Il pontefice Leone incarna un’altra America, quella della mediazione e dei valori universali. Ogni sua parola contro la guerra finisce per smontare, pezzo dopo pezzo, la dottrina bellica dell’attuale amministrazione statunitense
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Durissimo il Papa americano contro il presidente degli Stati Uniti, Trump. Mai dichiarazioni così nette da parte di un Pontefice nei confronti di un leader americano: «Le minacce al popolo dell’Iran? Sono inaccettabili».
Leone XIV non cerca lo scontro. Non alza i toni, non compie gesti eclatanti. Eppure è in atto un duello silenzioso, profondo, tutto giocato sul piano morale, vero punto debole della politica contemporanea.
Il Papa non nomina mai Trump. Non ne ha bisogno. Ma è chiaro che lo sfida apertamente. Ogni sua parola contro la guerra finisce per smontare, pezzo dopo pezzo, la dottrina bellica dell’amministrazione americana.
Le strategie militari non indicano un futuro, ma una rovina. La guerra non è una soluzione, ma un veleno. La violenza non è un’opzione. È una delegittimazione totale dello strumento bellico. «Fermate i bombardamenti, negoziate»: il messaggio del Papa è netto.
Il 30 marzo, da Castel Gandolfo, Leone XIV compie un passo ulteriore: rivela di aver parlato direttamente con Trump. «Ho chiesto al presidente di porre fine alla guerra o di aprire trattative per la pace. Spero entro Pasqua».
Una pressione diretta, fortissima, che rompe anche il tradizionale riserbo vaticano.
Il linguaggio del Papa è preciso, implacabile: «Cristo soffre negli innocenti bombardati». «Violenza inaccettabile». «Abbandonate le armi».
Non serve alzare la voce: la sua è una fermezza morale che colpisce più di qualsiasi dichiarazione politica.
Da una parte c’è Trump, con la logica della forza, della deterrenza, dell’interesse nazionale. Dall’altra Leone XIV, che richiama pace, dialogo, diritto internazionale. Due visioni inconciliabili.
E qui emerge il paradosso americano: Leone XIV incarna un’altra America, quella della mediazione e dei valori universali. Dall’altra parte c’è l’America trumpiana, segnata da toni estremi e dalla minaccia di «cancellare l’Iran».
La linea del Papa è costante: dagli Angelus alla Via Crucis al Colosseo, fino agli appelli pasquali. Un messaggio unico: la guerra è inutile, immorale, intollerabile.
Trump appare sempre più isolato, spesso contraddittorio nelle sue posizioni e sempre più distante da una visione condivisa a livello internazionale.
Leone XIV, invece, avanza con determinazione crescente. Il suo è un pontificato che si annuncia lungo e incisivo, segnato da una battaglia morale che va oltre la politica.



