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La ’Ndrangheta nel mondo tra fiumi di coca e montagne di soldi da riciclare: ecco tutti i Paesi inquinati dai clan calabresi

Infiltrazioni storiche e nuove frontiere. Le inchieste che hanno svelato i tentativi (spesso riusciti) delle cosche di allargare il proprio raggio d'azione in Europa, America e Asia. La droga è il passepartout per ogni tipo di business. Ma c'è molto altro

Pablo Petrasso
25 giugno 202420:40
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La ’Ndrangheta nel mondo tra fiumi di coca e montagne di soldi da riciclare: ecco tutti i Paesi inquinati dai clan calabresi

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La ’Ndrangheta nel mondo tra fiumi di coca e montagne di soldi da riciclare: ecco tutti i Paesi inquinati dai clan calabresi

Fiumi di droga, anche se non più smerciati da monopolista. Milioni di euro riciclati nelle attività più disparate, con la ristorazione al primo posto. Inchieste che partono dalla Calabria e finiscono dall’altra parte del mondo secondo il classico “follow the money” coniato da Giovanni Falcone. La ’Ndrangheta si conferma una holding globale anche nella più recente relazione firmata dalla Direzione investigativa antimafia. Il giro del mondo dei clan calabresi ha tappe quasi obbligate e orizzonti inediti. Proviamo a seguirlo.

Leggi anche ↓ La relazione della Dia | La “mamma” della ’Ndrangheta a San Luca, i tentacoli nel mondo: ecco la mappa delle cosche attive in tutte le province di Redazione Cronaca

La ’Ndrangheta in Spagna, snodo centrale per il narcotraffico

La Spagna è «uno snodo strategico» per il narcotraffico globale anche per le «connessioni politico-culturali con l’America Latina». La relazione semestrale della Dia sottolinea che «si trova al centro di due importanti rotte internazionali: quella della cocaina proveniente dal Sud America, mentre l’hashish arriva dal Marocco».

I porti spagnoli (in particolare Valencia, Barcellona e Algeciras) sono i principali punti di ingresso della cocaina destinata ai mercati europei. Da recenti attività investigative, evidenziano gli investigatori, «si è osservato che gruppi criminali albanesi hanno instaurato forti legami con sodalizi spagnoli della costa meridionale, a conferma che il narcotraffico di cocaina, attualmente, è gestito da organizzazioni criminali dell’est Europa, che possono contare su propri broker stanziali in Sudamerica ed in contatto diretto con i cartelli colombiani».

La ’ndrangheta, comunque, «continua a mantenere un ruolo determinante nel settore del narcotraffico nel territorio spagnolo, ove è dedita anche ad attività di riciclaggio di capitali illeciti». Uno degli esempi è l’inchiesta Aspromonte Emiliano del 30 maggio 2023, coordinata dalla Dda di Bologna, «che ha consentito di accertare l’esistenza di un sodalizio transnazionale con a capo un esponente di ‘ndrangheta del clan Romeo-Staccu di San Luca, arrestato in Spagna nel marzo 2021 dopo un periodo di latitanza durante il quale aveva movimentato consistenti carichi di droga relazionandosi con i narcotrafficanti sudamericani tra cui il Primeiro Comando da Capital brasiliano e organizzazioni criminali colombiane, peruviane, messicane e boliviane, nonché latitanti italiani».

Nell’aprile 2023 anche l’inchiesta Sporca Alleanza della Dda di Catanzaro «ha permesso di appurare la capacità di alcuni affiliati del clan Bevilacqua-Passalacqua di Catanzaro, considerato il terminale operativo delle cosche di ‘ndrangheta crotonesi, di trattare forniture di cocaina ed eroina direttamente con i narcotrafficanti internazionali che acquistavano a loro volta dalla Spagna e dall’Olanda».

Anche le operazioni Eureka della Dda di Reggio Calabria e Sunset della Dda di Genova hanno permesso di individuare la Spagna come tappa di passaggio per «cospicui quantitativi di cocaina». Filo di Arianna 2 è, invece, l’inchiesta della Procura distrettuale di Lecce dalla quale «è emersa l’operatività di un’associazione riconducibile alla locale criminalità organizzata che, avvalendosi di fornitori operanti in Spagna, curava gli approvvigionamenti di stupefacente destinato al mercato leccese».

Il gruppo era «in contatto con esponenti della cosca di ‘ndrangheta Mammoliti-Fischiante attiva in Puglia e in altre regioni italiane, in diretti rapporti con fornitori sudamericani e con narcotrafficanti internazionali». Il 27 giugno 2023, poi, la Dda di Milano, nell’operazione “Crypto” «ha individuato un sodalizio di narcotrafficanti che, con la complicità ed il supporto di appartenenti ad una nota famiglia di ‘ndrangheta da tempo operante anche in Lombardia (Bellocco di Rosarno), si approvvigionava di consistenti partite di hashish e cocaina dalla Spagna e dal Sud America, destinato alla piazza di Milano dopo essere passato per il porto di Gioia Tauro».

I clan in Francia tra riciclaggio e latitanti 

Favorire la latitanza di affiliati, reinvestire nell’economia legale e creare basi per la gestione del narcotraffico. Anche la Francia «registra una consolidata presenza mafiosa» anche per i traffici di hashish e marijuana. «In particolare – sottolinea la Dia – la frontiera terrestre di Ventimiglia continua a rappresentare per i sodalizi autoctoni e stranieri un importante snodo per il traffico di droga, come dimostrano i numerosi sequestri di sostanza stupefacente occultata dai corrieri comunitari ed extracomunitari, principalmente africani, nei mezzi di trasporto o ingerita in ovuli». È ancora l’inchiesta Eureka a evidenziare che le cosche calabresi avevano «reimpiegato le somme illecitamente accumulate nel finanziamento di una società con sede in Mentone (foto sopra), a cui era riconducibile un ristorante, sito nella medesima cittadina, intestato fittiziamente ad un prestanome. Quest’ultimo, il 17 maggio 2023, è stato tratto in arresto alla frontiera di Ventimiglia, a seguito di estradizione concordata fra il governo francese e quello italiano, in quanto era stato precedentemente arrestato in Francia». 

Il territorio francese è stato, storicamente, un «luogo in cui far trascorrere la latitanza di alcuni affiliati come testimonia la cattura, eseguita il 2 febbraio 2023, in Sant’Etienne (Francia), nei confronti di un affiliato alla ‘ndrina Perna-Pranno egemone a Cosenza e provincia, ricercato dal 2006». Si tratta di Edgardo Greco «destinatario di un ordine di carcerazione, emesso dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Catanzaro per la esecuzione della pena dell’ergastolo in quanto ritenuto responsabile di alcuni reati omicidiari commessi nel 1991 durante la guerra di mafia, fra le cosche Pino-Sena e Perna-Pranno, che ha insanguinato il territorio cosentino nei primi anni 90». Greco si era rifatto una vita come ristoratore.

I sistemi di riciclaggio del clan Bonavota nel Regno Unito

Soldi e controlli meno stringenti. Per questo il Regno Unito «ha attirato la criminalità organizzata di tipo mafioso». C’entra molto la «possibilità di riciclare il denaro attraverso società finanziarie e attività imprenditoriali e alla flessibilità del mercato anglosassone che si estende dalla City di Londra ai paradisi bancari delle isole Cayman». 

«Nonostante l’impegno della Gran Bretagna in materia di anticorruzione – spiegano gli investigatori della Dia –, nel Regno Unito si registra una tendenza della criminalità organizzata a inviare, tramite società offshore, flussi di denaro che vengono poi ripuliti e rimessi nel circolo dell’economia». 

In una delle inchieste nate dalla maxi operazione Rinascita Scott ci sono interessanti passaggi sugli investimenti della cosca Bonavota di Sant’Onofrio: «Nel 2019 la Magistratura aveva evidenziato come la famiglia Mancuso di Vibo Valentia, avvalendosi di sofisticati meccanismi suggeriti da professionisti collusi, aveva effettuato svariate operazioni di riciclaggio nel Regno Unito, tramite la creazione di reti societarie. L’indagine ha documentato come un affiliato della ’ndrina di Sant’Onofrio, per agevolare le attività di riciclaggio, avesse costituito una serie di società estere (la maggior parte in Ungheria) fittiziamente intestate a terzi soggetti».

Belgio e Olanda: infrastrutture perfette al servizio del narcotraffico

È ancora Eureka a illuminare la presenza della ’Ndrangheta in Europa: anche il Belgio non è esente da infiltrazioni. Il trait d’union tra Calabria e Nord Europa è, al solito, il traffico di droga nello scalo portuale di Anversa, diventato il nuovo snodo dei traffici miliardari. Il 3 maggio 2023 la Dda di Reggio Calabria ha stretto il cerchio attorno alle cosche Pelle, Strangio “Fracascia”, Nirta “Versu”, Giampaolo, Mammoliti “Fischiante” e Giorgi. 

Le investigazioni «hanno permesso di accertare come le consorterie si rifornivano direttamente da organizzazioni colombiane, ecuadoregne, panamensi e brasiliane, risultando in grado di gestire un canale di importazione del narcotico dal Sud America all’Australia. Sono stati registrati contatti con esponenti del “Clan del golfo”, preminente organizzazione paramilitare colombiana impegnata nel narcotraffico internazionale. Numerosi gli episodi di importazione via mare censiti, tra i porti di Gioia Tauro, Anversa (foto sopra) e Rotterdam». 

Più nel dettaglio, le investigazioni, hanno permesso di accertare che, tra maggio 2020 e gennaio 2022, sono stati movimentati oltre 6mila kg di cocaina, dei quali più di 3mila kg oggetto di sequestro. I flussi di denaro riconducibili alle compravendite dello stupefacente venivano gestiti da organizzazioni composte da soggetti di nazionalità straniera, specializzati nel pick-up money, o da spalloni, che spostavano il denaro contante sul territorio europeo. Le movimentazioni di denaro hanno interessato Panama, Colombia, Brasile, Ecuador, Belgio e Olanda. 

È il potenziamento delle infrastrutture per gli scambi commerciali ad aver provocato l’inserimento dei Paesi Bassi (in particolare il porto di Rotterdam e l’aeroporto mercantile di Schiphol) «anche nelle rotte del narcotraffico». Ciò emerge dalle citate operazioni “Eureka” e “Aspromonte Emiliano”. 

Il 19 aprile 2023 è stato eseguito un decreto di sequestro, emesso dal Tribunale di Reggio Calabria, nei confronti di un imprenditore ritenuto intraneo alla cosca Bellocco di Rosarno, la cui figura criminale era emersa nell’ambito dell’operazione “Magma”, che aveva consentito di disarticolare una organizzazione criminale attiva nel traffico internazionale di stupefacenti, che giungeva anche nel porto di Le Havre (Francia), oltre a quello di Rotterdam e di Gioia Tauro.

Germania, summit in pizzeria e maxi sequestri

Locomotiva d’Europa e «polo di attrazione per le organizzazioni mafiose italiane attive prevalentemente a Ovest e a Sud del Paese». La ’Ndrangheta è presente nelle regioni più ricche della Germania, «come il Baden-Württemberg, la Renania Settentrionale-Westfalia, la Baviera e l’Assia». Dal traffico di stupefacenti, i clan nel corso degli anni «hanno cercato di infiltrarsi progressivamente nell’economia legale attraverso l’acquisizione di esercizi commerciali di ristorazione e pizzerie, quale “copertura” di affari illeciti di varia natura». Di più: «Recenti attività investigative, svolte congiuntamente con le autorità tedesche, hanno mostrato che le attività commerciali gestite da elementi collegati alla criminalità italiana sono state utilizzate anche come basi logistiche per “summit” e per la conduzione delle attività illegali». Una delle inchieste chiave del 2023 per comprendere l’infiltrazione delle ’ndrine in Germania è Glicine Acheronte, nella quale «è stata individuata una struttura di ‘ndrangheta, riconosciuta come locale di Papanice, frazione del comune di Crotone, che stando agli atti d’indagine, ha interessi criminali anche in Germania». 

Dal Tribunale di Reggio Calabria è arrivata invece un sequestro di beni «nei confronti di tre imprenditori, le cui figure criminali erano emerse nell’ambito dell’operazione “Andrea Doria”, quando era stato disvelato un articolato sistema di frode fiscale, realizzata nel settore del commercio di prodotti petroliferi, imperniata su fittizie triangolazioni societarie, finalizzate ad evadere l’Iva e le accise». 

Il provvedimento giudiziario, ammontante ad un valore complessivo di oltre 80 milioni di euro, ha riguardato l’intero compendio aziendale di 20 imprese, 3 delle quali con sede in Germania, attive prevalentemente nei settori del trasporto merci su strada, del commercio di prodotti petroliferi e del trattamento e smaltimento di rifiuti non pericolosi. 

«Recentemente – sottolinea la Dia – sembrerebbe che anche la ‘ndrangheta crotonese e cosentina si sia insediata nel florido territorio tedesco per infiltrarsi nel settore economico. Al riguardo si segnala che il 5 giugno 2023, nell’ambito dell’operazione “Gentleman 2” della Dda di Catanzaro, si è rilevato che le ‘ndrine Forastefano-Abbruzzese, operanti nell’hinterland dell’alto Jonio Cosentino, erano attive anche in Germania mediante dei “coriglianesi”, che si erano stabiliti in loco, i quali, risultavano pienamente inseriti nel panorama del narcotraffico internazionale. In particolare uno di essi, titolare di una pizzeria a Francoforte, garantiva l’appoggio logistico agli affiliati ogniqualvolta questi si recavano in Germania per discutere di persona dei loro affari illeciti».

Gli interessi finanziari dei Grande Aracri (e non solo) in Romania 

La Romania è una delle tappe di passaggio per il narcotraffico in Europa: posta lungo la “rotta balcanica”, risente del transito dei carichi di eroina provenienti dalla Turchia e diretti in Europa. Le più recenti attività investigative, svelano che la ’Ndrangheta ha messo gli occhi sul Paese. L’interesse dei clan calabresi si rivolge per lo più «a reati di natura finanziaria». E sarebbe la cosca Grande Aracri (nella foto sopra il boss Nicolino Grande Aracri) «il sodalizio maggiormente inserito nel tessuto economico-sociale». 

Il 25 gennaio 2023 un provvedimento di sequestro del Tribunale di Bologna è stato notificato a una famiglia di origine cutrese, appartenente proprio al clan Grande Aracri, avente ad oggetto, tra l’altro, conti bancari in Romania e Lituania». 

Infine il 30 giugno 2023 a un imprenditore, contiguo alla cosca Labate «sono stati confiscati i beni a lui riconducibili in quanto la sua figura criminale era emersa nell’ambito dell’operazione “Petrolmafie Spa”, ove erano emersi i notevoli interessi delle varie mafie italiane nella gestione di prodotti petroliferi, i cui proventi illeciti sarebbero stati reinvestiti anche su conti correnti esteri riconducibili a società di comodo rumene, oltre che bulgare, croate e ungheresi, per poi rientrare nella disponibilità dell’organizzazione medesima». 

Per concludere, il 17 marzo 2023 è stato disposto il provvedimento dell’amministrazione giudiziaria nei confronti di un noto marchio operante nel settore della grande distribuzione alimentare, presente in Calabria. L’attività trae origine dalle acquisizioni emerse nell’ambito dell’operazione “Planning”, ove sono state accertate che alcune cointeressenze economiche sussistenti tra alcuni imprenditori e cosche di ‘ndrangheta della città di Reggio Calabria erano diventate oggetto di riciclaggio in Romania e in Slovenia, sede legale di due società, una in ogni nazione, sequestrate nel corso dell’attività investigativa.

Malta, la capitale del gioco online che fa gola ai clan 

La criminalità organizzata italiana ha trovato terreno fertile (anche) a Malta per via della vicinanza geografica e della possibilità di evitare controlli doganali. «Inoltre – spiega la Dia – il suo sistema fiscale privilegiato, unitamente alle facilitazioni normative nel diritto societario, sono ulteriori fattori che hanno incentivato i sodalizi ad avviare in questo territorio le attività di riciclaggio. Le attività investigative condotte nel corso degli ultimi anni testimoniano che uno degli ambiti criminali verso cui si sono rivolti i sodalizi è quello delle scommesse online, ove è prevalente la presenza di sodalizi di ‘ndrangheta». 

Il 18 maggio 2023 è arrivata la confisca dei beni disposta dal Tribunale di Reggio Calabria a carico di 2 imprenditori reggini, operanti appunto nel settore dei giochi e delle scommesse. Le figure criminali erano emerse «nell’ambito dell’operazione “Galassia” che aveva disvelato un meccanismo finalizzato all’illecita raccolta di scommesse on line con base decisionale e operativa a Reggio Calabria, nonché ramificazioni all’estero mediante l’operatività di società sedenti non solo a Malta, ma anche in Romania, Austria e Spagna. L’associazione criminale individuata avrebbe avuto collegamenti con la ‘ndrangheta, garantendo una parte dei proventi in cambio di “protezione”. Peraltro, i punti affiliati trasferivano le somme incassate alla direzione amministrativa dell’associazione allocata all’estero, sottraendole di fatto all’imposizione fiscale italiana».

Toronto, Ottawa e Thunder Bay: enclave di ’Ndrangheta in Canada

C’è soprattutto la droga tra i traffici illeciti che fanno del Canada un avamposto per numerose organizzazioni criminali transnazionali. 

Il commercio di cocaina è diretto dai cartelli messicani, colombiani e da sodalizi criminali di matrice italiana che gestiscono sia una parte del traffico internazionale, sia una quota del mercato nazionale. Cosa nostra canadese, risulterebbe attiva nella zona di Montreal (Quebec) dove si avvarrebbe della collaborazione degli Hell's Angels (bande dei motociclisti) per la gestione del traffico degli stupefacenti e del gioco d’azzardo. 

«La presenza della ‘ndrangheta – si legge nella relazione semestrale della Dia – è riconducibile all’area metropolitana di Toronto (Ontario) e particolarmente radicata nella Greater Toronto Area, con estensioni nelle zone di Ottawa e Thunder Bay. Le principali famiglie calabresi sarebbero in grado di gestire ingenti traffici di cocaina, anche in virtù delle ramificazioni in Europa, in Sud America e negli Usa». 

Per gli investigatori i locali di ’ndrangheta calabresi sarebbero collegati a locali canadesi «che assicurerebbero importanti appoggi strutturali per le attività illecite, fra cui il traffico di stupefacenti ed il riciclaggio dei proventi illeciti». 

Il territorio canadese è utilizzato dalle consorterie calabresi anche per favorire la latitanza di alcuni suoi affiliati come testimonia l’arresto, avvenuto il 13 marzo 2023, di un soggetto che era ivi emigrato per sottrarsi alla cattura dell’operazione “Rinascita Scott” quando nel 2019 la Magistratura aveva evidenziato come la famiglia Mancuso, egemone nella provincia di Vibo Valentia, avvalendosi di sofisticati meccanismi suggeriti da professionisti collusi, aveva effettuato svariate operazioni di riciclaggio nel Regno Unito, tramite la creazione di reti societarie. Il fuggitivo Domenico Cugliari, intraneo al locale di Sant’Onofrio, era stato localizzato proprio in Canada.

Negli Stati Uniti, tra narcotraffico e riciclaggio

«La mafia calabrese, grazie al ruolo rivestito nel narcotraffico, è presente anche nel territorio statunitense». Qui, secondo la Direzione investigativa antimafia, «in collegamento con i narcos colombiani e messicani, rappresenta una minaccia anche per le consistenti attività di riciclaggio». 

Un esempio: il 2 febbraio 2023 un provvedimento di sequestro di beni disposto dall’Autorità giudiziaria di Reggio Calabria nei confronti di due fratelli ha riguardato una società in Florida (Stati Uniti). I due, attivi nel settore edile e dell’intermediazione immobiliare, nel 2019, «erano stati attinti dalla misura cautelare in carcere relativa all’operazione “Libro Nero”, poiché ritenuti “imprenditori di riferimento” della cosca Libri, attiva nel capoluogo calabrese, la cui operatività era diretta ad acquisire la gestione ed il controllo di varie attività economiche». 

La frontiera cinese: prodotti contraffatti e fiumi di denaro

Sono le mafie campane ad aver scoperto per prime la Cina. E «hanno costituito in quel Paese proprie basi logistiche, con particolare riferimento alla regione dello Zhejiang, per la produzione e lavorazione di prodotti contraffatti e per la conseguente distribuzione degli stessi in altri Paesi, compreso il continente americano». La ’Ndrangheta non è da meno e «svolge, nel settore criminale in questione, un proprio ruolo che si concretizza nell’agevolare l’importazione in Italia dei prodotti contraffatti». 

«L’analisi delle attività investigative concluse nel primo semestre 2023 – continua la Dia – porta alla considerazione che il territorio cinese viene utilizzato dalla criminalità organizzata presente in Italia anche per svolgere reati finanziari. Il 22 marzo 2023, a conclusione dell’operazione “Cash Express”, è stata documentata l’esistenza di uno strutturato circuito di riciclaggio internazionale, costituito da soggetti di nazionalità italiana a cui risultano riferibili diverse società utilizzate per riciclare i proventi derivanti da frodi fiscali. In particolare, gli indagati si sarebbero rivolti ad alcuni appartenenti alla comunità cinese, di stanza a Roma, in grado di ricevere le illecite provviste e di trasferirle, tramite canali bancari, in Cina, per poi riconsegnarle, sotto forma di denaro contante, ai committenti italiani, mediante un sistema di compensazione, basato sulla fiducia. Dagli accertamenti svolti emergeva, inoltre, che tale sistema di riciclaggio potrebbe essere stato utilizzato anche per “ripulire” i proventi di reati-presupposti collocati in essere da esponenti di associazioni di tipo mafioso». È un sistema, questo, di cui si sarebbe servita anche la ’Ndrangheta per riciclare i proventi del narcotraffico.

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reggio calabria · ndrangheta · dia · droga

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Vibo, arrestata la badante dell'anziano ferito
Società

Enzo Casella, la tromba il dolore e il riscatto

23 agosto 2026
Ore 11:47
Enzo Casella, la tromba il dolore e il riscatto
Indagini in corso

Lamezia, il cadavere di un uomo di 67 anni trovato in un’auto nei pressi della stazione

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 che hanno tentato invano di rianimarlo e gli agenti della Polizia di Stato che hanno subito avviato le verifiche per risalire alle cause della morte
Redazione Cronaca
23 agosto 2026
Ore 09:45
Lamezia, il cadavere di un uomo di 67 anni trovato in un’auto nei pressi della\u00A0stazione\n
Il caso

Caos al Pronto Soccorso di Locri: pazienti in attesa da ore: intervengono i Carabinieri

Mancanza cronica di personale per coprire i turni della notte. La protesta dei familiari sfocia nella chiamata alle forze dell'ordine
Ilario Balì
23 agosto 2026
Ore 08:57
Caos al Pronto Soccorso di Locri: pazienti in attesa da ore: intervengono i Carabinieri\n
Omicidio Bifano

Anziana uccisa nelle campagne di Corigliano, non convalidato il fermo per il marito che resta comunque in carcere

Il difensore del 76enne ha annunciato che chiederà gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico a causa delle condizioni di salute dell'uomo incompatibile con la detenzione in carcere
Redazione Cronaca
22 agosto 2026
Ore 17:47
Anziana uccisa nelle campagne di Corigliano, non convalidato il fermo per il marito che resta comunque in carcere\n
LA DIFESA

Morto fuori dalla discoteca a Sangineto, minacce all’avvocato dell'indagato. La Camera penale di Paola: «La difesa tecnica presidio di libertà»

L’organismo forense presieduto da Giuseppe Bruno fa scudo attorno al legale Gaeta e precisa che garantire a chiunque sia sottoposto a un procedimento il diritto a una difesa libera e indipendente non significa prendere posizione sulla vicenda giudiziaria, ma tutelare una delle garanzie fondamentali dello Stato di diritto
Francesca Lagatta
22 agosto 2026
Ore 17:16
Morto fuori dalla discoteca a Sangineto, minacce all’avvocato dell'indagato. La Camera penale di Paola: «La difesa tecnica presidio di libertà»\n
Traffico bloccato

Incidente sulla statale 280 direzione Germaneto, un ferito e disagi alla circolazione

L’impatto ha coinvolto due veicoli. Sul posto personale Anas, le forze dell’ordine e i sanitari
Redazione Cronaca
22 agosto 2026
Ore 16:38
Incidente sulla statale 280 direzione Germaneto, un ferito e disagi alla circolazione\n
L’inchiesta

«Anche i mafiosi sono miei figli»: don Rosario Morrone e la pastorale del dialogo oltre la trincea dell'omertà

Le intercettazioni ambientali dell’inchiesta sulla scomparsa di Gabriele De Tursi svelano la filosofia dell'ex parroco di Strongoli: tra aspri rimproveri dal pulpito, favori personali ai boss della cosca Giglio e un'incrollabile convinzione: «I peccatori vadano sempre avvicinati»
Alessia Truzzolillo
22 agosto 2026
Ore 14:06
«Anche i mafiosi sono miei figli»: don Rosario Morrone e la pastorale del dialogo oltre la trincea dell'omertà\n
Delitto Bifano

Anziana uccisa nelle campagne di Corigliano, il gip si riserva sulla convalida del fermo del marito accusato dell’omicidio

Si è concluso l'interrogatorio di garanzia di Pietro Scintu, fermato per la morte della moglie Carmela Bifano. L'uomo ha ribadito la propria innocenza, mentre la Procura ha chiesto la convalida del fermo e la custodia cautelare in carcere
Redazione Cronaca
22 agosto 2026
Ore 12:56
Anziana uccisa nelle campagne di Corigliano, il gip\u00A0si riserva sulla convalida del fermo del marito accusato dell’omicidio\n
La denuncia

Tropea, bocconi avvelenati nel giardino di casa: «Il mio cane precedente era già morto così»

Pezzi di prosciutto con all’interno bustine di rodenticida sarebbero stati lanciati nella proprietà di Caterina Strano. La donna ha denunciato l’accaduto e consegnato i bocconi agli inquirenti: «Le telecamere hanno ripreso tutto. Con Artù facevo terapia ai bimbi autistici». 
A.S.
22 agosto 2026
Ore 12:09
Tropea, bocconi avvelenati nel giardino di casa: «Il mio cane precedente era già morto così»\n
In carcere

Ferito «per rimuovere un animale dall’addome»: la versione della badante fermata per l’aggressione all’anziano a Vibo

Convalidato il fermo della donna accusato di aver aggredito l’uomo di 87 anni di Nicotera ora ricoverato in prognosi riservata a Catanzaro
Redazione Cronaca
22 agosto 2026
Ore 10:14
Ferito «per rimuovere un animale dall’addome»: la versione della badante fermata per l’aggressione all’anziano a Vibo
Lo scontro

Incidente mortale nel Crotonese, 62enne residente a Milano muore sulla provinciale a Steccato di Cutro: tre i feriti

Impatto fatale a Paola Bossi: l’auto era condotta dal genero che è rimasto ferito assieme alla moglie e alla figlia di 11 anni. Sono stati trasportati in codice rosso a Catanzaro ma non sono in pericolo di vita
Redazione Cronaca
21 agosto 2026
Ore 19:15
Incidente mortale nel Crotonese, 62enne residente a Milano muore sulla provinciale a Steccato di Cutro: tre i feriti\n
L’ultimo saluto

Sibari, palloncini bianchi e commozione per l’ultimo saluto a Ornella Forastefano: «Nessuno può calpestare la dignità femminile»

I funerali della 46enne, lasciata agonizzante davanti al pronto soccorso di Trebisacce. Don Groccia: «Quanto successo sia da stimolo per leggi più severe»
Redazione Cronaca
21 agosto 2026
Ore 19:04
Sibari, palloncini bianchi e commozione per l’ultimo saluto a Ornella Forastefano: «Nessuno può calpestare la dignità femminile»\n
‘Ndrangheta stragista

Caso Dell’Utri, l'incontro con Berlusconi «da latitante» e i progetti edilizi: cosa ha già detto Graviano a Reggio Calabria

Dopo la richiesta di archiviazione per l'ex senatore, l'ergastolano di Brancaccio si dice pronto a parlare con i magistrati delle presunte relazioni economiche con l'ex premier. Ma avverte: «Non sarò un pentito»
Redazione Cronaca
21 agosto 2026
Ore 18:15
Caso Dell’Utri, l'incontro con Berlusconi «da latitante» e i progetti edilizi: cosa ha già detto Graviano a Reggio Calabria\n
Il caso

Nove mesi senza sepoltura al cimitero di Vibo, scatta l'ordinanza del Comune: «Situazione lesiva della salubrità pubblica»

L'ordinanza della vicesindaca Loredana Pilegi interviene sul caso di un uomo deceduto nel novembre 2025, ancora senza loculo per il mancato completamento delle procedure amministrative. Palazzo Luigi Razza agirà d'ufficio in caso di ulteriore inadempienza
Redazione
21 agosto 2026
Ore 18:04
Nove mesi senza sepoltura al cimitero di Vibo, scatta l'ordinanza del Comune: «Situazione lesiva della salubrità pubblica»\n
cold case

Caso Giorgi, spunta una nuova memoria depositata a Locri: «Foto fantasma e anomalie nel riconoscimento»

L'avvocato Antonio Russo chiede di fare chiarezza sugli atti del 1991 e sull'intreccio tra due distinti procedimenti penali. Sotto la lente la polaroid che portò alla condanna
Ilario Balì
21 agosto 2026
Ore 16:00
Caso Giorgi, spunta una nuova memoria depositata a Locri: «Foto fantasma e anomalie nel riconoscimento»\n
Dramma in autostrada

Incidente sull’A2 tra Campotenese e Mormanno: morto il centauro 80enne che era rimasto ferito

L’anziano originario di Roma è stato soccorso dall’eliambulanza e trasportato all’Annunziata di Cosenza, dov’è deceduto. 
Redazione
21 agosto 2026
Ore 15:41
Incidente sull’A2 tra Campotenese e Mormanno: morto il centauro 80enne che era rimasto ferito\n
Il sinistro

Incidente sull’A2, scontro tra auto e moto in galleria: centauro soccorso in elicottero

L’impatto nel tratto tra Campotenese e Mormanno. Il motociclista è stato trasferito all’ospedale di Cosenza con l’elisoccorso del 118. Traffico paralizzato e oltre 10 chilometri di coda
Redazione
21 agosto 2026
Ore 11:53
Incidente sull’A2, scontro tra auto e moto in galleria: centauro soccorso in elicottero\n
Cronaca

Statale 106, ancora un incidente: scontro auto – moto al bivio di Condofuri

Sul posto 118 e Carabinieri. In corso gli accertamenti sulla dinamica e sulle condizioni di salute delle persone coinvolte
Si.Ca.
21 agosto 2026
Ore 11:16
Statale 106, ancora un incidente: scontro auto –\u00A0moto al bivio di Condofuri\n
L’operazione

Gioia Tauro, sequestrato stabilimento balneare sul lungomare: due gestori denunciati, contestata l’occupazione abusiva del demanio

I Carabinieri hanno apposto i sigilli alla struttura che ospita una nota pizzeria-trattoria: accertamenti su circa 230 metri quadrati e sulla procedura di subingresso nella concessione
Redazione
21 agosto 2026
Ore 10:49
Gioia Tauro, sequestrato stabilimento balneare sul lungomare: due gestori denunciati, contestata l’occupazione abusiva del demanio\n
l’operazione

Roccella, riprendono gli sbarchi: 39 migranti salvati nella notte

Tra i profughi di origine mediorientale soccorsi dalla Guardia Costiera ci sono anche quattro minori
Ilario Balì
21 agosto 2026
Ore 05:05
Roccella, riprendono gli sbarchi: 39 migranti salvati nella notte\n
L’analisi

Il filo rosso della ‘Ndrangheta, la “stanza dei bottoni” sull’asse Reggio-Milano

L’intervista a Stefano Ammendola, magistrato della DDA di Milano, delinea la continuità operativa della criminalità organizzata calabrese, sottolineando la necessità di una risposta giudiziaria collettiva e di prossimità per contrastare un fenomeno ormai globale
Elisa Barresi
21 agosto 2026
Ore 04:30
Il filo rosso della ‘Ndrangheta, la “stanza dei bottoni” sull’asse Reggio-Milano\n
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