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La ’Ndrangheta nel mondo tra fiumi di coca e montagne di soldi da riciclare: ecco tutti i Paesi inquinati dai clan calabresi

Infiltrazioni storiche e nuove frontiere. Le inchieste che hanno svelato i tentativi (spesso riusciti) delle cosche di allargare il proprio raggio d'azione in Europa, America e Asia. La droga è il passepartout per ogni tipo di business. Ma c'è molto altro

Pablo Petrasso
25 giugno 202420:40
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La ’Ndrangheta nel mondo tra fiumi di coca e montagne di soldi da riciclare: ecco tutti i Paesi inquinati dai clan calabresi

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La ’Ndrangheta nel mondo tra fiumi di coca e montagne di soldi da riciclare: ecco tutti i Paesi inquinati dai clan calabresi

Fiumi di droga, anche se non più smerciati da monopolista. Milioni di euro riciclati nelle attività più disparate, con la ristorazione al primo posto. Inchieste che partono dalla Calabria e finiscono dall’altra parte del mondo secondo il classico “follow the money” coniato da Giovanni Falcone. La ’Ndrangheta si conferma una holding globale anche nella più recente relazione firmata dalla Direzione investigativa antimafia. Il giro del mondo dei clan calabresi ha tappe quasi obbligate e orizzonti inediti. Proviamo a seguirlo.

Leggi anche ↓ La relazione della Dia | La “mamma” della ’Ndrangheta a San Luca, i tentacoli nel mondo: ecco la mappa delle cosche attive in tutte le province di Redazione Cronaca

La ’Ndrangheta in Spagna, snodo centrale per il narcotraffico

La Spagna è «uno snodo strategico» per il narcotraffico globale anche per le «connessioni politico-culturali con l’America Latina». La relazione semestrale della Dia sottolinea che «si trova al centro di due importanti rotte internazionali: quella della cocaina proveniente dal Sud America, mentre l’hashish arriva dal Marocco».

I porti spagnoli (in particolare Valencia, Barcellona e Algeciras) sono i principali punti di ingresso della cocaina destinata ai mercati europei. Da recenti attività investigative, evidenziano gli investigatori, «si è osservato che gruppi criminali albanesi hanno instaurato forti legami con sodalizi spagnoli della costa meridionale, a conferma che il narcotraffico di cocaina, attualmente, è gestito da organizzazioni criminali dell’est Europa, che possono contare su propri broker stanziali in Sudamerica ed in contatto diretto con i cartelli colombiani».

La ’ndrangheta, comunque, «continua a mantenere un ruolo determinante nel settore del narcotraffico nel territorio spagnolo, ove è dedita anche ad attività di riciclaggio di capitali illeciti». Uno degli esempi è l’inchiesta Aspromonte Emiliano del 30 maggio 2023, coordinata dalla Dda di Bologna, «che ha consentito di accertare l’esistenza di un sodalizio transnazionale con a capo un esponente di ‘ndrangheta del clan Romeo-Staccu di San Luca, arrestato in Spagna nel marzo 2021 dopo un periodo di latitanza durante il quale aveva movimentato consistenti carichi di droga relazionandosi con i narcotrafficanti sudamericani tra cui il Primeiro Comando da Capital brasiliano e organizzazioni criminali colombiane, peruviane, messicane e boliviane, nonché latitanti italiani».

Nell’aprile 2023 anche l’inchiesta Sporca Alleanza della Dda di Catanzaro «ha permesso di appurare la capacità di alcuni affiliati del clan Bevilacqua-Passalacqua di Catanzaro, considerato il terminale operativo delle cosche di ‘ndrangheta crotonesi, di trattare forniture di cocaina ed eroina direttamente con i narcotrafficanti internazionali che acquistavano a loro volta dalla Spagna e dall’Olanda».

Anche le operazioni Eureka della Dda di Reggio Calabria e Sunset della Dda di Genova hanno permesso di individuare la Spagna come tappa di passaggio per «cospicui quantitativi di cocaina». Filo di Arianna 2 è, invece, l’inchiesta della Procura distrettuale di Lecce dalla quale «è emersa l’operatività di un’associazione riconducibile alla locale criminalità organizzata che, avvalendosi di fornitori operanti in Spagna, curava gli approvvigionamenti di stupefacente destinato al mercato leccese».

Il gruppo era «in contatto con esponenti della cosca di ‘ndrangheta Mammoliti-Fischiante attiva in Puglia e in altre regioni italiane, in diretti rapporti con fornitori sudamericani e con narcotrafficanti internazionali». Il 27 giugno 2023, poi, la Dda di Milano, nell’operazione “Crypto” «ha individuato un sodalizio di narcotrafficanti che, con la complicità ed il supporto di appartenenti ad una nota famiglia di ‘ndrangheta da tempo operante anche in Lombardia (Bellocco di Rosarno), si approvvigionava di consistenti partite di hashish e cocaina dalla Spagna e dal Sud America, destinato alla piazza di Milano dopo essere passato per il porto di Gioia Tauro».

I clan in Francia tra riciclaggio e latitanti 

Favorire la latitanza di affiliati, reinvestire nell’economia legale e creare basi per la gestione del narcotraffico. Anche la Francia «registra una consolidata presenza mafiosa» anche per i traffici di hashish e marijuana. «In particolare – sottolinea la Dia – la frontiera terrestre di Ventimiglia continua a rappresentare per i sodalizi autoctoni e stranieri un importante snodo per il traffico di droga, come dimostrano i numerosi sequestri di sostanza stupefacente occultata dai corrieri comunitari ed extracomunitari, principalmente africani, nei mezzi di trasporto o ingerita in ovuli». È ancora l’inchiesta Eureka a evidenziare che le cosche calabresi avevano «reimpiegato le somme illecitamente accumulate nel finanziamento di una società con sede in Mentone (foto sopra), a cui era riconducibile un ristorante, sito nella medesima cittadina, intestato fittiziamente ad un prestanome. Quest’ultimo, il 17 maggio 2023, è stato tratto in arresto alla frontiera di Ventimiglia, a seguito di estradizione concordata fra il governo francese e quello italiano, in quanto era stato precedentemente arrestato in Francia». 

Il territorio francese è stato, storicamente, un «luogo in cui far trascorrere la latitanza di alcuni affiliati come testimonia la cattura, eseguita il 2 febbraio 2023, in Sant’Etienne (Francia), nei confronti di un affiliato alla ‘ndrina Perna-Pranno egemone a Cosenza e provincia, ricercato dal 2006». Si tratta di Edgardo Greco «destinatario di un ordine di carcerazione, emesso dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Catanzaro per la esecuzione della pena dell’ergastolo in quanto ritenuto responsabile di alcuni reati omicidiari commessi nel 1991 durante la guerra di mafia, fra le cosche Pino-Sena e Perna-Pranno, che ha insanguinato il territorio cosentino nei primi anni 90». Greco si era rifatto una vita come ristoratore.

I sistemi di riciclaggio del clan Bonavota nel Regno Unito

Soldi e controlli meno stringenti. Per questo il Regno Unito «ha attirato la criminalità organizzata di tipo mafioso». C’entra molto la «possibilità di riciclare il denaro attraverso società finanziarie e attività imprenditoriali e alla flessibilità del mercato anglosassone che si estende dalla City di Londra ai paradisi bancari delle isole Cayman». 

«Nonostante l’impegno della Gran Bretagna in materia di anticorruzione – spiegano gli investigatori della Dia –, nel Regno Unito si registra una tendenza della criminalità organizzata a inviare, tramite società offshore, flussi di denaro che vengono poi ripuliti e rimessi nel circolo dell’economia». 

In una delle inchieste nate dalla maxi operazione Rinascita Scott ci sono interessanti passaggi sugli investimenti della cosca Bonavota di Sant’Onofrio: «Nel 2019 la Magistratura aveva evidenziato come la famiglia Mancuso di Vibo Valentia, avvalendosi di sofisticati meccanismi suggeriti da professionisti collusi, aveva effettuato svariate operazioni di riciclaggio nel Regno Unito, tramite la creazione di reti societarie. L’indagine ha documentato come un affiliato della ’ndrina di Sant’Onofrio, per agevolare le attività di riciclaggio, avesse costituito una serie di società estere (la maggior parte in Ungheria) fittiziamente intestate a terzi soggetti».

Belgio e Olanda: infrastrutture perfette al servizio del narcotraffico

È ancora Eureka a illuminare la presenza della ’Ndrangheta in Europa: anche il Belgio non è esente da infiltrazioni. Il trait d’union tra Calabria e Nord Europa è, al solito, il traffico di droga nello scalo portuale di Anversa, diventato il nuovo snodo dei traffici miliardari. Il 3 maggio 2023 la Dda di Reggio Calabria ha stretto il cerchio attorno alle cosche Pelle, Strangio “Fracascia”, Nirta “Versu”, Giampaolo, Mammoliti “Fischiante” e Giorgi. 

Le investigazioni «hanno permesso di accertare come le consorterie si rifornivano direttamente da organizzazioni colombiane, ecuadoregne, panamensi e brasiliane, risultando in grado di gestire un canale di importazione del narcotico dal Sud America all’Australia. Sono stati registrati contatti con esponenti del “Clan del golfo”, preminente organizzazione paramilitare colombiana impegnata nel narcotraffico internazionale. Numerosi gli episodi di importazione via mare censiti, tra i porti di Gioia Tauro, Anversa (foto sopra) e Rotterdam». 

Più nel dettaglio, le investigazioni, hanno permesso di accertare che, tra maggio 2020 e gennaio 2022, sono stati movimentati oltre 6mila kg di cocaina, dei quali più di 3mila kg oggetto di sequestro. I flussi di denaro riconducibili alle compravendite dello stupefacente venivano gestiti da organizzazioni composte da soggetti di nazionalità straniera, specializzati nel pick-up money, o da spalloni, che spostavano il denaro contante sul territorio europeo. Le movimentazioni di denaro hanno interessato Panama, Colombia, Brasile, Ecuador, Belgio e Olanda. 

È il potenziamento delle infrastrutture per gli scambi commerciali ad aver provocato l’inserimento dei Paesi Bassi (in particolare il porto di Rotterdam e l’aeroporto mercantile di Schiphol) «anche nelle rotte del narcotraffico». Ciò emerge dalle citate operazioni “Eureka” e “Aspromonte Emiliano”. 

Il 19 aprile 2023 è stato eseguito un decreto di sequestro, emesso dal Tribunale di Reggio Calabria, nei confronti di un imprenditore ritenuto intraneo alla cosca Bellocco di Rosarno, la cui figura criminale era emersa nell’ambito dell’operazione “Magma”, che aveva consentito di disarticolare una organizzazione criminale attiva nel traffico internazionale di stupefacenti, che giungeva anche nel porto di Le Havre (Francia), oltre a quello di Rotterdam e di Gioia Tauro.

Germania, summit in pizzeria e maxi sequestri

Locomotiva d’Europa e «polo di attrazione per le organizzazioni mafiose italiane attive prevalentemente a Ovest e a Sud del Paese». La ’Ndrangheta è presente nelle regioni più ricche della Germania, «come il Baden-Württemberg, la Renania Settentrionale-Westfalia, la Baviera e l’Assia». Dal traffico di stupefacenti, i clan nel corso degli anni «hanno cercato di infiltrarsi progressivamente nell’economia legale attraverso l’acquisizione di esercizi commerciali di ristorazione e pizzerie, quale “copertura” di affari illeciti di varia natura». Di più: «Recenti attività investigative, svolte congiuntamente con le autorità tedesche, hanno mostrato che le attività commerciali gestite da elementi collegati alla criminalità italiana sono state utilizzate anche come basi logistiche per “summit” e per la conduzione delle attività illegali». Una delle inchieste chiave del 2023 per comprendere l’infiltrazione delle ’ndrine in Germania è Glicine Acheronte, nella quale «è stata individuata una struttura di ‘ndrangheta, riconosciuta come locale di Papanice, frazione del comune di Crotone, che stando agli atti d’indagine, ha interessi criminali anche in Germania». 

Dal Tribunale di Reggio Calabria è arrivata invece un sequestro di beni «nei confronti di tre imprenditori, le cui figure criminali erano emerse nell’ambito dell’operazione “Andrea Doria”, quando era stato disvelato un articolato sistema di frode fiscale, realizzata nel settore del commercio di prodotti petroliferi, imperniata su fittizie triangolazioni societarie, finalizzate ad evadere l’Iva e le accise». 

Il provvedimento giudiziario, ammontante ad un valore complessivo di oltre 80 milioni di euro, ha riguardato l’intero compendio aziendale di 20 imprese, 3 delle quali con sede in Germania, attive prevalentemente nei settori del trasporto merci su strada, del commercio di prodotti petroliferi e del trattamento e smaltimento di rifiuti non pericolosi. 

«Recentemente – sottolinea la Dia – sembrerebbe che anche la ‘ndrangheta crotonese e cosentina si sia insediata nel florido territorio tedesco per infiltrarsi nel settore economico. Al riguardo si segnala che il 5 giugno 2023, nell’ambito dell’operazione “Gentleman 2” della Dda di Catanzaro, si è rilevato che le ‘ndrine Forastefano-Abbruzzese, operanti nell’hinterland dell’alto Jonio Cosentino, erano attive anche in Germania mediante dei “coriglianesi”, che si erano stabiliti in loco, i quali, risultavano pienamente inseriti nel panorama del narcotraffico internazionale. In particolare uno di essi, titolare di una pizzeria a Francoforte, garantiva l’appoggio logistico agli affiliati ogniqualvolta questi si recavano in Germania per discutere di persona dei loro affari illeciti».

Gli interessi finanziari dei Grande Aracri (e non solo) in Romania 

La Romania è una delle tappe di passaggio per il narcotraffico in Europa: posta lungo la “rotta balcanica”, risente del transito dei carichi di eroina provenienti dalla Turchia e diretti in Europa. Le più recenti attività investigative, svelano che la ’Ndrangheta ha messo gli occhi sul Paese. L’interesse dei clan calabresi si rivolge per lo più «a reati di natura finanziaria». E sarebbe la cosca Grande Aracri (nella foto sopra il boss Nicolino Grande Aracri) «il sodalizio maggiormente inserito nel tessuto economico-sociale». 

Il 25 gennaio 2023 un provvedimento di sequestro del Tribunale di Bologna è stato notificato a una famiglia di origine cutrese, appartenente proprio al clan Grande Aracri, avente ad oggetto, tra l’altro, conti bancari in Romania e Lituania». 

Infine il 30 giugno 2023 a un imprenditore, contiguo alla cosca Labate «sono stati confiscati i beni a lui riconducibili in quanto la sua figura criminale era emersa nell’ambito dell’operazione “Petrolmafie Spa”, ove erano emersi i notevoli interessi delle varie mafie italiane nella gestione di prodotti petroliferi, i cui proventi illeciti sarebbero stati reinvestiti anche su conti correnti esteri riconducibili a società di comodo rumene, oltre che bulgare, croate e ungheresi, per poi rientrare nella disponibilità dell’organizzazione medesima». 

Per concludere, il 17 marzo 2023 è stato disposto il provvedimento dell’amministrazione giudiziaria nei confronti di un noto marchio operante nel settore della grande distribuzione alimentare, presente in Calabria. L’attività trae origine dalle acquisizioni emerse nell’ambito dell’operazione “Planning”, ove sono state accertate che alcune cointeressenze economiche sussistenti tra alcuni imprenditori e cosche di ‘ndrangheta della città di Reggio Calabria erano diventate oggetto di riciclaggio in Romania e in Slovenia, sede legale di due società, una in ogni nazione, sequestrate nel corso dell’attività investigativa.

Malta, la capitale del gioco online che fa gola ai clan 

La criminalità organizzata italiana ha trovato terreno fertile (anche) a Malta per via della vicinanza geografica e della possibilità di evitare controlli doganali. «Inoltre – spiega la Dia – il suo sistema fiscale privilegiato, unitamente alle facilitazioni normative nel diritto societario, sono ulteriori fattori che hanno incentivato i sodalizi ad avviare in questo territorio le attività di riciclaggio. Le attività investigative condotte nel corso degli ultimi anni testimoniano che uno degli ambiti criminali verso cui si sono rivolti i sodalizi è quello delle scommesse online, ove è prevalente la presenza di sodalizi di ‘ndrangheta». 

Il 18 maggio 2023 è arrivata la confisca dei beni disposta dal Tribunale di Reggio Calabria a carico di 2 imprenditori reggini, operanti appunto nel settore dei giochi e delle scommesse. Le figure criminali erano emerse «nell’ambito dell’operazione “Galassia” che aveva disvelato un meccanismo finalizzato all’illecita raccolta di scommesse on line con base decisionale e operativa a Reggio Calabria, nonché ramificazioni all’estero mediante l’operatività di società sedenti non solo a Malta, ma anche in Romania, Austria e Spagna. L’associazione criminale individuata avrebbe avuto collegamenti con la ‘ndrangheta, garantendo una parte dei proventi in cambio di “protezione”. Peraltro, i punti affiliati trasferivano le somme incassate alla direzione amministrativa dell’associazione allocata all’estero, sottraendole di fatto all’imposizione fiscale italiana».

Toronto, Ottawa e Thunder Bay: enclave di ’Ndrangheta in Canada

C’è soprattutto la droga tra i traffici illeciti che fanno del Canada un avamposto per numerose organizzazioni criminali transnazionali. 

Il commercio di cocaina è diretto dai cartelli messicani, colombiani e da sodalizi criminali di matrice italiana che gestiscono sia una parte del traffico internazionale, sia una quota del mercato nazionale. Cosa nostra canadese, risulterebbe attiva nella zona di Montreal (Quebec) dove si avvarrebbe della collaborazione degli Hell's Angels (bande dei motociclisti) per la gestione del traffico degli stupefacenti e del gioco d’azzardo. 

«La presenza della ‘ndrangheta – si legge nella relazione semestrale della Dia – è riconducibile all’area metropolitana di Toronto (Ontario) e particolarmente radicata nella Greater Toronto Area, con estensioni nelle zone di Ottawa e Thunder Bay. Le principali famiglie calabresi sarebbero in grado di gestire ingenti traffici di cocaina, anche in virtù delle ramificazioni in Europa, in Sud America e negli Usa». 

Per gli investigatori i locali di ’ndrangheta calabresi sarebbero collegati a locali canadesi «che assicurerebbero importanti appoggi strutturali per le attività illecite, fra cui il traffico di stupefacenti ed il riciclaggio dei proventi illeciti». 

Il territorio canadese è utilizzato dalle consorterie calabresi anche per favorire la latitanza di alcuni suoi affiliati come testimonia l’arresto, avvenuto il 13 marzo 2023, di un soggetto che era ivi emigrato per sottrarsi alla cattura dell’operazione “Rinascita Scott” quando nel 2019 la Magistratura aveva evidenziato come la famiglia Mancuso, egemone nella provincia di Vibo Valentia, avvalendosi di sofisticati meccanismi suggeriti da professionisti collusi, aveva effettuato svariate operazioni di riciclaggio nel Regno Unito, tramite la creazione di reti societarie. Il fuggitivo Domenico Cugliari, intraneo al locale di Sant’Onofrio, era stato localizzato proprio in Canada.

Negli Stati Uniti, tra narcotraffico e riciclaggio

«La mafia calabrese, grazie al ruolo rivestito nel narcotraffico, è presente anche nel territorio statunitense». Qui, secondo la Direzione investigativa antimafia, «in collegamento con i narcos colombiani e messicani, rappresenta una minaccia anche per le consistenti attività di riciclaggio». 

Un esempio: il 2 febbraio 2023 un provvedimento di sequestro di beni disposto dall’Autorità giudiziaria di Reggio Calabria nei confronti di due fratelli ha riguardato una società in Florida (Stati Uniti). I due, attivi nel settore edile e dell’intermediazione immobiliare, nel 2019, «erano stati attinti dalla misura cautelare in carcere relativa all’operazione “Libro Nero”, poiché ritenuti “imprenditori di riferimento” della cosca Libri, attiva nel capoluogo calabrese, la cui operatività era diretta ad acquisire la gestione ed il controllo di varie attività economiche». 

La frontiera cinese: prodotti contraffatti e fiumi di denaro

Sono le mafie campane ad aver scoperto per prime la Cina. E «hanno costituito in quel Paese proprie basi logistiche, con particolare riferimento alla regione dello Zhejiang, per la produzione e lavorazione di prodotti contraffatti e per la conseguente distribuzione degli stessi in altri Paesi, compreso il continente americano». La ’Ndrangheta non è da meno e «svolge, nel settore criminale in questione, un proprio ruolo che si concretizza nell’agevolare l’importazione in Italia dei prodotti contraffatti». 

«L’analisi delle attività investigative concluse nel primo semestre 2023 – continua la Dia – porta alla considerazione che il territorio cinese viene utilizzato dalla criminalità organizzata presente in Italia anche per svolgere reati finanziari. Il 22 marzo 2023, a conclusione dell’operazione “Cash Express”, è stata documentata l’esistenza di uno strutturato circuito di riciclaggio internazionale, costituito da soggetti di nazionalità italiana a cui risultano riferibili diverse società utilizzate per riciclare i proventi derivanti da frodi fiscali. In particolare, gli indagati si sarebbero rivolti ad alcuni appartenenti alla comunità cinese, di stanza a Roma, in grado di ricevere le illecite provviste e di trasferirle, tramite canali bancari, in Cina, per poi riconsegnarle, sotto forma di denaro contante, ai committenti italiani, mediante un sistema di compensazione, basato sulla fiducia. Dagli accertamenti svolti emergeva, inoltre, che tale sistema di riciclaggio potrebbe essere stato utilizzato anche per “ripulire” i proventi di reati-presupposti collocati in essere da esponenti di associazioni di tipo mafioso». È un sistema, questo, di cui si sarebbe servita anche la ’Ndrangheta per riciclare i proventi del narcotraffico.

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reggio calabria · ndrangheta · dia · droga

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Slot machine a Cosenza, quindici misure cautelari

26 ottobre 2026
Ore 19:30
Slot machine a Cosenza, quindici misure cautelari
Società

Catanzaro, bando rigenerare comunità: al via i progetti

26 ottobre 2026
Ore 19:30
Catanzaro, bando rigenerare comunità: al via i progetti
La decisione

Cristina Mazzotti, la Cassazione annulla il carcere per Giuseppe Calabrò: non è provato il pericolo di fuga

La Suprema Corte accoglie il ricorso dei legali di Giuseppe Calabrò, condannato all’ergastolo per il caso della 18enne rapita e uccisa nel 1975, e rinvia al Tribunale di Milano. Per i giudici nella carriera criminale del 76enne «non emergono condotte di associazione mafiosa»
Redazione Cronaca
26 ottobre 2026
Ore 19:17
Cristina Mazzotti, la Cassazione annulla il carcere per Giuseppe Calabrò: non è provato il pericolo di fuga\n
Il caso internazionale

Torano Castello, negata l’estradizione in Brasile di Tagliaferro: il giudice de Moraes ne ordinò l’arresto perché «accusato»

Per la Corte di Catanzaro, il magistrato coinvolto nelle rivelazioni non garantiva imparzialità. Accolta la tesi della difesa rappresentata dall’avvocato Roberto Le Pera
Antonio Alizzi
26 ottobre 2026
Ore 18:45
Torano Castello, negata l’estradizione in Brasile di Tagliaferro: il giudice de Moraes ne ordinò l’arresto perché «accusato»\n
Inchiesta sul caporalato

Schiacciato dal cavallo e costretto a lavorare: storia di K, schiavo in Calabria che viveva in un garage pieno di muffa

Un 38enne marocchino sarebbe stato sfruttato in un maneggio di Cirò Marina: dopo l’infortunio, avrebbe cercato cure mentre il suo “padrone” insisteva perché tornasse al lavoro, minacciando di cacciarlo dall’unico alloggio che aveva
Alessia Truzzolillo
26 ottobre 2026
Ore 18:43
Schiacciato dal cavallo e costretto a lavorare: storia di K, schiavo in Calabria che viveva in un garage pieno di muffa\n
Appello al territorio

«Questa è l’ora del coraggio»: il vescovo Savino esorta la comunità a reagire dopo l’agguato a Cassano

Il presule ricorda il grido di Giovanni Paolo II ad Agrigento e la scomunica pronunciata da Papa Francesco a Sibari nel 2014: «Mai più potere malavitoso, mai più ‘ndrangheta»
Franco Sangiovanni
26 ottobre 2026
Ore 18:24
«Questa è l’ora del coraggio»:\u00A0il vescovo Savino esorta la comunità a reagire dopo l’agguato a Cassano\n
Allarme criminalità

«Giù le mani dalla città»: Cassano all’Ionio rompe il silenzio. Giovedì il caso arriva in Prefettura a Cosenza

L’iniziativa è la prima di una serie annunciata dall’amministrazione Iacobini. Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica farà il punto dopo gli ultimi fatti di sangue, in attesa della verità giudiziaria
Franco Sangiovanni
26 ottobre 2026
Ore 18:23
«Giù le mani dalla città»:\u00A0Cassano all’Ionio rompe il silenzio. Giovedì il caso arriva in Prefettura a Cosenza\n
Il caso

Sfondano la porta e aggrediscono una famiglia dello Sri Lanka a Catanzaro: «Se razzismo, tolleranza zero»

Notte di violenza nel centro storico: una coppia avrebbe fatto irruzione nell’abitazione di una famiglia originaria dello Sri Lanka. Il padre è fuggito ferito, la madre ha avuto un malore. Sinistra Italiana denuncia il clima d’intolleranza
Redazione Cronaca
26 ottobre 2026
Ore 15:55
Sfondano la porta e aggrediscono una famiglia dello Sri Lanka a Catanzaro: «Se razzismo, tolleranza zero»\n
Incidente stradale

Scontro tra autobus e furgone nel Catanzarese: tre feriti

Coinvolte due donne a bordo del mezzo delle Ferrovie della Calabria e il conducente del furgone che trasportava pneumatici. Sul posto 118, Vigili del Fuoco, Carabinieri e Polizia Locale
Redazione Cronaca
26 ottobre 2026
Ore 12:32
Scontro tra autobus e furgone nel Catanzarese: tre feriti\n
L’ordinanza

Cosenza, quindici misure cautelari dopo gli interrogatori preventivi: due indagati agli arresti domiciliari | NOMI

Il gip Ferrucci dispone anche un divieto di dimora, obblighi di firma e misure interdittive. Respinte le richieste per altre tre persone
Antonio Alizzi
26 ottobre 2026
Ore 12:15
Cosenza, quindici misure cautelari dopo gli interrogatori preventivi: due indagati agli arresti domiciliari | NOMI\n
Caporalato

Costretto ad accudire 20 cavalli per 2,45 euro l’ora: arrestato titolare di un maneggio nel Crotonese

Dieci ore di lavoro al giorno, senza dispositivi di protezione e senza riposo settimanale. È quanto emerso dalle indagini dei Carabinieri dell’Ispettorato del lavoro su un maneggio della provincia di Crotone
Redazione Cronaca
26 ottobre 2026
Ore 10:39
Costretto ad accudire 20 cavalli per 2,45 euro l’ora: arrestato titolare di un maneggio nel Crotonese\n
Emergenza sicurezza

“Giù le mani dalla città”: sindaco di Cassano e vescovo chiamano a raccolta la città dopo l’agguato: oggi l’assemblea pubblica

Si terrà al teatro comunale di Cassano alle ore 16. L’efferato delitto venerdì notte in contrada Lattughelle. Il 64enne ricoverato a Cosenza
Franco Sangiovanni
26 ottobre 2026
Ore 10:31
“Giù le mani dalla città”: sindaco di Cassano e vescovo chiamano a raccolta la città dopo l’agguato: oggi l’assemblea pubblica\n
IL BLITZ

Cosenza, il trucco delle slot machine: schede clonate e controlli anticipati | VIDEO

Quindici persone raggiunte da misure cautelari. Secondo l'ipotesi investigativa, un funzionario avrebbe avvertito l'imprenditore delle verifiche per consentire di occultare i dispositivi irregolari.
Redazione
26 ottobre 2026
Ore 10:17
Cosenza, il trucco delle slot machine: schede clonate e controlli anticipati | VIDEO\n
Scontro fatale

Andavano a lavoro nei campi, 4 morti in un incidente stradale nell'Agrigentino

Le vittime stavano raggiungendo i campi per iniziare la giornata di lavoro. Illeso il conducente del mezzo pesante
Redazione Cronaca
26 ottobre 2026
Ore 08:13
Andavano a lavoro nei campi, 4 morti in un incidente stradale nell'Agrigentino\n
Cosa c’è nelle carte dell’inchiesta

Slot truccate a Cosenza, dal sequestro alle ammissioni: il retroscena delle quindici misure

Dopo il sequestro, Spadafora fece altri nomi. L’inchiesta sulle macchinette approda alle misure cautelari dopo gli interrogatori preventivi
Antonio Alizzi
26 ottobre 2026
Ore 07:53
Slot truccate a Cosenza, dal sequestro alle ammissioni: il retroscena delle quindici misure\n
L’inchiesta

Giochi telematici, blitz a Cosenza: 15 indagati per associazione a delinquere, corruzione e truffa

Le misure cautelari eseguite dai carabinieri del Comando provinciale nsieme a personale dall'Agenzia delle Dogane e Monopoli coordinati dalla Procura
Redazione Cronaca
26 ottobre 2026
Ore 07:45
Giochi telematici, blitz a Cosenza: 15 indagati per\u00A0associazione a delinquere, corruzione e truffa\n
Il sequestro

Beni per 300mila euro confiscati a Isola Capo Rizzuto, padre e figlio sottoposti a sorveglianza speciale

Le indagini economico-patrimoniali, coordinate dalla Dda di Catanzaro e svolte dal Nucleo Pef-Gico, hanno ricostruito la provenienza illecita delle risorse impiegate per l'acquisto degli immobili
Redazione
26 ottobre 2026
Ore 06:45
Beni per 300mila euro confiscati a Isola Capo Rizzuto, padre e figlio sottoposti\u00A0a sorveglianza speciale\n
Le intercettazioni

Dalle fatture false ai narcos in Colombia: così la banca della 'ndrangheta forniva (in criptovalute) i dollari per la cocaina

«Ci sono 2 camion fermi con il materiale...»: le intercettazioni tra la banca occulta di Pero e il presunto trafficante calabrese Saverio Zoccoli svelano come i soldi dell'evasione pagavano la cocaina a Barranquilla. Il caso del carico da 5 tonnellate gettato in mare in Sicilia
Pablo Petrasso
26 ottobre 2026
Ore 05:59
Dalle fatture false ai narcos in Colombia: così la banca della 'ndrangheta forniva (in criptovalute) i dollari per la cocaina\n
La testimonianza

I giorni del blocco e le lacrime per il raccolto che marciva: la protesta dei Tir nel racconto della famiglia Giampà di Pizzo

La storia della Fratelli Giampà Società Agricola, tra attività a rischio, margini sempre più ridotti e anni di sacrifici. Durante lo sciopero dei trasporti, l’azienda dove lavorano 100 persone ha temuto di perdere parte della produzione: «Solo quando ci incendiarono capannoni e mezzi siamo stati tanto disperati»
Cristina Iannuzzi
26 ottobre 2026
Ore 05:15
I giorni del blocco e le lacrime per il raccolto che marciva: la protesta dei Tir nel racconto della famiglia Giampà di Pizzo\n
Hackeraggio finanziario

’Ndrangheta, milioni riciclati sui conti delle neobanche per aggirare i controlli: «Qonto è la migliore, 500mila al giorno»

Strategia "Hit and Run": così il clan sfruttava le regole degli istituti esteri per movimentare una montagna di denaro. Le intercettazioni svelano la tattica del gruppo tra recesso a 60 giorni, selfie per l'onboarding e "smussatura" dei bonifici: al centro del meccanismo le verifiche “allegre” sui dati delle società 
Pablo Petrasso
25 ottobre 2026
Ore 13:12
’Ndrangheta, milioni riciclati sui conti delle neobanche per aggirare i controlli: «Qonto è la migliore, 500mila al giorno»\n
Fascicolo aperto

Agguato a Damiano Pepe, i killer hanno sparato 30 colpi contro il boss uccidendo la moglie: domani atti alla Dda 

Il 64enne è vigile e avrebbe già risposto alle domande degli investigatori. I carabinieri cercano elementi utili a identificare gli autori dell’agguato di contrada Lattughelle e a ricostruire il movente dell’omicidio. Ma la pista mafiosa resta la più probabile
Redazione Cronaca
25 ottobre 2026
Ore 11:42
Agguato a Damiano Pepe, i killer hanno sparato 30 colpi contro il boss uccidendo la moglie: domani atti alla Dda\u00A0\n
Indagini in corso

Agguato a Damiano Pepe, stabili le condizioni del boss: ecco come è scampato al fuoco del commando

Il 64enne si trova nell’ospedale di Cosenza, dove è stato trasferito dopo un primo intervento chirurgico a Rossano. Lui e sua moglie, unica vittima del blitz armato, si trovavano a bordo della propria auto quando i killer sono entrati in azione
Redazione Cronaca
25 ottobre 2026
Ore 10:23
Agguato a Damiano Pepe, stabili le condizioni del boss: ecco come è scampato al fuoco del commando\n
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Omicidio a Cassano, uccisa la moglie del boss Damiano Pepe. Il 64enne ferito gravemente

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Delitto di Garlasco, il giudice che assolse Stasi smonta le certezze sul suo comportamento: «Solo sospetti»

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