Giorgia Meloni è il primo capo di governo a far visita nei Paesi del Golfo dall’inizio del conflitto. Una missione per la sicurezza energetica nazionale «fortemente sconsigliata» dall’Intelligence in un’area che è a tutti gli effetti zona di guerra. L’Iran continua a martellare le monarchie vicine all’Occidente con lanci di missili e droni. 

Due giorni, quattro tappe nelle intenzioni della premier: Gedda, Doha, Abu Dhabi e Kuwait City. Quest’ultimo viaggio è stato cancellato per «ragioni di sicurezza». Un’iniziativa politica che è insieme una missione economica per assicurare gli «approvvigionamenti energetici a tutela degli interessi nazionali». Al momento risultano completamente azzerate le forniture di gas dal Qatar, che valgono circa l’11% del fabbisogno italiano, come pure del petrolio che importiamo dal Golfo, acquistata nell’area nella misura di circa il 15% del consumo nazionale.

Con la sua presenza la presidente del Consiglio ha voluto esprimere il sostegno e la vicinanza dell’Italia ai paesi sotto attacco ritorsivo. Palazzo Chigi fa sapere che a Gedda, nel corso del colloquio con il principe ereditario e primo ministro saudita Mohammed bin Salman, i due capi di governo hanno discusso «dell’assistenza militare difensiva fornita dall’Italia, confrontandosi sulle prospettive del conflitto e sugli sforzi in corso per una soluzione diplomatica e, più ampiamente, su come promuovere un quadro regionale che possa uscire dall’attuale situazione di conflittualità». L’incontro ha anche «permesso di discutere di come assicurare gli approvvigionamenti energetici e ridurre l’impatto della crisi su imprese e cittadini». I due capi di governo hanno concordato sulla necessità di «assicurare al più presto la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz».

La seconda tappa del viaggio è Doha, dove la nostra premier incontrerà l’emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani.

La cooperazione economica tra Italia e Paesi del Golfo è strategica e in forte crescita, con un interscambio commerciale che supera i 10 miliardi di euro e un export verso l'area che vale circa 30 miliardi di euro. Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita sono i primi importatori di prodotti italiani. I settori trainanti sono la meccanica e la farmaceutica. Oltre agli idrocarburi, la cooperazione si concentra su tecnologie avanzate, beni di lusso, e grandi progetti infrastrutturali. Tremila e 900 aziende italiane operano nell’area nei più disparati campi, dalla transizione energetica al settore della moda. «Sono Paesi amici, strategici per i nostri interessi», ha sottolineato la premier. «Li aiutiamo a difendersi dagli attacchi iraniani, e lo facciamo a protezione delle decine di migliaia di italiani presenti nella regione». La cooperazione riguarda anche gli aiuti militari: forniture di mezzi, strumentazioni e tecnologie a scopo «esclusivamente difensivo». L’Italia è pronta a portare nel Golfo un sistema antimissile Samp-T per rafforzare lo scudo contro gli attacchi aerei iraniani.