Sarà la regione francese della Loira ad ospitare la prossima edizione della sessione del Concours mondial de Bruxelles dedicata ai vini rosati. Stamane, nel corso dell’ultima giornata della competizione internazionale che ha preso in esame 1.100 etichette di vini rosè provenienti da tutto il mondo – al Borgo Saverona di Cirò – la cerimonia ufficiale del passaggio di testimone.

L’annuncio del Ceo del Concours, Quentin Avaux, attraverso un video che ha svelato la destinazione 2027, è stato seguito dal passaggio di consegne tra il consigliere regionale Sergio Ferrari, già presidente della Provincia di Crotone, e Vincent Rousseau, vicepresidente dei Rosè de l’Anjou della Fédération Vitìcole Anjou-Saumur.

Per Ferrari «L’orgoglio e la soddisfazione di tutto il territorio cirotano per aver ospitato la manifestazione» e il ringraziamento ai giudici che «in questi giorni, e un minuto dopo la chiusura dell’evento, promuoveranno la Calabria e i suoi vini nei mercati internazionali, offrendo nuove opportunità di visibilità e sviluppo per il territorio culla del vino calabrese».

Per i 55 giudici - che resteranno in Calabria per altri due giorni alla scoperta dei principali distretti enologici -, anche nelle giornate di ieri e in quella di oggi proseguiranno le visite guidate nei vigneti e nelle cantine più rappresentative del Cirotano, alla scoperta di un patrimonio storico-ambientale che custodisce la straordinaria biodiversità dei vitigni autoctoni. E proprio la biodiversità è stata il focus della visita che ieri ha portato la giuria internazionale nella Tenuta Rosaneti dell’azienda Librandi, nel cuore del Marchesato, per conoscere da vicino il Giardino varietale dedicato agli antichi vitigni e il Museo d’impresa della storica cantina.

«La promozione vinicola calabrese vive un momento di assoluta vivacità – spiega il dirigente Arsac Michelangelo Bruno Bossio -, abbiamo sempre un numero maggiore di aziende che decidono di partecipare alle manifestazioni organizzate dalla Regione Calabria, dal Dipartimento Agricoltura e dall’Arsac. Quindi questo significa che se le aziende, per la loro parte, decidono di investire, ne hanno un ricavo economico certo con un incremento di fatturato. Un’altra occasione di crescita è data dalla visibilità complessiva di tutto quello che può andare al traino di un prodotto come il vino, tant'è vero che noi stiamo anche lavorando molto sull'enoturismo, perché attraverso il vino poi riusciamo a vendere e a valorizzare il territorio nel suo insieme, creare un valore aggiunto su tutta la Calabria e penso che questa sia una strada che vada perseguita sempre con maggiore determinazione. Quindi il vino diventa uno strumento di valorizzazione di un intero territorio».

L’iniziativa proseguirà, come detto, anche nelle giornate di lunedì 30 e martedì 31 marzo, attraverso il programma curato e gestito da Arsac in sinergia con l’assessorato all’Agricoltura regionale che porterà la giuria prima nel Cosentino con Terre di Cosenza, poi negli areali di Lamezia Terme e Vibo Valentia, per arrivare alla Doc Bivongi, al Consorzio del Greco di Bianco e a quello delle Terre di Reggio Calabria.