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La ’Ndrangheta nel mondo tra fiumi di coca e montagne di soldi da riciclare: ecco tutti i Paesi inquinati dai clan calabresi

Infiltrazioni storiche e nuove frontiere. Le inchieste che hanno svelato i tentativi (spesso riusciti) delle cosche di allargare il proprio raggio d'azione in Europa, America e Asia. La droga è il passepartout per ogni tipo di business. Ma c'è molto altro

Pablo Petrasso
25 giugno 202420:40
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La ’Ndrangheta nel mondo tra fiumi di coca e montagne di soldi da riciclare: ecco tutti i Paesi inquinati dai clan calabresi

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Fiumi di droga, anche se non più smerciati da monopolista. Milioni di euro riciclati nelle attività più disparate, con la ristorazione al primo posto. Inchieste che partono dalla Calabria e finiscono dall’altra parte del mondo secondo il classico “follow the money” coniato da Giovanni Falcone. La ’Ndrangheta si conferma una holding globale anche nella più recente relazione firmata dalla Direzione investigativa antimafia. Il giro del mondo dei clan calabresi ha tappe quasi obbligate e orizzonti inediti. Proviamo a seguirlo.

Leggi anche ↓ La relazione della Dia | La “mamma” della ’Ndrangheta a San Luca, i tentacoli nel mondo: ecco la mappa delle cosche attive in tutte le province di Redazione Cronaca

La ’Ndrangheta in Spagna, snodo centrale per il narcotraffico

La Spagna è «uno snodo strategico» per il narcotraffico globale anche per le «connessioni politico-culturali con l’America Latina». La relazione semestrale della Dia sottolinea che «si trova al centro di due importanti rotte internazionali: quella della cocaina proveniente dal Sud America, mentre l’hashish arriva dal Marocco».

I porti spagnoli (in particolare Valencia, Barcellona e Algeciras) sono i principali punti di ingresso della cocaina destinata ai mercati europei. Da recenti attività investigative, evidenziano gli investigatori, «si è osservato che gruppi criminali albanesi hanno instaurato forti legami con sodalizi spagnoli della costa meridionale, a conferma che il narcotraffico di cocaina, attualmente, è gestito da organizzazioni criminali dell’est Europa, che possono contare su propri broker stanziali in Sudamerica ed in contatto diretto con i cartelli colombiani».

La ’ndrangheta, comunque, «continua a mantenere un ruolo determinante nel settore del narcotraffico nel territorio spagnolo, ove è dedita anche ad attività di riciclaggio di capitali illeciti». Uno degli esempi è l’inchiesta Aspromonte Emiliano del 30 maggio 2023, coordinata dalla Dda di Bologna, «che ha consentito di accertare l’esistenza di un sodalizio transnazionale con a capo un esponente di ‘ndrangheta del clan Romeo-Staccu di San Luca, arrestato in Spagna nel marzo 2021 dopo un periodo di latitanza durante il quale aveva movimentato consistenti carichi di droga relazionandosi con i narcotrafficanti sudamericani tra cui il Primeiro Comando da Capital brasiliano e organizzazioni criminali colombiane, peruviane, messicane e boliviane, nonché latitanti italiani».

Nell’aprile 2023 anche l’inchiesta Sporca Alleanza della Dda di Catanzaro «ha permesso di appurare la capacità di alcuni affiliati del clan Bevilacqua-Passalacqua di Catanzaro, considerato il terminale operativo delle cosche di ‘ndrangheta crotonesi, di trattare forniture di cocaina ed eroina direttamente con i narcotrafficanti internazionali che acquistavano a loro volta dalla Spagna e dall’Olanda».

Anche le operazioni Eureka della Dda di Reggio Calabria e Sunset della Dda di Genova hanno permesso di individuare la Spagna come tappa di passaggio per «cospicui quantitativi di cocaina». Filo di Arianna 2 è, invece, l’inchiesta della Procura distrettuale di Lecce dalla quale «è emersa l’operatività di un’associazione riconducibile alla locale criminalità organizzata che, avvalendosi di fornitori operanti in Spagna, curava gli approvvigionamenti di stupefacente destinato al mercato leccese».

Il gruppo era «in contatto con esponenti della cosca di ‘ndrangheta Mammoliti-Fischiante attiva in Puglia e in altre regioni italiane, in diretti rapporti con fornitori sudamericani e con narcotrafficanti internazionali». Il 27 giugno 2023, poi, la Dda di Milano, nell’operazione “Crypto” «ha individuato un sodalizio di narcotrafficanti che, con la complicità ed il supporto di appartenenti ad una nota famiglia di ‘ndrangheta da tempo operante anche in Lombardia (Bellocco di Rosarno), si approvvigionava di consistenti partite di hashish e cocaina dalla Spagna e dal Sud America, destinato alla piazza di Milano dopo essere passato per il porto di Gioia Tauro».

I clan in Francia tra riciclaggio e latitanti 

Favorire la latitanza di affiliati, reinvestire nell’economia legale e creare basi per la gestione del narcotraffico. Anche la Francia «registra una consolidata presenza mafiosa» anche per i traffici di hashish e marijuana. «In particolare – sottolinea la Dia – la frontiera terrestre di Ventimiglia continua a rappresentare per i sodalizi autoctoni e stranieri un importante snodo per il traffico di droga, come dimostrano i numerosi sequestri di sostanza stupefacente occultata dai corrieri comunitari ed extracomunitari, principalmente africani, nei mezzi di trasporto o ingerita in ovuli». È ancora l’inchiesta Eureka a evidenziare che le cosche calabresi avevano «reimpiegato le somme illecitamente accumulate nel finanziamento di una società con sede in Mentone (foto sopra), a cui era riconducibile un ristorante, sito nella medesima cittadina, intestato fittiziamente ad un prestanome. Quest’ultimo, il 17 maggio 2023, è stato tratto in arresto alla frontiera di Ventimiglia, a seguito di estradizione concordata fra il governo francese e quello italiano, in quanto era stato precedentemente arrestato in Francia». 

Il territorio francese è stato, storicamente, un «luogo in cui far trascorrere la latitanza di alcuni affiliati come testimonia la cattura, eseguita il 2 febbraio 2023, in Sant’Etienne (Francia), nei confronti di un affiliato alla ‘ndrina Perna-Pranno egemone a Cosenza e provincia, ricercato dal 2006». Si tratta di Edgardo Greco «destinatario di un ordine di carcerazione, emesso dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Catanzaro per la esecuzione della pena dell’ergastolo in quanto ritenuto responsabile di alcuni reati omicidiari commessi nel 1991 durante la guerra di mafia, fra le cosche Pino-Sena e Perna-Pranno, che ha insanguinato il territorio cosentino nei primi anni 90». Greco si era rifatto una vita come ristoratore.

I sistemi di riciclaggio del clan Bonavota nel Regno Unito

Soldi e controlli meno stringenti. Per questo il Regno Unito «ha attirato la criminalità organizzata di tipo mafioso». C’entra molto la «possibilità di riciclare il denaro attraverso società finanziarie e attività imprenditoriali e alla flessibilità del mercato anglosassone che si estende dalla City di Londra ai paradisi bancari delle isole Cayman». 

«Nonostante l’impegno della Gran Bretagna in materia di anticorruzione – spiegano gli investigatori della Dia –, nel Regno Unito si registra una tendenza della criminalità organizzata a inviare, tramite società offshore, flussi di denaro che vengono poi ripuliti e rimessi nel circolo dell’economia». 

In una delle inchieste nate dalla maxi operazione Rinascita Scott ci sono interessanti passaggi sugli investimenti della cosca Bonavota di Sant’Onofrio: «Nel 2019 la Magistratura aveva evidenziato come la famiglia Mancuso di Vibo Valentia, avvalendosi di sofisticati meccanismi suggeriti da professionisti collusi, aveva effettuato svariate operazioni di riciclaggio nel Regno Unito, tramite la creazione di reti societarie. L’indagine ha documentato come un affiliato della ’ndrina di Sant’Onofrio, per agevolare le attività di riciclaggio, avesse costituito una serie di società estere (la maggior parte in Ungheria) fittiziamente intestate a terzi soggetti».

Belgio e Olanda: infrastrutture perfette al servizio del narcotraffico

È ancora Eureka a illuminare la presenza della ’Ndrangheta in Europa: anche il Belgio non è esente da infiltrazioni. Il trait d’union tra Calabria e Nord Europa è, al solito, il traffico di droga nello scalo portuale di Anversa, diventato il nuovo snodo dei traffici miliardari. Il 3 maggio 2023 la Dda di Reggio Calabria ha stretto il cerchio attorno alle cosche Pelle, Strangio “Fracascia”, Nirta “Versu”, Giampaolo, Mammoliti “Fischiante” e Giorgi. 

Le investigazioni «hanno permesso di accertare come le consorterie si rifornivano direttamente da organizzazioni colombiane, ecuadoregne, panamensi e brasiliane, risultando in grado di gestire un canale di importazione del narcotico dal Sud America all’Australia. Sono stati registrati contatti con esponenti del “Clan del golfo”, preminente organizzazione paramilitare colombiana impegnata nel narcotraffico internazionale. Numerosi gli episodi di importazione via mare censiti, tra i porti di Gioia Tauro, Anversa (foto sopra) e Rotterdam». 

Più nel dettaglio, le investigazioni, hanno permesso di accertare che, tra maggio 2020 e gennaio 2022, sono stati movimentati oltre 6mila kg di cocaina, dei quali più di 3mila kg oggetto di sequestro. I flussi di denaro riconducibili alle compravendite dello stupefacente venivano gestiti da organizzazioni composte da soggetti di nazionalità straniera, specializzati nel pick-up money, o da spalloni, che spostavano il denaro contante sul territorio europeo. Le movimentazioni di denaro hanno interessato Panama, Colombia, Brasile, Ecuador, Belgio e Olanda. 

È il potenziamento delle infrastrutture per gli scambi commerciali ad aver provocato l’inserimento dei Paesi Bassi (in particolare il porto di Rotterdam e l’aeroporto mercantile di Schiphol) «anche nelle rotte del narcotraffico». Ciò emerge dalle citate operazioni “Eureka” e “Aspromonte Emiliano”. 

Il 19 aprile 2023 è stato eseguito un decreto di sequestro, emesso dal Tribunale di Reggio Calabria, nei confronti di un imprenditore ritenuto intraneo alla cosca Bellocco di Rosarno, la cui figura criminale era emersa nell’ambito dell’operazione “Magma”, che aveva consentito di disarticolare una organizzazione criminale attiva nel traffico internazionale di stupefacenti, che giungeva anche nel porto di Le Havre (Francia), oltre a quello di Rotterdam e di Gioia Tauro.

Germania, summit in pizzeria e maxi sequestri

Locomotiva d’Europa e «polo di attrazione per le organizzazioni mafiose italiane attive prevalentemente a Ovest e a Sud del Paese». La ’Ndrangheta è presente nelle regioni più ricche della Germania, «come il Baden-Württemberg, la Renania Settentrionale-Westfalia, la Baviera e l’Assia». Dal traffico di stupefacenti, i clan nel corso degli anni «hanno cercato di infiltrarsi progressivamente nell’economia legale attraverso l’acquisizione di esercizi commerciali di ristorazione e pizzerie, quale “copertura” di affari illeciti di varia natura». Di più: «Recenti attività investigative, svolte congiuntamente con le autorità tedesche, hanno mostrato che le attività commerciali gestite da elementi collegati alla criminalità italiana sono state utilizzate anche come basi logistiche per “summit” e per la conduzione delle attività illegali». Una delle inchieste chiave del 2023 per comprendere l’infiltrazione delle ’ndrine in Germania è Glicine Acheronte, nella quale «è stata individuata una struttura di ‘ndrangheta, riconosciuta come locale di Papanice, frazione del comune di Crotone, che stando agli atti d’indagine, ha interessi criminali anche in Germania». 

Dal Tribunale di Reggio Calabria è arrivata invece un sequestro di beni «nei confronti di tre imprenditori, le cui figure criminali erano emerse nell’ambito dell’operazione “Andrea Doria”, quando era stato disvelato un articolato sistema di frode fiscale, realizzata nel settore del commercio di prodotti petroliferi, imperniata su fittizie triangolazioni societarie, finalizzate ad evadere l’Iva e le accise». 

Il provvedimento giudiziario, ammontante ad un valore complessivo di oltre 80 milioni di euro, ha riguardato l’intero compendio aziendale di 20 imprese, 3 delle quali con sede in Germania, attive prevalentemente nei settori del trasporto merci su strada, del commercio di prodotti petroliferi e del trattamento e smaltimento di rifiuti non pericolosi. 

«Recentemente – sottolinea la Dia – sembrerebbe che anche la ‘ndrangheta crotonese e cosentina si sia insediata nel florido territorio tedesco per infiltrarsi nel settore economico. Al riguardo si segnala che il 5 giugno 2023, nell’ambito dell’operazione “Gentleman 2” della Dda di Catanzaro, si è rilevato che le ‘ndrine Forastefano-Abbruzzese, operanti nell’hinterland dell’alto Jonio Cosentino, erano attive anche in Germania mediante dei “coriglianesi”, che si erano stabiliti in loco, i quali, risultavano pienamente inseriti nel panorama del narcotraffico internazionale. In particolare uno di essi, titolare di una pizzeria a Francoforte, garantiva l’appoggio logistico agli affiliati ogniqualvolta questi si recavano in Germania per discutere di persona dei loro affari illeciti».

Gli interessi finanziari dei Grande Aracri (e non solo) in Romania 

La Romania è una delle tappe di passaggio per il narcotraffico in Europa: posta lungo la “rotta balcanica”, risente del transito dei carichi di eroina provenienti dalla Turchia e diretti in Europa. Le più recenti attività investigative, svelano che la ’Ndrangheta ha messo gli occhi sul Paese. L’interesse dei clan calabresi si rivolge per lo più «a reati di natura finanziaria». E sarebbe la cosca Grande Aracri (nella foto sopra il boss Nicolino Grande Aracri) «il sodalizio maggiormente inserito nel tessuto economico-sociale». 

Il 25 gennaio 2023 un provvedimento di sequestro del Tribunale di Bologna è stato notificato a una famiglia di origine cutrese, appartenente proprio al clan Grande Aracri, avente ad oggetto, tra l’altro, conti bancari in Romania e Lituania». 

Infine il 30 giugno 2023 a un imprenditore, contiguo alla cosca Labate «sono stati confiscati i beni a lui riconducibili in quanto la sua figura criminale era emersa nell’ambito dell’operazione “Petrolmafie Spa”, ove erano emersi i notevoli interessi delle varie mafie italiane nella gestione di prodotti petroliferi, i cui proventi illeciti sarebbero stati reinvestiti anche su conti correnti esteri riconducibili a società di comodo rumene, oltre che bulgare, croate e ungheresi, per poi rientrare nella disponibilità dell’organizzazione medesima». 

Per concludere, il 17 marzo 2023 è stato disposto il provvedimento dell’amministrazione giudiziaria nei confronti di un noto marchio operante nel settore della grande distribuzione alimentare, presente in Calabria. L’attività trae origine dalle acquisizioni emerse nell’ambito dell’operazione “Planning”, ove sono state accertate che alcune cointeressenze economiche sussistenti tra alcuni imprenditori e cosche di ‘ndrangheta della città di Reggio Calabria erano diventate oggetto di riciclaggio in Romania e in Slovenia, sede legale di due società, una in ogni nazione, sequestrate nel corso dell’attività investigativa.

Malta, la capitale del gioco online che fa gola ai clan 

La criminalità organizzata italiana ha trovato terreno fertile (anche) a Malta per via della vicinanza geografica e della possibilità di evitare controlli doganali. «Inoltre – spiega la Dia – il suo sistema fiscale privilegiato, unitamente alle facilitazioni normative nel diritto societario, sono ulteriori fattori che hanno incentivato i sodalizi ad avviare in questo territorio le attività di riciclaggio. Le attività investigative condotte nel corso degli ultimi anni testimoniano che uno degli ambiti criminali verso cui si sono rivolti i sodalizi è quello delle scommesse online, ove è prevalente la presenza di sodalizi di ‘ndrangheta». 

Il 18 maggio 2023 è arrivata la confisca dei beni disposta dal Tribunale di Reggio Calabria a carico di 2 imprenditori reggini, operanti appunto nel settore dei giochi e delle scommesse. Le figure criminali erano emerse «nell’ambito dell’operazione “Galassia” che aveva disvelato un meccanismo finalizzato all’illecita raccolta di scommesse on line con base decisionale e operativa a Reggio Calabria, nonché ramificazioni all’estero mediante l’operatività di società sedenti non solo a Malta, ma anche in Romania, Austria e Spagna. L’associazione criminale individuata avrebbe avuto collegamenti con la ‘ndrangheta, garantendo una parte dei proventi in cambio di “protezione”. Peraltro, i punti affiliati trasferivano le somme incassate alla direzione amministrativa dell’associazione allocata all’estero, sottraendole di fatto all’imposizione fiscale italiana».

Toronto, Ottawa e Thunder Bay: enclave di ’Ndrangheta in Canada

C’è soprattutto la droga tra i traffici illeciti che fanno del Canada un avamposto per numerose organizzazioni criminali transnazionali. 

Il commercio di cocaina è diretto dai cartelli messicani, colombiani e da sodalizi criminali di matrice italiana che gestiscono sia una parte del traffico internazionale, sia una quota del mercato nazionale. Cosa nostra canadese, risulterebbe attiva nella zona di Montreal (Quebec) dove si avvarrebbe della collaborazione degli Hell's Angels (bande dei motociclisti) per la gestione del traffico degli stupefacenti e del gioco d’azzardo. 

«La presenza della ‘ndrangheta – si legge nella relazione semestrale della Dia – è riconducibile all’area metropolitana di Toronto (Ontario) e particolarmente radicata nella Greater Toronto Area, con estensioni nelle zone di Ottawa e Thunder Bay. Le principali famiglie calabresi sarebbero in grado di gestire ingenti traffici di cocaina, anche in virtù delle ramificazioni in Europa, in Sud America e negli Usa». 

Per gli investigatori i locali di ’ndrangheta calabresi sarebbero collegati a locali canadesi «che assicurerebbero importanti appoggi strutturali per le attività illecite, fra cui il traffico di stupefacenti ed il riciclaggio dei proventi illeciti». 

Il territorio canadese è utilizzato dalle consorterie calabresi anche per favorire la latitanza di alcuni suoi affiliati come testimonia l’arresto, avvenuto il 13 marzo 2023, di un soggetto che era ivi emigrato per sottrarsi alla cattura dell’operazione “Rinascita Scott” quando nel 2019 la Magistratura aveva evidenziato come la famiglia Mancuso, egemone nella provincia di Vibo Valentia, avvalendosi di sofisticati meccanismi suggeriti da professionisti collusi, aveva effettuato svariate operazioni di riciclaggio nel Regno Unito, tramite la creazione di reti societarie. Il fuggitivo Domenico Cugliari, intraneo al locale di Sant’Onofrio, era stato localizzato proprio in Canada.

Negli Stati Uniti, tra narcotraffico e riciclaggio

«La mafia calabrese, grazie al ruolo rivestito nel narcotraffico, è presente anche nel territorio statunitense». Qui, secondo la Direzione investigativa antimafia, «in collegamento con i narcos colombiani e messicani, rappresenta una minaccia anche per le consistenti attività di riciclaggio». 

Un esempio: il 2 febbraio 2023 un provvedimento di sequestro di beni disposto dall’Autorità giudiziaria di Reggio Calabria nei confronti di due fratelli ha riguardato una società in Florida (Stati Uniti). I due, attivi nel settore edile e dell’intermediazione immobiliare, nel 2019, «erano stati attinti dalla misura cautelare in carcere relativa all’operazione “Libro Nero”, poiché ritenuti “imprenditori di riferimento” della cosca Libri, attiva nel capoluogo calabrese, la cui operatività era diretta ad acquisire la gestione ed il controllo di varie attività economiche». 

La frontiera cinese: prodotti contraffatti e fiumi di denaro

Sono le mafie campane ad aver scoperto per prime la Cina. E «hanno costituito in quel Paese proprie basi logistiche, con particolare riferimento alla regione dello Zhejiang, per la produzione e lavorazione di prodotti contraffatti e per la conseguente distribuzione degli stessi in altri Paesi, compreso il continente americano». La ’Ndrangheta non è da meno e «svolge, nel settore criminale in questione, un proprio ruolo che si concretizza nell’agevolare l’importazione in Italia dei prodotti contraffatti». 

«L’analisi delle attività investigative concluse nel primo semestre 2023 – continua la Dia – porta alla considerazione che il territorio cinese viene utilizzato dalla criminalità organizzata presente in Italia anche per svolgere reati finanziari. Il 22 marzo 2023, a conclusione dell’operazione “Cash Express”, è stata documentata l’esistenza di uno strutturato circuito di riciclaggio internazionale, costituito da soggetti di nazionalità italiana a cui risultano riferibili diverse società utilizzate per riciclare i proventi derivanti da frodi fiscali. In particolare, gli indagati si sarebbero rivolti ad alcuni appartenenti alla comunità cinese, di stanza a Roma, in grado di ricevere le illecite provviste e di trasferirle, tramite canali bancari, in Cina, per poi riconsegnarle, sotto forma di denaro contante, ai committenti italiani, mediante un sistema di compensazione, basato sulla fiducia. Dagli accertamenti svolti emergeva, inoltre, che tale sistema di riciclaggio potrebbe essere stato utilizzato anche per “ripulire” i proventi di reati-presupposti collocati in essere da esponenti di associazioni di tipo mafioso». È un sistema, questo, di cui si sarebbe servita anche la ’Ndrangheta per riciclare i proventi del narcotraffico.

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reggio calabria · ndrangheta · dia · droga

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Sei famiglie evacuate per frana: \"Abbiamo perso tutto\"
Sport

Fronte comune per contrastare la violenza agli arbitri

21 febbraio 2026
Ore 11:42
Fronte comune per contrastare la violenza agli arbitri
Arte in pericolo

Non c’è pace per le opere di Tresoldi: a Pizzo il maltempo danneggia Il collezionista di venti

Dopo le colonne del lungomare di Reggio Calabria, anche l’iconica installazione che domina il centro costiero vibonese ha subito un duro colpo dai cicloni che si sono abbattuti sulla Calabria
Stefano Mandarano
21 febbraio 2026
Ore 14:27
Non c’è pace per le opere di Tresoldi: a Pizzo il maltempo danneggia Il collezionista di venti\n
Ancora emergenza

Il sole dopo la piena del Crati, a Sibari si lavora senza sosta: «Situazione in miglioramento, grazie a tutti i cittadini»

Il fiume esonda ancora due volte e travolge il centro nautico. Dopo la rinnovata paura e il fango di ieri, oggi si lavora per ricostruire gli argini e salvare il centro nautico
Franco Sangiovanni
21 febbraio 2026
Ore 11:37
Il sole dopo la piena del Crati, a Sibari si lavora senza sosta: «Situazione in miglioramento, grazie a tutti i cittadini»\n
Operazione Risiko

Lombardo: «Frank Albanese figura di spicco della ‘ndrangheta di Siderno negli Stati Uniti»

Il procuratore aggiunto della dda di Reggio: «La cosca Commisso di Siderno una delle articolazioni di ‘ndrangheta più importanti al livello globale. Fondamentale la collaborazione con l'Fbi per attualizzare dinamiche criminali già emerse in altre indagini». Il generale Molinese:  «Il dualismo è sempre lo stesso: mantenere il controllo e l'autorevolezza criminale tipica della ‘ndrangheta in area di origine con una gemmazione all'estero funzionale a far proliferare i propri proventi e profitti illeciti»
Claudio Labate
21 febbraio 2026
Ore 10:04
Lombardo:\u00A0«Frank Albanese figura di spicco\u00A0della ‘ndrangheta di Siderno\u00A0negli Stati Uniti»
Fermati

Reggio Calabria, arrestati due fratelli per detenzione di armi, munizioni di vario calibro e droga

Durante una perquisizione della Squadra Mobile spuntano una Python 357 con matricola abrasa, due involucri di cocaina e 650 grammi di marijuana. Entrambi gli indagati hanno riconosciuto la proprietà del materiale
Redazione Cronaca
21 febbraio 2026
Ore 09:03
Reggio Calabria, arrestati due fratelli per detenzione di armi, munizioni di vario calibro e droga\n
Operazione Risiko

Siderno Group of organized Crime, in carcere 7 persone ritenute affiliate alla cosca Commisso 

Sotto la lente del Ros dei Carabinieri di Reggio Calabria «... una organizzazione criminale su base mafiosa, con ramificazioni in Canada, negli Usa ed in Australia, stati verso cui è convogliata in prevalenza nel passato l'emigrazione Calabrese», sin dagli anni Settanta. Indagine coordinata dalla Dda e svolta nell’ambito della cooperazione internazionale con la polizia con l'FBI americana
Claudio Labate
21 febbraio 2026
Ore 08:57
Siderno Group of organized Crime, in carcere\u00A07 persone\u00A0ritenute\u00A0affiliate\u00A0alla cosca Commisso\u00A0\n
Controlli e perquisizioni

Detenzione di armi, munizionamento e droga, arrestati due fratelli nel quartiere Modena di Reggio

L’intervento ha avuto luogo nell’ambito dei consueti servizi di prevenzione e repressione del fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti della Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria
Redazione
21 febbraio 2026
Ore 08:56
Detenzione di armi, munizionamento e droga, arrestati due fratelli\u00A0nel quartiere Modena di Reggio\n
Impatto fatale

Drammatico incidente sulla Statale 18 a Falerna, muore un poliziotto nello scontro tra un’auto e un camion

L'agente era in servizio alla Polizia di frontiera all'aeroporto di Lamezia Terme. In corso accertamenti per ricostruire la dinamica
Redazione Cronaca
21 febbraio 2026
Ore 08:52
Drammatico incidente sulla Statale 18 a Falerna, muore un poliziotto nello scontro tra un’auto e un camion\n
L’inchiesta

I tentacoli della ‘ndrangheta in Canada e Stati Uniti: sette arresti, colpita la cosca Commisso di Siderno

L'operazione eseguita dal Ros in cooperazione con l’Fbi. Tra i reati contestati associazione di tipo mafioso, danneggiamento ed estorsione. Il ruolo di Antonio Commisso e Frank Albanese
Redazione Cronaca
21 febbraio 2026
Ore 08:42
I tentacoli della ‘ndrangheta in Canada e Stati Uniti: sette arresti, colpita la cosca Commisso di Siderno\n
La decisione del gip

Catanzaro, resta ai domiciliari l’ispettore accusato di fare “spiate” per Paoletti in cambio dell’assunzione di un cugino

Il poliziotto della Squadra Volante è accusato di corruzione e accesso abusivo a un sistema informatico. L’arresto è avvenuto lo scorso sei febbraio da parte della Polizia postale

Alessia Truzzolillo
21 febbraio 2026
Ore 06:00
Catanzaro, resta ai domiciliari l’ispettore accusato di fare “spiate” per Paoletti in cambio dell’assunzione di un cugino
LA TESTIMONIANZA

Frana a Belvedere Marittimo, sei famiglie senza casa: «Quarant’anni cancellati in una notte»

Contrada San Nicola devastata dal maltempo: abitazioni lesionate e residenti evacuati. Il dramma di due fratelli costretti a lasciare tutto
Francesca Lagatta
21 febbraio 2026
Ore 05:30
Frana a Belvedere Marittimo, sei famiglie senza casa: «Quarant’anni cancellati in una notte»\n
Nella Sibaritide

Laghi di Sibari, il Crati torna a straripare: due ondate di piena e nuovi allagamenti nel centro nautico

A otto giorni dalla prima esondazione, l’acqua rientra dopo il picco ma lascia 30-40 centimetri nei condomini e un nuovo cedimento, il terzo in pochi giorni. Domani nuovo punto operativo con Protezione civile e forze dell’ordine
Redazione
20 febbraio 2026
Ore 20:08
Laghi di Sibari, il Crati torna a straripare: due ondate di piena e nuovi allagamenti nel centro nautico\n
Il duro monito

Naufragio di Cutro, il Vescovo Checchinato ammonisce: «Un pezzo di storia censurato e negato»

Il capo della diocesi di Cosenza-Bisignano: «Restano i cadaveri che sono arrivati anche questi giorni sulle nostre coste»
Redazione
20 febbraio 2026
Ore 20:07
Naufragio di Cutro, il Vescovo\u00A0Checchinato ammonisce: «Un pezzo di storia censurato e negato»\n
Mondo capovolto

Se la ’ndrangheta negli Stati Uniti fa il tifo per Osama bin Laden: «Doveva buttare giù l’Fbi»

Frank Albanese, considerato referente del clan Commisso negli Usa, evoca bombe contro la polizia a Siderno e contro i federali americani che cercano di reclutare informatori nella sua famiglia. Ecco le intercettazioni shock
Pablo Petrasso
20 febbraio 2026
Ore 19:00
Se la ’ndrangheta negli Stati Uniti\u00A0fa il tifo per Osama bin Laden: «Doveva buttare giù l’Fbi»\n
Massima allerta

Emergenza senza fine a Sibari: il Crati rompe gli argini e invade nuovamente i Laghi

VIDEO | Il fiume apre una breccia di circa 15 metri e si riversa nell’area già duramente provata dalle esondazioni nei giorni scorsi. Due piene nel corso della giornata, livello dell’acqua oltre i 4 metri
Franco Sangiovanni
20 febbraio 2026
Ore 17:30
Emergenza senza fine\u00A0a Sibari: il Crati rompe gli argini e invade nuovamente i Laghi\n
Il sisma

La Calabria trema, scossa di terremoto di magnitudo 2.6 avvertita nel Crotonese

Il movimento tellurico, rilevato dalla Sala Sismica dell’Ingv di Roma, ha avuto una profondità di 8 km. Epicentro localizzato a Cotronei
Redazione
20 febbraio 2026
Ore 17:29
La Calabria trema, scossa di terremoto di magnitudo 2.6 avvertita nel Crotonese\n
Emergenza maltempo

Disastro a Sibari, per Occhiuto il nemico è la burocrazia: «Ora ristori rapidi e leggi più semplici»

Sopralluogo sugli argini del Crati: il governatore garantisce interventi veloci e una nuova sinergia tra Protezione Civile e Regione. Priorità alla semplificazione per pulire i fiumi e mettere in sicurezza gli argini
Franco Sangiovanni
20 febbraio 2026
Ore 15:07
Disastro a Sibari, per Occhiuto il nemico\u00A0è la burocrazia: «Ora ristori rapidi e leggi più semplici»\n
Le motivazioni

’Ndrangheta, impunito il delitto dell’avvocato Ciriaco: ecco perché la Cassazione ha scagionato il clan Anello di Filadelfia

Dopo un annullamento con rinvio delle tre condanne e una nuova assoluzione in appello, la Procura Generale di Catanzaro aveva fatto ricorso nei confronti del solo collaboratore di giustizia Francesco Michienzi
Giuseppe Baglivo
20 febbraio 2026
Ore 14:41
’Ndrangheta, impunito il delitto dell’avvocato Ciriaco:\u00A0ecco perché la Cassazione ha scagionato il clan Anello di Filadelfia\n
post ciclone Harry

Ciclone Harry, ok della giunta di Catanzaro a sospensione tributi locali 

L’assessora Lacava: «Amministrazione vicina a famiglie e operatori per fronteggiare l’impatto economico dei danni»
Redazione
20 febbraio 2026
Ore 14:39
Ciclone Harry, ok della giunta di Catanzaro a sospensione tributi locali\u00A0\n
L’Emergenza

Sibari, nuova rottura sull’argine del fiume Crati: l’acqua sale fino a 4 metri e torna nei bacini

Cedimento più avanti rispetto alla frattura precedente. Flussi in aumento, squadre al lavoro mentre il livello del cresce
Matteo Lauria
20 febbraio 2026
Ore 14:35
Sibari, nuova rottura sull’argine del fiume Crati: l’acqua sale fino a 4 metri e torna nei bacini\n
‘Ndrangheta

Omicidio dell’avvocato Ciriaco, ecco perché dopo 24 anni il delitto resta impunito: i motivi della Cassazione che scagionano il clan Anello di Filadelfia

Dopo un annullamento con rinvio delle tre condanne e una nuova assoluzione in appello, la Procura Generale di Catanzaro aveva fatto ricorso nei confronti del solo collaboratore di giustizia Francesco Michienzi
Giuseppe Baglivo
20 febbraio 2026
Ore 14:28
Omicidio dell’avvocato Ciriaco,\u00A0ecco perché dopo 24 anni il delitto resta impunito:\u00A0i\u00A0motivi della Cassazione che scagionano il clan Anello di Filadelfia\n
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