La relazione del prefetto di Vibo, Carmelo Casabona, inviata al Viminale chiama pesantemente in causa le frequentazioni di sindaco, assessori e consiglieri con la criminalità organizzata
L'inchiesta ha consentito di accertare non solo ingenti movimentazioni di capitali e investimenti immobiliari effettuati dai tre a fronte di esigui redditi dichiarati ma anche i legami con la criminalità organizzata calabrese
Il procuratore capo di Reggio Calabria nel corso della conferenza stampa: «Giovanni Palamara era ormai diventato un ospite “fisso” in Colombia e godeva di grande fiducia da parte dei vari cartelli dediti al traffico internazionale di stupefacenti»
I soggetti sono stati arrestati dai carabinieri del nucleo investigativo del Comando provinciale di Catanzaro insieme ai militari della Compagnia di Soverato, con l'accusa di associazione mafiosa
Il provvedimento emesso dal prefetto di Reggio Calabria, Michele di Bari. Il consiglio comunale era stato sospeso lo scorso 30 dicembre a seguito delle dimissioni presentate dal sindaco coinvolto nell’inchiesta “Ecosistema”
Il procuratore capo di Catanzaro, intervistato da Riccardo Iacona, commenta il livello di pericolosità della criminalità organizzata in Calabria e aggiunge «ci sono magistrati che fanno parte di logge massoniche»
Processo “Il Crimine”, la Cassazione stabilisce che il rito d’ingresso nella ‘ndrangheta da solo non è sufficiente per la condanna penale. Occorre che vi sia la prova dell’effettiva attivazione del soggetto e del suo apporto all'organizzazione
Davanti al gip distrettuale regge solo parzialmente l'inchiesta della Dda di Catanzaro in tema di misure cautelari. Restano in libertà Pasquale e Nicola Bonavota
Lo scambio di armi coi Giampà, i contrasti con il clan Iannazzo, i lavori sull'A3 e gli incontri a Serra San Bruno con i lametini “mediati” dal clan Bonavota
Inviati gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari. Nell'elenco il gotha del crimine: Paolo Romeo, Giorgio De Stefano, Antonio Caridi, Alberto Sarra e Francesco Chirico. Compaiono anche il presidente della Provincia di Reggio, Giuseppe Raffa e il parroco del Santuario di Polsi, don Pino Strangio
Il provvedimento disposto dal prefetto di Reggio, Michele di Bari al fine di verificare l’eventuale sussistenza di forme di infiltrazione o condizionamento di tipo mafioso
E’ il bilancio riferito a seguito dell'ultima operazione condotta dalla Dia reggina che ha portato alla confisca di beni a due presunti esponenti della criminalità organizzata calabrese per 15 milioni
Sul rapimento e l’uccisione dello statista Dc, Aldo Moro, indaga anche la Procura di Reggio Calabria. È quanto si apprende dagli atti della commissione parlamentare d’inchiesta che sta approfondendo una delle vicende più oscure del secolo scorso. Ora, i legami con la ‘ndrangheta sembrano farsi sempre più concreti
Landonio, 61enne pregiudicato, è stato individuato proprio mentre si apprestava a vendere un altro quadro di valore ad un acquirente partito dall'Italia
Gratteri, nel corso della presentazione del suo ultimo libro “Padrini e Padroni” alla presenza del Procuratore Capo di Enna Massimo Palmeri e del massmediologo Klaus Davi: «La ‘ndrangheta era già potente allora. Sono stati i politici, i magistrati, le forze dell’ordine a non capirlo»
Il gip di Vibo, Gabriella Lupoli, non ha convalidato il provvedimento nei confronti dell'uomo che si era consegnato domenica scorsa al Comando provinciale di Sant’Onofrio
Per la Dda il delitto venne deciso e programmato dai vertici della ‘ndrangheta lametina, all’epoca composta da una sola cosca che riuniva le famiglie Giampà, Cerra e Torcasio
Per il gip di Roma sarebbero insufficienti gli elementi di gravità indiziaria posti a carico di uno dei principali indagati dell’inchiesta. Restano in carcere invece gli altri indagati che, sentiti dal gip Lupoli, hanno respinto le accuse a loro carico
Il video ritrae per la prima volta il rito della firma dei sorvegliati speciali della mafia calabrese presso la caserma di Archi. Tra i personaggi più noti che il massmediologo ha tentato di interpellare ci sono Orazio e Paolo Rosario De Stefano, Davide Polimeni, fratello di Domenico, considerato membro di spicco del clan Tegano
Blitz dei carabinieri tra Vibo e Roma. Individuati i responsabili di due omicidi avvenuti nel 2004 e dei danneggiamenti subiti dall'azienda “Callipo Conserve Alimentari” e dal complesso residenziale “Popilia Country Resort”