Una frase sul pericolo nuclerare degli ayatollah sparisce, le accuse esplodono e Washington si divide: la testimonianza sull’Iran accende lo scontro tra intelligence e Casa Bianca
Fedelissimo del tycoon e veterano della guerra in Iraq, ha affermato di non poter appoggiare un conflitto «che non apporta alcun beneficio al popolo americano»
L’ex direttore del National Counterterrorism Center e stretto collaboratore di Tulsi Gabbard, sbatte la porta denunciando il conflitto come conseguenza di campagna di disinformazione orchestrata dai media e dai vertici israeliani: «Una menzogna, la stessa tattica usata per l’Iraq»
Mentre il conflitto continua, emergono contatti diretti tra Washington e Teheran. Messaggi scambiati tra emissari potrebbero aprire uno spiraglio diplomatico, ma resta il mistero su chi abbia davvero il potere di negoziare nella Repubblica islamica
In aumento il prezzo spinto dall’escalation del conflitto in Iran. Intanto Trump chiede la formazione di una coalizione internazionale per garantire la sicurezza dello Stretto
Dopo l’attacco ai siti militari dell’isola di Kharg, che produce il 90% del greggio della Repubblica islamica, il presidente degli Stati Uniti evoca l’escalation per spingere i pasdaran a riaprire lo stretto di Hormuz
Dietro i messaggi contraddittori del presidente Usa sulla guerra in Iran emergono divisioni alla Casa Bianca: una parte dello staff vuole chiudere presto il conflitto, altri spingono per continuare l’offensiva contro Teheran
Il segretario alla Difesa Pete Hegseth: «Il nuovo capo è ferito e nascosto». Trump avrebbe detto ai leader del G7 che nessuno sa davvero chi comanda a Teheran
Il presidente statunitense ha parlato ai leader del G7. Intanto la situazione sul campo resta tesa: la tv iraniana mostra immagini di un bombardamento in una delle principali arterie della capitale
Il presidente americano: «Stiamo distruggendo completamente il regime terroristico dal punto di vista militare, economico e sotto ogni altro aspetto». E alle petroliere dice: «Attraversate lo Stretto»
Il quotidiano statunitense cita fonti anonime dell’amministrazione presidenziale e sottolinea le preoccupazioni repubblicane per le elezioni di medio termine. La smentita della Casa Bianca: «Sciocchezze»
La Turchia annuncia la preparazione di un sistema di difesa aerea che sarà operativo nella parte orientale del Paese, nell'ambito degli sforzi coordinati con la Nato. Intanto i Paesi del Golpo riducono la produzione di petrolio
Eric e Donald Jr finanziano la nuova azienda Powerus e guardano alla tecnologia ucraina. Il Wall Street Journal: la fusione con una holding di campi da golf il primo passo per il nuovo business di famiglia
La premier mercoledì sarà in Aula per chiarire la posizione del Governo sul conflitto in Medio Oriente dopo l’assenza dall’appuntamento in Tajani e Crosetto sono stati massacrati dalle opposizioni. Adesso è venuto il momento di scegliere fra Usa e Ue
Prometteva di essere il “presidente della pace”. Da quando è tornato alla Casa Bianca ha ordinato attacchi in Medio Oriente, Africa e America Latina. Dalla Somalia allo Yemen, dall’Iran al Venezuela fino alla Siria. Nel mirino c’è anche Cuba
Secondo Nielsen, l’ultimo discorso al Congresso ha segnato un calo del 12% rispetto al 2025. Fox News resta la rete più seguita con 9,1 milioni di spettatori. La flessione, però, non è un caso isolato nella storia recente americana: anche Clinton, Obama e lo stesso presidente avevano perso pubblico al secondo appuntamento
Alla vigilia dell’incontro a Ginevra tra funzionari ucraini e statunitensi, il premier riferisce di una telefonata con il tycoon e apre a incontri tra leader. Putin risponde con un attacco massiccio. Intanto Orbán alza la tensione e torna a bloccare gli aiuti, invocando l’oleodotto Druzhba. Bruxelles replica: «Nessun rischio immediato»
Un intervento telefonico di pochi minuti diventa un giallo mediatico: timbro, ritmo e aggressività ricordano Donald Trump, e il nome scelto non è casuale. Nessuna conferma ufficiale, ma il caso corre più veloce della smentita
La decisione del tycoon dopo la sentenza con cui la Corte Suprema degli Stati Uniti ha bocciato la legalità di gran parte delle tariffe imposte dalla sua amministrazione
Vive nei sobborghi di New York e da quasi quarant’anni importa bottiglie prodotte da piccole aziende di vignaioli. Ha fatto causa al presidente vincendola e dimostrando che anche un semplice cittadino usando il diritto può vincere sull’uomo più potente del mondo
Il presidente americano Trump è alla Casa Bianca. Un 20enne avrebbe violato il perimetro della villa: «Aveva con sé quello che sembrava un fucile e una tanica di benzina»