Si alza ulteriormente la tensione in Medio Oriente dopo l’offensiva di Israele in Libano e la minaccia di colpire anche Beirut, secondo fonti con il via libera degli Stati Uniti.

«Non esiteremo ad agire in qualsiasi modo per aiutare la resistenza libanese contro l’aggressione illegale e l’ingerenza del regime sionista», ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei.

L’Europa ha chiesto a Israele «di porre fine all’escalation militare in Libano e di rispettare la sovranità e l’integrità territoriale del Paese».

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha ribadito la linea dura: «Non ci sarà una situazione in cui Hezbollah attacca le nostre città e i nostri cittadini mentre i quartier generali del terrorismo a Dahiye, periferia sud di Beirut, restano fuori portata».

L’Idf ha invitato i civili a evacuare il quartiere di Dahiyeh: «L’Idf esorta con forza tutti i residenti a trasferirsi per la propria sicurezza».

Secondo il portavoce militare, Israele «non è in guerra con il popolo libanese, ma con l’organizzazione terroristica Hezbollah».

Sul fronte diplomatico, l’Iran ha annunciato la sospensione dei colloqui con gli Stati Uniti: «Il team negoziale iraniano interromperà gli attuali colloqui in segno di protesta contro i continui attacchi e crimini israeliani in Libano».

Teheran ha ribadito che «non ci saranno negoziati a meno che non vengano soddisfatte le richieste dell’Iran e del movimento di resistenza», tra cui il cessate il fuoco e il ritiro israeliano da Gaza e Libano.

L’agenzia iraniana Tasnim riferisce inoltre che l’Iran e i suoi alleati avrebbero messo in agenda la possibile chiusura dello Stretto di Hormuz e l’attivazione di altri fronti nello Stretto di Bab al-Mandab.

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha invece dichiarato in una telefonata con la premier giapponese Sanae Takaichi che Teheran è pronta a garantire il transito delle navi giapponesi nello Stretto di Hormuz.

Ha però aggiunto che le difficoltà derivano dalle sanzioni e restrizioni degli Stati Uniti sul commercio iraniano.

Secondo l’agenzia Bloomberg, citando Tasnim, l’Iran avrebbe interrotto lo scambio di messaggi con Washington in risposta all’escalation in Libano.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha infine dichiarato: «Il cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti è inequivocabilmente un cessate il fuoco su tutti i fronti, compreso il Libano».

Ha aggiunto che «gli Stati Uniti e Israele sono responsabili delle conseguenze di qualsiasi violazione».

Il quadro resta quindi segnato da una escalation militare e diplomatica, con tensioni crescenti tra Israele, Hezbollah e Iran e un forte coinvolgimento delle potenze internazionali.