronti dell’Amministrazione provinciale - ha sottolineato - bensì uno stimolo per affrontare una situazione ormai al collasso».





