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La ’Ndrangheta nel mondo tra fiumi di coca e montagne di soldi da riciclare: ecco tutti i Paesi inquinati dai clan calabresi

Infiltrazioni storiche e nuove frontiere. Le inchieste che hanno svelato i tentativi (spesso riusciti) delle cosche di allargare il proprio raggio d'azione in Europa, America e Asia. La droga è il passepartout per ogni tipo di business. Ma c'è molto altro

Pablo Petrasso
25 giugno 202420:40
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La ’Ndrangheta nel mondo tra fiumi di coca e montagne di soldi da riciclare: ecco tutti i Paesi inquinati dai clan calabresi

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Fiumi di droga, anche se non più smerciati da monopolista. Milioni di euro riciclati nelle attività più disparate, con la ristorazione al primo posto. Inchieste che partono dalla Calabria e finiscono dall’altra parte del mondo secondo il classico “follow the money” coniato da Giovanni Falcone. La ’Ndrangheta si conferma una holding globale anche nella più recente relazione firmata dalla Direzione investigativa antimafia. Il giro del mondo dei clan calabresi ha tappe quasi obbligate e orizzonti inediti. Proviamo a seguirlo.

Leggi anche ↓ La relazione della Dia | La “mamma” della ’Ndrangheta a San Luca, i tentacoli nel mondo: ecco la mappa delle cosche attive in tutte le province di Redazione Cronaca

La ’Ndrangheta in Spagna, snodo centrale per il narcotraffico

La Spagna è «uno snodo strategico» per il narcotraffico globale anche per le «connessioni politico-culturali con l’America Latina». La relazione semestrale della Dia sottolinea che «si trova al centro di due importanti rotte internazionali: quella della cocaina proveniente dal Sud America, mentre l’hashish arriva dal Marocco».

I porti spagnoli (in particolare Valencia, Barcellona e Algeciras) sono i principali punti di ingresso della cocaina destinata ai mercati europei. Da recenti attività investigative, evidenziano gli investigatori, «si è osservato che gruppi criminali albanesi hanno instaurato forti legami con sodalizi spagnoli della costa meridionale, a conferma che il narcotraffico di cocaina, attualmente, è gestito da organizzazioni criminali dell’est Europa, che possono contare su propri broker stanziali in Sudamerica ed in contatto diretto con i cartelli colombiani».

La ’ndrangheta, comunque, «continua a mantenere un ruolo determinante nel settore del narcotraffico nel territorio spagnolo, ove è dedita anche ad attività di riciclaggio di capitali illeciti». Uno degli esempi è l’inchiesta Aspromonte Emiliano del 30 maggio 2023, coordinata dalla Dda di Bologna, «che ha consentito di accertare l’esistenza di un sodalizio transnazionale con a capo un esponente di ‘ndrangheta del clan Romeo-Staccu di San Luca, arrestato in Spagna nel marzo 2021 dopo un periodo di latitanza durante il quale aveva movimentato consistenti carichi di droga relazionandosi con i narcotrafficanti sudamericani tra cui il Primeiro Comando da Capital brasiliano e organizzazioni criminali colombiane, peruviane, messicane e boliviane, nonché latitanti italiani».

Nell’aprile 2023 anche l’inchiesta Sporca Alleanza della Dda di Catanzaro «ha permesso di appurare la capacità di alcuni affiliati del clan Bevilacqua-Passalacqua di Catanzaro, considerato il terminale operativo delle cosche di ‘ndrangheta crotonesi, di trattare forniture di cocaina ed eroina direttamente con i narcotrafficanti internazionali che acquistavano a loro volta dalla Spagna e dall’Olanda».

Anche le operazioni Eureka della Dda di Reggio Calabria e Sunset della Dda di Genova hanno permesso di individuare la Spagna come tappa di passaggio per «cospicui quantitativi di cocaina». Filo di Arianna 2 è, invece, l’inchiesta della Procura distrettuale di Lecce dalla quale «è emersa l’operatività di un’associazione riconducibile alla locale criminalità organizzata che, avvalendosi di fornitori operanti in Spagna, curava gli approvvigionamenti di stupefacente destinato al mercato leccese».

Il gruppo era «in contatto con esponenti della cosca di ‘ndrangheta Mammoliti-Fischiante attiva in Puglia e in altre regioni italiane, in diretti rapporti con fornitori sudamericani e con narcotrafficanti internazionali». Il 27 giugno 2023, poi, la Dda di Milano, nell’operazione “Crypto” «ha individuato un sodalizio di narcotrafficanti che, con la complicità ed il supporto di appartenenti ad una nota famiglia di ‘ndrangheta da tempo operante anche in Lombardia (Bellocco di Rosarno), si approvvigionava di consistenti partite di hashish e cocaina dalla Spagna e dal Sud America, destinato alla piazza di Milano dopo essere passato per il porto di Gioia Tauro».

I clan in Francia tra riciclaggio e latitanti 

Favorire la latitanza di affiliati, reinvestire nell’economia legale e creare basi per la gestione del narcotraffico. Anche la Francia «registra una consolidata presenza mafiosa» anche per i traffici di hashish e marijuana. «In particolare – sottolinea la Dia – la frontiera terrestre di Ventimiglia continua a rappresentare per i sodalizi autoctoni e stranieri un importante snodo per il traffico di droga, come dimostrano i numerosi sequestri di sostanza stupefacente occultata dai corrieri comunitari ed extracomunitari, principalmente africani, nei mezzi di trasporto o ingerita in ovuli». È ancora l’inchiesta Eureka a evidenziare che le cosche calabresi avevano «reimpiegato le somme illecitamente accumulate nel finanziamento di una società con sede in Mentone (foto sopra), a cui era riconducibile un ristorante, sito nella medesima cittadina, intestato fittiziamente ad un prestanome. Quest’ultimo, il 17 maggio 2023, è stato tratto in arresto alla frontiera di Ventimiglia, a seguito di estradizione concordata fra il governo francese e quello italiano, in quanto era stato precedentemente arrestato in Francia». 

Il territorio francese è stato, storicamente, un «luogo in cui far trascorrere la latitanza di alcuni affiliati come testimonia la cattura, eseguita il 2 febbraio 2023, in Sant’Etienne (Francia), nei confronti di un affiliato alla ‘ndrina Perna-Pranno egemone a Cosenza e provincia, ricercato dal 2006». Si tratta di Edgardo Greco «destinatario di un ordine di carcerazione, emesso dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Catanzaro per la esecuzione della pena dell’ergastolo in quanto ritenuto responsabile di alcuni reati omicidiari commessi nel 1991 durante la guerra di mafia, fra le cosche Pino-Sena e Perna-Pranno, che ha insanguinato il territorio cosentino nei primi anni 90». Greco si era rifatto una vita come ristoratore.

I sistemi di riciclaggio del clan Bonavota nel Regno Unito

Soldi e controlli meno stringenti. Per questo il Regno Unito «ha attirato la criminalità organizzata di tipo mafioso». C’entra molto la «possibilità di riciclare il denaro attraverso società finanziarie e attività imprenditoriali e alla flessibilità del mercato anglosassone che si estende dalla City di Londra ai paradisi bancari delle isole Cayman». 

«Nonostante l’impegno della Gran Bretagna in materia di anticorruzione – spiegano gli investigatori della Dia –, nel Regno Unito si registra una tendenza della criminalità organizzata a inviare, tramite società offshore, flussi di denaro che vengono poi ripuliti e rimessi nel circolo dell’economia». 

In una delle inchieste nate dalla maxi operazione Rinascita Scott ci sono interessanti passaggi sugli investimenti della cosca Bonavota di Sant’Onofrio: «Nel 2019 la Magistratura aveva evidenziato come la famiglia Mancuso di Vibo Valentia, avvalendosi di sofisticati meccanismi suggeriti da professionisti collusi, aveva effettuato svariate operazioni di riciclaggio nel Regno Unito, tramite la creazione di reti societarie. L’indagine ha documentato come un affiliato della ’ndrina di Sant’Onofrio, per agevolare le attività di riciclaggio, avesse costituito una serie di società estere (la maggior parte in Ungheria) fittiziamente intestate a terzi soggetti».

Belgio e Olanda: infrastrutture perfette al servizio del narcotraffico

È ancora Eureka a illuminare la presenza della ’Ndrangheta in Europa: anche il Belgio non è esente da infiltrazioni. Il trait d’union tra Calabria e Nord Europa è, al solito, il traffico di droga nello scalo portuale di Anversa, diventato il nuovo snodo dei traffici miliardari. Il 3 maggio 2023 la Dda di Reggio Calabria ha stretto il cerchio attorno alle cosche Pelle, Strangio “Fracascia”, Nirta “Versu”, Giampaolo, Mammoliti “Fischiante” e Giorgi. 

Le investigazioni «hanno permesso di accertare come le consorterie si rifornivano direttamente da organizzazioni colombiane, ecuadoregne, panamensi e brasiliane, risultando in grado di gestire un canale di importazione del narcotico dal Sud America all’Australia. Sono stati registrati contatti con esponenti del “Clan del golfo”, preminente organizzazione paramilitare colombiana impegnata nel narcotraffico internazionale. Numerosi gli episodi di importazione via mare censiti, tra i porti di Gioia Tauro, Anversa (foto sopra) e Rotterdam». 

Più nel dettaglio, le investigazioni, hanno permesso di accertare che, tra maggio 2020 e gennaio 2022, sono stati movimentati oltre 6mila kg di cocaina, dei quali più di 3mila kg oggetto di sequestro. I flussi di denaro riconducibili alle compravendite dello stupefacente venivano gestiti da organizzazioni composte da soggetti di nazionalità straniera, specializzati nel pick-up money, o da spalloni, che spostavano il denaro contante sul territorio europeo. Le movimentazioni di denaro hanno interessato Panama, Colombia, Brasile, Ecuador, Belgio e Olanda. 

È il potenziamento delle infrastrutture per gli scambi commerciali ad aver provocato l’inserimento dei Paesi Bassi (in particolare il porto di Rotterdam e l’aeroporto mercantile di Schiphol) «anche nelle rotte del narcotraffico». Ciò emerge dalle citate operazioni “Eureka” e “Aspromonte Emiliano”. 

Il 19 aprile 2023 è stato eseguito un decreto di sequestro, emesso dal Tribunale di Reggio Calabria, nei confronti di un imprenditore ritenuto intraneo alla cosca Bellocco di Rosarno, la cui figura criminale era emersa nell’ambito dell’operazione “Magma”, che aveva consentito di disarticolare una organizzazione criminale attiva nel traffico internazionale di stupefacenti, che giungeva anche nel porto di Le Havre (Francia), oltre a quello di Rotterdam e di Gioia Tauro.

Germania, summit in pizzeria e maxi sequestri

Locomotiva d’Europa e «polo di attrazione per le organizzazioni mafiose italiane attive prevalentemente a Ovest e a Sud del Paese». La ’Ndrangheta è presente nelle regioni più ricche della Germania, «come il Baden-Württemberg, la Renania Settentrionale-Westfalia, la Baviera e l’Assia». Dal traffico di stupefacenti, i clan nel corso degli anni «hanno cercato di infiltrarsi progressivamente nell’economia legale attraverso l’acquisizione di esercizi commerciali di ristorazione e pizzerie, quale “copertura” di affari illeciti di varia natura». Di più: «Recenti attività investigative, svolte congiuntamente con le autorità tedesche, hanno mostrato che le attività commerciali gestite da elementi collegati alla criminalità italiana sono state utilizzate anche come basi logistiche per “summit” e per la conduzione delle attività illegali». Una delle inchieste chiave del 2023 per comprendere l’infiltrazione delle ’ndrine in Germania è Glicine Acheronte, nella quale «è stata individuata una struttura di ‘ndrangheta, riconosciuta come locale di Papanice, frazione del comune di Crotone, che stando agli atti d’indagine, ha interessi criminali anche in Germania». 

Dal Tribunale di Reggio Calabria è arrivata invece un sequestro di beni «nei confronti di tre imprenditori, le cui figure criminali erano emerse nell’ambito dell’operazione “Andrea Doria”, quando era stato disvelato un articolato sistema di frode fiscale, realizzata nel settore del commercio di prodotti petroliferi, imperniata su fittizie triangolazioni societarie, finalizzate ad evadere l’Iva e le accise». 

Il provvedimento giudiziario, ammontante ad un valore complessivo di oltre 80 milioni di euro, ha riguardato l’intero compendio aziendale di 20 imprese, 3 delle quali con sede in Germania, attive prevalentemente nei settori del trasporto merci su strada, del commercio di prodotti petroliferi e del trattamento e smaltimento di rifiuti non pericolosi. 

«Recentemente – sottolinea la Dia – sembrerebbe che anche la ‘ndrangheta crotonese e cosentina si sia insediata nel florido territorio tedesco per infiltrarsi nel settore economico. Al riguardo si segnala che il 5 giugno 2023, nell’ambito dell’operazione “Gentleman 2” della Dda di Catanzaro, si è rilevato che le ‘ndrine Forastefano-Abbruzzese, operanti nell’hinterland dell’alto Jonio Cosentino, erano attive anche in Germania mediante dei “coriglianesi”, che si erano stabiliti in loco, i quali, risultavano pienamente inseriti nel panorama del narcotraffico internazionale. In particolare uno di essi, titolare di una pizzeria a Francoforte, garantiva l’appoggio logistico agli affiliati ogniqualvolta questi si recavano in Germania per discutere di persona dei loro affari illeciti».

Gli interessi finanziari dei Grande Aracri (e non solo) in Romania 

La Romania è una delle tappe di passaggio per il narcotraffico in Europa: posta lungo la “rotta balcanica”, risente del transito dei carichi di eroina provenienti dalla Turchia e diretti in Europa. Le più recenti attività investigative, svelano che la ’Ndrangheta ha messo gli occhi sul Paese. L’interesse dei clan calabresi si rivolge per lo più «a reati di natura finanziaria». E sarebbe la cosca Grande Aracri (nella foto sopra il boss Nicolino Grande Aracri) «il sodalizio maggiormente inserito nel tessuto economico-sociale». 

Il 25 gennaio 2023 un provvedimento di sequestro del Tribunale di Bologna è stato notificato a una famiglia di origine cutrese, appartenente proprio al clan Grande Aracri, avente ad oggetto, tra l’altro, conti bancari in Romania e Lituania». 

Infine il 30 giugno 2023 a un imprenditore, contiguo alla cosca Labate «sono stati confiscati i beni a lui riconducibili in quanto la sua figura criminale era emersa nell’ambito dell’operazione “Petrolmafie Spa”, ove erano emersi i notevoli interessi delle varie mafie italiane nella gestione di prodotti petroliferi, i cui proventi illeciti sarebbero stati reinvestiti anche su conti correnti esteri riconducibili a società di comodo rumene, oltre che bulgare, croate e ungheresi, per poi rientrare nella disponibilità dell’organizzazione medesima». 

Per concludere, il 17 marzo 2023 è stato disposto il provvedimento dell’amministrazione giudiziaria nei confronti di un noto marchio operante nel settore della grande distribuzione alimentare, presente in Calabria. L’attività trae origine dalle acquisizioni emerse nell’ambito dell’operazione “Planning”, ove sono state accertate che alcune cointeressenze economiche sussistenti tra alcuni imprenditori e cosche di ‘ndrangheta della città di Reggio Calabria erano diventate oggetto di riciclaggio in Romania e in Slovenia, sede legale di due società, una in ogni nazione, sequestrate nel corso dell’attività investigativa.

Malta, la capitale del gioco online che fa gola ai clan 

La criminalità organizzata italiana ha trovato terreno fertile (anche) a Malta per via della vicinanza geografica e della possibilità di evitare controlli doganali. «Inoltre – spiega la Dia – il suo sistema fiscale privilegiato, unitamente alle facilitazioni normative nel diritto societario, sono ulteriori fattori che hanno incentivato i sodalizi ad avviare in questo territorio le attività di riciclaggio. Le attività investigative condotte nel corso degli ultimi anni testimoniano che uno degli ambiti criminali verso cui si sono rivolti i sodalizi è quello delle scommesse online, ove è prevalente la presenza di sodalizi di ‘ndrangheta». 

Il 18 maggio 2023 è arrivata la confisca dei beni disposta dal Tribunale di Reggio Calabria a carico di 2 imprenditori reggini, operanti appunto nel settore dei giochi e delle scommesse. Le figure criminali erano emerse «nell’ambito dell’operazione “Galassia” che aveva disvelato un meccanismo finalizzato all’illecita raccolta di scommesse on line con base decisionale e operativa a Reggio Calabria, nonché ramificazioni all’estero mediante l’operatività di società sedenti non solo a Malta, ma anche in Romania, Austria e Spagna. L’associazione criminale individuata avrebbe avuto collegamenti con la ‘ndrangheta, garantendo una parte dei proventi in cambio di “protezione”. Peraltro, i punti affiliati trasferivano le somme incassate alla direzione amministrativa dell’associazione allocata all’estero, sottraendole di fatto all’imposizione fiscale italiana».

Toronto, Ottawa e Thunder Bay: enclave di ’Ndrangheta in Canada

C’è soprattutto la droga tra i traffici illeciti che fanno del Canada un avamposto per numerose organizzazioni criminali transnazionali. 

Il commercio di cocaina è diretto dai cartelli messicani, colombiani e da sodalizi criminali di matrice italiana che gestiscono sia una parte del traffico internazionale, sia una quota del mercato nazionale. Cosa nostra canadese, risulterebbe attiva nella zona di Montreal (Quebec) dove si avvarrebbe della collaborazione degli Hell's Angels (bande dei motociclisti) per la gestione del traffico degli stupefacenti e del gioco d’azzardo. 

«La presenza della ‘ndrangheta – si legge nella relazione semestrale della Dia – è riconducibile all’area metropolitana di Toronto (Ontario) e particolarmente radicata nella Greater Toronto Area, con estensioni nelle zone di Ottawa e Thunder Bay. Le principali famiglie calabresi sarebbero in grado di gestire ingenti traffici di cocaina, anche in virtù delle ramificazioni in Europa, in Sud America e negli Usa». 

Per gli investigatori i locali di ’ndrangheta calabresi sarebbero collegati a locali canadesi «che assicurerebbero importanti appoggi strutturali per le attività illecite, fra cui il traffico di stupefacenti ed il riciclaggio dei proventi illeciti». 

Il territorio canadese è utilizzato dalle consorterie calabresi anche per favorire la latitanza di alcuni suoi affiliati come testimonia l’arresto, avvenuto il 13 marzo 2023, di un soggetto che era ivi emigrato per sottrarsi alla cattura dell’operazione “Rinascita Scott” quando nel 2019 la Magistratura aveva evidenziato come la famiglia Mancuso, egemone nella provincia di Vibo Valentia, avvalendosi di sofisticati meccanismi suggeriti da professionisti collusi, aveva effettuato svariate operazioni di riciclaggio nel Regno Unito, tramite la creazione di reti societarie. Il fuggitivo Domenico Cugliari, intraneo al locale di Sant’Onofrio, era stato localizzato proprio in Canada.

Negli Stati Uniti, tra narcotraffico e riciclaggio

«La mafia calabrese, grazie al ruolo rivestito nel narcotraffico, è presente anche nel territorio statunitense». Qui, secondo la Direzione investigativa antimafia, «in collegamento con i narcos colombiani e messicani, rappresenta una minaccia anche per le consistenti attività di riciclaggio». 

Un esempio: il 2 febbraio 2023 un provvedimento di sequestro di beni disposto dall’Autorità giudiziaria di Reggio Calabria nei confronti di due fratelli ha riguardato una società in Florida (Stati Uniti). I due, attivi nel settore edile e dell’intermediazione immobiliare, nel 2019, «erano stati attinti dalla misura cautelare in carcere relativa all’operazione “Libro Nero”, poiché ritenuti “imprenditori di riferimento” della cosca Libri, attiva nel capoluogo calabrese, la cui operatività era diretta ad acquisire la gestione ed il controllo di varie attività economiche». 

La frontiera cinese: prodotti contraffatti e fiumi di denaro

Sono le mafie campane ad aver scoperto per prime la Cina. E «hanno costituito in quel Paese proprie basi logistiche, con particolare riferimento alla regione dello Zhejiang, per la produzione e lavorazione di prodotti contraffatti e per la conseguente distribuzione degli stessi in altri Paesi, compreso il continente americano». La ’Ndrangheta non è da meno e «svolge, nel settore criminale in questione, un proprio ruolo che si concretizza nell’agevolare l’importazione in Italia dei prodotti contraffatti». 

«L’analisi delle attività investigative concluse nel primo semestre 2023 – continua la Dia – porta alla considerazione che il territorio cinese viene utilizzato dalla criminalità organizzata presente in Italia anche per svolgere reati finanziari. Il 22 marzo 2023, a conclusione dell’operazione “Cash Express”, è stata documentata l’esistenza di uno strutturato circuito di riciclaggio internazionale, costituito da soggetti di nazionalità italiana a cui risultano riferibili diverse società utilizzate per riciclare i proventi derivanti da frodi fiscali. In particolare, gli indagati si sarebbero rivolti ad alcuni appartenenti alla comunità cinese, di stanza a Roma, in grado di ricevere le illecite provviste e di trasferirle, tramite canali bancari, in Cina, per poi riconsegnarle, sotto forma di denaro contante, ai committenti italiani, mediante un sistema di compensazione, basato sulla fiducia. Dagli accertamenti svolti emergeva, inoltre, che tale sistema di riciclaggio potrebbe essere stato utilizzato anche per “ripulire” i proventi di reati-presupposti collocati in essere da esponenti di associazioni di tipo mafioso». È un sistema, questo, di cui si sarebbe servita anche la ’Ndrangheta per riciclare i proventi del narcotraffico.

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reggio calabria · ndrangheta · dia · droga

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Gioia, una chiave di volta per minori e famiglie

7 settembre 2026
Ore 12:02
Gioia, una chiave di volta per minori e famiglie
La preghiera

Mileto, centinaia di fiaccole per Ema, Izidor e Petra: il dolore della comunità per la famiglia sterminata dallo scoppio nel B&B dove era in vacanza

Il corteo è partito da piazza Badia e ha raggiunto la Cattedrale. Avviata una raccolta fondi per contribuire alle spese del rimpatrio delle salme in Slovenia. Al termine, in cielo palloncini bianchi
Cristina Iannuzzi
7 settembre 2026
Ore 10:17
Mileto, centinaia di fiaccole per Ema, Izidor e Petra: il dolore della comunità per la famiglia sterminata dallo scoppio\u00A0nel B&B dove era in vacanza\n
Finanziamento sfumato

Vibo perde 2,4 milioni destinati a Vena e Piscopio: inviato un documento sbagliato, la Regione cancella il contributo

Il progetto “Luce nelle periferie” finalizzato a interventi socio-assistenziali per giovani, anziani e famiglie fragili era già stato ammesso al finanziamento e la convenzione era stata firmata. Dopo i ricorsi di altri Comuni esclusi è stata scoperta la falla anche nella pratica vibonese. Respinte le controdeduzioni di Palazzo Luigi Razza
E.D.G.
7 settembre 2026
Ore 07:25
Vibo perde 2,4 milioni destinati a Vena e Piscopio: inviato un documento sbagliato, la Regione cancella il contributo\n
Operazione Scico

Associazione a delinquere, ai domiciliari due imprenditori ed un avvocato catanzaresi

Nell’operazione disposta dal Tribunale del capoluogo anche sequestri per oltre 30 milioni di euro

Redazione
7 settembre 2026
Ore 06:22
Associazione a delinquere, ai domiciliari due imprenditori ed un avvocato catanzaresi
L’inchiesta

Aste, truffe sui fondi agricoli e riciclaggio con l’ombra della ‘ndrangheta, blitz a Catanzaro: arrestati imprenditori e un avvocato -NOMI

Ipotizzati legami con i clan di Melicucco e con la ‘ndrina La Rosa di Tropea. Sequestrati beni per 37 milioni: due persone in carcere, tre ai domiciliari. Sigilli a 398 immobili, 15 società agricole e 2,5 milioni di euro. L’inchiesta della Procura svela, secondo l’accusa, una rete di società e prestanome tra agricoltura e immobiliare
Redazione Cronaca
7 settembre 2026
Ore 06:14
Aste, truffe sui fondi agricoli e riciclaggio con l’ombra della ‘ndrangheta, blitz a Catanzaro: arrestati imprenditori e un avvocato -NOMI\n
La storia

Dalle fiamme del racket al Parlamento: la battaglia di Giuseppe La Riccia per la dignità dei "Testimoni di Legge"

L'imprenditore calabrese, che ha perso la sua azienda per aver detto "no" alla 'ndrangheta, promuove una riforma per il riconoscimento dei contributi figurativi ai resistenti.
Elisa Barresi
7 settembre 2026
Ore 05:30
Dalle fiamme del racket al Parlamento: la battaglia di Giuseppe La Riccia per la dignità dei \"Testimoni di Legge\"\n
Caso delicato

Gioia Tauro, la sindaca minacciata e lasciata sola: «I miei figli non escono da 12 giorni». Il silenzio della politica e dello Stato

Dopo i sette proiettili e la lettera con le minacce di morte alla famiglia, Simona Scarcella denuncia di non conoscere ancora le misure adottate per proteggerla. La Prefettura avrebbe riunito le forze di polizia senza informarla direttamente, mentre non risultano interventi pubblici del governatore Occhiuto e del consigliere regionale azzurro Arruzzolo
Redazione Politica
7 settembre 2026
Ore 05:16
Gioia Tauro, la sindaca minacciata e lasciata sola: «I miei figli non escono da 12 giorni». Il silenzio della politica e dello Stato\n
Inchiesta Master

Sfruttamento nella Sibaritide, l’estorsione seguita in diretta: 27 euro per una giornata di lavoro e il resto al caporale

Le indagini dei carabinieri hanno registrato un caso emblematico: il controllo dei militari del Nil, la decisione dell’imprenditore di pagare su PostePay per non avere problemi e il prelievo sotto la sorveglianza dell’intermediario
Alessia Truzzolillo
7 settembre 2026
Ore 05:03
Sfruttamento nella Sibaritide, l’estorsione seguita in diretta: 27 euro per una giornata di lavoro e il resto al caporale\n
Il caso

Incidente sulla Sp17, annullato il lutto cittadino per le due vittime di Filandari: tre ordinanze nel giro di ventiquattr’ore

Dopo la morte di Rocco Cichello e Domenico Colacchio il Comune ha emanato il provvedimento, poi rettificato e infine cancellato. Il sindaco Fuduli non raggiungibile al telefono: «Ha dimenticato il cellulare a casa»
Redazione
6 settembre 2026
Ore 18:08
Incidente sulla Sp17, annullato il lutto cittadino per le due vittime di Filandari: tre ordinanze nel giro di ventiquattr’ore\n
Lettera aperta

«Quali tutele per me e i miei figli?»: la sindaca Scarcella scrive alla presidente della Commissione Antimafia Colosimo

Due missive anonime, sette proiettili e una minaccia di morte: la prima cittadina di Gioia Tauro chiede l’intervento delle istituzioni. «Da chi ci dobbiamo difendere? Dalla criminalità organizzata o dallo Stato?»
Redazione Cronaca
6 settembre 2026
Ore 17:31
«Quali tutele per me e i miei figli?»: la sindaca\u00A0Scarcella scrive alla presidente della Commissione Antimafia Colosimo\n
Obblighi dei dipendenti

Massoneria e dipendenti pubblici, la Cassazione: l’appartenenza va comunicata anche senza conflitti concreti

Accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate: annullata con rinvio la sentenza della Corte d’Appello di Catanzaro e precedentemente emessa dal tribunale di Cosenza
Antonio Alizzi
6 settembre 2026
Ore 17:06
Massoneria e dipendenti pubblici, la Cassazione: l’appartenenza va comunicata anche senza conflitti concreti\n
Traffico in tilt

Incendio a Cosenza, fiamme vicino a un distributore: nessun ferito in viale Magna Grecia

Bruciano sterpaglie e cumuli di rifiuti. In azione diverse squadre dei Vigili del Fuoco e un mezzo aereo. Prosegue la bonifica
Redazione
6 settembre 2026
Ore 15:44
Incendio a Cosenza, fiamme vicino a un distributore: nessun ferito in viale Magna Grecia\n
Il bilancio

Cirò Marina, stretta sull’abusivismo commerciale: scattano sequestri e multe per oltre 35mila euro

La Polizia Locale intensifica i controlli sul lungomare e sugli arenili: verbali per oltre 35mila euro, sette sequestri amministrativi e 340 profumi sottoposti a sequestro penale
Redazione
6 settembre 2026
Ore 11:16
Cirò Marina, stretta sull’abusivismo commerciale: scattano sequestri e multe per oltre 35mila euro\n
L'appello

Container diretti in Israele dal porto di Gioia Tauro, Lucano: «Il prefetto ne vieti la partenza»

Sedici container di acciaio balistico sono indicati come diretti verso il Pireo, con destinazione finale Israele. L’eurodeputato e sindaco di Riace chiede un intervento per motivi di ordine pubblico e annuncia la richiesta di accesso agli atti
Redazione
6 settembre 2026
Ore 10:20
Container diretti in Israele dal porto di Gioia Tauro, Lucano: «Il prefetto ne vieti la partenza»\n\n\n
Botta e risposta

Tropea, il sindaco Macrì replica all’influencer Wlady Nigro: «Truffa nei ristoranti? Faccia i nomi, altrimenti è solo fango» 

Il primo cittadino contesta le accuse generiche sulla ristorazione e invita a fornire elementi circostanziati: «Se ci sono responsabili vanno individuati e interverremo, ma non si può gettare discredito su un’intera categoria»
Redazione
6 settembre 2026
Ore 10:14
Tropea, il sindaco Macrì replica all’influencer Wlady Nigro: «Truffa nei ristoranti? Faccia i nomi, altrimenti è solo fango»\u00A0\n
Una nuova vita

Dalla Calabria un cuore nuovo per Regina, la 19enne colpita da infarto mentre era in vacanza in Liguria 

Dopo l’infarto alle Cinque Terre e settimane di terapia intensiva, la giovane studentessa ha ricevuto alle Molinette un trapianto urgente
Redazione
6 settembre 2026
Ore 10:11
Dalla Calabria un cuore nuovo per Regina,\u00A0la 19enne colpita da infarto mentre era in vacanza in Liguria\u00A0\n
Controllo del territorio

Movida e sicurezza, controlli nella notte a Reggio: sei conducenti positivi all’alcoltest

La Polizia Locale ha controllato oltre 140 veicoli e ritirato sei patenti. Quattro le denunce per guida in stato di ebbrezza, 58 le violazioni amministrative contestate

Redazione
6 settembre 2026
Ore 09:23
Movida e sicurezza, controlli nella notte a Reggio: sei conducenti positivi all’alcoltest
Il bilancio

Estate sicura nel Crotonese, oltre 34mila persone controllate dalla Polizia

Nel bilancio di luglio e agosto anche 17 arresti, 52 denunce, oltre un chilo di droga sequestrata e 50 misure di prevenzione: rafforzati i controlli nelle principali località turistiche
Redazione
6 settembre 2026
Ore 08:52
Estate sicura nel Crotonese, oltre 34mila persone controllate dalla Polizia\n
Morto a 91 anni

Domenico Papalia, l’ultimo viaggio a Platì: 120 persone al cimitero per la tumulazione del boss

La salma di «don Micu» è arrivata da Milano senza soste e sotto scorta. Al cimitero parenti e conoscenti giunti anche dall’estero, nessun momento di tensione
Redazione Cronaca
6 settembre 2026
Ore 08:42
Domenico Papalia, l’ultimo viaggio a Platì: 120 persone al cimitero per la tumulazione del boss\n
Ore di apprensione

Montalto Uffugo, 14enne cade dalla bici durante una discesa: è in Terapia Intensiva

Sono ore di apprensione a Taverna i Montalto Uffugo per un ragazzo di 14 anni rimasto gravemente ferito in seguito a una caduta in biciclett
Redazione
6 settembre 2026
Ore 08:19
Montalto Uffugo, 14enne cade dalla bici durante una discesa: è in Terapia Intensiva\n
Contabilità parallela

Il racket dei bancomat nella Piana di Sibari e le vendette dei caporali: «Il nero ha detto la verità, mandalo via»

Dietro le quinte dello sfruttamento in Calabria: i Carabinieri mettono le mani sui "libri neri" dei clan pakistani. Ecco come funzionava il meccanismo di estorsione dei salari. I “capi” gestivano anche il cibo dei braccianti: chi denunciava perdeva tutto e finiva a dormire per strada
Pablo Petrasso
6 settembre 2026
Ore 07:43
Il racket dei bancomat nella Piana di Sibari e le vendette\u00A0dei caporali: «Il nero ha detto la verità, mandalo via»\n
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Tropea, turisti stranieri truffati al ristorante: la denuncia del food influencer calabrese Wlady Nigro

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