Si accende il dibattito dopo la condanna del macellaio
Condanna e polemiche. A Reggio Calabria il caso del cosiddetto “macellaio” riaccende il confronto sulla legittima difesa dopo la sentenza a 15 anni e sei mesi. Tra reazioni politiche, prese di posizione della magistratura e proteste di cittadini, la vicenda divide l’opinione pubblica e riporta al centro il confine tra diritto a difendersi e limiti imposti dalla legge
A Cosenza ora, dove si allarga il caso dello studente aggredito da uno steward allo stadio “Marulla” durante una partita di beneficenza per uno striscione di contestazione al presidente della società di calcio cittadina, Eugenio Guarascio. Dopo l’uscita della notizia sulle nostre testate sono intervenuti sia il sindaco Franz Caruso sia la società stessa con un post che nega la propria organizzazione dell’evento. Ma le immagini diffuse via social dagli account ufficiali rossoblù sembrano smentire la società stessa.