Si tratterebbe del primo Paese del Golfo Persico a diventare parte combattente. Lo scrive il Wall Street Journal. Intanto il presidente Usa parla nuovamente di fine del conflitto
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Commercial vessels are pictured offshore in Dubai on March 11, 2026. New attacks hit three commercial ships in the Gulf on March 11, with one of the vessels in flames as Iran pressed its campaign against its oil-exporting neighbours, threatening shipping in the Strait of Hormuz and plunging the global energy economy into crisis. (Photo by AFP) / Attention editors: AFP covers the war in the Middle East through its extensive regional network, including bureaus in Tehran, Jerusalem and several neighboring countries.Since the start of the conflict, journalists have been working under increasingly restrictive conditions. Authorities in several countries have limited reporters
Gli Emirati Arabi Uniti si stanno preparando ad aiutare gli Stati Uniti e altri alleati ad aprire con la forza lo Stretto di Hormuz. È quanto affermano funzionari arabi, una mossa che li renderebbe il primo Paese del Golfo Persico a diventare parte combattente, dopo essere stato colpito dagli attacchi iraniani. Lo scrive il Wall Street Journal.
Gli Emirati Arabi Uniti, riporta la testata Usa, stanno esercitando pressioni sul Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite affinché adotti una risoluzione che autorizzi tale azione, hanno aggiunto i funzionari. Lo stato del Golfo, scrive ancora il Wall Street Journal, ha avviato un'iniziativa per persuadere gli Stati Uniti e altri Paesi ad aprire la via navigabile con ogni mezzo necessario. In particolare, i diplomatici emiratini avrebbero esortato gli Usa e le potenze militari in Europa e Asia a formare una coalizione per aprire lo stretto con la forza, hanno affermato i funzionari. Un funzionario degli Emirati Arabi Uniti ha osservato che il regime iraniano ritiene di combattere per la propria sopravvivenza ed è disposto a trascinare con sé l'economia globale nella morsa dello Stretto.
«La guerra in Iran finirà in 2-3 settimane»
Intanto Donald Trump ha detto di ritenere che l'operazione militare in Iran finirà «in 2-3 settimane. Finiremo il lavoro», ha detto il presidente che dal 28 febbraio ha spostato più volte la data del conflitto. «Quando lascerò l'Iran i prezzi della benzina caleranno. Lo farò molto presto. La benzina sale ma l'Iran non ha l'arma nucleare», ha aggiunto.
Donald Trump ha ribadito che l'«Iran vuole l'accordo più di quanto lo vogliano gli Stati Uniti».

