Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti si avvicinano a grandi passi verso un coinvolgimento diretto nel conflitto con l'Iran, dopo i ripetuti attacchi contro infrastrutture energetiche e centri urbani del Golfo. Lo riporta il Wall Street Journal, citando la decisione di Riad di consentire alle forze statunitensi l'uso delle proprie basi, un segnale di cambio di postura rispetto alla linea iniziale di non partecipazione. Il principe ereditario Mohammed bin Salman sarebbe ora determinato a ristabilire la deterrenza e vicino alla decisione di unirsi alle operazioni militari, facendo ritenere imminente un ingresso saudita nel conflitto.

"La pazienza dell'Arabia Saudita di fronte agli attacchi iraniani non è illimitata", ha dichiarato il ministro degli Esteri Faisal bin Farhan. Parallelamente, gli Emirati stanno aumentando la pressione su Teheran anche sul piano economico, prendendo di mira asset e interessi iraniani e valutando un possibile coinvolgimento militare, mentre si oppongono privatamente a un cessate il fuoco che lasci intatta parte della capacità militare iraniana.

Bin Salman, in particolare, sta facendo pressione su Donald Trump affinché prosegua la guerra contro l'Iran che, a suo avviso, è un'"opportunità storica" per rifondare il Medio Oriente. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti, secondo le quali nell'ultima settimana il principe ha fatto capire a Trump che dovrebbe spingere per la distruzione del governo iraniano. Per l'Arabia Saudita, l'Iran è una minaccia di lungo termine per il Golfo che può essere eliminata solo rimuovendo il suo governo.