Il primo cittadino spiega che la soluzione transitoria di un trasferimento dei migranti braccianti in un sistema di accoglienza diffuso, in collaborazione con i comuni di Rosarno e Taurianova, rientra in una pianificazione precedente alla strage di Amendolara. «Nessuna reazione sull’onda dell’emotività. Da mesi siamo al lavoro perché in una società civile non sono accettabili queste condizioni di vita»