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La ’Ndrangheta nel mondo tra fiumi di coca e montagne di soldi da riciclare: ecco tutti i Paesi inquinati dai clan calabresi

Infiltrazioni storiche e nuove frontiere. Le inchieste che hanno svelato i tentativi (spesso riusciti) delle cosche di allargare il proprio raggio d'azione in Europa, America e Asia. La droga è il passepartout per ogni tipo di business. Ma c'è molto altro

Pablo Petrasso
25 giugno 202420:40
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La ’Ndrangheta nel mondo tra fiumi di coca e montagne di soldi da riciclare: ecco tutti i Paesi inquinati dai clan calabresi

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La ’Ndrangheta nel mondo tra fiumi di coca e montagne di soldi da riciclare: ecco tutti i Paesi inquinati dai clan calabresi

Fiumi di droga, anche se non più smerciati da monopolista. Milioni di euro riciclati nelle attività più disparate, con la ristorazione al primo posto. Inchieste che partono dalla Calabria e finiscono dall’altra parte del mondo secondo il classico “follow the money” coniato da Giovanni Falcone. La ’Ndrangheta si conferma una holding globale anche nella più recente relazione firmata dalla Direzione investigativa antimafia. Il giro del mondo dei clan calabresi ha tappe quasi obbligate e orizzonti inediti. Proviamo a seguirlo.

Leggi anche ↓ La relazione della Dia | La “mamma” della ’Ndrangheta a San Luca, i tentacoli nel mondo: ecco la mappa delle cosche attive in tutte le province di Redazione Cronaca

La ’Ndrangheta in Spagna, snodo centrale per il narcotraffico

La Spagna è «uno snodo strategico» per il narcotraffico globale anche per le «connessioni politico-culturali con l’America Latina». La relazione semestrale della Dia sottolinea che «si trova al centro di due importanti rotte internazionali: quella della cocaina proveniente dal Sud America, mentre l’hashish arriva dal Marocco».

I porti spagnoli (in particolare Valencia, Barcellona e Algeciras) sono i principali punti di ingresso della cocaina destinata ai mercati europei. Da recenti attività investigative, evidenziano gli investigatori, «si è osservato che gruppi criminali albanesi hanno instaurato forti legami con sodalizi spagnoli della costa meridionale, a conferma che il narcotraffico di cocaina, attualmente, è gestito da organizzazioni criminali dell’est Europa, che possono contare su propri broker stanziali in Sudamerica ed in contatto diretto con i cartelli colombiani».

La ’ndrangheta, comunque, «continua a mantenere un ruolo determinante nel settore del narcotraffico nel territorio spagnolo, ove è dedita anche ad attività di riciclaggio di capitali illeciti». Uno degli esempi è l’inchiesta Aspromonte Emiliano del 30 maggio 2023, coordinata dalla Dda di Bologna, «che ha consentito di accertare l’esistenza di un sodalizio transnazionale con a capo un esponente di ‘ndrangheta del clan Romeo-Staccu di San Luca, arrestato in Spagna nel marzo 2021 dopo un periodo di latitanza durante il quale aveva movimentato consistenti carichi di droga relazionandosi con i narcotrafficanti sudamericani tra cui il Primeiro Comando da Capital brasiliano e organizzazioni criminali colombiane, peruviane, messicane e boliviane, nonché latitanti italiani».

Nell’aprile 2023 anche l’inchiesta Sporca Alleanza della Dda di Catanzaro «ha permesso di appurare la capacità di alcuni affiliati del clan Bevilacqua-Passalacqua di Catanzaro, considerato il terminale operativo delle cosche di ‘ndrangheta crotonesi, di trattare forniture di cocaina ed eroina direttamente con i narcotrafficanti internazionali che acquistavano a loro volta dalla Spagna e dall’Olanda».

Anche le operazioni Eureka della Dda di Reggio Calabria e Sunset della Dda di Genova hanno permesso di individuare la Spagna come tappa di passaggio per «cospicui quantitativi di cocaina». Filo di Arianna 2 è, invece, l’inchiesta della Procura distrettuale di Lecce dalla quale «è emersa l’operatività di un’associazione riconducibile alla locale criminalità organizzata che, avvalendosi di fornitori operanti in Spagna, curava gli approvvigionamenti di stupefacente destinato al mercato leccese».

Il gruppo era «in contatto con esponenti della cosca di ‘ndrangheta Mammoliti-Fischiante attiva in Puglia e in altre regioni italiane, in diretti rapporti con fornitori sudamericani e con narcotrafficanti internazionali». Il 27 giugno 2023, poi, la Dda di Milano, nell’operazione “Crypto” «ha individuato un sodalizio di narcotrafficanti che, con la complicità ed il supporto di appartenenti ad una nota famiglia di ‘ndrangheta da tempo operante anche in Lombardia (Bellocco di Rosarno), si approvvigionava di consistenti partite di hashish e cocaina dalla Spagna e dal Sud America, destinato alla piazza di Milano dopo essere passato per il porto di Gioia Tauro».

I clan in Francia tra riciclaggio e latitanti 

Favorire la latitanza di affiliati, reinvestire nell’economia legale e creare basi per la gestione del narcotraffico. Anche la Francia «registra una consolidata presenza mafiosa» anche per i traffici di hashish e marijuana. «In particolare – sottolinea la Dia – la frontiera terrestre di Ventimiglia continua a rappresentare per i sodalizi autoctoni e stranieri un importante snodo per il traffico di droga, come dimostrano i numerosi sequestri di sostanza stupefacente occultata dai corrieri comunitari ed extracomunitari, principalmente africani, nei mezzi di trasporto o ingerita in ovuli». È ancora l’inchiesta Eureka a evidenziare che le cosche calabresi avevano «reimpiegato le somme illecitamente accumulate nel finanziamento di una società con sede in Mentone (foto sopra), a cui era riconducibile un ristorante, sito nella medesima cittadina, intestato fittiziamente ad un prestanome. Quest’ultimo, il 17 maggio 2023, è stato tratto in arresto alla frontiera di Ventimiglia, a seguito di estradizione concordata fra il governo francese e quello italiano, in quanto era stato precedentemente arrestato in Francia». 

Il territorio francese è stato, storicamente, un «luogo in cui far trascorrere la latitanza di alcuni affiliati come testimonia la cattura, eseguita il 2 febbraio 2023, in Sant’Etienne (Francia), nei confronti di un affiliato alla ‘ndrina Perna-Pranno egemone a Cosenza e provincia, ricercato dal 2006». Si tratta di Edgardo Greco «destinatario di un ordine di carcerazione, emesso dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Catanzaro per la esecuzione della pena dell’ergastolo in quanto ritenuto responsabile di alcuni reati omicidiari commessi nel 1991 durante la guerra di mafia, fra le cosche Pino-Sena e Perna-Pranno, che ha insanguinato il territorio cosentino nei primi anni 90». Greco si era rifatto una vita come ristoratore.

I sistemi di riciclaggio del clan Bonavota nel Regno Unito

Soldi e controlli meno stringenti. Per questo il Regno Unito «ha attirato la criminalità organizzata di tipo mafioso». C’entra molto la «possibilità di riciclare il denaro attraverso società finanziarie e attività imprenditoriali e alla flessibilità del mercato anglosassone che si estende dalla City di Londra ai paradisi bancari delle isole Cayman». 

«Nonostante l’impegno della Gran Bretagna in materia di anticorruzione – spiegano gli investigatori della Dia –, nel Regno Unito si registra una tendenza della criminalità organizzata a inviare, tramite società offshore, flussi di denaro che vengono poi ripuliti e rimessi nel circolo dell’economia». 

In una delle inchieste nate dalla maxi operazione Rinascita Scott ci sono interessanti passaggi sugli investimenti della cosca Bonavota di Sant’Onofrio: «Nel 2019 la Magistratura aveva evidenziato come la famiglia Mancuso di Vibo Valentia, avvalendosi di sofisticati meccanismi suggeriti da professionisti collusi, aveva effettuato svariate operazioni di riciclaggio nel Regno Unito, tramite la creazione di reti societarie. L’indagine ha documentato come un affiliato della ’ndrina di Sant’Onofrio, per agevolare le attività di riciclaggio, avesse costituito una serie di società estere (la maggior parte in Ungheria) fittiziamente intestate a terzi soggetti».

Belgio e Olanda: infrastrutture perfette al servizio del narcotraffico

È ancora Eureka a illuminare la presenza della ’Ndrangheta in Europa: anche il Belgio non è esente da infiltrazioni. Il trait d’union tra Calabria e Nord Europa è, al solito, il traffico di droga nello scalo portuale di Anversa, diventato il nuovo snodo dei traffici miliardari. Il 3 maggio 2023 la Dda di Reggio Calabria ha stretto il cerchio attorno alle cosche Pelle, Strangio “Fracascia”, Nirta “Versu”, Giampaolo, Mammoliti “Fischiante” e Giorgi. 

Le investigazioni «hanno permesso di accertare come le consorterie si rifornivano direttamente da organizzazioni colombiane, ecuadoregne, panamensi e brasiliane, risultando in grado di gestire un canale di importazione del narcotico dal Sud America all’Australia. Sono stati registrati contatti con esponenti del “Clan del golfo”, preminente organizzazione paramilitare colombiana impegnata nel narcotraffico internazionale. Numerosi gli episodi di importazione via mare censiti, tra i porti di Gioia Tauro, Anversa (foto sopra) e Rotterdam». 

Più nel dettaglio, le investigazioni, hanno permesso di accertare che, tra maggio 2020 e gennaio 2022, sono stati movimentati oltre 6mila kg di cocaina, dei quali più di 3mila kg oggetto di sequestro. I flussi di denaro riconducibili alle compravendite dello stupefacente venivano gestiti da organizzazioni composte da soggetti di nazionalità straniera, specializzati nel pick-up money, o da spalloni, che spostavano il denaro contante sul territorio europeo. Le movimentazioni di denaro hanno interessato Panama, Colombia, Brasile, Ecuador, Belgio e Olanda. 

È il potenziamento delle infrastrutture per gli scambi commerciali ad aver provocato l’inserimento dei Paesi Bassi (in particolare il porto di Rotterdam e l’aeroporto mercantile di Schiphol) «anche nelle rotte del narcotraffico». Ciò emerge dalle citate operazioni “Eureka” e “Aspromonte Emiliano”. 

Il 19 aprile 2023 è stato eseguito un decreto di sequestro, emesso dal Tribunale di Reggio Calabria, nei confronti di un imprenditore ritenuto intraneo alla cosca Bellocco di Rosarno, la cui figura criminale era emersa nell’ambito dell’operazione “Magma”, che aveva consentito di disarticolare una organizzazione criminale attiva nel traffico internazionale di stupefacenti, che giungeva anche nel porto di Le Havre (Francia), oltre a quello di Rotterdam e di Gioia Tauro.

Germania, summit in pizzeria e maxi sequestri

Locomotiva d’Europa e «polo di attrazione per le organizzazioni mafiose italiane attive prevalentemente a Ovest e a Sud del Paese». La ’Ndrangheta è presente nelle regioni più ricche della Germania, «come il Baden-Württemberg, la Renania Settentrionale-Westfalia, la Baviera e l’Assia». Dal traffico di stupefacenti, i clan nel corso degli anni «hanno cercato di infiltrarsi progressivamente nell’economia legale attraverso l’acquisizione di esercizi commerciali di ristorazione e pizzerie, quale “copertura” di affari illeciti di varia natura». Di più: «Recenti attività investigative, svolte congiuntamente con le autorità tedesche, hanno mostrato che le attività commerciali gestite da elementi collegati alla criminalità italiana sono state utilizzate anche come basi logistiche per “summit” e per la conduzione delle attività illegali». Una delle inchieste chiave del 2023 per comprendere l’infiltrazione delle ’ndrine in Germania è Glicine Acheronte, nella quale «è stata individuata una struttura di ‘ndrangheta, riconosciuta come locale di Papanice, frazione del comune di Crotone, che stando agli atti d’indagine, ha interessi criminali anche in Germania». 

Dal Tribunale di Reggio Calabria è arrivata invece un sequestro di beni «nei confronti di tre imprenditori, le cui figure criminali erano emerse nell’ambito dell’operazione “Andrea Doria”, quando era stato disvelato un articolato sistema di frode fiscale, realizzata nel settore del commercio di prodotti petroliferi, imperniata su fittizie triangolazioni societarie, finalizzate ad evadere l’Iva e le accise». 

Il provvedimento giudiziario, ammontante ad un valore complessivo di oltre 80 milioni di euro, ha riguardato l’intero compendio aziendale di 20 imprese, 3 delle quali con sede in Germania, attive prevalentemente nei settori del trasporto merci su strada, del commercio di prodotti petroliferi e del trattamento e smaltimento di rifiuti non pericolosi. 

«Recentemente – sottolinea la Dia – sembrerebbe che anche la ‘ndrangheta crotonese e cosentina si sia insediata nel florido territorio tedesco per infiltrarsi nel settore economico. Al riguardo si segnala che il 5 giugno 2023, nell’ambito dell’operazione “Gentleman 2” della Dda di Catanzaro, si è rilevato che le ‘ndrine Forastefano-Abbruzzese, operanti nell’hinterland dell’alto Jonio Cosentino, erano attive anche in Germania mediante dei “coriglianesi”, che si erano stabiliti in loco, i quali, risultavano pienamente inseriti nel panorama del narcotraffico internazionale. In particolare uno di essi, titolare di una pizzeria a Francoforte, garantiva l’appoggio logistico agli affiliati ogniqualvolta questi si recavano in Germania per discutere di persona dei loro affari illeciti».

Gli interessi finanziari dei Grande Aracri (e non solo) in Romania 

La Romania è una delle tappe di passaggio per il narcotraffico in Europa: posta lungo la “rotta balcanica”, risente del transito dei carichi di eroina provenienti dalla Turchia e diretti in Europa. Le più recenti attività investigative, svelano che la ’Ndrangheta ha messo gli occhi sul Paese. L’interesse dei clan calabresi si rivolge per lo più «a reati di natura finanziaria». E sarebbe la cosca Grande Aracri (nella foto sopra il boss Nicolino Grande Aracri) «il sodalizio maggiormente inserito nel tessuto economico-sociale». 

Il 25 gennaio 2023 un provvedimento di sequestro del Tribunale di Bologna è stato notificato a una famiglia di origine cutrese, appartenente proprio al clan Grande Aracri, avente ad oggetto, tra l’altro, conti bancari in Romania e Lituania». 

Infine il 30 giugno 2023 a un imprenditore, contiguo alla cosca Labate «sono stati confiscati i beni a lui riconducibili in quanto la sua figura criminale era emersa nell’ambito dell’operazione “Petrolmafie Spa”, ove erano emersi i notevoli interessi delle varie mafie italiane nella gestione di prodotti petroliferi, i cui proventi illeciti sarebbero stati reinvestiti anche su conti correnti esteri riconducibili a società di comodo rumene, oltre che bulgare, croate e ungheresi, per poi rientrare nella disponibilità dell’organizzazione medesima». 

Per concludere, il 17 marzo 2023 è stato disposto il provvedimento dell’amministrazione giudiziaria nei confronti di un noto marchio operante nel settore della grande distribuzione alimentare, presente in Calabria. L’attività trae origine dalle acquisizioni emerse nell’ambito dell’operazione “Planning”, ove sono state accertate che alcune cointeressenze economiche sussistenti tra alcuni imprenditori e cosche di ‘ndrangheta della città di Reggio Calabria erano diventate oggetto di riciclaggio in Romania e in Slovenia, sede legale di due società, una in ogni nazione, sequestrate nel corso dell’attività investigativa.

Malta, la capitale del gioco online che fa gola ai clan 

La criminalità organizzata italiana ha trovato terreno fertile (anche) a Malta per via della vicinanza geografica e della possibilità di evitare controlli doganali. «Inoltre – spiega la Dia – il suo sistema fiscale privilegiato, unitamente alle facilitazioni normative nel diritto societario, sono ulteriori fattori che hanno incentivato i sodalizi ad avviare in questo territorio le attività di riciclaggio. Le attività investigative condotte nel corso degli ultimi anni testimoniano che uno degli ambiti criminali verso cui si sono rivolti i sodalizi è quello delle scommesse online, ove è prevalente la presenza di sodalizi di ‘ndrangheta». 

Il 18 maggio 2023 è arrivata la confisca dei beni disposta dal Tribunale di Reggio Calabria a carico di 2 imprenditori reggini, operanti appunto nel settore dei giochi e delle scommesse. Le figure criminali erano emerse «nell’ambito dell’operazione “Galassia” che aveva disvelato un meccanismo finalizzato all’illecita raccolta di scommesse on line con base decisionale e operativa a Reggio Calabria, nonché ramificazioni all’estero mediante l’operatività di società sedenti non solo a Malta, ma anche in Romania, Austria e Spagna. L’associazione criminale individuata avrebbe avuto collegamenti con la ‘ndrangheta, garantendo una parte dei proventi in cambio di “protezione”. Peraltro, i punti affiliati trasferivano le somme incassate alla direzione amministrativa dell’associazione allocata all’estero, sottraendole di fatto all’imposizione fiscale italiana».

Toronto, Ottawa e Thunder Bay: enclave di ’Ndrangheta in Canada

C’è soprattutto la droga tra i traffici illeciti che fanno del Canada un avamposto per numerose organizzazioni criminali transnazionali. 

Il commercio di cocaina è diretto dai cartelli messicani, colombiani e da sodalizi criminali di matrice italiana che gestiscono sia una parte del traffico internazionale, sia una quota del mercato nazionale. Cosa nostra canadese, risulterebbe attiva nella zona di Montreal (Quebec) dove si avvarrebbe della collaborazione degli Hell's Angels (bande dei motociclisti) per la gestione del traffico degli stupefacenti e del gioco d’azzardo. 

«La presenza della ‘ndrangheta – si legge nella relazione semestrale della Dia – è riconducibile all’area metropolitana di Toronto (Ontario) e particolarmente radicata nella Greater Toronto Area, con estensioni nelle zone di Ottawa e Thunder Bay. Le principali famiglie calabresi sarebbero in grado di gestire ingenti traffici di cocaina, anche in virtù delle ramificazioni in Europa, in Sud America e negli Usa». 

Per gli investigatori i locali di ’ndrangheta calabresi sarebbero collegati a locali canadesi «che assicurerebbero importanti appoggi strutturali per le attività illecite, fra cui il traffico di stupefacenti ed il riciclaggio dei proventi illeciti». 

Il territorio canadese è utilizzato dalle consorterie calabresi anche per favorire la latitanza di alcuni suoi affiliati come testimonia l’arresto, avvenuto il 13 marzo 2023, di un soggetto che era ivi emigrato per sottrarsi alla cattura dell’operazione “Rinascita Scott” quando nel 2019 la Magistratura aveva evidenziato come la famiglia Mancuso, egemone nella provincia di Vibo Valentia, avvalendosi di sofisticati meccanismi suggeriti da professionisti collusi, aveva effettuato svariate operazioni di riciclaggio nel Regno Unito, tramite la creazione di reti societarie. Il fuggitivo Domenico Cugliari, intraneo al locale di Sant’Onofrio, era stato localizzato proprio in Canada.

Negli Stati Uniti, tra narcotraffico e riciclaggio

«La mafia calabrese, grazie al ruolo rivestito nel narcotraffico, è presente anche nel territorio statunitense». Qui, secondo la Direzione investigativa antimafia, «in collegamento con i narcos colombiani e messicani, rappresenta una minaccia anche per le consistenti attività di riciclaggio». 

Un esempio: il 2 febbraio 2023 un provvedimento di sequestro di beni disposto dall’Autorità giudiziaria di Reggio Calabria nei confronti di due fratelli ha riguardato una società in Florida (Stati Uniti). I due, attivi nel settore edile e dell’intermediazione immobiliare, nel 2019, «erano stati attinti dalla misura cautelare in carcere relativa all’operazione “Libro Nero”, poiché ritenuti “imprenditori di riferimento” della cosca Libri, attiva nel capoluogo calabrese, la cui operatività era diretta ad acquisire la gestione ed il controllo di varie attività economiche». 

La frontiera cinese: prodotti contraffatti e fiumi di denaro

Sono le mafie campane ad aver scoperto per prime la Cina. E «hanno costituito in quel Paese proprie basi logistiche, con particolare riferimento alla regione dello Zhejiang, per la produzione e lavorazione di prodotti contraffatti e per la conseguente distribuzione degli stessi in altri Paesi, compreso il continente americano». La ’Ndrangheta non è da meno e «svolge, nel settore criminale in questione, un proprio ruolo che si concretizza nell’agevolare l’importazione in Italia dei prodotti contraffatti». 

«L’analisi delle attività investigative concluse nel primo semestre 2023 – continua la Dia – porta alla considerazione che il territorio cinese viene utilizzato dalla criminalità organizzata presente in Italia anche per svolgere reati finanziari. Il 22 marzo 2023, a conclusione dell’operazione “Cash Express”, è stata documentata l’esistenza di uno strutturato circuito di riciclaggio internazionale, costituito da soggetti di nazionalità italiana a cui risultano riferibili diverse società utilizzate per riciclare i proventi derivanti da frodi fiscali. In particolare, gli indagati si sarebbero rivolti ad alcuni appartenenti alla comunità cinese, di stanza a Roma, in grado di ricevere le illecite provviste e di trasferirle, tramite canali bancari, in Cina, per poi riconsegnarle, sotto forma di denaro contante, ai committenti italiani, mediante un sistema di compensazione, basato sulla fiducia. Dagli accertamenti svolti emergeva, inoltre, che tale sistema di riciclaggio potrebbe essere stato utilizzato anche per “ripulire” i proventi di reati-presupposti collocati in essere da esponenti di associazioni di tipo mafioso». È un sistema, questo, di cui si sarebbe servita anche la ’Ndrangheta per riciclare i proventi del narcotraffico.

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reggio calabria · ndrangheta · dia · droga

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Suppletive, Reggio laboratorio per il centrodestra

29 settembre 2026
Ore 17:52
Suppletive, Reggio laboratorio per il centrodestra
Cronaca

Giudice di Cosenza sospeso da funzioni e stipendio

29 settembre 2026
Ore 17:46
Giudice di Cosenza sospeso da funzioni e stipendio
La mobilitazione

Agricoltori, la protesta si infiamma a Pizzo: bloccato lo svincolo dell’A2, traffico in tilt e automobilisti in coda

La mobilitazione partita ieri in tutta la Calabria torna a concentrarsi davanti all’Autostrada del Mediterraneo. Prezzi agricoli troppo bassi, carburanti e costi di produzione sempre più alti: «Così le nostre imprese non possono sopravvivere»
E.D.G.
29 settembre 2026
Ore 14:34
Agricoltori, la protesta si infiamma a Pizzo: bloccato lo svincolo dell’A2, traffico in tilt e automobilisti in coda\n
l’incidente sul Calopinace

Dopo diciotto giorni di delicati interventi chirurgici Giovanni viene dimesso dal Gom

Sciolta la prognosi per il ventiduenne alla guida del motociclo nell'incidente sulle bretelle. Il giovane dovrà ora rispondere dell'accusa di omicidio stradale per il drammatico schianto in cui ha perso la vita la ventitreenne Anthea Ranieri
Elisa Barresi
29 settembre 2026
Ore 13:46
Dopo diciotto giorni di delicati interventi chirurgici Giovanni viene dimesso dal Gom\n
La decisione

‘Ndrangheta, la Cassazione conferma il carcere duro per il boss di Briatico Nino Accorinti

L’escalation criminale del capo promotore dell’omonimo clan capace di condizionare nel centro turistico del Vibonese ogni tipo di affare. Da pescatore ad armatore, l’influenza del capobastone anche sulla politica locale e le attività turistiche
Giuseppe Baglivo
29 settembre 2026
Ore 12:01
‘Ndrangheta,\u00A0la Cassazione conferma il carcere duro per il boss di Briatico Nino Accorinti\n
Curinga

Piromane colto in flagrante da un drone di ‘Tolleranza Zero’

I carabinieri di Girifalco e della stazione locale hanno colto sul fatto l’uomo dopo la tempestiva segnalazione dalla Control room di Catanzaro

Redazione
29 settembre 2026
Ore 07:27
Piromane colto in flagrante da un drone di ‘Tolleranza Zero’
Scontro fatale

Tragico incidente in pieno centro a Corigliano Rossano, perde la vita un ragazzo di 25 anni

La vittima è Francesco Arturi. Sul posto sono intervenute due ambulanze e i carabinieri, che stanno lavorando per ricostruire la dinamica dell’impatto
Matteo Lauria
28 settembre 2026
Ore 19:14
Tragico incidente in pieno centro a Corigliano Rossano, perde la vita un ragazzo di 25 anni\n
Le motivazioni

Appalto pulizie all’Asp di Cosenza, il Consiglio di Stato sospende la sentenza del Tar

Accolta l’istanza cautelare di Team Service. Congelato l’annullamento dell’aggiudicazione da 37,4 milioni in attesa del merito
Antonio Alizzi
28 settembre 2026
Ore 17:08
Appalto pulizie all’Asp di Cosenza, il Consiglio di Stato sospende la sentenza del Tar\n
In ospedale

Bambini con disturbi gastrointestinali ricoverati a Catanzaro: frequentano lo stesso asilo

I piccoli sono ricoverati in pediatria e tenuti sotto osservazione. Le loro condizioni non sono giudicate gravi. In corso accertamenti per capire l’origine dell’infezione
Redazione Cronaca
28 settembre 2026
Ore 17:02
Bambini con disturbi gastrointestinali ricoverati a Catanzaro: frequentano lo stesso asilo\n
La replica difensiva

Bergamini, Cataldo Intrieri attacca la Procura di Castrovillari: «Una seduta spiritica a caccia di fantasmi»

Il co-difensore di Isabella Internò commenta la chiusura dell’inchiesta su Roberto Internò: «Speriamo che a novembre si ritorni al reale»
Redazione
28 settembre 2026
Ore 16:08
Bergamini, Cataldo Intrieri attacca la Procura di Castrovillari: «Una seduta spiritica a caccia di fantasmi»\n
La morte del centrocampista

Bergamini, l’ipotesi della Procura di Castrovillari: «Roberto Internò avrebbe partecipato all’omicidio del calciatore»

Avviso di conclusione delle indagini preliminari da parte dell’ufficio diretto dal procuratore capo Alessandro D’Alessio. Nel mirino degli investigatori l’uccisione e la successiva messinscena sulla Statale 106
Antonio Alizzi
28 settembre 2026
Ore 15:07
Bergamini, l’ipotesi della Procura di Castrovillari: «Roberto Internò avrebbe partecipato all’omicidio del calciatore»\n
Notificato il decreto

Carolei, chiuse le indagini sull’ex sindaco Iannucci e sugli altri sette indagati

Il provvedimento della Procura arriva dopo il rigetto delle misure cautelari. Gravi indizi riconosciuti solo sulle acque e soltanto per l’ex amministratore
Antonio Alizzi
28 settembre 2026
Ore 14:31
Carolei, chiuse le indagini sull’ex sindaco Iannucci e sugli altri sette indagati\n
Nuova ipotesi investigativa

Omicidio Bergamini, chiuse le indagini su Roberto Internò. «Fu l’esecutore materiale» secondo la Procura di Castrovillari

Notificato l’avviso di conclusione delle indagini al 65enne. Per l’accusa avrebbe agito in concorso con il padre di Isabella Internò, deceduto anni fa
Redazione
28 settembre 2026
Ore 13:53
Omicidio Bergamini, chiuse le indagini su Roberto Internò. «Fu l’esecutore materiale» secondo la Procura di Castrovillari\n
Operazione antidroga nell’Alto Tirreno cosentino

Tortora, scoperto un casolare trasformato in “centrale” della droga: quattro arresti e chili di stupefacente sequestrati

L’operazione dei Carabinieri ha portato al sequestro di marijuana, hashish, cocaina, una piantagione di cannabis e oltre 5mila euro in contanti. Un quinto soggetto è stato denunciato
Redazione
28 settembre 2026
Ore 10:08
Tortora, scoperto un casolare trasformato in “centrale” della droga: quattro arresti e chili di stupefacente sequestrati\n
La protesta

Caro carburanti, agricoltori mobilitati anche nei pressi dello svincolo autostradale Firmo-Sibari: «Costi ormai insostenibili» – VIDEO

Manifestazione vicino all’A2 contro l’aumento del prezzo del gasolio agricolo. Presidiato lo svincolo dalle forze dell’ordine
Redazione
28 settembre 2026
Ore 09:30
Caro carburanti, agricoltori mobilitati anche nei pressi dello svincolo autostradale\u00A0Firmo-Sibari: «Costi ormai insostenibili» –\u00A0VIDEO\n
Controlli a tappeto

Auto in panne sull’A2, la Polizia stradale interviene per prestare aiuto e trova oltre 2 chili di cocaina

Gli agenti insospettiti dall’agitazione del conducente hanno approfondito il controllo trovando anche 2.100 euro in contanti e due cellulari. Scarcerato dopo la convalida, l’uomo è tornato in carcere due giorni dopo
Redazione Cronaca
28 settembre 2026
Ore 09:17
Auto in panne sull’A2, la Polizia stradale interviene per prestare aiuto e trova oltre 2 chili di cocaina\n
Emergenza sanitaria

Topi a scuola, tutti a casa: infestazione nella Murmura di Vibo, saltano le lezioni e parte la derattizzazione

La presenza dei roditori segnalata questa mattina ha fatto scattare lo stop precauzionale. Nello stesso edificio che ospita l’istituto ha sede anche il Centro per l’impiego, già interessato nei giorni scorsi dal problema
Redazione
28 settembre 2026
Ore 08:04
Topi a scuola, tutti a casa: infestazione nella Murmura di Vibo, saltano le lezioni e parte la derattizzazione\n
Il sit-in

Caro carburante e prezzi alle stelle, la Calabria scende in piazza: «La politica ci sta portando al fallimento»

Giornata di mobilitazione per agricoltori, allevatori e pescatori, che chiedono interventi urgenti a sostegno delle imprese. A Rosarno il coordinatore Antonio Zangari annuncia una protesta a oltranza fino al 10 ottobre
Giuseppe Mancini
28 settembre 2026
Ore 06:49
Caro carburante e prezzi alle stelle, la Calabria scende in piazza: «La politica ci sta portando al fallimento»\n
Il provvedimento

Sequestrati beni per oltre 4,7 milioni di euro: nel mirino società e aziende riconducibili alla cosca Mancuso – NOMI

Le misure patrimoniali si inseriscono nel più ampio procedimento “Carthago Maestrale-Olimpo-Imperium”, coordinato dalla Procura distrettuale di Catanzaro. Fondamentali le dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia 
Redazione Cronaca
28 settembre 2026
Ore 05:58
Sequestrati beni per oltre 4,7 milioni di euro: nel mirino società e aziende riconducibili alla cosca Mancuso –\u00A0NOMI\n
L’appello

A Vibo Marina c’è chi fissa al soffitto le cose per salvarle dagli allagamenti: «Le nostre vite appese come soppressate»

Nel quartiere Pennello due residenti, padre e figlio, denunciano i disagi provocati dalle piogge. In via Savona l’acqua invade strada e garage: «Basta un acquazzone di un quarto d’ora per ritrovarci con l’acqua in casa».Il torrente Antonucci è quello che fa più paura
Cristina Iannuzzi
28 settembre 2026
Ore 04:15
A Vibo Marina c’è chi fissa al soffitto le cose per salvarle dagli allagamenti: «Le nostre vite appese come soppressate»\n
illegalità continua

Carcere di Rossano, sequestrati 40 grammi di cocaina durante una perquisizione

L’operazione si è svolta ieri, dalle 15 circa fino all’una di notte. Il Sappe chiede misure per rafforzare la sicurezza negli istituti calabresi e nel resto d’Italia
Matteo Lauria
27 settembre 2026
Ore 13:02
Carcere di Rossano, sequestrati 40 grammi di cocaina durante una perquisizione\n
L’ultimo viaggio

Cinque anarchici della Baracca, Antonella Aricò ricorda: «Era domenica quando ci informarono dell’incidente...»

Gianni Aricò, con la giovane moglie Anneliese Borth, Angelo Casile, Franco Scordo, e Luigi Lo Celso erano diretti a Roma. Un impatto “misterioso” li fermò per sempre la sera tra il 26 e il 27 settembre 1970. La sorella di Gianni: «Ho presentato un esposto alla Procura. Dopo due anni ancora tutto tace ma io non mi arrendo»
Anna Foti
27 settembre 2026
Ore 09:31
Cinque anarchici della Baracca,\u00A0Antonella Aricò ricorda: «Era domenica quando ci informarono dell’incidente...»\n
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