Cannizzaro a Reggio ottiene un plebiscito e Voce a Crotone stravince nonostante il suo percorso politico non lineare. Unici stop a San Giovanni in Fiore e Castrovillari dove si va al ballottaggio. E il centrosinistra? Sui territori non c’è
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Il vento di centrodestra di certo spirava sulla Calabria. Ma nessuno si aspettava, oggettivamente, con questa intensità . Nelle città principali della regione, considerando a Crotone e Reggio Calabria, le vittorie sono state molto più nette delle previsioni della vigilia.
Ovviamente a questo punto dobbiamo fare i necessari distinguo: un conto sono le Politiche o le regionali, un altro le amministrative. Quest'ultimo sono molto legato ai territori e alla personalità dei candidati. Ma questo non cambia di moltissimo i termini dell'analisi. Anzi, se vogliamo, la peggiora per un centrosinistra che si è dimostrato non in grado di mettere in campo proposte e uomini credibili.
Il centrodestra ha vinto quasi ovunque anche in città una volta governata dagli avversari politici come Palmi , andata al voto anticipato per l'elezione a consigliere regionale dell'ex sindaco Giuseppe Ranuccio. Sotto questo aspetto diciamo subito che la vittoria più clamorosa è quella di Vincenzo Voce che ha sbancato gli avversari al primo turno con un risultato rotondo. Eppure Voce ha avuto un percorso politico certamente non lineare. Candidatosi la prima volta come civico “antisistema” il suo consenso non è stato scalfito nemmeno dal passaggio al sistema e in particolare con Forza Italia.
Su Reggio Calabria, ovviamente, poco da dire. Cannizzaro dimostra uno strapotere nelle urne in linea con tutti gli ultimi appuntamenti elettorali. Ha stravinto alle Europee, Reggio Calabria è l'unica provincia calabrese dove il Sì ha vinto al referendum, a queste comunali ha avuto una sorta di plebiscito. Senza nulla togliere al grande successo personale del deputato di Forza Italia, questi numeri impongono una seria riflessione al Pd. Il centrosinistra sembrava aver fatto le cose per bene, con la scelta del candidato Domenico Battaglia venuto fuori dal percorso democratico delle primarie. Il problema è stato il giorno dopo, evidentemente qualcuno non ha rispettato i patti. Troppo basso il dato del 21% per un partito che comunque elegge da due legislature un senatore che per inciso è anche segretario regionale del partito.
Qui, però, si apre un'altra riflessione che coinvolge il cosiddetto “campo largo” che in Calabria, sui territori, semplicemente non esiste. Avs, ad esempio, alle regionali non è nemmeno riuscita a raggiungere il 4%. Noti sono poi i problemi del M5s che ha fra le sue fila pochissimi amministratori locali. E' chiaro allora che di fronte a questa situazione il Pd avrà anche le sue colpe, ma da solo si trova a combattere contro la coalizione di centrodestra a mani nude. Non a caso il dirigente del Pd, Carlo Guccione, durante la maratona elettorale del nostro network, ha detto apertamente che il Pd si deve aprire al centro altrimenti sarà condannato all'irrilevanza politica.
E' un fatto che il centrosinistra ha perso tre elezioni regionali di seguito, un vero record. Se allarghiamo poi lo sguardo al Paese il dato è che il centrodestra mantiene ovunque anche la linea Maginot che molti osservatori avevano individuato in Venezia o nelle città toscane. Un dato che fa esaltare la premier Giorgia Meloni per questo primo test elettorale dopo il referendum. In molti si aspettavano un arretramento del centrodestra, complice anche la difficilissima situazione economica che vivono gli italiani. Ma non è accaduto niente di tutto questo. Un dato che preoccupa un centrosinistra che in un contesto economico simile dovrebbe sorpassare le forze di governo attuali. Invece da più parti si pronostica un pareggio. Vedremo fra un anno alle Politiche.
Per rimanere in Calabria diciamo che il centrodestra non brilla soltanto a San Giovanni in Fiore dove il candidato Marco Ambrogio non è riuscito a vincere al primo turno nonostante da solo avesse messo in campo più candidati dei suoi avversari messi insieme. Al ballottaggio dovrà vedersela con l'ex sindaco Antonio Barile che invece aveva una sola lista. Se la politica fosse una semplice equazione, per Ambrogio le cose si mettono male visto che i suoi avversari detengono insieme il 55% dei voti. Ma il ballottaggio è una partita a parte e quindi diciamo che tutto è in bilico.
Così come in bilico è anche il risultato di Castrovillari dove Anna De Gaio è in vantaggio rispetto ai suoi concorrenti. Anche qui tutto da decidere al secondo turno.
Per finire l'ultima annotazione riguarda il piccolo comune di Castrolibero, alle porte di Cosenza. Qui Orlandino Greco, che ha fatto il sindaco per vent'anni, è stato spodestato. Difficile dare un'interpretazione politica al voto visto che Greco ha militato sia nel centrosinistra sia nel centrodestra, portando il suo movimento Italia del Meridione a federarsi con la Lega. Il vero problema è che Greco non ha saputo gestire la sua successione. La sua variegata maggioranza politica è implosa con il suo vicesindaco, Francesco Serra, che ha battuto la candidata designata Nicoletta Perotti.
Magra consolazione per un centrosinistra che dopo questa ennesima sconfitta deve davvero rimboccarsi le maniche.



