Negli atti dell’inchiesta il patto tra Antonio Campisi e il clan Emanuele. Il “battesimo” mafioso di Giuseppe Muzzupappa prima di essere ucciso e la collaborazione di Walter Loielo avviata per salvarsi da un agguato
VIDEO | Il fondatore di Libera ha chiamato questa mattina papà Martino mentre si dirigeva nel centro delle Preserre per omaggiare un’altra vittima innocente di mafia: Pino Russo Luzza. Sugli arresti interviene anche il coordinamento provinciale dell’associazione ringraziando magistrati e forze dell’ordine: «Il loro lavoro non si è arreso al passare degli anni e ai muri di omertà»
La Dda chiude il cerchio su uno dei fatti di sangue più eclatanti dello scontro nelle Preserre. Come mandante viene indicato Rinaldo Loielo, ma un ruolo di primo piano avrebbero rivestito anche il fratello, il cugino e il cognato. E spunta anche il nome del boss Pantaleone Mancuso
Sono complessivamente quindici le persone raggiunte da un provvedimento di misura cautelare in carcere nell’ambito dell’inchiesta che ha fatto luce anche sul delitto del 19enne di Soriano vittima innocente
VIDEO | Tra gli arrestati del blitz dei carabinieri di Vibo ci sarebbero anche i presunti autori dell’omicidio che nell’ottobre 2012 costò la vita al 19enne di Soriano. La gioia del padre: «Lui non tornerà, ma loro devono pagare fino alla fine»
Il capo affari legali Stefano Speroni avrebbe contribuito a calunniare Francesco Mazzagatti mentre c’è era in corso un’attività di trading di petrolio iraniano. Le richieste all’ex super poliziotto deceduto Carmine Gallo e il coinvolgimento di un pentito
Nell’inchiesta della Dda e della polizia finiscono personaggi di primo piano delle famiglie Emanuele e Idà, ma anche il figlio del defunto trafficante di cocaina di Nicotera, così come giovani che dovevano morire per mano del clan Loielo e pure il ragazzo che si trovava in auto quando venne ucciso Filippo Ceravolo
Le dichiarazioni durante la conferenza stampa a Catanzaro: «I profitti del narcotraffico venivano versati nella cosiddetta bacinella strumentale, una sorta di welfare illecito dell'organizzazione che serviva per l’assistenza agli associati»
Impegnati circa 350 agenti per l’operazione coordinata dalla Dda di Catanzaro. Traffico di droga, violenza e controllo del territorio: le attività del locale dell’Ariola di Gerocarne nelle Serre
Nella seconda puntata de “Lo Stato siamo noi”, il capo della Direzione investigativa antimafia di Catanzaro ricostruisce la metamorfosi dell’organizzazione: «Più unitaria e permeabile alle istituzioni». Focus anche su subcultura criminale e contrasto educativo
Dopo lo scandalo sulle quote nel ristorante del clan Senese la Commissione parlamentare antimafia acquisirà anche gli atti dell’inchiesta Hydra. La storia del tentativo (fallito) di creare “in laboratorio” un politico per ritagliarsi uno spazio nel centrodestra
Ospite della puntata sarà Beniamino Fazio, capo centro della Direzione investigativa antimafia di Catanzaro. In studio anche il professor Giancarlo Costabile. Appuntamento alle 13 su LaC Tv
La confisca arriva sugli sviluppi dell’inchiesta Araba Fenice. Figura centrale Pino Liuzzo, ora collaboratore di giustizia: nel mirino tre società, immobili e autovetture oltre a 53mila euro in contanti e otto orologi di lusso
Sono 23 le persone arrestate nell’operazione della Dda di Napoli: ci sono anche i fratelli del boss Zagaria. Il procuratore: «Questa famiglia infesta l’Italia e ha proiezioni di riciclaggio all’estero, anche a Dubai»
Intercettazioni e verbali dei pentiti rivelano i progetti militari del clan in un clima di tensione che va avanti dal 2008. Furfaro: «Consegnai mitragliette e fucili da usare in caso di una riesplosione della faida». Chi è Salvatore Infantino, accusato di essere vicino alla cosca
Le indagini della Guardia di finanza hanno seguito il percorso tracciato da una piattaforma informatica incrociando i dati con le informazioni ottenute con un sequestro del gennaio 2025. Nell’inchiesta anche le dichiarazioni dei pentiti
Bartolomeo Arena spiega anche il legame tra alcuni vibonesi e la ‘ndrina delle Preserre rafforzato da comuni periodi di detenzione e “rimpiazzi” in carcere
Le misure sono state eseguite nei territori di Catanzaro, Borgia e Gimigliano: nel mirino la cosca Catarisano, ritenuta ancora operativa e collegata alle locali del Crotone