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La ’Ndrangheta nel mondo tra fiumi di coca e montagne di soldi da riciclare: ecco tutti i Paesi inquinati dai clan calabresi

Infiltrazioni storiche e nuove frontiere. Le inchieste che hanno svelato i tentativi (spesso riusciti) delle cosche di allargare il proprio raggio d'azione in Europa, America e Asia. La droga è il passepartout per ogni tipo di business. Ma c'è molto altro

Pablo Petrasso
25 giugno 202420:40
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Fiumi di droga, anche se non più smerciati da monopolista. Milioni di euro riciclati nelle attività più disparate, con la ristorazione al primo posto. Inchieste che partono dalla Calabria e finiscono dall’altra parte del mondo secondo il classico “follow the money” coniato da Giovanni Falcone. La ’Ndrangheta si conferma una holding globale anche nella più recente relazione firmata dalla Direzione investigativa antimafia. Il giro del mondo dei clan calabresi ha tappe quasi obbligate e orizzonti inediti. Proviamo a seguirlo.

Leggi anche ↓ La relazione della Dia | La “mamma” della ’Ndrangheta a San Luca, i tentacoli nel mondo: ecco la mappa delle cosche attive in tutte le province di Redazione Cronaca

La ’Ndrangheta in Spagna, snodo centrale per il narcotraffico

La Spagna è «uno snodo strategico» per il narcotraffico globale anche per le «connessioni politico-culturali con l’America Latina». La relazione semestrale della Dia sottolinea che «si trova al centro di due importanti rotte internazionali: quella della cocaina proveniente dal Sud America, mentre l’hashish arriva dal Marocco».

I porti spagnoli (in particolare Valencia, Barcellona e Algeciras) sono i principali punti di ingresso della cocaina destinata ai mercati europei. Da recenti attività investigative, evidenziano gli investigatori, «si è osservato che gruppi criminali albanesi hanno instaurato forti legami con sodalizi spagnoli della costa meridionale, a conferma che il narcotraffico di cocaina, attualmente, è gestito da organizzazioni criminali dell’est Europa, che possono contare su propri broker stanziali in Sudamerica ed in contatto diretto con i cartelli colombiani».

La ’ndrangheta, comunque, «continua a mantenere un ruolo determinante nel settore del narcotraffico nel territorio spagnolo, ove è dedita anche ad attività di riciclaggio di capitali illeciti». Uno degli esempi è l’inchiesta Aspromonte Emiliano del 30 maggio 2023, coordinata dalla Dda di Bologna, «che ha consentito di accertare l’esistenza di un sodalizio transnazionale con a capo un esponente di ‘ndrangheta del clan Romeo-Staccu di San Luca, arrestato in Spagna nel marzo 2021 dopo un periodo di latitanza durante il quale aveva movimentato consistenti carichi di droga relazionandosi con i narcotrafficanti sudamericani tra cui il Primeiro Comando da Capital brasiliano e organizzazioni criminali colombiane, peruviane, messicane e boliviane, nonché latitanti italiani».

Nell’aprile 2023 anche l’inchiesta Sporca Alleanza della Dda di Catanzaro «ha permesso di appurare la capacità di alcuni affiliati del clan Bevilacqua-Passalacqua di Catanzaro, considerato il terminale operativo delle cosche di ‘ndrangheta crotonesi, di trattare forniture di cocaina ed eroina direttamente con i narcotrafficanti internazionali che acquistavano a loro volta dalla Spagna e dall’Olanda».

Anche le operazioni Eureka della Dda di Reggio Calabria e Sunset della Dda di Genova hanno permesso di individuare la Spagna come tappa di passaggio per «cospicui quantitativi di cocaina». Filo di Arianna 2 è, invece, l’inchiesta della Procura distrettuale di Lecce dalla quale «è emersa l’operatività di un’associazione riconducibile alla locale criminalità organizzata che, avvalendosi di fornitori operanti in Spagna, curava gli approvvigionamenti di stupefacente destinato al mercato leccese».

Il gruppo era «in contatto con esponenti della cosca di ‘ndrangheta Mammoliti-Fischiante attiva in Puglia e in altre regioni italiane, in diretti rapporti con fornitori sudamericani e con narcotrafficanti internazionali». Il 27 giugno 2023, poi, la Dda di Milano, nell’operazione “Crypto” «ha individuato un sodalizio di narcotrafficanti che, con la complicità ed il supporto di appartenenti ad una nota famiglia di ‘ndrangheta da tempo operante anche in Lombardia (Bellocco di Rosarno), si approvvigionava di consistenti partite di hashish e cocaina dalla Spagna e dal Sud America, destinato alla piazza di Milano dopo essere passato per il porto di Gioia Tauro».

I clan in Francia tra riciclaggio e latitanti 

Favorire la latitanza di affiliati, reinvestire nell’economia legale e creare basi per la gestione del narcotraffico. Anche la Francia «registra una consolidata presenza mafiosa» anche per i traffici di hashish e marijuana. «In particolare – sottolinea la Dia – la frontiera terrestre di Ventimiglia continua a rappresentare per i sodalizi autoctoni e stranieri un importante snodo per il traffico di droga, come dimostrano i numerosi sequestri di sostanza stupefacente occultata dai corrieri comunitari ed extracomunitari, principalmente africani, nei mezzi di trasporto o ingerita in ovuli». È ancora l’inchiesta Eureka a evidenziare che le cosche calabresi avevano «reimpiegato le somme illecitamente accumulate nel finanziamento di una società con sede in Mentone (foto sopra), a cui era riconducibile un ristorante, sito nella medesima cittadina, intestato fittiziamente ad un prestanome. Quest’ultimo, il 17 maggio 2023, è stato tratto in arresto alla frontiera di Ventimiglia, a seguito di estradizione concordata fra il governo francese e quello italiano, in quanto era stato precedentemente arrestato in Francia». 

Il territorio francese è stato, storicamente, un «luogo in cui far trascorrere la latitanza di alcuni affiliati come testimonia la cattura, eseguita il 2 febbraio 2023, in Sant’Etienne (Francia), nei confronti di un affiliato alla ‘ndrina Perna-Pranno egemone a Cosenza e provincia, ricercato dal 2006». Si tratta di Edgardo Greco «destinatario di un ordine di carcerazione, emesso dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Catanzaro per la esecuzione della pena dell’ergastolo in quanto ritenuto responsabile di alcuni reati omicidiari commessi nel 1991 durante la guerra di mafia, fra le cosche Pino-Sena e Perna-Pranno, che ha insanguinato il territorio cosentino nei primi anni 90». Greco si era rifatto una vita come ristoratore.

I sistemi di riciclaggio del clan Bonavota nel Regno Unito

Soldi e controlli meno stringenti. Per questo il Regno Unito «ha attirato la criminalità organizzata di tipo mafioso». C’entra molto la «possibilità di riciclare il denaro attraverso società finanziarie e attività imprenditoriali e alla flessibilità del mercato anglosassone che si estende dalla City di Londra ai paradisi bancari delle isole Cayman». 

«Nonostante l’impegno della Gran Bretagna in materia di anticorruzione – spiegano gli investigatori della Dia –, nel Regno Unito si registra una tendenza della criminalità organizzata a inviare, tramite società offshore, flussi di denaro che vengono poi ripuliti e rimessi nel circolo dell’economia». 

In una delle inchieste nate dalla maxi operazione Rinascita Scott ci sono interessanti passaggi sugli investimenti della cosca Bonavota di Sant’Onofrio: «Nel 2019 la Magistratura aveva evidenziato come la famiglia Mancuso di Vibo Valentia, avvalendosi di sofisticati meccanismi suggeriti da professionisti collusi, aveva effettuato svariate operazioni di riciclaggio nel Regno Unito, tramite la creazione di reti societarie. L’indagine ha documentato come un affiliato della ’ndrina di Sant’Onofrio, per agevolare le attività di riciclaggio, avesse costituito una serie di società estere (la maggior parte in Ungheria) fittiziamente intestate a terzi soggetti».

Belgio e Olanda: infrastrutture perfette al servizio del narcotraffico

È ancora Eureka a illuminare la presenza della ’Ndrangheta in Europa: anche il Belgio non è esente da infiltrazioni. Il trait d’union tra Calabria e Nord Europa è, al solito, il traffico di droga nello scalo portuale di Anversa, diventato il nuovo snodo dei traffici miliardari. Il 3 maggio 2023 la Dda di Reggio Calabria ha stretto il cerchio attorno alle cosche Pelle, Strangio “Fracascia”, Nirta “Versu”, Giampaolo, Mammoliti “Fischiante” e Giorgi. 

Le investigazioni «hanno permesso di accertare come le consorterie si rifornivano direttamente da organizzazioni colombiane, ecuadoregne, panamensi e brasiliane, risultando in grado di gestire un canale di importazione del narcotico dal Sud America all’Australia. Sono stati registrati contatti con esponenti del “Clan del golfo”, preminente organizzazione paramilitare colombiana impegnata nel narcotraffico internazionale. Numerosi gli episodi di importazione via mare censiti, tra i porti di Gioia Tauro, Anversa (foto sopra) e Rotterdam». 

Più nel dettaglio, le investigazioni, hanno permesso di accertare che, tra maggio 2020 e gennaio 2022, sono stati movimentati oltre 6mila kg di cocaina, dei quali più di 3mila kg oggetto di sequestro. I flussi di denaro riconducibili alle compravendite dello stupefacente venivano gestiti da organizzazioni composte da soggetti di nazionalità straniera, specializzati nel pick-up money, o da spalloni, che spostavano il denaro contante sul territorio europeo. Le movimentazioni di denaro hanno interessato Panama, Colombia, Brasile, Ecuador, Belgio e Olanda. 

È il potenziamento delle infrastrutture per gli scambi commerciali ad aver provocato l’inserimento dei Paesi Bassi (in particolare il porto di Rotterdam e l’aeroporto mercantile di Schiphol) «anche nelle rotte del narcotraffico». Ciò emerge dalle citate operazioni “Eureka” e “Aspromonte Emiliano”. 

Il 19 aprile 2023 è stato eseguito un decreto di sequestro, emesso dal Tribunale di Reggio Calabria, nei confronti di un imprenditore ritenuto intraneo alla cosca Bellocco di Rosarno, la cui figura criminale era emersa nell’ambito dell’operazione “Magma”, che aveva consentito di disarticolare una organizzazione criminale attiva nel traffico internazionale di stupefacenti, che giungeva anche nel porto di Le Havre (Francia), oltre a quello di Rotterdam e di Gioia Tauro.

Germania, summit in pizzeria e maxi sequestri

Locomotiva d’Europa e «polo di attrazione per le organizzazioni mafiose italiane attive prevalentemente a Ovest e a Sud del Paese». La ’Ndrangheta è presente nelle regioni più ricche della Germania, «come il Baden-Württemberg, la Renania Settentrionale-Westfalia, la Baviera e l’Assia». Dal traffico di stupefacenti, i clan nel corso degli anni «hanno cercato di infiltrarsi progressivamente nell’economia legale attraverso l’acquisizione di esercizi commerciali di ristorazione e pizzerie, quale “copertura” di affari illeciti di varia natura». Di più: «Recenti attività investigative, svolte congiuntamente con le autorità tedesche, hanno mostrato che le attività commerciali gestite da elementi collegati alla criminalità italiana sono state utilizzate anche come basi logistiche per “summit” e per la conduzione delle attività illegali». Una delle inchieste chiave del 2023 per comprendere l’infiltrazione delle ’ndrine in Germania è Glicine Acheronte, nella quale «è stata individuata una struttura di ‘ndrangheta, riconosciuta come locale di Papanice, frazione del comune di Crotone, che stando agli atti d’indagine, ha interessi criminali anche in Germania». 

Dal Tribunale di Reggio Calabria è arrivata invece un sequestro di beni «nei confronti di tre imprenditori, le cui figure criminali erano emerse nell’ambito dell’operazione “Andrea Doria”, quando era stato disvelato un articolato sistema di frode fiscale, realizzata nel settore del commercio di prodotti petroliferi, imperniata su fittizie triangolazioni societarie, finalizzate ad evadere l’Iva e le accise». 

Il provvedimento giudiziario, ammontante ad un valore complessivo di oltre 80 milioni di euro, ha riguardato l’intero compendio aziendale di 20 imprese, 3 delle quali con sede in Germania, attive prevalentemente nei settori del trasporto merci su strada, del commercio di prodotti petroliferi e del trattamento e smaltimento di rifiuti non pericolosi. 

«Recentemente – sottolinea la Dia – sembrerebbe che anche la ‘ndrangheta crotonese e cosentina si sia insediata nel florido territorio tedesco per infiltrarsi nel settore economico. Al riguardo si segnala che il 5 giugno 2023, nell’ambito dell’operazione “Gentleman 2” della Dda di Catanzaro, si è rilevato che le ‘ndrine Forastefano-Abbruzzese, operanti nell’hinterland dell’alto Jonio Cosentino, erano attive anche in Germania mediante dei “coriglianesi”, che si erano stabiliti in loco, i quali, risultavano pienamente inseriti nel panorama del narcotraffico internazionale. In particolare uno di essi, titolare di una pizzeria a Francoforte, garantiva l’appoggio logistico agli affiliati ogniqualvolta questi si recavano in Germania per discutere di persona dei loro affari illeciti».

Gli interessi finanziari dei Grande Aracri (e non solo) in Romania 

La Romania è una delle tappe di passaggio per il narcotraffico in Europa: posta lungo la “rotta balcanica”, risente del transito dei carichi di eroina provenienti dalla Turchia e diretti in Europa. Le più recenti attività investigative, svelano che la ’Ndrangheta ha messo gli occhi sul Paese. L’interesse dei clan calabresi si rivolge per lo più «a reati di natura finanziaria». E sarebbe la cosca Grande Aracri (nella foto sopra il boss Nicolino Grande Aracri) «il sodalizio maggiormente inserito nel tessuto economico-sociale». 

Il 25 gennaio 2023 un provvedimento di sequestro del Tribunale di Bologna è stato notificato a una famiglia di origine cutrese, appartenente proprio al clan Grande Aracri, avente ad oggetto, tra l’altro, conti bancari in Romania e Lituania». 

Infine il 30 giugno 2023 a un imprenditore, contiguo alla cosca Labate «sono stati confiscati i beni a lui riconducibili in quanto la sua figura criminale era emersa nell’ambito dell’operazione “Petrolmafie Spa”, ove erano emersi i notevoli interessi delle varie mafie italiane nella gestione di prodotti petroliferi, i cui proventi illeciti sarebbero stati reinvestiti anche su conti correnti esteri riconducibili a società di comodo rumene, oltre che bulgare, croate e ungheresi, per poi rientrare nella disponibilità dell’organizzazione medesima». 

Per concludere, il 17 marzo 2023 è stato disposto il provvedimento dell’amministrazione giudiziaria nei confronti di un noto marchio operante nel settore della grande distribuzione alimentare, presente in Calabria. L’attività trae origine dalle acquisizioni emerse nell’ambito dell’operazione “Planning”, ove sono state accertate che alcune cointeressenze economiche sussistenti tra alcuni imprenditori e cosche di ‘ndrangheta della città di Reggio Calabria erano diventate oggetto di riciclaggio in Romania e in Slovenia, sede legale di due società, una in ogni nazione, sequestrate nel corso dell’attività investigativa.

Malta, la capitale del gioco online che fa gola ai clan 

La criminalità organizzata italiana ha trovato terreno fertile (anche) a Malta per via della vicinanza geografica e della possibilità di evitare controlli doganali. «Inoltre – spiega la Dia – il suo sistema fiscale privilegiato, unitamente alle facilitazioni normative nel diritto societario, sono ulteriori fattori che hanno incentivato i sodalizi ad avviare in questo territorio le attività di riciclaggio. Le attività investigative condotte nel corso degli ultimi anni testimoniano che uno degli ambiti criminali verso cui si sono rivolti i sodalizi è quello delle scommesse online, ove è prevalente la presenza di sodalizi di ‘ndrangheta». 

Il 18 maggio 2023 è arrivata la confisca dei beni disposta dal Tribunale di Reggio Calabria a carico di 2 imprenditori reggini, operanti appunto nel settore dei giochi e delle scommesse. Le figure criminali erano emerse «nell’ambito dell’operazione “Galassia” che aveva disvelato un meccanismo finalizzato all’illecita raccolta di scommesse on line con base decisionale e operativa a Reggio Calabria, nonché ramificazioni all’estero mediante l’operatività di società sedenti non solo a Malta, ma anche in Romania, Austria e Spagna. L’associazione criminale individuata avrebbe avuto collegamenti con la ‘ndrangheta, garantendo una parte dei proventi in cambio di “protezione”. Peraltro, i punti affiliati trasferivano le somme incassate alla direzione amministrativa dell’associazione allocata all’estero, sottraendole di fatto all’imposizione fiscale italiana».

Toronto, Ottawa e Thunder Bay: enclave di ’Ndrangheta in Canada

C’è soprattutto la droga tra i traffici illeciti che fanno del Canada un avamposto per numerose organizzazioni criminali transnazionali. 

Il commercio di cocaina è diretto dai cartelli messicani, colombiani e da sodalizi criminali di matrice italiana che gestiscono sia una parte del traffico internazionale, sia una quota del mercato nazionale. Cosa nostra canadese, risulterebbe attiva nella zona di Montreal (Quebec) dove si avvarrebbe della collaborazione degli Hell's Angels (bande dei motociclisti) per la gestione del traffico degli stupefacenti e del gioco d’azzardo. 

«La presenza della ‘ndrangheta – si legge nella relazione semestrale della Dia – è riconducibile all’area metropolitana di Toronto (Ontario) e particolarmente radicata nella Greater Toronto Area, con estensioni nelle zone di Ottawa e Thunder Bay. Le principali famiglie calabresi sarebbero in grado di gestire ingenti traffici di cocaina, anche in virtù delle ramificazioni in Europa, in Sud America e negli Usa». 

Per gli investigatori i locali di ’ndrangheta calabresi sarebbero collegati a locali canadesi «che assicurerebbero importanti appoggi strutturali per le attività illecite, fra cui il traffico di stupefacenti ed il riciclaggio dei proventi illeciti». 

Il territorio canadese è utilizzato dalle consorterie calabresi anche per favorire la latitanza di alcuni suoi affiliati come testimonia l’arresto, avvenuto il 13 marzo 2023, di un soggetto che era ivi emigrato per sottrarsi alla cattura dell’operazione “Rinascita Scott” quando nel 2019 la Magistratura aveva evidenziato come la famiglia Mancuso, egemone nella provincia di Vibo Valentia, avvalendosi di sofisticati meccanismi suggeriti da professionisti collusi, aveva effettuato svariate operazioni di riciclaggio nel Regno Unito, tramite la creazione di reti societarie. Il fuggitivo Domenico Cugliari, intraneo al locale di Sant’Onofrio, era stato localizzato proprio in Canada.

Negli Stati Uniti, tra narcotraffico e riciclaggio

«La mafia calabrese, grazie al ruolo rivestito nel narcotraffico, è presente anche nel territorio statunitense». Qui, secondo la Direzione investigativa antimafia, «in collegamento con i narcos colombiani e messicani, rappresenta una minaccia anche per le consistenti attività di riciclaggio». 

Un esempio: il 2 febbraio 2023 un provvedimento di sequestro di beni disposto dall’Autorità giudiziaria di Reggio Calabria nei confronti di due fratelli ha riguardato una società in Florida (Stati Uniti). I due, attivi nel settore edile e dell’intermediazione immobiliare, nel 2019, «erano stati attinti dalla misura cautelare in carcere relativa all’operazione “Libro Nero”, poiché ritenuti “imprenditori di riferimento” della cosca Libri, attiva nel capoluogo calabrese, la cui operatività era diretta ad acquisire la gestione ed il controllo di varie attività economiche». 

La frontiera cinese: prodotti contraffatti e fiumi di denaro

Sono le mafie campane ad aver scoperto per prime la Cina. E «hanno costituito in quel Paese proprie basi logistiche, con particolare riferimento alla regione dello Zhejiang, per la produzione e lavorazione di prodotti contraffatti e per la conseguente distribuzione degli stessi in altri Paesi, compreso il continente americano». La ’Ndrangheta non è da meno e «svolge, nel settore criminale in questione, un proprio ruolo che si concretizza nell’agevolare l’importazione in Italia dei prodotti contraffatti». 

«L’analisi delle attività investigative concluse nel primo semestre 2023 – continua la Dia – porta alla considerazione che il territorio cinese viene utilizzato dalla criminalità organizzata presente in Italia anche per svolgere reati finanziari. Il 22 marzo 2023, a conclusione dell’operazione “Cash Express”, è stata documentata l’esistenza di uno strutturato circuito di riciclaggio internazionale, costituito da soggetti di nazionalità italiana a cui risultano riferibili diverse società utilizzate per riciclare i proventi derivanti da frodi fiscali. In particolare, gli indagati si sarebbero rivolti ad alcuni appartenenti alla comunità cinese, di stanza a Roma, in grado di ricevere le illecite provviste e di trasferirle, tramite canali bancari, in Cina, per poi riconsegnarle, sotto forma di denaro contante, ai committenti italiani, mediante un sistema di compensazione, basato sulla fiducia. Dagli accertamenti svolti emergeva, inoltre, che tale sistema di riciclaggio potrebbe essere stato utilizzato anche per “ripulire” i proventi di reati-presupposti collocati in essere da esponenti di associazioni di tipo mafioso». È un sistema, questo, di cui si sarebbe servita anche la ’Ndrangheta per riciclare i proventi del narcotraffico.

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reggio calabria · ndrangheta · dia · droga

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Blocco Ilva, niente carburante anche in Calabria

14 ottobre 2026
Ore 12:26
Blocco Ilva, niente carburante anche in Calabria
Voci da dentro/3

Droga e mafie nelle carceri, la sfida della Garante Russo: «Lo Stato non può custodire le persone e lasciare che altri esercitino il potere su di loro»

Dalle operazioni antidroga negli istituti calabresi alla costruzione di un nuovo modello di legalità e welfare penitenziari. La Garante rilancia una visione istituzionale che unisce sicurezza, dignità umana e contrasto alla criminalità organizzata. «La Costituzione non si arresta davanti alle porte di un carcere»
Elisa Barresi
14 ottobre 2026
Ore 16:00
Droga e mafie nelle carceri, la sfida della Garante Russo: «Lo Stato non può custodire le persone e lasciare che altri esercitino il potere su di loro»\n
Inchiesta Social Card

Le card del reddito di cittadinanza come garanzia per pagare la droga, il sequestro e la paura degli indagati: «Ho ricevuto visite»

Le intercettazioni svelano le preoccupazioni degli indagati dopo i controlli e la domanda dal carcere di Aurelio Rocco Petrilli: «Il reddito l’hanno tolto?». Il sussidio statale al centro dei rapporti economici tra pusher e acquirenti nell’inchiesta “Social Card” della Dda di Catanzaro
Alessia Truzzolillo
14 ottobre 2026
Ore 15:46
Le card del reddito di cittadinanza come garanzia per pagare la droga, il sequestro e la paura degli indagati: «Ho ricevuto visite»\n
Caro carburanti

«Protestiamo per tutti, ma non si vede nessuno»: rabbia e delusione tra gli agricoltori in Calabria

Terzo giorno di presidio nel Cosentino, mentre la protesta continua Falerna e si allarga Corigliano-Rossano con l’adesione dei pescatori: «Il gasolio è triplicato, teniamo le barche ferme». Venerdì scattano quattro presidi strategici
Redazione Cronaca
14 ottobre 2026
Ore 15:02
«Protestiamo per tutti, ma non si vede nessuno»: rabbia e delusione tra gli agricoltori in Calabria\n
L’udienza a Milano

Processo Hydra, le rivelazioni del pentito di ’ndrangheta: «Agganciata parlamentare di FdI». E spunta il caso del sindaco

Francesco Bellusci racconta in aula i presunti rapporti di Gioacchino Amico con una deputata di Fratelli d’Italia per ottenere fondi agricoli e riferisce di un sindaco che si sarebbe rivolto alla criminalità organizzata per un’occupazione abusiva
Redazione Cronaca
14 ottobre 2026
Ore 13:02
Processo Hydra, le rivelazioni del pentito di ’ndrangheta: «Agganciata parlamentare di FdI». E spunta il caso del sindaco\n
Le indagini

Costretta ad assumere alcol e droghe prima delle violenze: i dettagli shock sul caso della ragazzina di Tortora

La madre e il compagno, arrestati per presunti abusi sessuali, sono accusati anche di produzione di materiale pedopornografico e maltrattamenti in famiglia. La giovane vittima è stata affidata ai nonni
Redazione Cronaca
14 ottobre 2026
Ore 11:31
Costretta ad assumere alcol e droghe prima delle violenze: i dettagli shock sul caso della\u00A0ragazzina di\u00A0Tortora\n
Format LaC Tv

Aversa, il poliziotto ucciso dalla ’ndrangheta a Lamezia: il figlio Walter racconta dubbi e depistaggi nelle indagini

Oggi alle 17 su LaC On Air, canale 17 del digitale terrestre, Walter Aversa ripercorre la stagione più cruenta di Lamezia Terme, dall’omicidio dei due netturbini alle ingerenze mafiose nella politica, fino all’evoluzione delle cosche in una potente holding economica
Redazione Cronaca
14 ottobre 2026
Ore 10:48
Aversa, il poliziotto ucciso dalla ’ndrangheta a Lamezia: il figlio Walter racconta dubbi e depistaggi nelle indagini
Protesta a oltranza

«Le uscite in mare non coprono neanche il carburante»: la rabbia dei pescatori al presidio sulla statale 106

Poche adesioni al presidio di Corigliano Rossano, ma testimonianze dure da agricoltura, pesca e famiglie. «Vendiamo gli agrumi a 30 centesimi al chilo e poi li vediamo nei supermercati a tre euro», raccontano i manifestanti, mentre il sindaco Stasi e la consigliera regionale Scutellà chiedono risposte e misure strutturali
Matteo Lauria
14 ottobre 2026
Ore 09:49
«Le uscite in mare non coprono neanche il carburante»: la rabbia dei pescatori al presidio sulla statale 106\n
L’intervento

Reggio, si barrica in casa e minaccia di togliersi la vita: salvato dai poliziotti

L’uomo aveva bloccato il portone d’ingresso con mobili e oggetti pesanti, impedendo di fatto l’accesso. L’allarme lanciato dalla sorella
14 ottobre 2026
Ore 09:42
Reggio, si barrica in casa e minaccia di togliersi la vita: salvato dai poliziotti\n
Il caso

Crotone, dirigente strappa un cartellone con la scritta “A scuola nessuno è straniero”: la denuncia della Flc Cgil

Il sindacato chiede le scuse a studenti e personale dell’istituto: «L’inclusione è un principio costituzionale, non una posizione politica». La smentita del preside: «È stato tolto momentaneamente perché quello spazio serve per altro, verrà riappeso»
Redazione Cronaca
14 ottobre 2026
Ore 09:36
Crotone, dirigente strappa un cartellone con la scritta “A scuola nessuno è straniero”: la denuncia della Flc Cgil\n
Verso il tutto esaurito

Stazioni Eni a secco di carburante, allarme in Calabria: code ai distributori nel Cosentino

La paura di restare senza carburante spinge gli automobilisti alle pompe, mentre alcune stazioni Eni segnalano l'esaurimento delle scorte. Da Acri alla Valle del Crati, fino alla costa ionica, riflettori puntati sulle conseguenze del blocco a Taranto
Francesco Roberto Spina
14 ottobre 2026
Ore 08:18
Stazioni Eni a secco di carburante, allarme in Calabria: code ai distributori nel Cosentino\n
Ambiente inquinato

Guardia Piemontese, sequestrata una discarica abusiva di 2mila mq: all’interno rifiuti speciali anche pericolosi

Cinque le persone denunciate, tra loro il proprietario del terreno che secondo le indagini incendiava alcuni materiali per eliminare le tracce che avrebbero fatto emergere ulteriori responsabili dei reati
Redazione Cronaca
14 ottobre 2026
Ore 07:49
Guardia Piemontese, sequestrata una discarica abusiva di 2mila mq: all’interno rifiuti speciali anche pericolosi\n
Cambio al vertice

Polizia di Stato, Maria Assunta Ghizzoni è il nuovo capo della Squadra Mobile di Reggio: una lunga esperienza nelle indagini antimafia alla guida degli investigatori

Il primo dirigente subentra a Gianfranco Minissale, trasferito a Roma. Dopo gli incarichi a Biella, Firenze e Perugia, arriva nella città dello Stretto
Redazione
14 ottobre 2026
Ore 07:38
Polizia di Stato, Maria Assunta Ghizzoni è il nuovo capo della Squadra Mobile di Reggio: una lunga esperienza nelle indagini antimafia alla guida degli investigatori\n
Falsa autorizzazione

Si fingono inviati del vescovo per vendere quadretti a scuola: truffa sventata a Crotone

La Curia arcivescovile segnala l’episodio alle forze dell’ordine dopo l’allarme lanciato da una docente. Avvisati anche i dirigenti scolastici: nessuna autorizzazione alla vendita di prodotti a nome dell’Arcidiocesi
Redazione Cronaca
14 ottobre 2026
Ore 07:35
Si fingono inviati del vescovo per vendere quadretti a scuola: truffa sventata a Crotone\n
In manette

Presunti abusi sessuali su una minorenne a Tortora: arrestati la madre e il suo compagno

La misura eseguita nei giorni scorsi dopo le indagini dei carabinieri della Compagnia di Scalea e della Stazione di Praia a Mare. I due sono stati trasferiti in carcere
Redazione Cronaca
14 ottobre 2026
Ore 07:33
Presunti abusi sessuali su una minorenne a Tortora: arrestati la madre e il suo compagno\n
Il lutto

È morta la madre del nostro giornalista Franco Sangiovanni, il cordoglio del network LaC

Per Franco l’abbraccio dell’editore, dei direttori editoriale e responsabile e di tutta la redazione. Il presidente Maduli: «L’amore di un figlio verso la propria madre resta per sempre»
Redazione
14 ottobre 2026
Ore 06:41
È morta la madre del nostro giornalista Franco Sangiovanni, il cordoglio del network LaC\n
Sistema smantellato

Blitz antidroga nel Catanzarese, 24 misure cautelari: per pagare le dosi usavano anche le tessere del Reddito di cittadinanza – I NOMI

Operazione dei carabinieri tra Catanzaro e Vicenza nell’inchiesta “Social Card”: 12 persone in carcere, 9 ai domiciliari e 3 con obbligo di presentazione. Sequestrato un bar usato come deposito e luogo di consumo della cocaina
Redazione Cronaca
14 ottobre 2026
Ore 05:27
Blitz antidroga nel Catanzarese, 24 misure cautelari: per pagare le dosi usavano anche le tessere del Reddito di cittadinanza –\u00A0I NOMI\n
L’oro verde

Bergamotto IGP, bocciato dal TAR anche il ricorso della Società agricola Foti

Dopo il Consorzio DOP, salta anche il procedimento avanzato dal produttore. Per i giudici il disciplinare rispetta la normativa IGP e il MASAF ha agito correttamente: il traguardo IGP per l’agrume fresco sembra più vicino e procede spedito verso l’approvazione della Commissione Europea
Silvio Nocera
14 ottobre 2026
Ore 05:03
Bergamotto IGP, bocciato dal TAR anche il ricorso della Società agricola Foti\n
Cosa sostiene l’accusa

Caso Ettore Giordano, la Procura di Cosenza ricostruisce le tre fasi della morte

Simulazioni, analisi del Dna, prove sul cavo e modello 3D: per il consulente della Procura la dinamica suicidaria è compatibile con la scena
Antonio Alizzi
14 ottobre 2026
Ore 04:30
Caso Ettore Giordano, la Procura di Cosenza ricostruisce le tre fasi della morte\n
Situazione delicata

Carburante a rischio anche in Calabria, l’allarme di Eni: oltre 50 distributori a secco al Sud per il blocco Ilva

La protesta degli operai a Taranto blocca i rifornimenti alla raffineria, snodo strategico anche per parte della nostra regione. Enilive segnala carenze nei distributori e negli aeroporti pugliesi: se l’impasse continuerà, potrebbero emergere nuove criticità
P. P. P.
13 ottobre 2026
Ore 17:49
Carburante a rischio anche in Calabria, l’allarme di Eni: oltre 50 distributori a secco al Sud per il blocco Ilva\n
L'oro verde

Bergamotto Igp, primo stop per il Consorzio della Dop: il Tar boccia il primo ricorso

I giudici amministrativi del Lazio hanno respinto la linea del Consorzio guidato da Ezio Pizzi dichiarando infondati diversi aspetti del ricorso in attesa del secondo procedimento
Silvio Nocera
13 ottobre 2026
Ore 16:05
Bergamotto Igp, primo stop per il Consorzio della Dop: il Tar boccia il primo ricorso\n
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Società, immobili e un Rolex: a Catanzaro sequestrati beni per oltre 500mila euro

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