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La ’Ndrangheta nel mondo tra fiumi di coca e montagne di soldi da riciclare: ecco tutti i Paesi inquinati dai clan calabresi

Infiltrazioni storiche e nuove frontiere. Le inchieste che hanno svelato i tentativi (spesso riusciti) delle cosche di allargare il proprio raggio d'azione in Europa, America e Asia. La droga è il passepartout per ogni tipo di business. Ma c'è molto altro

Pablo Petrasso
25 giugno 202420:40
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La ’Ndrangheta nel mondo tra fiumi di coca e montagne di soldi da riciclare: ecco tutti i Paesi inquinati dai clan calabresi

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La ’Ndrangheta nel mondo tra fiumi di coca e montagne di soldi da riciclare: ecco tutti i Paesi inquinati dai clan calabresi

Fiumi di droga, anche se non più smerciati da monopolista. Milioni di euro riciclati nelle attività più disparate, con la ristorazione al primo posto. Inchieste che partono dalla Calabria e finiscono dall’altra parte del mondo secondo il classico “follow the money” coniato da Giovanni Falcone. La ’Ndrangheta si conferma una holding globale anche nella più recente relazione firmata dalla Direzione investigativa antimafia. Il giro del mondo dei clan calabresi ha tappe quasi obbligate e orizzonti inediti. Proviamo a seguirlo.

Leggi anche ↓ La relazione della Dia | La “mamma” della ’Ndrangheta a San Luca, i tentacoli nel mondo: ecco la mappa delle cosche attive in tutte le province di Redazione Cronaca

La ’Ndrangheta in Spagna, snodo centrale per il narcotraffico

La Spagna è «uno snodo strategico» per il narcotraffico globale anche per le «connessioni politico-culturali con l’America Latina». La relazione semestrale della Dia sottolinea che «si trova al centro di due importanti rotte internazionali: quella della cocaina proveniente dal Sud America, mentre l’hashish arriva dal Marocco».

I porti spagnoli (in particolare Valencia, Barcellona e Algeciras) sono i principali punti di ingresso della cocaina destinata ai mercati europei. Da recenti attività investigative, evidenziano gli investigatori, «si è osservato che gruppi criminali albanesi hanno instaurato forti legami con sodalizi spagnoli della costa meridionale, a conferma che il narcotraffico di cocaina, attualmente, è gestito da organizzazioni criminali dell’est Europa, che possono contare su propri broker stanziali in Sudamerica ed in contatto diretto con i cartelli colombiani».

La ’ndrangheta, comunque, «continua a mantenere un ruolo determinante nel settore del narcotraffico nel territorio spagnolo, ove è dedita anche ad attività di riciclaggio di capitali illeciti». Uno degli esempi è l’inchiesta Aspromonte Emiliano del 30 maggio 2023, coordinata dalla Dda di Bologna, «che ha consentito di accertare l’esistenza di un sodalizio transnazionale con a capo un esponente di ‘ndrangheta del clan Romeo-Staccu di San Luca, arrestato in Spagna nel marzo 2021 dopo un periodo di latitanza durante il quale aveva movimentato consistenti carichi di droga relazionandosi con i narcotrafficanti sudamericani tra cui il Primeiro Comando da Capital brasiliano e organizzazioni criminali colombiane, peruviane, messicane e boliviane, nonché latitanti italiani».

Nell’aprile 2023 anche l’inchiesta Sporca Alleanza della Dda di Catanzaro «ha permesso di appurare la capacità di alcuni affiliati del clan Bevilacqua-Passalacqua di Catanzaro, considerato il terminale operativo delle cosche di ‘ndrangheta crotonesi, di trattare forniture di cocaina ed eroina direttamente con i narcotrafficanti internazionali che acquistavano a loro volta dalla Spagna e dall’Olanda».

Anche le operazioni Eureka della Dda di Reggio Calabria e Sunset della Dda di Genova hanno permesso di individuare la Spagna come tappa di passaggio per «cospicui quantitativi di cocaina». Filo di Arianna 2 è, invece, l’inchiesta della Procura distrettuale di Lecce dalla quale «è emersa l’operatività di un’associazione riconducibile alla locale criminalità organizzata che, avvalendosi di fornitori operanti in Spagna, curava gli approvvigionamenti di stupefacente destinato al mercato leccese».

Il gruppo era «in contatto con esponenti della cosca di ‘ndrangheta Mammoliti-Fischiante attiva in Puglia e in altre regioni italiane, in diretti rapporti con fornitori sudamericani e con narcotrafficanti internazionali». Il 27 giugno 2023, poi, la Dda di Milano, nell’operazione “Crypto” «ha individuato un sodalizio di narcotrafficanti che, con la complicità ed il supporto di appartenenti ad una nota famiglia di ‘ndrangheta da tempo operante anche in Lombardia (Bellocco di Rosarno), si approvvigionava di consistenti partite di hashish e cocaina dalla Spagna e dal Sud America, destinato alla piazza di Milano dopo essere passato per il porto di Gioia Tauro».

I clan in Francia tra riciclaggio e latitanti 

Favorire la latitanza di affiliati, reinvestire nell’economia legale e creare basi per la gestione del narcotraffico. Anche la Francia «registra una consolidata presenza mafiosa» anche per i traffici di hashish e marijuana. «In particolare – sottolinea la Dia – la frontiera terrestre di Ventimiglia continua a rappresentare per i sodalizi autoctoni e stranieri un importante snodo per il traffico di droga, come dimostrano i numerosi sequestri di sostanza stupefacente occultata dai corrieri comunitari ed extracomunitari, principalmente africani, nei mezzi di trasporto o ingerita in ovuli». È ancora l’inchiesta Eureka a evidenziare che le cosche calabresi avevano «reimpiegato le somme illecitamente accumulate nel finanziamento di una società con sede in Mentone (foto sopra), a cui era riconducibile un ristorante, sito nella medesima cittadina, intestato fittiziamente ad un prestanome. Quest’ultimo, il 17 maggio 2023, è stato tratto in arresto alla frontiera di Ventimiglia, a seguito di estradizione concordata fra il governo francese e quello italiano, in quanto era stato precedentemente arrestato in Francia». 

Il territorio francese è stato, storicamente, un «luogo in cui far trascorrere la latitanza di alcuni affiliati come testimonia la cattura, eseguita il 2 febbraio 2023, in Sant’Etienne (Francia), nei confronti di un affiliato alla ‘ndrina Perna-Pranno egemone a Cosenza e provincia, ricercato dal 2006». Si tratta di Edgardo Greco «destinatario di un ordine di carcerazione, emesso dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Catanzaro per la esecuzione della pena dell’ergastolo in quanto ritenuto responsabile di alcuni reati omicidiari commessi nel 1991 durante la guerra di mafia, fra le cosche Pino-Sena e Perna-Pranno, che ha insanguinato il territorio cosentino nei primi anni 90». Greco si era rifatto una vita come ristoratore.

I sistemi di riciclaggio del clan Bonavota nel Regno Unito

Soldi e controlli meno stringenti. Per questo il Regno Unito «ha attirato la criminalità organizzata di tipo mafioso». C’entra molto la «possibilità di riciclare il denaro attraverso società finanziarie e attività imprenditoriali e alla flessibilità del mercato anglosassone che si estende dalla City di Londra ai paradisi bancari delle isole Cayman». 

«Nonostante l’impegno della Gran Bretagna in materia di anticorruzione – spiegano gli investigatori della Dia –, nel Regno Unito si registra una tendenza della criminalità organizzata a inviare, tramite società offshore, flussi di denaro che vengono poi ripuliti e rimessi nel circolo dell’economia». 

In una delle inchieste nate dalla maxi operazione Rinascita Scott ci sono interessanti passaggi sugli investimenti della cosca Bonavota di Sant’Onofrio: «Nel 2019 la Magistratura aveva evidenziato come la famiglia Mancuso di Vibo Valentia, avvalendosi di sofisticati meccanismi suggeriti da professionisti collusi, aveva effettuato svariate operazioni di riciclaggio nel Regno Unito, tramite la creazione di reti societarie. L’indagine ha documentato come un affiliato della ’ndrina di Sant’Onofrio, per agevolare le attività di riciclaggio, avesse costituito una serie di società estere (la maggior parte in Ungheria) fittiziamente intestate a terzi soggetti».

Belgio e Olanda: infrastrutture perfette al servizio del narcotraffico

È ancora Eureka a illuminare la presenza della ’Ndrangheta in Europa: anche il Belgio non è esente da infiltrazioni. Il trait d’union tra Calabria e Nord Europa è, al solito, il traffico di droga nello scalo portuale di Anversa, diventato il nuovo snodo dei traffici miliardari. Il 3 maggio 2023 la Dda di Reggio Calabria ha stretto il cerchio attorno alle cosche Pelle, Strangio “Fracascia”, Nirta “Versu”, Giampaolo, Mammoliti “Fischiante” e Giorgi. 

Le investigazioni «hanno permesso di accertare come le consorterie si rifornivano direttamente da organizzazioni colombiane, ecuadoregne, panamensi e brasiliane, risultando in grado di gestire un canale di importazione del narcotico dal Sud America all’Australia. Sono stati registrati contatti con esponenti del “Clan del golfo”, preminente organizzazione paramilitare colombiana impegnata nel narcotraffico internazionale. Numerosi gli episodi di importazione via mare censiti, tra i porti di Gioia Tauro, Anversa (foto sopra) e Rotterdam». 

Più nel dettaglio, le investigazioni, hanno permesso di accertare che, tra maggio 2020 e gennaio 2022, sono stati movimentati oltre 6mila kg di cocaina, dei quali più di 3mila kg oggetto di sequestro. I flussi di denaro riconducibili alle compravendite dello stupefacente venivano gestiti da organizzazioni composte da soggetti di nazionalità straniera, specializzati nel pick-up money, o da spalloni, che spostavano il denaro contante sul territorio europeo. Le movimentazioni di denaro hanno interessato Panama, Colombia, Brasile, Ecuador, Belgio e Olanda. 

È il potenziamento delle infrastrutture per gli scambi commerciali ad aver provocato l’inserimento dei Paesi Bassi (in particolare il porto di Rotterdam e l’aeroporto mercantile di Schiphol) «anche nelle rotte del narcotraffico». Ciò emerge dalle citate operazioni “Eureka” e “Aspromonte Emiliano”. 

Il 19 aprile 2023 è stato eseguito un decreto di sequestro, emesso dal Tribunale di Reggio Calabria, nei confronti di un imprenditore ritenuto intraneo alla cosca Bellocco di Rosarno, la cui figura criminale era emersa nell’ambito dell’operazione “Magma”, che aveva consentito di disarticolare una organizzazione criminale attiva nel traffico internazionale di stupefacenti, che giungeva anche nel porto di Le Havre (Francia), oltre a quello di Rotterdam e di Gioia Tauro.

Germania, summit in pizzeria e maxi sequestri

Locomotiva d’Europa e «polo di attrazione per le organizzazioni mafiose italiane attive prevalentemente a Ovest e a Sud del Paese». La ’Ndrangheta è presente nelle regioni più ricche della Germania, «come il Baden-Württemberg, la Renania Settentrionale-Westfalia, la Baviera e l’Assia». Dal traffico di stupefacenti, i clan nel corso degli anni «hanno cercato di infiltrarsi progressivamente nell’economia legale attraverso l’acquisizione di esercizi commerciali di ristorazione e pizzerie, quale “copertura” di affari illeciti di varia natura». Di più: «Recenti attività investigative, svolte congiuntamente con le autorità tedesche, hanno mostrato che le attività commerciali gestite da elementi collegati alla criminalità italiana sono state utilizzate anche come basi logistiche per “summit” e per la conduzione delle attività illegali». Una delle inchieste chiave del 2023 per comprendere l’infiltrazione delle ’ndrine in Germania è Glicine Acheronte, nella quale «è stata individuata una struttura di ‘ndrangheta, riconosciuta come locale di Papanice, frazione del comune di Crotone, che stando agli atti d’indagine, ha interessi criminali anche in Germania». 

Dal Tribunale di Reggio Calabria è arrivata invece un sequestro di beni «nei confronti di tre imprenditori, le cui figure criminali erano emerse nell’ambito dell’operazione “Andrea Doria”, quando era stato disvelato un articolato sistema di frode fiscale, realizzata nel settore del commercio di prodotti petroliferi, imperniata su fittizie triangolazioni societarie, finalizzate ad evadere l’Iva e le accise». 

Il provvedimento giudiziario, ammontante ad un valore complessivo di oltre 80 milioni di euro, ha riguardato l’intero compendio aziendale di 20 imprese, 3 delle quali con sede in Germania, attive prevalentemente nei settori del trasporto merci su strada, del commercio di prodotti petroliferi e del trattamento e smaltimento di rifiuti non pericolosi. 

«Recentemente – sottolinea la Dia – sembrerebbe che anche la ‘ndrangheta crotonese e cosentina si sia insediata nel florido territorio tedesco per infiltrarsi nel settore economico. Al riguardo si segnala che il 5 giugno 2023, nell’ambito dell’operazione “Gentleman 2” della Dda di Catanzaro, si è rilevato che le ‘ndrine Forastefano-Abbruzzese, operanti nell’hinterland dell’alto Jonio Cosentino, erano attive anche in Germania mediante dei “coriglianesi”, che si erano stabiliti in loco, i quali, risultavano pienamente inseriti nel panorama del narcotraffico internazionale. In particolare uno di essi, titolare di una pizzeria a Francoforte, garantiva l’appoggio logistico agli affiliati ogniqualvolta questi si recavano in Germania per discutere di persona dei loro affari illeciti».

Gli interessi finanziari dei Grande Aracri (e non solo) in Romania 

La Romania è una delle tappe di passaggio per il narcotraffico in Europa: posta lungo la “rotta balcanica”, risente del transito dei carichi di eroina provenienti dalla Turchia e diretti in Europa. Le più recenti attività investigative, svelano che la ’Ndrangheta ha messo gli occhi sul Paese. L’interesse dei clan calabresi si rivolge per lo più «a reati di natura finanziaria». E sarebbe la cosca Grande Aracri (nella foto sopra il boss Nicolino Grande Aracri) «il sodalizio maggiormente inserito nel tessuto economico-sociale». 

Il 25 gennaio 2023 un provvedimento di sequestro del Tribunale di Bologna è stato notificato a una famiglia di origine cutrese, appartenente proprio al clan Grande Aracri, avente ad oggetto, tra l’altro, conti bancari in Romania e Lituania». 

Infine il 30 giugno 2023 a un imprenditore, contiguo alla cosca Labate «sono stati confiscati i beni a lui riconducibili in quanto la sua figura criminale era emersa nell’ambito dell’operazione “Petrolmafie Spa”, ove erano emersi i notevoli interessi delle varie mafie italiane nella gestione di prodotti petroliferi, i cui proventi illeciti sarebbero stati reinvestiti anche su conti correnti esteri riconducibili a società di comodo rumene, oltre che bulgare, croate e ungheresi, per poi rientrare nella disponibilità dell’organizzazione medesima». 

Per concludere, il 17 marzo 2023 è stato disposto il provvedimento dell’amministrazione giudiziaria nei confronti di un noto marchio operante nel settore della grande distribuzione alimentare, presente in Calabria. L’attività trae origine dalle acquisizioni emerse nell’ambito dell’operazione “Planning”, ove sono state accertate che alcune cointeressenze economiche sussistenti tra alcuni imprenditori e cosche di ‘ndrangheta della città di Reggio Calabria erano diventate oggetto di riciclaggio in Romania e in Slovenia, sede legale di due società, una in ogni nazione, sequestrate nel corso dell’attività investigativa.

Malta, la capitale del gioco online che fa gola ai clan 

La criminalità organizzata italiana ha trovato terreno fertile (anche) a Malta per via della vicinanza geografica e della possibilità di evitare controlli doganali. «Inoltre – spiega la Dia – il suo sistema fiscale privilegiato, unitamente alle facilitazioni normative nel diritto societario, sono ulteriori fattori che hanno incentivato i sodalizi ad avviare in questo territorio le attività di riciclaggio. Le attività investigative condotte nel corso degli ultimi anni testimoniano che uno degli ambiti criminali verso cui si sono rivolti i sodalizi è quello delle scommesse online, ove è prevalente la presenza di sodalizi di ‘ndrangheta». 

Il 18 maggio 2023 è arrivata la confisca dei beni disposta dal Tribunale di Reggio Calabria a carico di 2 imprenditori reggini, operanti appunto nel settore dei giochi e delle scommesse. Le figure criminali erano emerse «nell’ambito dell’operazione “Galassia” che aveva disvelato un meccanismo finalizzato all’illecita raccolta di scommesse on line con base decisionale e operativa a Reggio Calabria, nonché ramificazioni all’estero mediante l’operatività di società sedenti non solo a Malta, ma anche in Romania, Austria e Spagna. L’associazione criminale individuata avrebbe avuto collegamenti con la ‘ndrangheta, garantendo una parte dei proventi in cambio di “protezione”. Peraltro, i punti affiliati trasferivano le somme incassate alla direzione amministrativa dell’associazione allocata all’estero, sottraendole di fatto all’imposizione fiscale italiana».

Toronto, Ottawa e Thunder Bay: enclave di ’Ndrangheta in Canada

C’è soprattutto la droga tra i traffici illeciti che fanno del Canada un avamposto per numerose organizzazioni criminali transnazionali. 

Il commercio di cocaina è diretto dai cartelli messicani, colombiani e da sodalizi criminali di matrice italiana che gestiscono sia una parte del traffico internazionale, sia una quota del mercato nazionale. Cosa nostra canadese, risulterebbe attiva nella zona di Montreal (Quebec) dove si avvarrebbe della collaborazione degli Hell's Angels (bande dei motociclisti) per la gestione del traffico degli stupefacenti e del gioco d’azzardo. 

«La presenza della ‘ndrangheta – si legge nella relazione semestrale della Dia – è riconducibile all’area metropolitana di Toronto (Ontario) e particolarmente radicata nella Greater Toronto Area, con estensioni nelle zone di Ottawa e Thunder Bay. Le principali famiglie calabresi sarebbero in grado di gestire ingenti traffici di cocaina, anche in virtù delle ramificazioni in Europa, in Sud America e negli Usa». 

Per gli investigatori i locali di ’ndrangheta calabresi sarebbero collegati a locali canadesi «che assicurerebbero importanti appoggi strutturali per le attività illecite, fra cui il traffico di stupefacenti ed il riciclaggio dei proventi illeciti». 

Il territorio canadese è utilizzato dalle consorterie calabresi anche per favorire la latitanza di alcuni suoi affiliati come testimonia l’arresto, avvenuto il 13 marzo 2023, di un soggetto che era ivi emigrato per sottrarsi alla cattura dell’operazione “Rinascita Scott” quando nel 2019 la Magistratura aveva evidenziato come la famiglia Mancuso, egemone nella provincia di Vibo Valentia, avvalendosi di sofisticati meccanismi suggeriti da professionisti collusi, aveva effettuato svariate operazioni di riciclaggio nel Regno Unito, tramite la creazione di reti societarie. Il fuggitivo Domenico Cugliari, intraneo al locale di Sant’Onofrio, era stato localizzato proprio in Canada.

Negli Stati Uniti, tra narcotraffico e riciclaggio

«La mafia calabrese, grazie al ruolo rivestito nel narcotraffico, è presente anche nel territorio statunitense». Qui, secondo la Direzione investigativa antimafia, «in collegamento con i narcos colombiani e messicani, rappresenta una minaccia anche per le consistenti attività di riciclaggio». 

Un esempio: il 2 febbraio 2023 un provvedimento di sequestro di beni disposto dall’Autorità giudiziaria di Reggio Calabria nei confronti di due fratelli ha riguardato una società in Florida (Stati Uniti). I due, attivi nel settore edile e dell’intermediazione immobiliare, nel 2019, «erano stati attinti dalla misura cautelare in carcere relativa all’operazione “Libro Nero”, poiché ritenuti “imprenditori di riferimento” della cosca Libri, attiva nel capoluogo calabrese, la cui operatività era diretta ad acquisire la gestione ed il controllo di varie attività economiche». 

La frontiera cinese: prodotti contraffatti e fiumi di denaro

Sono le mafie campane ad aver scoperto per prime la Cina. E «hanno costituito in quel Paese proprie basi logistiche, con particolare riferimento alla regione dello Zhejiang, per la produzione e lavorazione di prodotti contraffatti e per la conseguente distribuzione degli stessi in altri Paesi, compreso il continente americano». La ’Ndrangheta non è da meno e «svolge, nel settore criminale in questione, un proprio ruolo che si concretizza nell’agevolare l’importazione in Italia dei prodotti contraffatti». 

«L’analisi delle attività investigative concluse nel primo semestre 2023 – continua la Dia – porta alla considerazione che il territorio cinese viene utilizzato dalla criminalità organizzata presente in Italia anche per svolgere reati finanziari. Il 22 marzo 2023, a conclusione dell’operazione “Cash Express”, è stata documentata l’esistenza di uno strutturato circuito di riciclaggio internazionale, costituito da soggetti di nazionalità italiana a cui risultano riferibili diverse società utilizzate per riciclare i proventi derivanti da frodi fiscali. In particolare, gli indagati si sarebbero rivolti ad alcuni appartenenti alla comunità cinese, di stanza a Roma, in grado di ricevere le illecite provviste e di trasferirle, tramite canali bancari, in Cina, per poi riconsegnarle, sotto forma di denaro contante, ai committenti italiani, mediante un sistema di compensazione, basato sulla fiducia. Dagli accertamenti svolti emergeva, inoltre, che tale sistema di riciclaggio potrebbe essere stato utilizzato anche per “ripulire” i proventi di reati-presupposti collocati in essere da esponenti di associazioni di tipo mafioso». È un sistema, questo, di cui si sarebbe servita anche la ’Ndrangheta per riciclare i proventi del narcotraffico.

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reggio calabria · ndrangheta · dia · droga

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Omicidio Carbone, De Grandis: «Non volevo ucciderlo»

14 gennaio 2026
Ore 13:11
Omicidio Carbone, De Grandis: «Non volevo ucciderlo»
Società

Il rettore dell'Unical insignito del premio Pitagora

14 gennaio 2026
Ore 13:09
Il rettore dell'Unical insignito del premio Pitagora
L’operazione

Arrestato agli imbarcaderi di Messina un corriere con 4 chili di hashish  

Finanzieri gli trovano a casa altri due chili della stessa droga. Il valore complessivo del sequestro è stimato in circa 40 mila
Redazione
15 gennaio 2026
Ore 08:06
Arrestato agli imbarcaderi di Messina un corriere con 4 chili di hashish\n\u00A0\n
I controlli

Corriere calabrese fermato con 4 chili di hashish, arrestato agli imbarcaderi di Messina

La droga, suddivisa in 40 panetti dal peso di circa 50 grammi ciascuno, era nascosta all’interno dell’auto. Durante una perquisizione nella sua abitazione i finanzieri hanno scoperto altri due chili di sostanza stupefacente. Il valore della droga sequestrata è stimato in circa 40mila euro
Redazione Cronaca
15 gennaio 2026
Ore 08:02
Corriere calabrese fermato con 4 chili di hashish, arrestato agli imbarcaderi di Messina
La banda del “buco”

Con il passamontagna nelle Cantine Lento di Lamezia Terme, l’arrivo dei carabinieri li mette in fuga: arrestato un 42enne

Ancora in corso le indagini per individuare il complice. A mettere in allarme i militari una telefonata giunta al 112. Dopo l’inseguimento l’uomo aveva trovato riparo in un cassonetto dei rifiut
Redazione
15 gennaio 2026
Ore 07:29
Con il passamontagna nelle Cantine Lento di Lamezia Terme, l’arrivo dei carabinieri li mette in fuga: arrestato un 42enne\n
Business criminale

Le mani della ’ndrangheta sul Cara di Isola, sequestro da 7 milioni di euro all’ex capo della Misericordia Leonardo Sacco

La Guardia di Finanza ha eseguito il provvedimento nei confronti dell’uomo, ritenuto un affiliato al clan Arena del Crotonese e condannato a 8 anni in appello. Bloccati 22 immobili e 10 terreni
Redazione Cronaca
15 gennaio 2026
Ore 06:56
Le mani della ’ndrangheta sul Cara di Isola, sequestro da 7 milioni di euro all’ex capo della Misericordia Leonardo Sacco\n
Sanità negata

Longobucco, non c’è l’ambulanza: 64enne muore mentre lo portano in macchina a Rossano

Perde la vita davanti ai parenti che lo stavano trasportando in ospedale Tonino Sommario, operaio forestale delegato Flai Cgil
Redazione
15 gennaio 2026
Ore 06:48
Longobucco, non c’è l’ambulanza:\u00A064enne muore mentre lo portano in macchina a Rossano\n
Le motivazioni

Processo Reset, il ruolo di Patitucci e la “bacinella”: il cuore della confederazione

Intercettazioni e sentenze descrivono il sistema unitario che gestiva estorsioni, stipendi e affari. Così il boss di Cosenza si era alleato con gli “zingari”
Antonio Alizzi
15 gennaio 2026
Ore 05:30
Processo Reset, il ruolo di Patitucci e la “bacinella”: il cuore della confederazione\n
Violenza di genere

Chiuse nel bagagliaio la moglie incinta di otto mesi, ora è accusato di sequestro di persona e maltrattamenti

L’uomo è sotto processo a Cuneo. I fatti sono accaduti 4 anni fa in un paesino delle Langhe, dove la famiglia di origini calabresi si era trasferita. Ad allertare i carabinieri i genitori della donna
Redazione Cronaca
14 gennaio 2026
Ore 20:10
Chiuse nel bagagliaio la moglie incinta di otto mesi, ora è accusato di sequestro di persona e maltrattamenti\n
Tutela urgente

Protezione revocata, il Tar sospende tutto: ok il ricorso di Antonio Tenuta

Il Tar del Lazio concede la cautelare monocratica contro il Viminale sulla revoca del programma di protezione al testimone di giustizia. L’uomo, nel processo “Testa di Serpente” aveva accusato i fratelli Abbruzzese “Banana”
Antonio Alizzi
14 gennaio 2026
Ore 19:55
Protezione revocata, il Tar sospende tutto: ok il ricorso di Antonio Tenuta\n
Il ricordo

Omicidio Carbone a Cosenza,  i familiari: «Luca ragazzo perbene, è morto da innocente»

I parenti dell’uomo assassinato ieri in via Popilia dal reoconfesso Franco De Grandis tratteggiano il profilo privato della vittima, tra legami affettivi e sacrifici: «Avrebbe voluto donare gli organi, ma ora non sarà possibile»
Redazione
14 gennaio 2026
Ore 16:23
Omicidio Carbone a Cosenza,\u00A0\u00A0i familiari: «Luca ragazzo perbene, è morto da innocente»
L’appello

Processo sulla strage di Cutro, le Ong: «Il rinvio non impedisca ai familiari delle vittime di essere presenti»

Dopo lo slittamento al 30 gennaio le organizzazioni impegnate nel soccorso in mare auspicano che nella gestione si «tenga pienamente conto delle esigenze e si garantisca il diritto a una partecipazione effettiva»
Redazione Cronaca
14 gennaio 2026
Ore 16:22
Processo sulla strage di Cutro, le Ong: «Il rinvio non impedisca ai familiari delle vittime di essere presenti»\n
Momenti di tensione

Non si ferma all’alt e travolge due carabinieri tra Corigliano e Rossano: fermato centauro

Un motociclista con precedenti ha investito una pattuglia nella frazione Fabrizio. Le condizioni dei militari non sarebbero gravi
Matteo Lauria
14 gennaio 2026
Ore 15:41
Non si ferma all’alt e travolge due carabinieri tra Corigliano e Rossano: fermato centauro\n
La decisione

Usura a Tropea da parte del clan La Rosa: la Cassazione conferma il sequestro di denaro, oro e orologi

Respinto il ricorso di Graziella Certo indagata insieme al figlio Alessandro La Rosa per aver praticato su dei prestiti interessi sino al 131% ricevendo in meno di tre anni oltre 75mila euro
Giuseppe Baglivo
14 gennaio 2026
Ore 15:38
Usura a Tropea da parte del clan La Rosa: la Cassazione conferma il sequestro di denaro, oro e orologi\n
L’inchiesta

’Ndrangheta, la sentenza di morte per il capoclan di Vallefiorita nella tavernetta di Grande Aracri: «Ve lo potete fumare»

L’omicidio di Giuseppe Bruno e di sua moglie sarebbe stato deciso perché il reggente non aveva voluto espandersi su Soverato e perché era sospettato di trattenere per sé i soldi destinati al mantenimento dei detenuti
Alessia Truzzolillo
14 gennaio 2026
Ore 14:22
’Ndrangheta, la sentenza di morte per il capoclan di Vallefiorita nella tavernetta di Grande Aracri: «Ve lo potete fumare»\n
Sangue a via Popilia

Omicidio di Luca Carbone (per ora) senza aggravanti. Al vaglio più di un movente 

Franco De Grandis, attualmente in carcere, avrebbe sparato dall’ultimo piano della palazzina in cui vive, utilizzando forse una pistola calibro 7,65. Domani l’interrogatorio per la convalida del fermo
Antonio Alizzi
14 gennaio 2026
Ore 13:47
Omicidio di Luca Carbone (per ora) senza aggravanti. Al vaglio più di un movente\u00A0\n
L’indagine

‘Ndrangheta nel Reggiano, nuovo colpo al clan Arabia: sequestrata una società riconducibile al nipote del boss

L’uomo, che è già detenuto, è stato anche raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare. Indagata a piede libero la moglie a cui sarebbe stata fittiziamente intestata l’azienda operante nel noleggio veicoli
Redazione Cronaca
14 gennaio 2026
Ore 13:02
‘Ndrangheta nel Reggiano, nuovo colpo al clan Arabia: sequestrata una società riconducibile al nipote del boss\n
In manette

Nel box auto 57 chili di droga con i loghi delle serie tv, arrestato un 50enne calabrese a Roma

VIDEO | Secondo la Polizia faceva la spola tra il garage trasformato in deposito di stupefacente e le piazze di spaccio della periferia est della Capitale. Sequestrati hashish, cocaina, diverse centinaia di euro contanti e una carabina
Redazione Cronaca
14 gennaio 2026
Ore 11:53
Nel box auto 57 chili di droga con i loghi delle serie tv, arrestato un 50enne calabrese a Roma\n
Il contenzioso

Maxi appalto per le pulizie all’Asp di Cosenza, la società rinuncia alla sospensiva e il Tar fissa il merito: udienza ad aprile

Il Tribunale amministrativo regionale ha preso atto della decisione dell’azienda ricorrente. Il contenzioso entra ora nella fase decisiva
Antonio Alizzi
14 gennaio 2026
Ore 11:00
Maxi appalto per le pulizie all’Asp di Cosenza, la società rinuncia alla sospensiva e il Tar fissa il merito: udienza ad aprile\n
Cronaca

Scompare la madre di Filippo Mancuso, domani i funerali a Catanzaro

I funerali saranno celebrati domani, giovedì 15 gennaio, alle ore 15:30 alla Chiesa di Sant’Anna, nel quartiere Fortuna del capoluogo di regione
Redazione
14 gennaio 2026
Ore 10:52
Scompare la madre di Filippo Mancuso, domani i funerali a Catanzaro\n
L’intoppo

Naufragio di Cutro, il processo sui ritardi nei soccorsi rinviato al 30 gennaio per un errore nell’attribuzione del collegio penale

Il procedimento era stato assegnato a una sezione già impegnata lo stesso giorno in un processo contro la 'ndrangheta. Gli imputati sono sei tra finanzieri e uomini della Guardia costiera
Redazione Cronaca
14 gennaio 2026
Ore 10:08
Naufragio di Cutro,\u00A0il processo sui ritardi nei soccorsi\u00A0rinviato al 30 gennaio per un errore nell’attribuzione\u00A0del collegio penale\n
Ingranaggio criminale

Truffa sulle bombole di ossigeno a Reggio Calabria, ai medici finanziamenti per convegni e trasferte: 39 gli indagati

Le intercettazioni rivelano i rapporti tra medici e dipendenti della multinazionale VitalAire che avrebbero lucrato sui dispositivi. Pazienti minacciati, provvigioni e consegne gonfiate: il meccanismo del sistema
Pablo Petrasso
14 gennaio 2026
Ore 09:39
Truffa sulle bombole di ossigeno a Reggio Calabria,\u00A0ai medici finanziamenti per convegni e trasferte: 39 gli indagati\n
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