La Casa Bianca valuta l’invasione o il blocco dell’avamposto iraniano per costringere la Repubblica islamica a riaprire il corridoio nel quale transita il petrolio. Militari già in viaggio, ma i rischi restano elevati
Tutti gli articoli di Italia Mondo
PHOTO
La Casa Bianca starebbe valutando un piano per occupare o bloccare Kharg Island, l’isola iraniana strategica per l’export di petrolio, con l’obiettivo di costringere Teheran a riaprire lo Stretto di Hormuz. La notizia, riportata dal sito americano Axios, evidenzia la complessità della situazione e i rischi connessi a un’eventuale operazione militare.
Lo Stretto di Hormuz rappresenta un punto nevralgico per il trasporto di petrolio: circa il 20% del greggio mondiale passa da qui. La chiusura da parte dell’Iran ha provocato un’impennata dei prezzi globali dell’energia, mettendo pressione sull’amministrazione Trump per trovare una soluzione rapida.
Secondo quanto riportato, un’operazione di occupazione su Kharg Island, a circa 15 miglia dalla costa e responsabile del 90% delle esportazioni iraniane, comporterebbe rischi significativi per le truppe statunitensi. «Abbiamo bisogno di circa un mese per indebolire ulteriormente gli iraniani con attacchi mirati, prendere l’isola e poi usarla come leva negoziale», ha spiegato una fonte vicina alla Casa Bianca.
Attualmente tre unità dei Marines sono già in viaggio verso la regione, e ulteriori rinforzi sono in discussione. Tuttavia, la decisione finale non è stata ancora presa. «Trump vuole che Hormuz sia aperto. Se dovrà prendere Kharg Island per farlo, succederà. Ma la decisione non è stata ancora presa», ha dichiarato un funzionario dell’amministrazione.
Non mancano dubbi sull’efficacia di un’occupazione. Secondo il retroammiraglio (in congedo) Mark Montgomery, prendere l’isola potrebbe esporre le truppe a rischi elevati senza garantire la riapertura dello Stretto: «Se sequestriamo Kharg Island, chiuderanno comunque la produzione altrove. Non controlliamo il petrolio iraniano».
Altri scenari prevedono l’invio di navi da guerra e aerei per scortare i petroliere attraverso lo Stretto, riducendo la necessità di un’invasione terrestre. Nei giorni scorsi, massicci attacchi aerei su Kharg Island hanno già avuto lo scopo di indebolire le capacità militari iraniane e fungere da deterrente.
Tra le opzioni al vaglio ci sarebbero anche un blocco navale e altre operazioni dei Marines, come l’evacuazione di personale dalle ambasciate nella regione. La situazione resta fluida e le decisioni finali dipenderanno dall’evoluzione degli eventi sul campo e dall’analisi dei rischi militari e legali.

