Secondo le motivazioni della Corte d’Appello di Catanzaro “la riconducibilità del Iacovo alla cosca è il frutto di mere ipotesi investigative, rimaste prive di riscontri univoci.” Per questi motivi conclude la CdA di Catanzaro “Iacovo quindi senz’altro va assolto, perché il fatto non sussiste”. Nel processo di Primo grado, il Tribunale di Paola gli aveva inflitto 4 anni e 8 mesi
I carabinieri e i militari del Nucleo operativo ecologico di Catanzaro hanno individuato una zona privata in località “piano di Lacco” adibita a centro gestione dei rifiuti
Il 37enne, che per inquirenti sarebbe vicino ai vertici della ‘ndrina Valente, avrebbe tentato di imporre al gestore la consegna di parte dell’incasso giornaliero al clan da lui rappresentato
L’imprenditore cetrarese, è risultato l’unico completamente riabilitato dalla sentenza della Corte d’appello che ha applicato per lui la formula più ampia: perché il fatto non sussiste. Iacovo in primo grado rimediò addirittura una pesante condanna a 4 anni e 8 mesi. “Credo nella giustizia, ma quanti tormenti e sofferenze nel vedersi cucito addosso il marchio di mafioso” ha dichiarato dopo la sentenza
Nonostante la separazione la donna sarebbe stata costretta a subire continui maltrattamenti dal marito. Denunciato dalla vittima, l’uomo è stato arrestato e posto ai domiciliari
L’uomo è stato posto ai domiciliari con l’accusa di lesioni personali, violenza privata e danneggiamento. Nel corso della lite avrebbe sfondato la porta di casa della vittima
I carabinieri hanno eseguito 25 provvedimenti di fermo a carico di persone ritenute appartenenti ad un sodalizio criminale dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti. Il gruppo operava nell'alto Tirreno cosentino
Molte delle persone fermate ritenute vicine al cosca di 'ndrangheta Muto di Cetraro. Fatta luce su un articolato contesto di spaccio di cocaina, hashish e marijuana, nelle più note località turistiche dell’alto Tirreno cosentino
La Procura Federale ha chiesto la cancellazione della Palmese e la penalizzazione di Castrovillari, Sambiase e Scalea. Durissima la replica del patron neroverde: «Pronto a dimostrare la nostra estraneità in tutte le sedi»