Hanno fatto a gara a sparare sulla presidente del Consiglio ma senza davvero una visione. Invece lei ha ridato credibilità al debito pubblico e condotto una politica estera realista provando anche a dare una Giustizia credibile al Paese
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Giovedì c'è stato un tiro al bersaglio "Meloni" in Parlamento. Quelli del Campo Largo hanno fatto a gara a sparare sulla Presidente del Consiglio, ferita gravemente dai risultati del referendum. Nessuna critica specifica, se non contestare che dopo 4 anni che i "frigoriferi restano vuoti" e che "l'aver fatto da spalla servile a Trump" ci ha portato alla crisi energetica.
Nessuna proposta, molti insulti, gridati con arte oratoria da venditore di biscotti alla fiera del Paese, con l'eccezione di Renzi, che gli insulti preferisce vestirli con l'ironia di un animatore da villaggio turistico.
La Meloni non ha riempito i frigoriferi, come nessuno lo ha fatto in questi vent'anni in cui il PIL è rimasto fermo, ma può almeno vantarsi di non aver fatto danni, come invece hanno fatto quelli del Superbonus e del Reddito di cittadinanza.
Ha ridato credibilità al debito pubblico (spread piu basso della Francia). Ha condotto una politica estera realista, in tempi tra i più complessi di questo nuovo secolo, senza rompere né con l'Europa (ma poi chi è?), né con l'America di Trump, e nemmeno con quella di Biden, mantenendo fermo il sostegno a Kyev.
Io aggiungerei anche che ha il merito di aver avuto il coraggio di provare a dare una Giustizia credibile al Paese e di non esserci riuscita, per l'imperizia politica dei suoi, ma soprattutto per la campagna di falsità che questa opposizione, associata ad un improprio partito dei Magistrati, ha raccontato al Paese.
Ora che questa variopinta muta di foxhunter vede la volpe azzoppata, alza la voce e cerca di assestargli l'ultimo colpo, per poi chiedere agli italiani di restituir loro le poltrone da cui realizzare un programma mai scritto e mai pensato, ma che sarà per certo la promessa del Paese di Bengodi.
Io continuo a pensare che la "volpe azzopata" debba cercarsi presto una tana. Lasciare che la muta che la insegue inizi ad azzannarsi tra sé e ripresentarsi agli elettori per un giudizio che magari non la premierà, ma sarà solo un episodio, perché, in democrazia, gli stregoni si sconfiggono solo mostrando il loro fallimento.
La democrazia funziona così.
Progredisce per evidenze, non per ragione.
A volte si estingue perché i danni della gestione degli stregoni non consentono più il ritorno alla ragione ed è questo il rischio che correremo, perché il Paese potrebbe non sopportare più gli effetti di un altro superbonus e tracollare sotto il peso di un debito sudamericano. Soprattutto nel contesto di un'Europa incapace di superare l'esame finale della sua federazione a cui è ora chiamata.

