Secondo filone investigativo della Dda di Salerno sulla vicenda che riguarda l'ex giudice Marco Petrini e l'avvocato Marcello Manna, accusati di aver "aggiustato" la sentenza d'appello in favore del capoclan bruzio. Coinvolti anche l'ex moglie di quest'ultimo e il penalista Luigi Gullo
L'ipotesi dei magistrati della Dda di Catanzaro che indagano sulle varie attività illecite dei clan cosentini, tra cui quello degli italiani diretto dal capoclan che si trova dietro le sbarre dal 19 aprile 2021 e sottoposto da giugno 2023 al 41 bis
Confermata l’ipotesi d’accusa: Lenti e Gigliotti uccisi dal fuoco amico. Ruà e Bruni, che si erano assunti la responsabilità delle morti, non sono stati ritenuti credibili. Otto anni per Franco Pino
Quando conversa con Piromallo, ovvero il 14 maggio del 2020, i presunti mafiosi della Valle dell'Esaro erano in carcere da oltre tre mesi per l'operazione contro il narcotraffico, per la quale sono stati condannati in primo grado
La circostanza è emersa nel corso della requisitoria del processo abbreviato, quando la Dda di Catanzaro ha parlato della posizione di Patrizio Chiappetta. Secondo i magistrati si trattava di un lavoro svolto fittiziamente dopo la scarcerazione avvenuta a dicembre 2019 e fino alla data del nuovo arresto ad aprile 2021 per il duplice omicidio Lenti-Gigliotti
Il principale imputato nel processo sulla criminalità bruzia ha rilasciato dichiarazioni spontanee: «A Cosenza non esiste una confederazione di ‘ndrangheta, i collaboratori di giustizia non dicono il vero. Parlerò quando sceglierò il rito processuale»
Per il presunto capo della confederazione cosentina non si tratta di una novità avendo già provato il regime del carcere duro nei primi anni del Duemila
Nel 2020 i cassanesi avrebbero avuto in programma un’azione di fuoco nella città bruzia ma non ottennero il via libera da parte del boss locale. È uno dei dettagli più sinistri che emerge dagli atti dell’inchiesta dell'operazione sistema
L'esponente di spicco del clan "Lanzino" di Cosenza è definitivamente uscito di scena dall'inchiesta che riguarda il sindaco di Rende Manna e l’ex presidente della seconda sezione penale della Corte d’Appello Marco Petrini
Il giudice della Corte d'Appello coinvolto nell'inchiesta Genesi, rivela di aver ricevuto una dazione di denaro dal sindaco di Rende, per assolvere il reggente della 'ndrina cosentina dall'accusa di aver ordinato l'omicidio di Luca Bruni. In primo grado era stato condannato a trent'anni, pena che stava scontando al 41 bis