logo
  • Sezioni

    • Cronaca

    • Politica

    • Attualità

    • Economia e lavoro

    • Italia Mondo

    • Sanità

    • Sport

    • Cultura

    • Podcast

    • Meteo

    • Editoriali

  • Video

    • Ambiente

    • Cronaca

    • Cultura

    • Economia e Lavoro

    • Politica

    • Sanità

    • Società

    • Sport

  • Rubriche

    • Good Morning Vietnam

    • Parchi Marini Calabria

    • Leggendo Alvaro insieme

    • Imprese Di Calabria

    • Le perfidie di Antonella Grippo

    • Venti di comunicazione

  • Streaming

    • LaC TV

    • LaC Network

    • LaC OnAir

  • Edizioni locali

    • Catanzaro

    • Crotone

    • Vibo Valentia

    • Reggio Calabria

    • Cosenza

    • Lamezia Terme

  • Progetti speciali

    • Buona Sanità Calabria 

  • La Calabriavisione

    • Destinazioni

    • Eventi

    • Food

    • Storie

  • LaC Network

    • Lacplay.it

    • Lactv.it

    • Laconair.it

    • Lacitymag.it

    • Lacapitalenews.it

    • Ilreggino.it

    • Cosenzachannel.it

    • Ilvibonese.it

    • Catanzarochannel.it

  • App

    • Android

    • Apple

  • Privacy

  • Cookie policy

  • Note legali

Social
  • Privacy

  • Cookie policy

  • Note legali

  • Privacy

  • Cookie policy

  • Note legali

  • Cronaca

  • Politica

  • Attualità

  • Economia e lavoro

  • Sanità

  • Sport

  • Cultura

  • Ambiente

  • Meteo

Temi del giorno
  • Comunali Calabria 2026

  • Crisi energetica

  • Guerra in Medio Oriente

  • 'Ndrangheta

  • Sezioni
    • Cronaca

    • Politica

    • Attualità

    • Economia e lavoro

    • Italia Mondo

    • Sanità

    • Sport

    • Cultura

    • Podcast

    • Meteo

    • Editoriali

  • Video

    • Ambiente

    • Cronaca

    • Cultura

    • Economia e Lavoro

    • Politica

    • Sanità

    • Società

    • Sport

  • Streaming
    • LaC TV

    • LaC Network

    • LaC OnAir

  • Rubriche
    • Good Morning Vietnam

    • Parchi Marini Calabria

    • Leggendo Alvaro insieme

    • Imprese Di Calabria

    • Le perfidie di Antonella Grippo

    • Venti di comunicazione

  • Edizioni locali
    • Catanzaro

    • Crotone

    • Vibo Valentia

    • Reggio Calabria

    • Cosenza

    • Lamezia Terme

  • Progetti speciali
    • Buona Sanità Calabria 

  • La Calabriavisione
    • Destinazioni

    • Eventi

    • Food

    • Storie

  • LaC Network
    • Lacplay.it

    • Lactv.it

    • Laconair.it

    • Lacitymag.it

    • Lacapitalenews.it

    • Ilreggino.it

    • Cosenzachannel.it

    • Ilvibonese.it

    • Catanzarochannel.it

  • App
    • Android

    • Apple

Social
  • Privacy

  • Cookie policy

  • Note legali

Home page>Cronaca>Uomini dello Stato vitti...

Uomini dello Stato vittime della ’ndrangheta, pagarono con la vita la lotta alla mafia: ecco chi sono

Ecco chi sono i 14 eroi che caddero nello scontro contro la 'ndrangheta in Calabria e fuori dalla nostra regione. Militari e magistrati che hanno pagato con la loro vita l'attaccamento agli ideali Repubblicani e democratici. Stasera nuova puntata di Mammasantissima "Donne e sangue"

Redazione
28 febbraio 202315:32
1 of 15
gallery image

Uomini dello Stato vittime della ’ndrangheta, pagarono con la vita la lotta alla mafia: ecco chi sono

Uomini dello Stato vittime della ’ndrangheta, pagarono con la vita la lotta alla mafia: ecco chi sono
gallery image

Uomini dello Stato vittime della ’ndrangheta, pagarono con la vita la lotta alla mafia: ecco chi sono

Uomini dello Stato vittime della ’ndrangheta, pagarono con la vita la lotta alla mafia: ecco chi sono
gallery image

Uomini dello Stato vittime della ’ndrangheta, pagarono con la vita la lotta alla mafia: ecco chi sono

Uomini dello Stato vittime della ’ndrangheta, pagarono con la vita la lotta alla mafia: ecco chi sono
gallery image

Uomini dello Stato vittime della ’ndrangheta, pagarono con la vita la lotta alla mafia: ecco chi sono

Uomini dello Stato vittime della ’ndrangheta, pagarono con la vita la lotta alla mafia: ecco chi sono
gallery image

Uomini dello Stato vittime della ’ndrangheta, pagarono con la vita la lotta alla mafia: ecco chi sono

Uomini dello Stato vittime della ’ndrangheta, pagarono con la vita la lotta alla mafia: ecco chi sono
gallery image

Uomini dello Stato vittime della ’ndrangheta, pagarono con la vita la lotta alla mafia: ecco chi sono

Uomini dello Stato vittime della ’ndrangheta, pagarono con la vita la lotta alla mafia: ecco chi sono
gallery image

Uomini dello Stato vittime della ’ndrangheta, pagarono con la vita la lotta alla mafia: ecco chi sono

Uomini dello Stato vittime della ’ndrangheta, pagarono con la vita la lotta alla mafia: ecco chi sono
gallery image

Uomini dello Stato vittime della ’ndrangheta, pagarono con la vita la lotta alla mafia: ecco chi sono

Uomini dello Stato vittime della ’ndrangheta, pagarono con la vita la lotta alla mafia: ecco chi sono
gallery image

Uomini dello Stato vittime della ’ndrangheta, pagarono con la vita la lotta alla mafia: ecco chi sono

Uomini dello Stato vittime della ’ndrangheta, pagarono con la vita la lotta alla mafia: ecco chi sono
gallery image

Uomini dello Stato vittime della ’ndrangheta, pagarono con la vita la lotta alla mafia: ecco chi sono

Uomini dello Stato vittime della ’ndrangheta, pagarono con la vita la lotta alla mafia: ecco chi sono
gallery image

Uomini dello Stato vittime della ’ndrangheta, pagarono con la vita la lotta alla mafia: ecco chi sono

Uomini dello Stato vittime della ’ndrangheta, pagarono con la vita la lotta alla mafia: ecco chi sono
gallery image

Uomini dello Stato vittime della ’ndrangheta, pagarono con la vita la lotta alla mafia: ecco chi sono

Uomini dello Stato vittime della ’ndrangheta, pagarono con la vita la lotta alla mafia: ecco chi sono
gallery image

Uomini dello Stato vittime della ’ndrangheta, pagarono con la vita la lotta alla mafia: ecco chi sono

Uomini dello Stato vittime della ’ndrangheta, pagarono con la vita la lotta alla mafia: ecco chi sono
gallery image

Uomini dello Stato vittime della ’ndrangheta, pagarono con la vita la lotta alla mafia: ecco chi sono

Uomini dello Stato vittime della ’ndrangheta, pagarono con la vita la lotta alla mafia: ecco chi sono
gallery image

Uomini dello Stato vittime della ’ndrangheta, pagarono con la vita la lotta alla mafia: ecco chi sono

Uomini dello Stato vittime della ’ndrangheta, pagarono con la vita la lotta alla mafia: ecco chi sono

Stava bevendo un caffè nella piazza del paese dove prestava servizio, a Delianuova nel Reggino, quando il fratello di due ‘ndranghetisti che aveva arrestato all’inizio dell’anno lo uccise per vendetta. Così venne assassinato l’1 settembre del 1951 il maresciallo Antonio Sangeniti, nato 41 anni prima a Petrizzi, in provincia di Catanzaro. A ucciderli Angelo Macrì, fratello dei Rocco e Giuseppe, finiti in carcere nei primi mesi del 1951, e di Gianni ucciso nel corso di un conflitto a fuoco con i carabinieri. Macrì sparò contro Sangeniti 4 colpi con una Beretta calibro 9 colpendolo al torace. Alcuni presenti tentarono di soccorrerlo, ma per il graduato dell’Arma non ci fu più niente da fare. Morì poco dopo. Il giorno dell'omicidio Antonio Sangeniti si trovava in licenza.

Francesco Ferlaino

Francesco Ferlaino viene ucciso il 3 luglio 1975, divenendo il primo magistrato ammazzato dalla ’ndrangheta. Aveva sessantuno anni. L’agguato venne compiuto a Nicastro, frazione di Lamezia Terme, quando si trovava in auto a pochi minuti da casa. Ad ucciderlo alcuni sicari a colpi di fucile. Killer che dopo 48 anni sono ancora senza nome. Ferlaino aveva lasciato il tribunale di Catanzaro dove lavora per raggiungere la sua abitazione a bordo della Fiat 124 di servizio guidata dall’appuntato dei carabinieri Felice Caruso. Il magistrato, sceso dall’auto verso le 13:30 e a pochi metri dal palazzo nel quale abitava e nel quale lo stavano aspettando per pranzare i suoi cinque figli, in corso Nicotera, da un’Alfa di colore il killer scarica due colpi di lupara alla schiena del magistrato e lo uccide. 

Vincenzo Caruso e Stefano Condello

Stefano Condello e Vincenzo Caruso sono stati uccisi nel conflitto a fuoco seguito alla scoperta di un summit di mafia in contrada Razzà, a Taurianova, nel Reggino. I due carabinieri sono morti dopo aver sventato un summit dei clan che si stava tenendo in una zona agricola della piana di Gioia Tauro. Era l’1 aprile del 1977: tre militari del Nucleo radiomobile della compagnia di Taurianova, durante il giro di controllo scorgono alcune vetture parcheggiate e si insospettiscono perché una di quelle è intestata a un pregiudicato. Per questo motivo l’appuntato Stefano Condello (47 anni) decide di fermarsi per ispezionare la zona insieme al collega Vincenzo Caruso (27 anni), lasciando Pasquale Giacoppo (24 anni) a controllare l’auto. I due militari capiscono che è in corso un summit di ‘ndrangheta. I due uomini dell’arma vengono raggiunti da una pioggia di fuoco. Condello viene ferito alle spalle mentre Caruso, dopo aver ucciso due aggressori, viene ammazzato. 

Bruno Caccia

Bruno Caccia è il magistrato che fu assassinato a Torino da un commando sotto la sua abitazione. All'epoca era a capo della procura cittadina ed era conosciuto per la determinazione e l'intransigenza con cui svolgeva il proprio lavoro. La Cassazione ha avvalorato le conclusioni degli inquirenti, secondo i quali il delitto portava la firma della criminalità organizzata. Già nel 1992 era stato condannato in via definitiva al carcere a vita un presunto boss, Domenico Belfiore di Gioiosa Jonica, in qualità di mandante. Rocco Schirripa fu arrestato nel 2015. Per lui l'ergastolo è diventato irrevocabile nel 2020. Domenica 26 giugno 1983 Bruno Caccia aveva, come era solito fare, deciso di concedere un giorno di riposo alla propria scorta. Intorno alle 23.30, mentre portava a passeggio il proprio cane era stato affiancato da una macchina (una Fiat 128 di colore verde) con almeno due uomini a bordo. Muore dopo essere stato raggiunto da 14 colpi, alcuni esplosi a distanza ravvicinata. Soltanto un mese prima dell’omicidio aveva revocato la domanda per il posto di Procuratore Generale di Torino. Dopo le dichiarazioni di Schirripa, la procura generale di Torino nel luglio dello scorso anno ha deciso di riaprire le indagini.

Carmine Tripodi

Il brigadiere dei carabinieri Carmine Tripodi è stato ucciso dalla ‘ndrangheta a San Luca nel febbraio del 1985 a soli 25 anni.  Il militare stava rientrando a casa ed era in macchina lungo la provinciale che da San Luca lo avrebbe condotto alla zona marina del paese della Locride. La sua auto fu bloccata da un commando che gli sbarrò la strada e sparò contro. Anche se ferito, riuscì a reagire estraendo la pistola d’ordinanza e ferendo uno dei sicari. In poco tempo vennero individuati ed arrestati i suoi presunti assassini, tutti appartenenti alle locali cosche, ma nei processi che si svolgeranno negli anni seguenti verranno tutti assolti e quel delitto rimane ancora oggi irrisolto. Fortemente impegnato ad arginare l’ondata dei sequestri di persona sui crinali dell’Aspromonte negli anni ’80, riuscì ad assicurare alla giustizia diversi esponenti delle più note famiglie di ndrangheta coinvolte.

Sergio Cosmai

Sergio Cosmai, nato a Bisceglie il 10 gennaio 1949, fu ucciso a Cosenza il 13 marzo 1985. Ammazzato dalla ‘ndrangheta mentre ricopriva il ruolo di direttore del carcere di Cosenza. Nelle prime ore del pomeriggio del 12 marzo 1985, Cosmai lasciò l’auto di servizio nel carcere di via Popilia dove risiedeva con la famiglia e si mise alla guida della sua Fiat Cinquecento gialla sulla statale 19 per andare a prendere la figlia a scuola. Nel tratto di strada che collega Cosenza a Roges di Rende venne raggiunto da undici colpi di calibro 38 sparati da due killer a bordo di una Golf; colpito alla testa, il direttore Cosmai perse il controllo dell’autovettura, uscendo fuori strada. Infine, venne raggiunto da altri colpi di arma da fuoco da uno dei due killer, sceso nel frattempo dall'auto. A nulla valsero i soccorsi e il trasporto in ambulanza. Cosmai morì per le gravi ferite il giorno seguente all'agguato, lasciando la moglie Tiziana, la figlia Rossella e il figlio Sergio, nato un mese dopo la sua morte.

Filippo Salsone

Filippo Salsone era in servizio nella casa circondariale di Reggio Calabria anche era stato inviato temporaneamente in servizio di missione al carcere di Napoli Poggioreale. Di ritorno a Brancaleone per trascorrervi alcuni giorni di congedo ordinario, il 7 febbraio 1986 alle 20,30, in compagnia della moglie e del figlio, stava facendo ritorno a casa con la propria autovettura. In prossimità dell’abitazione l’auto è diventato il bersaglio di una scarica di colpi di arma da fuoco che uccidono Filippo Salsone e feriscono gravemente il figlio. I colpi sono sparati con una lupara e una pistola. Il maresciallo Salsone aveva prestato servizio precedentemente in altri istituti penitenziari della Calabria, tra cui Cosenza, nel periodo in cui la mafia aveva ucciso il direttore Sergio Cosmai. Nel corso delle successive indagini è emerso il chiaro stampo mafioso dell’omicidio. Salsone riconosciuto dal ministero dell’Interno Vittima del dovere, il 12 maggio 2010 il maresciallo della penitenziaria è stato insignito di medaglia d’oro al merito civile alla memoria. A Filippo Salsone è intitolata la casa Circondariale di Palmi.

Rosario Iozia

Il vicebrigadiere Rosario Iozia è stato ucciso a Cittanova nell’aprile 1987. Era giunto alla stazione di San Giorgio Morgeto il 3 giugno 1985 e il 27 agosto successivo, appena venticinquenne, era stato trasferito alla guida della squadriglia di Cittanova. Nonostante la sua giovane età, si distinse da subito per la serietà, l’equilibrio e la correttezza del suo operato. Iozia, intorno alle ore 19 del 10 aprile 1987, mentre percorreva località Petrara del Comune di Cittanova diretto a Polistena, all’uscita di una curva notò alcuni individui che attraversavano un uliveto armati di fucili a canne mozze. Il militare arrestò l’auto e si mise a inseguirli. Questi non esitarono a sparargli contro due colpi di lupara uccidendolo. 

Pietro Ragno

È l’una di sabato notte del 10 luglio 1988, un’Alfetta del Nucleo radiomobile di della compagnia carabinieri di Gioia Tauro stava rientrando verso il comando. Allo svincolo dell’autostrada rallenta per imboccare la curva quando si scatena una tempesta di fuoco. Sparano più di venti colpi contro la gazzella da dietro i cespugli, dove un commando si era appostato. All’interno dell’auto ci sono due carabinieri: Pietro Ragno alla guida, sposato e papà di una bambina di quasi un anno, riesce a sfilare la pistola dalla fondina, ma muore prima di poterla usare. Il capo equipaggio, seduto a fianco, l’appuntato Giuseppe Spera, 32 anni di San Cipriano Picentino provincia di Salerno, anche lui sposato e padre di due figli, viene colpito ad una gamba, alle spalle e, per fortuna, di striscio alla testa. I killer, pare fossero in tre tutti armati di fucile automatico, sparano con fucili caricati a pallettoni contro il parabrezza, il fianco, il dietro della macchina dei carabinieri. 

Antonino Marino

Il brigadiere Antonino Marino aveva 33 anni quando venne ucciso a Bovalino. La sera del 9 settembre 1990 la festa si trasforma in tragedia. Marino, vestito in borghese, e la sua famiglia sono stati sorpresi in un momento di relax. Lui era seduto a godersi un po’ di fresco davanti alle montagne di Bovalino Superiore per la festa della Madonna. Intorno, moglie, figlio, amici e conoscenti per guardare i fuochi d'artificio, il via ufficiale dei festeggiamenti. Poco dopo la mezzanotte di un sabato il killer è piombato all'improvviso e, approfittando della baraonda, ha iniziato a sparare, dileguandosi poi nel buio. Marino fu colpito al torace ed allo stomaco, ferite letali che lo portarono alla morte, nonostante i medici dell’ospedale di Locri operarono per ore cercando di salvargli la vita. Nell’agguato rimasero feriti anche la moglie incinta, Rosetta Vittoria Dama e di striscio il figlio di 1 anno. Quel bambino oggi è un uomo, si chiama Francesco e, sulle orme del padre, è diventato ufficiale nell’Arma dei carabinieri.

Antonino Scopelliti

Il giudice Antonino Scopelliti è stato ucciso in un agguato il 9 agosto del 1991 in località Campo Piale a Campo Calabro, vicino Villa San Giovanni, dove il magistrato tornava ogni anno per trascorrervi le vacanze estive. Scopelliti era nato il 20 gennaio 1935, era sostituto procuratore generale presso la Corte di Cassazione. Senza scorta, metodico nei suoi movimenti, Scopelliti ucciso mentre, a bordo della sua automobile rientrava in paese dopo avere trascorso la giornata al mare. Gli assassini, almeno due persone a bordo di una moto, appostati lungo la strada, sparano con fucili calibro 12 caricati a pallettoni. La morte del magistrato, colpito alla testa ed al torace, è istantanea. Secondo i pentiti della 'ndrangheta Giacomo Lauro e Filippo Barreca sarebbe stata la cupola di Cosa Nostra siciliana a chiedere alla 'ndrangheta di uccidere Scopelliti, che avrebbe rappresentato la pubblica accusa in Cassazione nel maxi processo a Cosa nostra. Cosa nostra, in cambio del favore ricevuto, sarebbe intervenuta per fare cessare la guerra di mafia che stava insanguinando Reggio Calabria. Dopo una serie di processi, killer e mandanti del suo omicidio rimangono senza nome. 

Renato Lio

Il 20 agosto 1991 l’appuntato dei carabinieri Renato Lio viene ucciso a Soverato mentre si trova in servizio con un collega. Intorno alle 2.30 la pattuglia del nucleo radiomobile composta dagli appuntati Lio e Francesco Baita ferma per un controllo un’automobile con tre persone a bordo che procedeva ad alta velocità. Mentre Baita controllava via radio i documenti dei tre uomini Lia era intento a perquisire l’automobile. Massimiliano Sestito, che guidata la macchina, spinse il carabiniere e prendendo una pistola nascosta sotto al sedile fece fuoco per tre volte uccidendo Renato Lio dandosi poi alla fuga. Gli altri due occupanti dell’auto, i cugini Grattà, che in quel momento erano in strada, si consegnarono dimostrando di essere estranei ai fatti. Sestito fu arrestato il 4 luglio del 1992 da latitante e successivamente condannato a 30 anni di carcere. 

Salvatore Aversa

Quel quattro gennaio del 1992 il corso di Lamezia Terme era affollato come sempre. La consuetudine del passeggio andava a braccetto con la corsa per i regali dell’Epifania. Anche il sovrintendente di polizia Salvatore Aversa e la moglie Lucia Precenzano avevano appena fatto incetta di doni per i nipotini ed erano stati a trovare una coppia di amici. Stavano rincasando a casa quando vennero uccisi con 15 colpi calibro 9, mentre stavano salendo in auto. I carabinieri giunti sul posto dopo avere ricevuto una telefonata trovarono la Peugeot 205 con la portiera anteriore aperta e all’interno riverso con la testa sul volante il corpo senza vita di Aversa. Dall’altro lato dell’auto, agonizzante sull’asfalto, la moglie che sarebbe morta durante il trasporto in ospedale. Il duplice omicidio dei coniugi Aversa è ancora una ferita aperta per Lamezia. Bisognerà aspettare il 2000 perché due collaboratori di giustizia della Sacra corona unita pugliese, Stefano Speciale e Salvatore Chirico, confessino di essere i killer per conto di Antonio Giorgi, presunto esponente dell’omonimo clan di San Luca, dietro la promessa dell’annullamento di un debito per droga. A tirare le fila di tutti i burattini sarebbe stato il boss Francesco Giampà poi condannato.

Antonino Fava e Vincenzo Garofalo

Il 18 gennaio del 1994, in un'Alfa 75 del Nucleo radiomobile di Palmi, giacevano i corpi senza vita degli appuntati Antonino Fava, 36 anni di Taurianova e padre di tre figli, e Vincenzo Garofalo, 31 anni di Scicli (Ragusa) e due figli, coperti da un lenzuolo bianco steso da una mano pietosa. Attorno all’automezzo, decine di loro colleghi, in divisa e in borghese, magistrati, prefetto, questore e uomini dei servizi, cercavano di dare una prima interpretazione, una traccia di lavoro, dinanzi a quell’agguato eseguito con freddezza, con tecnica terroristica a colpi d'arma da fuoco. Antonino Fava e Vincenzo Garofalo, poco prima delle 200, erano partiti dal carcere di Palmi per ispezionare la corsia sud dell’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, fino a Villa San Giovanni, per garantire la sicurezza di un gruppo di magistrati di Messina giunti a Palmi per interrogare il pentito Luigi Sparacio. Fava e Garofalo, non appena si immettono sull’autostrada, si accorgono di essere seguiti da un’autovettura – una Fiat Regata, si scoprirà dopo – e lo comunicano ai loro colleghi in centrale. La Regata procede quasi attaccata all’Alfa 75 dei carabinieri, con gli abbaglianti accesi. Non c’è più il tempo di una seconda segnalazione in centrale: la berlina affianca la vettura del Nucleo radiomobile e si scatena l’inferno. Contro Antonino Fava e Vincenzo Garofalo verranno esplosi decine di colpi di fucile caricato a pallettoni e raffiche di mitra. Con il passare dei mesi, l’attacco contro i carabinieri assume i contorni di un ben più vasto disegno criminale che porterà lontano, fino ai nostri giorni, con le inchieste sulle stragi di Cosa nostra e di ‘Ndrangheta stragista. Un disegno terroristico avvalorato dai giudici di Reggio Calabria, che condanneranno all’ergastolo in primo grado il boss di Cosa nostra Giuseppe Graviano e il capo ‘ndrangheta di Melicucco (Reggio Calabria), Rocco Santo Filippone, quali mandanti del duplice omicidio dei carabinieri Fava e Garofalo, «frutto della visione comune di Cosa nostra e ‘Ndrangheta, che avevano tentato di coinvolgere anche la camorra. Tre efferati attacchi per unico disegno eversivo».

Ecco chi sono i 14 eroi che caddero nello scontro contro la 'ndrangheta in Calabria e fuori dalla nostra regione. Militari e magistrati che hanno pagato con la loro vita l'attaccamento agli ideali Repubblicani e democratici. Stasera nuova puntata di Mammasantissima "Donne e sangue"
1 of 15
Tag
mammasantissima · ndrangheta

Tutti gli articoli di Cronaca

Cronaca

Molestava passanti a Catanzaro, provvedimento di trattenimento per un nigeriano

Il cittadino straniero presso l’Ufficio Immigrazione della Questura. Diverse le segnalazioni pervenute agli organi di polizia relative a comportamenti molesti. Il caso era finito anche su Rete4 
Molestava passanti a Catanzaro, provvedimento di trattenimento per un nigeriano\n
Le reazioni

Raid a colpi di fucile contro 5 aziende tra Vibo e Jonadi, la condanna di politica e associazioni: «La comunità reagisca»

Si moltiplicano le prese di posizione che invocano una risposta ferma e coordinata: «Sappiamo da che parte stare, adesso è il momento di dimostrarlo insieme»
Redazione
Raid a colpi di fucile contro 5 aziende tra Vibo e Jonadi, la condanna di politica e associazioni: «La comunità reagisca»\n
La decisione

Strage di gatti a Spilinga, l’associazione Gaia Animali va in Procura: «Reato che non può essere sottovalutato»

Il sodalizio animalista ha presentato una denuncia per fare piena luce sulla morte dei felini: «Ricordiamo che la legge è severa. Il responsabile non rimanga impunito»
Redazione
Strage di gatti a Spilinga, l’associazione Gaia Animali va in Procura: «Reato che non può essere sottovalutato»\n
La sentenza

Lamezia, rapina da 170mila euro all’uscita dal centro commerciale Due Mari, tutti assolti i cinque imputati

L’accusa aveva chiesto condanne tra 7 e 9 anni di reclusione. Al centro dell’inchiesta le celle telefoniche compatibili con il luogo in cui è avvenuto il colpo
Ale. Tru.
Lamezia, rapina da 170mila euro all’uscita dal centro commerciale Due Mari, tutti assolti i cinque imputati\n

Video consigliati

VEDI TUTTI
Cronaca

Strade vibonesi disastrate, la denuncia di Fabriella

5 maggio 2026
Ore 15:44
Strade vibonesi disastrate, la denuncia di Fabriella
Società

Le istituzioni al fianco di Mariacarmela Falcone

5 maggio 2026
Ore 11:45
Le istituzioni al fianco di Mariacarmela Falcone
Cronaca

Raid intimidatorio, Vibo Valentia non ci sta

5 maggio 2026
Ore 11:47
Raid intimidatorio, Vibo Valentia non ci sta
Società

Diamante, due giornate oltre lo sport

5 maggio 2026
Ore 11:34
Diamante, due giornate oltre lo sport
Cronaca

Raid intimidatorio, Vibo Valentia non ci sta

5 maggio 2026
Ore 11:47
Raid intimidatorio, Vibo Valentia non ci sta
Società

Diamante, due giornate oltre lo sport

5 maggio 2026
Ore 11:34
Diamante, due giornate oltre lo sport
Cronaca

Strade vibonesi disastrate, la denuncia di Fabriella

5 maggio 2026
Ore 15:44
Strade vibonesi disastrate, la denuncia di Fabriella
Società

Le istituzioni al fianco di Mariacarmela Falcone

5 maggio 2026
Ore 11:45
Le istituzioni al fianco di Mariacarmela Falcone
Cronaca

Raid intimidatorio, Vibo Valentia non ci sta

5 maggio 2026
Ore 11:47
Raid intimidatorio, Vibo Valentia non ci sta
Società

Diamante, due giornate oltre lo sport

5 maggio 2026
Ore 11:34
Diamante, due giornate oltre lo sport
Cronaca

Strade vibonesi disastrate, la denuncia di Fabriella

5 maggio 2026
Ore 15:44
Strade vibonesi disastrate, la denuncia di Fabriella
Società

Le istituzioni al fianco di Mariacarmela Falcone

5 maggio 2026
Ore 11:45
Le istituzioni al fianco di Mariacarmela Falcone
Inchiesta Kleopatra

‘Ndrangheta, la cosca Gallace al centro del narcotraffico internazionale: chiesto il processo per 52 persone - NOMI

Cocaina, eroina, marijuana, hashish importati da Sudamerica ed Europa e distribuita in tutta Italia. La droga veniva recuperata nei porti italiani per essere distribuita in tutto il Paese. Coinvolto anche il pentito Vincenzo Pasquino
Alessia Truzzolillo
5 maggio 2026
Ore 17:24
‘Ndrangheta, la cosca Gallace al centro del narcotraffico internazionale: chiesto il processo per 52 persone - NOMI\n
La sentenza

Rapina in villa, calabrese condannato a 7 anni: era il basista della banda che terrorizzò un imprenditore in Piemonte

Colpo violento in una villa di Castagnito: imprenditore sequestrato e aggredito nel 2018. Le indagini tra Dna e intercettazioni portano alla condanna di Bruno Agostino, già coinvolto in passato in un’inchiesta contro la ’ndrangheta
P. P. P.
5 maggio 2026
Ore 17:23
Rapina in villa, calabrese condannato a 7 anni: era il basista della banda che terrorizzò un imprenditore in Piemonte\n
La decisione

Inchiesta Teorema a Crotone, al Riesame chiesta la fine dei domiciliari per l’architetto Lucchetta e l’ingegnere Bisceglia

Si è svolta stamane l’udienza davanti al Tdl per i due presunti appartenenti a un’associazione per delinquere promossa dall’ex vicepresidente della Provincia Manica. Secondo l’accusa avrebbero partecipato all’illecito affido di lavori pubblici
Alessia Truzzolillo
5 maggio 2026
Ore 17:00
Inchiesta Teorema a Crotone,\u00A0al Riesame chiesta la fine dei domiciliari per l’architetto Lucchetta e l’ingegnere Bisceglia\n
Cronaca

Reggio Calabria, il Csm punta su Rosa Raffa: domani il nome del successore di Giuseppe Lombardo

La Quinta Commissione propone la magistrata messinese per l’ufficio di procuratore aggiunto: «Indubbiamente la più idonea» per merito e attitudini
Antonio Alizzi
5 maggio 2026
Ore 16:10
Reggio Calabria, il Csm punta su Rosa Raffa: domani il nome del successore di Giuseppe Lombardo\n
Narcotraffico

Operazione Overing, raffineria della cocaina a Spilinga: tre condanne definitive in Cassazione per i narcos

I ruoli, le condanne, i rapporti con “il boss dei due mondi” Domenico Trimboli e l’iniziale coinvolgimento di Bruno Fuduli poi morto suicida
Giuseppe Baglivo
5 maggio 2026
Ore 15:18
Operazione Overing, raffineria della cocaina a Spilinga: tre condanne definitive in Cassazione per i narcos\n
cronaca

Catanzaro, fermo per il nigeriano pericoloso: il plauso di Ferro all'attività delle Forze dell'ordine

«L’intervento della Polizia di Stato conferma come le istituzioni siano presenti e in grado di rispondere con prontezza quando emergono condizioni di rischio per la collettività»
Redazione
5 maggio 2026
Ore 12:06
Catanzaro, fermo per il nigeriano pericoloso: il plauso di Ferro all'attività delle Forze dell'ordine\n
il caso

Caso Sylvestre, incontro tra il consigliere regionale Polimeni e il prefetto di Catanzaro: «massima attenzione»

Le forze dell'ordine hanno assicurato un monitoraggio costante e attento della situazione
Redazione
5 maggio 2026
Ore 10:07
Caso Sylvestre, incontro tra il consigliere regionale Polimeni e il prefetto di Catanzaro: «massima attenzione»\n
Violenza domestica

Picchiava la moglie davanti ai figli e poi anche l’amante, arrestato nel Reggino. Diceva: «Voglio sfilettarle»

Percosse, tentativi di soffocamento e minacce di morte: i Carabinieri di San Ferdinando hanno fermato un uomo che seminava terrore tra le mura di casa. L'indagine è scattata dagli strani accessi al pronto soccorso dei bambini
Redazione
5 maggio 2026
Ore 07:33
Picchiava la moglie davanti ai figli e poi anche l’amante, arrestato nel Reggino. Diceva:\u00A0«Voglio sfilettarle»\n
Il giallo

Scomparsa Barbara Corvi, dopo 17 anni la Procura di Terni riapre le indagini: convocato il marito Lo Giudice

L’uomo, originario di Reggio Calabria e fratello di un pentito di ’ndrangheta, è di nuovo indagato per omicidio e occultamento di cadavere: «Non ho nulla da nascondere»
Redazione Cronaca
5 maggio 2026
Ore 07:32
Scomparsa Barbara Corvi, dopo 17 anni la Procura di Terni riapre le indagini: convocato il marito Lo Giudice\n
L’inchiesta

Danno erariale di oltre 30 milioni di euro, resort con spa e centro congressi sequestrato nel Cosentino

VIDEO | Blitz della Guardia di Finanza: aumento fittizio del capitale sociale per accedere a un finanziamento pubblico erogato da Invitalia. Sono sei le persone accusate e invitate a dedurre
Redazione Cronaca
5 maggio 2026
Ore 07:09
Danno erariale di oltre 30 milioni di euro, resort con spa e centro congressi sequestrato nel Cosentino\n
Il bilancio

Violenze nel corso di partite di calcio e di basket, emessi 16 daspo a Reggio Calabria

In totale sono state 37 le misure di prevenzione monitorie e interdittive disposte dal questore. Nei confronti di 4 persone, considerate socialmente pericolose, proposta l’applicazione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno
Redazione Cronaca
5 maggio 2026
Ore 06:56
Violenze nel corso di partite di calcio e di basket, emessi 16 daspo a Reggio Calabria\n
Attività anticrimine

Polizia di Stato, emesse dalla Questura reggina 37 misure di prevenzione nel mese di aprile

Dai Daspo agli ammonimenti, passando per fogli di via e sorveglianze speciali, la Questura intensifica il controllo del territorio e la tutela della legalità
Redazione
5 maggio 2026
Ore 06:42
Polizia di Stato, emesse dalla Questura reggina 37 misure di prevenzione nel mese di aprile\n
La decisione

A Trebisacce truffarono anziano sottraendogli denaro e preziosi: i due indagati lasciano il carcere

Il giudice convalida la misura cautelare ma dispone gli arresti a casa per i due coinvolti nel raggiro avvenuto nel Cosentino
Matteo Lauria
5 maggio 2026
Ore 05:32
A Trebisacce truffarono anziano sottraendogli denaro e preziosi: i due indagati lasciano il carcere\n
La testimonianza

Colpi di fucile contro 5 aziende tra Vibo e Jonadi: «Ci abbiamo fatto il callo. Ma i nostri figli andranno via da qui»

VIDEO | Le riprese della videosorveglianza mostrano un uomo scendere dall’auto e sparare contro la serranda. Il titolare di una delle imprese colpite racconta l’ennesimo episodio di una realtà che non cambia mai: «È la quarta intimidazione che subiamo»
Cristina Iannuzzi
5 maggio 2026
Ore 04:15
Colpi di fucile contro 5 aziende tra Vibo e Jonadi: «Ci abbiamo fatto il callo. Ma i nostri figli andranno via da qui»\n
Incidente

Caulonia, autobetoniera precipita in un burrone: conducente in gravi condizioni

L’incidente avvenuto in contrada Candidati. Sul posto i Vigili del Fuoco, carabinieri e 118
Ilario Balì
4 maggio 2026
Ore 19:29
Caulonia, autobetoniera precipita in un burrone: conducente in gravi condizioni\n
Giustizia amministrativa

Appalto rifiuti, il Tar dà ragione all’impresa esclusa dal Comune di Santa Caterina Albanese

Annullati esclusione e atti successivi della gara: decisivo il malfunzionamento della piattaforma telematica
Antonio Alizzi
4 maggio 2026
Ore 19:07
Appalto rifiuti, il Tar dà ragione all’impresa esclusa dal Comune di Santa Caterina Albanese\n
La decisione

Verso l’appello-ter del processo Geenna, Cassazione: «Manca motivazione presenza ‘ndrangheta in Valle d’Aosta»

I giudici della Corte suprema hanno depositato le motivazioni con cui a dicembre hanno annullato la sentenza d’appello bis. Tra gli imputati, un ristoratore e un ex consigliere comunale 
Redazione Cronaca
4 maggio 2026
Ore 17:54
Verso l’appello-ter del processo Geenna, Cassazione: «Manca motivazione presenza ‘ndrangheta in Valle d’Aosta»\n
Vicinanza

Intimidazioni nel Vibonese, il vescovo Attilio Nostro fa visita alle aziende colpite: «Atti sciagurati». Giovedì una fiaccolata di solidarietà

La guida pastorale della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea esprime concreta vicinanza agli imprenditori vittime: «Violenza contraria al Vangelo della Vita». Annunciata la partecipazione alla processione mariana del 7 maggio
G. C.
4 maggio 2026
Ore 17:34
Intimidazioni nel Vibonese, il vescovo\u00A0Attilio Nostro fa visita alle aziende colpite: «Atti sciagurati». Giovedì una fiaccolata di solidarietà\n
Passo indietro

La legge sulle intercettazioni è un favore alla ’ndrangheta (e al terrorismo): la denuncia di Melillo agita la politica

Il procuratore nazionale antimafia scrive a Nordio, Piantedosi e Colosimo (commissione Antimafia) per evidenziare la minore efficacia delle indagini sulla criminalità organizzata dopo l’introduzione delle norme. Più difficile colpire i reati dei colletti bianchi legati ai clan
P. P. P.
4 maggio 2026
Ore 17:31
La legge sulle intercettazioni è un favore alla ’ndrangheta (e al terrorismo): la denuncia di Melillo agita la politica\n
Viaggio della speranza

Da Reggio Calabria a Genova, bimba di 5 anni trasferita d’urgenza al Gaslini con un volo dell’Aeronautica

La piccola era ricoverata al Grande ospedale metropolitano. Ha viaggiato sul velivolo militare insieme a un'equipe medica
4 maggio 2026
Ore 15:27
Da Reggio Calabria a Genova, bimba di 5 anni trasferita d’urgenza al Gaslini con un volo dell’Aeronautica\n
1
2
3
4
5
6
7
8
9
...
Più letti
1

Danno erariale di oltre 30 milioni di euro, resort con spa e centro congressi sequestrato nel Cosentino

2

Lamezia, rapina da 170mila euro all’uscita dal centro commerciale Due Mari, tutti assolti i cinque imputati

3

In Calabria primavera tra freddo e piogge “sporche” ma arriva la prima fiammata africana: ecco quando

4

Colpi di fucile contro 5 aziende tra Vibo e Jonadi: «Ci abbiamo fatto il callo. Ma i nostri figli andranno via da qui»

5

Paura in centro a Catanzaro: nigeriano molesta donne e lo ammette alla troupe tv

Iscriviti
alla Newsletter
Se vuoi ricevere gratuitamente
tutte le notizie di LaC News
lascia il tuo indirizzo email e iscriviti

In onda su:

DTT - Canali 11, 17 e 111

Scarica tutte le nostre app!
LaC Network
  • Footer 1
    • lacplay.it

    • lactv.it

    • laconair.it

  • Footer 2
    • lacitymag.it

    • lacapitalenews.it

    • ilreggino.it

    • cosenzachannel.it

    • ilvibonese.it

    • catanzarochannel.it

LaC News24 - L’informazione che fa notizia

Diemmecom Società Editoriale - reg. trib. VV 23/05/1989 n°68 - R.O.C. 4049

Direttore Responsabile Francesco Laratta

Vicedirettore Enrico De Girolamo e Pablo Petrasso

Direttore Editoriale Maria Grazia Falduto

www.diemmecom.it

RedazioneSegnala alla redazionePrivacyCookie policyNote legaliGestisci preferenze cookieLavora con noi
Copyright © 2014-2026 Diemmecom Società Editoriale - Tutti i diritti sono riservati