Dalle parole di Mattarella sulla scuola alla replica del governo Meloni, il confronto si sposta sul terreno delle istituzioni. E quella linea sottile tra dialettica politica e rispetto dei ruoli torna a farsi visibile
Sergio Mattarella richiama il governo ai principi costituzionali e il provvedimento viene corretto prima del via libera del Consiglio dei ministri. Sparisce la misura più estrema sui genitori stranieri, entrano maggiori garanzie per gli studenti e il testo finale porta il segno del lungo confronto con il Colle
La premier richiama i provvedimenti del 1989 e 1990 firmati dall’allora ministro dell’Istruzione, ma nei documenti non compare un limite complessivo del 30% né il meccanismo previsto oggi
La premier respinge l’idea di uno scontro con il capo dello Stato ma, per difendere il tetto agli studenti stranieri nelle classi, richiama le circolari da lui firmate quando era ministro della Pubblica istruzione
Giovedì il provvedimento annunciato dalla Meloni dovrebbe arrivare in Consiglio dei Ministri, ma secondo i dati ministeriali solo nello 0,6% delle aule si supera la presenza del 30% di stranieri. Nella nostra regione gli alunni stranieri sono il 4,9%, ma sono stati proprio questi in molti casi a salvare i servizi scolastici in diversi piccoli centri a rischio spopolamento
Dopo i fuorionda che contribuirono alla fine della relazione con la premier, il giornalista torna a regalarle un potenziale mal di testa: «Ci saranno delle motivazioni che portano la gente a votare il generale. Il problema sta da un’altra parte»
La riforma torna alla Camera, dove a luglio il centrodestra è già caduta nella trappola del voto segreto. Ma stavolta, dietro la disciplina della maggioranza, si incrociano anche il futuro personale dei parlamentari, la scadenza previdenziale del 14 aprile 2027 e l’ascesa di Futuro Nazionale. Non ci sono certezze per nessuno
La legge elettorale e l’ascesa politica del generale aprono nuove incognite per la presidente del Consiglio. Il confronto con il passato di Berlusconi porta a una domanda: chi può affiancare alla premier una squadra all’altezza?
Il gioco di parole sulla tassa cancellata per un anno dal governo Meloni mostra come è cambiata (purtroppo) la comunicazione politica: slogan, meme e social rischiano di sostituire il confronto sui problemi reali
Il consenso del generale e la nascita di un nuovo partito riaprono gli equilibri: dalle analogie con il primo Movimento 5 Stelle allo spazio politico lasciato libero da Fratelli d’Italia, tra populismo, identità e malcontento
Con la cancellazione temporanea del balzello la propaganda raddoppia: prima si fa passare per rivoluzionaria la proposta di Tridico che Meloni aveva sbeffeggiato, poi si glissa sulla durata dello sconto. Per crederci basta avere la memoria corta
La simulazione YouTrend per Sky TG24 mostra che la collocazione di Futuro Nazionale è decisiva: con il generale nel centrodestra, la coalizione raggiunge il 48,7% e la maggioranza. Se corre da solo, il campo largo al 43,2% ottiene il premio. La riforma amplifica così il peso delle alleanze
Il vicepremier rilancia il ruolo della diplomazia, auspica la ripresa dei rapporti commerciali e non esclude il ritorno del gas russo dopo la guerra. La premier mantiene una posizione diversa sulla sicurezza nazionale. Nella maggioranza si apre una crepa (o uno spiraglio)
Il premio per chi raggiunge il 42% cambia la strategia dei partiti. Meloni deve fare i conti con Futuro Nazionale e con i nuovi equilibri nel centrodestra, Schlein prova a costruire l’alternativa mentre Conte rivendica autonomia su Ucraina e programma. Intanto Onorato e Renzi si contendono uno spazio al centro che può diventare decisivo.
La presidente del Consiglio racconta di aver dovuto spesso «nuotare nella colla» a Palazzo Chigi e rivendica stabilità, politica estera e credibilità dell’Italia. Ma i critici contestano la sua tesi: davvero al governo è mancata la possibilità di comunicare?
La maggioranza fa i conti sul 42 per cento, Salvini sbarra la strada al ballottaggio, Forza Italia guarda al centro e Meloni chiude a chi non sostiene l’Ucraina. Ma Roberto Zaccaria, costituzionalista ed ex presidente della Rai, mette sul tavolo la variabile che nessuna simulazione può controllare: Sergio Mattarella
L’ipotesi del ballottaggio avrebbe provocato la dura reazione del leader leghista. Sullo sfondo le tensioni nel Carroccio, la rivolta dei governatori del Nord e l’appuntamento di Pontida
La premier esclude svolte dettate dalla convenienza elettorale e indica la condizione per le future alleanze. Futuro Nazionale può diventare indispensabile per vincere, ma le posizioni del generale mettono in discussione l’identità costruita da Meloni al governo
La vittoria dell’ultradestra in Sassonia-Anhalt mette i due vicepremier su fronti opposti. Giorgia Meloni non commenta pubblicamente, mentre Palazzo Chigi lascia filtrare che Italia e Germania non sarebbero paragonabili
Il centrodestra accelera sulla riforma mentre prende quota l’ipotesi del voto nella primavera 2027. Il ballottaggio divide gli alleati, Forza Italia frena e la crescita di Futuro Nazionale complica i conti della destra
La premier cambia passo e prepara la sfida verso il 2027. Tra tensioni nella maggioranza, il caso Vannacci, i rapporti complicati con Salvini e Tajani e le fibrillazioni interne a Fratelli d'Italia, l'obiettivo è ricompattare il centrodestra e arrivare al voto da protagonista
I due vicepremier vogliono arrivare all’autunno del 2027, mentre la presidente del Consiglio valuta l’election day in primavera. Dietro la difesa della legislatura, il timore di affrontare le urne con i partiti indeboliti e di perdere parlamentari, ministeri e potere nel centrodestra.
La stabilità politica diventa un traguardo da celebrare, ma i numeri dell’economia raccontano un’altra realtà: crescita debole, produzione industriale in forte calo e pressione fiscale in aumento
Dall’occupazione allo spread, passando per gli investimenti al Sud e il Pnrr. Ma non sono mancati casi politici e passaggi a vuoto: sullo sfondo ci sono già le urne