VIDEO | Gli uomini sarebbero legati a un’organizzazione guidata da un 57enne calabrese originario di Platì che avrebbe preso il controllo dell’area di San Basilio a Roma. Le accuse nell’inchiesta Anemone
A Nicotera il procuratore incontra i cittadini e ribadisce il suo No a una discesa in campo: «In Calabria c’è la politica dell’annacamento, io sono un decisionista e non lo sopporterei». La polemica di Sisto sulla sua trasmissione a La7: «Forse il potere è nervoso perché riesco a parlare alla gente. Devono farsene una ragione»
Con la strage del 15 agosto 2007 il mondo scoprì la ferocia della 'ndrangheta. Dall’Aspromonte arrivò nel cuore dell'Europa, in Germania, la guerra quasi ventennale tra i Nirta-Strangio e i Pelle-Vottari
Un esposto fa esplodere il caso della Flos Mundi, i cui membri sono sconosciuti anche agli iscritti, che sarebbe stata ospitata dal Goi. Con la sentenza d’appello sui clan di Sant’Eufemia riemerge il ruolo di Antonino Creazzo, condannato a 10 anni, per i “fratelli” reggini
Eseguita dalla Guardia di Finanza la sentenza della Corte d’Appello: le indagini hanno svelato un patto tra l’azienda e la cosca per guadagnare fette di mercato a discapito della concorrenza
Relatori e ospiti hanno ribadito la necessità di promuovere la cultura della legalità e della responsabilità collettiva in particolare nei contesti dove l’omertà e la rassegnazione rischiano di soffocare la verità
Il professionista di Melito Porto Salvo è stato condannato in via definitiva nel 2015 per associazione mafiosa: per anni ha fornito supporto al clan per sviare i controlli della Procura e gestire i conti di società intestate a prestanomi. Sigilli a sette immobili
Dopo il convegno, i presenti hanno degustato l’olio prodotto da 900 alberi di ulivo piantati su un terreno incendiato due volte in cinque anni, probabilmente per boicottare il lavoro dei volontari. La cena è stata curata dalla cuoca contadina Loredana De Brasi
In una informativa, il piano della consorte di Vincenzo Antonio Iervasi, presunto capo del gruppo criminale di Cerva. Le intercettazioni dal carcere, il suggerimento di fare dichiarazioni su un ex sindaco di Cerva e su un altro soggetto: «Se gli consegni a quelli… vai»
Il giudizio ribalta la sentenze emessa dal Tribunale di Reggio nei confronti del politico eletto nel 2020 con Fdi. Stessa pena anche il fratello Antonio: i due erano stati arrestati pochi giorni dopo l’elezione a Palazzo Campanella
Tripodi è considerato elemento di vertice della cosca mafiosa “Sia-Procopio-Tripodi”, operante nell'area ionica soveratese e collegata alla cosca dei Vallelunga di Serra San Bruno. Sigilli a beni per 5 milioni di euro
Confermata in secondo grado la sentenza del Tribunale di Vibo. L’operazione era scattata nel 1999 ed il procedimento penale è rimasto a “dormire” alla Dda per 9 anni
Processo a Catanzaro con rito abbreviato dinanzi al gup per l’omicidio ed il tentato omicidio di Giuseppe Matina, alias “Gringia”. Il fatto di sangue inquadrato nella faida con i clan rivali
La Dda di Catanzaro individua enti e persone fisiche danneggiate dagli indagati. Gli anomali “casi” della Provincia di Vibo e dei Comuni di Briatico e Parghelia
“Se lei vuole che dica che sono uno ndranghetista allora lo sono”, l'ex sindaco di Plati, Francesco Mittiga, lancia la provocazione nel corso di un fuori onda di una intervista rilasciata al massmediologo Klaus Davi realizzata in collaborazione con la giornalista de LaC, Loredana Colloca, nei giorni scorsi, per il programma Gli Intoccabili, proprio nella residenza dell'ex primo cittadino del comune sciolto per sospette infiltrazioni mafiose. Le attuali elezioni, alla quali partecipa Ilaria Mittiga, come candidata sindaco, rientrano tra quelle attenzionate dalla commisione antimafia.
Il reportage di Francesco Creazzo sull'emergenza criminalità del Reggino e sulla reazione della società civile, trasmesso nella puntata del 13 aprile de I Fatti in Diretta
Sabato alle 21 su LaC la seconda puntata di A Sangue Freddo tratterà il caso di Carmine Tripodi, giovane comandante dei Carabinieri ucciso dalla 'ndrangheta nell'85
I Carabinieri di Gioia Tauro e dello Squadrone Cacciatori, su ordine della Dda, hanno tratto in arresto Giuseppe Pataffio, 26enne, indagato per danneggiamento e porto e detenzione di arma da guerra, reati aggravati dalla metodologia mafiosa