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La “mamma” della ’Ndrangheta a San Luca, i tentacoli nel mondo: ecco la mappa delle cosche attive in tutte le province

Il rapporto della Direzione investigativa antimafia fotografa i legami tra clan e le proiezioni internazionali nel primo semestre 2023. La galassia delle cosche dai quartieri di Reggio Calabria (dove comandano le famiglie storiche) a Catanzaro, con Lamezia territorio «instabile». La pax mafiosa nella Sibaritide e il patto con la politica a Crotone

Redazione Cronaca
18 giugno 202413:19
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La “mamma” della ’Ndrangheta a San Luca, i tentacoli nel mondo: ecco la mappa delle cosche attive in tutte le province

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Base in Calabria e proiezioni in Europa e Sudamerica. La relazione della Dia per il primo semestre 2023 conferma un quadro che resta allarmante riguardo alle capacità di infiltrazione della ’Ndrangheta. 

Le indagini hanno «evidenziato la conferma della proiezione internazionale dei traffici di stupefacenti della ‘ndrangheta, in rapporti con fornitori di cocaina del Centro e del Sudamerica (Colombia, Brasile, Ecuador e Panama) e con organizzazioni paramilitari attive nel settore come il clan del Golfo in Colombia». Confermata anche «l’attività di riciclaggio in diversi Paesi europei (Francia, Germania e Portogallo), mediante l’acquisto di beni di lusso e l’avvio di attività nei settori della ristorazione ed autolavaggi (operazione “Eureka”) grazie anche all’operatività di soggetti di nazionalità cinese (operazione “Aspromonte Emiliano”)». Dati emesi nelle inchiesta Eureka e Aspromonte Emiliano. Il quadro internazionale non allontana, però, i clan dagli interessi a Milano e in Lombardia, «in particolare della cosca Bellocco. Le medesime considerazioni valgono per l’Emilia Romagna, con la presenza delle cosche crotonesi e reggine». 
Ecco la geografia dei clan suddivisa in aree. 

La ’ndrangheta nella città di Reggio Calabria

In provincia di Reggio Calabria «non si registrano significativi mutamenti della criminalità organizzata». Resta ferma, anche in quest’area geografica, una «spiccata capacità di infiltrazione che ha provocato non solo la contaminazione dell’economia legale, condizionando lo sviluppo e la crescita del territorio da tempo relegato agli ultimi posti degli indicatori di crescita economica, della qualità dei servizi e della qualità della vita in generale, ma ha anche sviluppato una crescente e marcata propensione al condizionamento delle Istituzioni locali, prioritariamente finalizzato ad acquisire il controllo di finanziamenti pubblici statali ed europei».

Per la Dia, sulla città di Reggio Calabria si conferma la posizione di supremazia dei casati di ‘ndrangheta storicamente egemoni De Stefano, Condello, Libri e Tegano, così come emerso dalle indagini condotte negli ultimi anni, prima fra tutte l’operazione “Meta” e all’esito del processo “Epicentro”. Nel capoluogo reggino, oltre alle quattro maggiori sopra indicate, sarebbero operanti, tra le altre, anche le cosche Serraino, attiva nel quartiere San Sperato e nelle frazioni di Cataforio, Mosorrofa e Sala di Mosorrofa nonché nel Comune di Cardeto. La cosca Ficara-Latella sarebbe attiva nell’area sud della città mentre la cosca Barreca nella frazione Pellaro. La cosca Lo Giudice sarebbe attiva nel quartiere di Santa Caterina e con prevalenti interessi sul locale mercato ortofrutticolo, interessati da alcune indagini della Polizia di Stato. Le cosche Borghetto-Caridi-Zindato e Rosmini sarebbero attive nei rioni Modena e Ciccarello. La cosca Labate, invece, colpita dalle operazioni Heliantus e Cassa continua, sarebbe attiva nella zona Sud della città. 

Gli investigatori riportano, tra le altre attività, il decreto di sequestro di 45 milioni di euro eseguito il 2 febbraio 2023 a Reggio Calabria, Milano, Messina, Bari e in Florida (Stati Uniti) a carico di due imprenditori attivi nel settore edile e dell’intermediazione immobiliare, i quali nel 2019 sono stati attinti da misura cautelare in carcere, nell’ambito del procedimento “Libro nero”, «poiché ritenuti “imprenditori di riferimento” della cosca Libri, attiva nel capoluogo». I due imprenditori «pur disponendo di una esigua consistenza reddituale, avevano avviato sin dai primi anni ‘90, grazie all’appoggio della cosca Libri, fiorenti attività economiche che consentivano loro di acquisire il controllo di un’importante porzione dell’edilizia reggina e di proiettare i loro interessi sia in Italia che negli Stati Uniti, oltre a quello edile, nel settore immobiliare, dell’editoria, della ristorazione, in quello assicurativo, dei giochi e delle scommesse online». 

Sempre per restare alla città di Reggio Calabria, la cosca Araniti sarebbe attiva nella zona di Sambatello-Gallico, mentre nel quartiere Vito e nei limitrofi Santa Caterina e San Brunello sarebbe attiva la cosca Stillitano, federata con la cosca Condello. Nel quartiere di Santa Caterina opererebbe la cosca Franco, federata con i De Stefano, come emerso nell’ambito dell’operazione “Sistema Reggio” del 2016. La cosca Alampi, federata con quella dei Libri, sarebbe attiva nella frazione cittadina di Trunca. Recenti condanne hanno consistentemente colpito e ridimensionato il sodalizio. Nella frazione di Catona opererebbe la cosca Rugolino, e in quella limitrofa di Gallico la cosca Rodà-Condello.

Mandamento centro, da Bagnara a Bova Marina: i legami storici con la Locride

La geografia delineata dalla Dia continua. Nel comune di Scilla risulta attivo un locale, in cui opererebbe la cosca Nasone-Gaietti (in stringente connessione operativa con gli Alvaro), recentemente colpita dagli esiti dell’operazione “Nuova linea”, che ha confermato anche l’esistenza di un locale operante nel Comune di Bagnara Calabra. Le cosche Zito-Bertuca e Buda Imerti sarebbero attive in Villa San Giovanni, mentre l’area di Melito Porto Salvo ricadrebbe sotto l’influenza criminale della cosca Iamonte. Nei Comuni di Roghudi e Roccaforte del Greco sarebbero attive le consorterie dei Pangallo-Maesano-Favasuli e Zavettieri, che si sono federate dopo gli anni della sanguinosa “faida di Roghudi” risalente agli anni ‘90. Nel comprensorio di San Lorenzo, Bagaladi e Condofuri sarebbe presente la cosca Paviglianiti, che vanta forti legami con quelle dei Flachi, Trovato, Sergi e Papalia, caratterizzate da significative proiezioni lombarde e stabili rapporti con le cosche reggine dei Latella e dei Tegano, nonché con i Trimboli di Platì e gli Iamonte di Melito Porto Salvo. Nel territorio di Condofuri sarebbero presenti i Nucera e i Rodà-Casile, dove insisterebbe l’articolazione territoriale della ‘ndrangheta denominata locale di Gallicianò, così come documentato con l’operazione “El Dorado”.

Mandamento tirrenico: il regno dei Piromalli

«Nella Piana di Gioia Tauro – appunta la Dia – sarebbe confermata la consolidata posizione egemonica della ormai storica cosca Piromalli a cui si affianca la cosca Molè». 

La direzione investigativa antimafia ricorda un decreto di confisca eseguito il 18 maggio 2023 a Gioia Tauro a carico di un imprenditore e un suo omologo anch’egli operante prevalentemente nel settore dei giochi e delle scommesse on line. Già nel mese di giugno 2021 i due, collegati alle cosche Tegano, Franco, Piromalli, Pesce e Bellocco, erano stati destinatari di provvedimento di sequestro. Il valore dei beni confiscati ammonta ad oltre 3 milioni di euro. 

Sempre nella Piana di Gioia Tauro sarebbe ancora operativo il gruppo De Maio-Brandimarte, attivo in diversi settori, tra cui quello principale degli stupefacenti, come testimoniato in varie attività d’indagine concluse negli anni scorsi. Nel comprensorio di Rosarno-San Ferdinando opererebbero le cosche Pesce e Bellocco, «che gestiscono le attività illecite tramite il controllo delle attività portuali, l’infiltrazione dell’economia locale, il traffico di stupefacenti ed armi, le estorsioni e l’usura».

Nel rosarnese opererebbero, inoltre, i Cacciola-Grasso, un gruppo nato dalla scissione della originaria cosca Cacciola tuttora attiva e a questo contrapposta, nonché la cosca Pisano detta “i diavoli di Rosarno”, soprattutto dedita al traffico di stupefacenti.

Nel Comune di Cittanova sarebbero operative le storiche famiglie Facchineri e Albanese-Raso-Gullace. Quest’ultimo locale è stato colpito, ad Albenga (Savona), da un decreto di sequestro patrimoniale, emesso dal Tribunale di Reggio Calabria a carico di un soggetto ritenuto contiguo alla cosca Raso-Gullace-Albanese di Cittanova e da tempo trapiantato il Liguria. Il valore dei ben sequestrati ammonta a circa 400mila euro. Le famiglie Avignone-Zagari-Viola-Fazzari opererebbero invece nel territorio di Taurianova insieme ai sodalizi Sposato-Tallarida, Longo-Versace di Polistena, Polimeni-Gugliotta di Oppido Mamertina, Petullà-Ierace-Auddino, Landini e Foriglio-Tigani di Cinquefrondi. Nel territorio di Anoia opererebbe la ‘ndrina Bianchino.

Mandamento ionico, dalla Locride al mondo: la pace tra Cataldo e Cordì e la nuova cosca a Stilo

San Luca è considerato, tra tutti i locali della ’Ndrangheta, come la “mamma” depositaria della tradizione, della “saggezza” e delle regole istitutive che costituiscono il patrimonio “valoriale” di tutte le cosche. A San Luca sarebbero attive le cosche Pelle-Vottari-Romeo e Nirta-Strangio la cui storica contrapposizione culminò con la ormai nota strage di Duisburg (Germania) del 15 agosto 2007. Proprio attorno agli affari delle cosche della zona ruotano le attività dell’inchiesta Eureka: 4 misure cautelari a carico di 108 persone. «Alcuni dei provvedimenti, convertiti in mandati di arresto europeo, sono stati eseguiti in Germania, Belgio, Francia, Portogallo, Romania e Spagna. Risultano, inoltre, collegate all’inchiesta reggina, quella della Dda di Milano (operazione Money Delivery - 38 misure cautelari) e della Dda di Genova (operazione Sunset - 15 misure cautelari)». Una rete di attività investigative che si dipana in tutta Europa a partire dalle indagini su alcuni soggetti della cosca Nirta di San Luca attiva a Genk (Belgio), dedita, tra l’altro, al narcotraffico internazionale».

Le investigazioni hanno fatto luce sugli affari della famiglia Strangio “Fracascia” di San Luca, fino ad arrivare al locale di ‘ndrangheta di Bianco. Eureka ha definito, «ancora una volta, la dimensione globale degli affari della ‘ndrangheta, esaminando l’operatività di 3 associazioni contigue alle maggiori cosche del mandamento jonico reggino, con basi operative in Calabria e ramificazioni in varie regioni italiane e all’estero. Le 3 consorterie, anche in sinergia tra loro, si rifornivano direttamente da organizzazioni colombiane, ecuadoregne, panamensi e brasiliane, risultando in grado di gestire un canale di importazione del narcotico dal Sud America all’Australia. Sono stati infatti registrati contatti con esponenti del clan del Golfo, preminente organizzazione paramilitare colombiana impegnata nel narcotraffico internazionale. Più nel dettaglio, le investigazioni, hanno permesso di accertare che, tra maggio 2020 e gennaio 2022, sono state movimentate oltre 6 tonnellate di cocaina, delle quali più della metà oggetto di sequestro: i flussi di denaro riconducibili alle compravendite dello stupefacente venivano gestiti da organizzazioni composte da soggetti di nazionalità straniera, specializzati nel “pick-up money”, o da spalloni, che spostavano il denaro contante sul territorio europeo». In Germania, l’organizzazione calabrese avrebbe investito soprattutto in gelaterie, mentre in Portogallo in ristoranti. In altri casi è emerso come la consorteria dei Morabito avesse offerto un container di armi da guerra, da approvvigionarsi tramite non meglio identificati soggetti pakistani, ad un’organizzazione paramilitare brasiliana che, in cambio, avrebbe spedito ingenti quantità di stupefacente nel porto di Gioia Tauro.

Nel locale di Platì permarrebbe attiva la cosca Barbaro-Trimboli-Marando mentre nel locale di Africo opererebbe la cosca Morabito-Palamara-Bruzzaniti. Nel versante jonico è insediato il locale di Siderno con la cosca Commisso, contrapposta a quella dei Costa.

A Monasterace e nei Comuni limitrofi di Stilo, Riace, Stignano, Caulonia e Camini opererebbe la cosca Ruga-Metastasio-Leuzzi, avente legami con la cosca Gallace, attiva nella vicina Guardavalle (Catanzaro). Nel Comune di Stilo sarebbe stata documentata l’operatività di un nuovo locale di ‘ndrangheta, confederato al locale di Gerocarne (Vibo Valentia). Nel contesto di Caulonia sarebbe attiva la cosca Vallelonga. Di Caulonia sono originarie anche le famiglie Maiolo e Manno colpite, a dicembre del 2022, dagli esiti dell’operazione “Caino” riguardante traffico di stupefacenti, tentata estorsione ed usura nonché minacce per favorire l’elezione di un candidato sindaco. 

A Locri sarebbero ancora attive le due cosche Cordì e Cataldo, le quali, dopo quarant’anni di cruente faide, avrebbero raggiunto uno stabile accordo per la spartizione degli affari illeciti.

Nel Comune di Sant’Ilario dello Jonio sarebbe attiva la cosca Belcastro-Romeo, mentre nel Comune di Careri risulterebbero attive le famiglie Cua-Rizieto, Ietto e Pipicella, legate alle vicine cosche di San Luca e Platì. Nel Comune di Bruzzano Zeffirio sarebbe attiva la cosca Talia-Rodà.
Nel Comune di Antonimina opererebbe la cosca Romano, ad Ardore la cosca Varacalli, a Canolo la cosca Raso, a Ciminà le cosche Nesci e Spagnolo e a Cirella di Platì la cosca Fabiano.

In provincia di Catanzaro l’area «più instabile» è Lamezia

Sono quattro le aree geo-criminali in cui la Dia suddivide la provincia di Catanzaro. Un’area in cui «si rileva l’operatività delle storiche cosche di ‘ndrangheta che esercitano il loro potere evitando ogni contrasto tra loro». L’area «più instabile» è quella di Lamezia Terme, ove continuerebbero a operare le famiglie dei Iannazzo, dei Giampà, dei Cerra-Torcasio-Gualtieri.

Nel territorio di Soverato opera la famiglia dei Gallace, collegata con le potenti cosche della provincia di Reggio Calabria e con altri gruppi ben radicati in Italia ed all’estero. A essa sono collegate le cosche Iozzo-Chieferi, Procopio-Lentini, Galleli e Mongiardo. 

Per quanto attiene al territorio della città di Catanzaro, sottolinea la Dia, sarebbero operative cosche locali (i Gaglianesi e gli Zingari) collegate a quelle della provincia di Crotone, quali Grande Aracri e Arena. Nei comuni limitrofi della città e, più precisamente, quelli del litorale costiero (Nocera Terinese e Falerna) sarebbe operativo il clan Bagalà, alleato con la famiglia Iannazzo, mentre nell’area del Monte Reventino, sarebbe attiva la famiglia Scalise contrapposta a quella dei Mezzatesta. 

Nel quartiere Aranceto, a sud del capoluogo e roccaforte dei gruppi di etnia Rom, risultano presenti le famiglie Bevilacqua e Passalacqua dedite prevalentemente allo spaccio di sostanze stupefacenti ed ai furti di autoveicoli, colpite da recenti operazioni di polizia che ne avrebbero ridimensionato l’operatività. Nei quartieri Santa Maria e Lido, si confermerebbe la presenza delle famiglie di etnia rom Berlingieri, Passalacqua e Abbruzzese, attive nel settore degli stupefacenti e del racket delle estorsioni.

Provincia di Vibo Valentia, Mancuso egemoni: ecco gli altri clan dalle Serre alla costa

Per quanto riguarda il territorio della provincia di Vibo Valentia, scrive la Dia, esso è caratterizzato dalla presenza di numerose cosche di ‘ndrangheta, tutte variamente soggette all’influenza della cosca Mancuso. Questa risulterebbe essere la più attiva nei Comuni di Nicotera e di Limbadi e continuerebbe ad affermare il proprio potere criminale mediante «la gestione del traffico di stupefacenti, del gioco d’azzardo e delle attività estorsive. Altro ambito di sicuro interesse dei Mancuso e dei gruppi criminali presenti nella provincia vibonese è rappresentato dal settore turistico-alberghiero, particolarmente sviluppato nel versante tirrenico con la presenza di numerosi villaggi turistici e strutture ricettive». 

Per quanto riguarda la città di Vibo Valentia, si registrerebbe la presenza dei Lo Bianco-Barba, dei Camillò-Pardea e dei Pugliese, mentre nel litorale del capoluogo agirebbe quella dei Mantino-Tripodi che vanterebbe proiezioni anche fuori regione. In periferia, attivo il locale di Piscopio.

Nella zona ricompresa tra i comuni di Maierato, Stefanaconi e Sant’Onofrio sarebbero attive, rispettivamente, le famiglie Petrolo, Patania e Bonavota. Nell’area di Serra San Bruno sarebbe operativa la famiglia Vallelunga e nel comune di Soriano Calabro quella degli Emanuele, contrapposta a quella dei Loielo. Nell’area di Zungri e Briatico sarebbero attive le famiglie degli Accorinti-Fiammingo-Barbieri-Bonavena, a Tropea quella dei La Rosa, mentre nei comuni di Pizzo Calabro, Francavilla Angitola, Filogaso e Maierato opererebbero le famiglie Fiumara, Manco e Cracolici.

Glicine-Acheronte e i rapporti tra clan e politica a Crotone

Sono i Grande Aracri la cosca più ingombrante in provincia di Crotone. I cutresi sono «da anni ormai punto di riferimento di altre consorterie criminali del territorio, con significative proiezioni anche nel Nord Italia. Nel capoluogo risulterebbero operative le famiglie Vrenna-Corigliano-Bonaventura e Barilari-Foschini. La famiglia Tornicchio-Manetta rimarrebbe operativa in località Cantorato, mentre i Megna e i Russelli sarebbero attivi nella frazione di Papanice a sud del capoluogo. Nell’area del Comune di Isola di Capo Rizzuto opererebbero gli Arena-Nicoscia-Manfredi.

La Dia sottolinea l’importanza dell’inchiesta Glicine-Acheronte del 27 giugno 2023: «Le indagini, supportate da complessa attività tecnica, erano dirette nei confronti di soggetti contigui ed appartenenti a ‘ndrine della Calabria, attive nel comprensorio delle province di Catanzaro e Crotone, nella fattispecie riconducibili alle famiglie Bonaventura, Aracri, Arena, Grande Aracri, Trapasso e Ferrazzo. Fin dall’avvio delle attività investigative sono emerse commistioni fra alcuni esponenti dei sodalizi sopra indicati, imprenditori e personaggi del panorama politico-istituzionale».

La confederazione cosentina e la galassia di clan nella Sibaritide

La confederazione di cosche a Cosenza e nell’hinterland si compone di 7 diverse articolazioni ’ndranghetiste «con un sostanziale e unitario assetto strutturale». 

I gruppi sarebbero quello dei Patitucci e dei Porcaro, dei D’Ambrosio, degli Zingari-Bruzzese e de “gli altri Zingari”, tutti operanti nel territorio della città. Il gruppo Presta agirebbe invece nelle aree ricadenti nel Comune di Roggiano Gravina e quello dei Di Puppo a Rende. A Fuscaldo sarebbe operativo il gruppo Tundis contrapposto alla cosca Scofano-Martello-Ditto-La Rosa. Ad Amantea invece risulterebbe la presenza di due gruppi criminali distinti: da un lato i Gentile-Guido-Africano e, dall’altro, i Besaldo che manterrebbero rapporti di non belligeranza solo ai fini del perseguimento dei reciproci interessi illeciti. 

A San Lucido risulterebbero attive le cosche Carbone e Tundis, mentre a Paola opererebbe la cosca dei Serpa, contrapposta a quella Scofano-Martello-Ditto-La Rosa. 

Il Comune di Corigliano-Rossano, divenuto il terzo Comune della Calabria per numero di abitanti dopo la fusione, continuerebbe ad essere interessato da molteplici dinamiche criminali già esistenti all’epoca delle due aree urbane originarie. Corigliano sarebbe infatti sotto l’influenza criminale delle contrapposte famiglie dei Barilari e dei Conocchia. I Barilari avrebbero stretto alleanze sia con la famiglia Acri di Rossano, sia con la cosca degli Zingari-Abbruzzese attiva a Cassano allo Jonio. I Conocchia invece, già affiliati alla vecchia famiglia Carelli, risulterebbero avere legami con cosche reggine. 

Nell’area di Rossano invece opererebbe la cosca Acri-Morfò, le cui attività criminali prevalenti sarebbero le estorsioni, il traffico e lo spaccio di stupefacenti, la gestione e il controllo di appalti pubblici e il riciclaggio con reinvestimenti nella torrefazione e prodotti derivati, nei servizi di vigilanza, nella distribuzione di prodotti da forno e di altri generi alimentari, nel noleggio di videogiochi anche di genere illecito. 

Nell’area dei Comuni di Campana e Mandatoriccio, come è emerso già dall’operazione Stige, opererebbe un gruppo criminale capeggiato dalla famiglia Santoro (subordinato alla cosca cirotana Farao-Marincola) prevalentemente dedito ad estorsioni e spaccio di stupefacenti, pascolo abusivo, taglio non autorizzato di boschi, furti di bestiame e occupazione di terreni con reinvestimenti nei settori dell’agricoltura e del commercio. 

Ad Altomonte opererebbe il sodalizio dei Magliari, dedito alle estorsioni in danno di commercianti e imprenditori del luogo e al traffico di stupefacenti. Il gruppo manterrebbe anche rapporti di affiliazione con il locale Farao-Marincola di Cirò, nonché con i Forastefano di Cassano all’Ionio. In quest’ultimo paese insisterebbero due importanti consorterie criminali, tra le più agguerrite della provincia di Cosenza: quella dei cosiddetti Zingari, riconducibile alla famiglia Abbruzzese attiva tra Cassano All’Ionio e Cosenza, e quella citata dei Forastefano. I due clan, dopo un periodo conflittuale, si sono riavvicinati e risulterebbero ora alleati nel traffico di stupefacenti e nelle estorsioni.

Nel semestre in esame, la Dia segnala l’attività d’indagine “Gentleman 2”, condotta dalla Dda di Catanzaro insieme alle autorità giudiziarie di Germania e Belgio e con la partecipazione anche dei rispettivi rappresentanti di Eurojust, proprio nei confronti delle ‘ndrine Forastefano-Abbruzzese, operanti nell’area dell’alto Jonio cosentino. 

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguita dalla Guardia di finanza di Cosenza, ha riguardato 26 soggetti ritenuti responsabili del reato di associazione mafiosa finalizzata al traffico di droga ed armi. Le indagini si sono sviluppate, con la collaborazione dei collaterali franco-olandesi, anche mediante la decodificazione di conversazioni intrattenute con i criptofonini.

 

 

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Serie D, alla Reggina serve vincere e sperare

22 aprile 2026
Ore 18:30
Serie D, alla Reggina serve vincere e sperare
Cronaca

Catanzaro, una speranza per Maria Luce

22 aprile 2026
Ore 17:39
Catanzaro, una speranza per Maria Luce
Economia e Lavoro

Vertenza Konecta, a Crotone un flash mob dei lavoratori

22 aprile 2026
Ore 18:30
Vertenza Konecta, a Crotone un flash mob dei lavoratori
Società

Il ricordo di Mancini nell'anniversario della nascita

22 aprile 2026
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Serie D, alla Reggina serve vincere e sperare

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Cronaca

Catanzaro, una speranza per Maria Luce

22 aprile 2026
Ore 17:39
Catanzaro, una speranza per Maria Luce
Economia e Lavoro

Vertenza Konecta, a Crotone un flash mob dei lavoratori

22 aprile 2026
Ore 18:30
Vertenza Konecta, a Crotone un flash mob dei lavoratori
Ore di attesa

Tragedia a Catanzaro, la piccola sopravvissuta raggiungerà il Gaslini con un volo militare: a bordo i medici dell’ospedale genovese

La decisione di trasferimento è maturata a seguito del confronto clinico intercorso tra i professionisti delle due strutture. Si punta a garantire alla bambina la migliore continuità delle cure
Redazione Cronaca
22 aprile 2026
Ore 19:11
Tragedia a Catanzaro, la piccola sopravvissuta raggiungerà il Gaslini con un volo militare: a bordo i medici dell’ospedale genovese\n
L’incidente

Lamezia, scoppia una caldaia installata sul balcone: lievemente ferito un minore

Sul posto i vigili del fuoco per le operazioni di spegnimento e verifica della sicurezza dei luoghi. In corso accertamenti
Redazione
22 aprile 2026
Ore 17:01
Lamezia, scoppia una caldaia installata sul balcone: lievemente ferito un minore\n
Il bollettino medico

Tragedia a Catanzaro, le condizioni della piccola Maria Luce «sono critiche ma stabilizzate»

Il primario ha parlato di prognosi riservata per la bambina sopravvissuta ora ricoverata in Rianimazione. Questa sera sarà trasferita al Gaslini di Genova
Redazione Cronaca
22 aprile 2026
Ore 15:17
Tragedia a Catanzaro, le condizioni della piccola Maria Luce «sono critiche ma stabilizzate»\n
Ore disperate

Maria Luce lotta per la vita, la bambina sopravvissuta sarà trasferita a Genova: è in gravissime condizioni

La piccola lanciata nel vuoto dalla madre è stata sottoposta a un delicato intervento al Pugliese durato oltre due ore: presentava una lesione dell'aorta toracica e gravi danni al fegato e alla milza. Ora è in Rianimazione
Redazione Cronaca
22 aprile 2026
Ore 14:18
Maria Luce lotta per la vita, la bambina sopravvissuta sarà trasferita a Genova: è\u00A0in gravissime condizioni\n
Il monito

Psicologi e psichiatri sulla tragedia di Catanzaro: «Nessuna donna deve rimanere sola con il proprio dolore»

Dopo il dramma della madre che si è lanciata nel vuoto con i propri bambini, il richiamo a un «impegno condiviso» e l’invito a chi vive un disagio: «Chiedere aiuto è il primo passo per proteggere sé stesse e i propri figli»
Redazione Attualità
22 aprile 2026
Ore 14:15
Psicologi e psichiatri sulla tragedia di Catanzaro: «Nessuna donna deve rimanere sola con il proprio dolore»\n
‘Ndrangheta a Cosenza

Processo Reset, il 15 giugno riparte in appello il rito ordinario | NOMI

Davanti alla Corte d’Appello di Catanzaro tornano ottanta imputati della maxi inchiesta antimafia della Dda sulle cosche di Cosenza, Rende e Roggiano Gravina
Antonio Alizzi
22 aprile 2026
Ore 13:30
Processo Reset, il 15 giugno riparte in appello il rito ordinario | NOMI\n
La decisione

“Diplomificio” all’Accademia Fidia di Stefanaconi: salta il processo, nullo il decreto che disponeva il giudizio per 51 imputati

Il Tribunale di Vibo accoglie le eccezioni sollevate dai difensori e restituisce gli atti per una nuova notifica della richiesta di rinvio a giudizio e la contestuale fissazione dell’udienza preliminare dinanzi al gup che dovrà essere ricelebrata. A rischio prescrizione molti dei reati contestati
Giuseppe Baglivo
22 aprile 2026
Ore 13:23
“Diplomificio” all’Accademia Fidia di Stefanaconi: salta il processo, nullo il decreto che disponeva il giudizio per 51 imputati\n
Nuovo presidio

Vibo Marina, inaugurato nella caserma della Guardia di Finanza il Centro di coordinamento locale di Frontex

Si tratta di un presidio strategico in Calabria per il rafforzamento della cooperazione europea nella gestione delle frontiere marittime, nel contrasto ai traffici illeciti e nella tutela della sicurezza
Giuseppe Addesi
22 aprile 2026
Ore 11:28
Vibo Marina, inaugurato nella caserma della Guardia di Finanza\u00A0il Centro di\u00A0coordinamento locale di Frontex\n
Comunità sconvolta

Dramma a Catanzaro, Occhiuto: «Attoniti e scossi, preghiamo per la piccola ricoverata». L’arcivescovo: «Vicinanza alla famiglia»

Il cordoglio del presidente della Regione e di mons. Maniago: «Comunità ferita, le nostre preghiere alla piccola sopravvissuta, che lotta per la vita»
Redazione Cronaca
22 aprile 2026
Ore 10:56
Dramma a Catanzaro, Occhiuto: «Attoniti e scossi, preghiamo per la piccola ricoverata». L’arcivescovo: «Vicinanza alla famiglia»\n
L’analisi

Si getta dal balcone insieme ai figli a Catanzaro, l’esperto: «Serve un welfare di comunità per intercettare il disagio nascosto»

Il sociologo Francesco Rao legge la tragedia oltre il fatto individuale e richiama il ruolo delle reti di prossimità: «L’evento si iscrive in una condizione di vulnerabilità sociale multidimensionale»
Redazione Cronaca
22 aprile 2026
Ore 10:39
Si getta dal balcone insieme ai figli a Catanzaro, l’esperto: «Serve un welfare di comunità per intercettare il disagio nascosto»\n
Le testimonianze

Catanzaro, si getta dal balcone insieme ai figli. I vicini: «I bambini non meritavano questo, è una tragedia immane»

Anna Democrito, 46 anni, si è lanciata nel vuoto con tre bimbi morendo insieme a due di loro, la figlia di 5 anni è grave. Sospese le attività commerciali in zona in segno di lutto. Gli inquilini hanno deposto un mazzo di fiori sul luogo della tragedia. «Siamo sconvolti. Avevamo qualche sospetto ma nulla che facesse presagire quanto accaduto»
Luana Costa
22 aprile 2026
Ore 09:20
Catanzaro, si getta dal balcone insieme ai figli. I\u00A0vicini: «I bambini non meritavano questo, è una tragedia immane»\n
Post emergenza

Il Parco del Cavallo riapre il 25 aprile a Sibari: visite gratis e rilancio dopo l’emergenza fango. Il direttore: «Una liberazione»

Sabato cancelli aperti dalle 9 alle 19 con ingresso libero e passeggiate archeologiche alle 11 e alle 16. Filippo Demma: «Rispondiamo con i fatti»
Redazione Cronaca
22 aprile 2026
Ore 09:02
\n\nIl Parco del Cavallo riapre il 25 aprile a Sibari: visite gratis e rilancio dopo l’emergenza fango. Il direttore: «Una liberazione»\n
L’intervento

Incendio in un’abitazione a Lamezia Terme, donna bloccata sul balcone salvata dai vigili del fuoco

L’intervento dei vigili del fuoco in via Conforti con le fiamme che sono partite dal sottoscala. L’abitazione è stata interdetta per sicurezza
Redazione Cronaca
22 aprile 2026
Ore 08:28
Incendio in un’abitazione a Lamezia Terme,\u00A0donna bloccata sul balcone salvata dai vigili del fuoco\n
Tragedia nella notte

Catanzaro, si getta dal balcone con tre figli: il marito disperato ha provato a rianimare i bambini, due sono morti

Deceduti sul colpo la donna, Anna Democrito di 46 anni, e due maschietti di 4 mesi e 4 anni. Gravissima la femminuccia di 5 anni e mezzo. La donna è stata trovata con un rosario in mano. Il tentativo disperato del papà di salvarli, indagini in corso per capire le cause dietro al drammatico gesto
22 aprile 2026
Ore 08:08
Catanzaro, si getta dal balcone con tre figli: il marito disperato ha provato a rianimare i bambini, due sono morti\n
La decisione

Davide Ferrerio in coma dopo un pestaggio a Crotone, arrestata per concorso in tentato omicidio una persona già condannata

Il provvedimento è stato eseguito dalla Polizia di Stato su ordine della Procura generale di Catanzaro. I fatti risalgono all’agosto 2022
Redazione Cronaca
22 aprile 2026
Ore 07:37
Davide Ferrerio in coma dopo un pestaggio a Crotone, arrestata per concorso in tentato omicidio una persona\u00A0già condannata\n
Tragedia nella notte

Dramma a Catanzaro, si getta dal balcone insieme ai figli: morti la donna e due bimbi, il terzo è grave

La tragedia nella notte in via Zanotti Bianco. Indaga la Procura. Grave la terza figlia, una bambina di 5 anni e mezzo. È ricoverata in Rianimazione 
Luana Costa
22 aprile 2026
Ore 06:16
Dramma a Catanzaro, si getta dal balcone insieme ai figli: morti la donna e due bimbi, il terzo è grave\n
Il dramma

Catanzaro, donna si lancia dal balcone insieme ai suoi figli: muore lei e il bimbo di 4 anni, l’altro è grave

Il piccolo è stato trasferito d’urgenza in ospedale. Sul posto le squadre volanti e una ambulanza del 118. Ancora poco chiaro il contesto in cui è maturato il gesto estremo
Luana Costa
22 aprile 2026
Ore 05:03
Catanzaro, donna si\u00A0lancia\u00A0dal balcone insieme ai suoi figli:\u00A0muore lei e il bimbo di 4 anni, l’altro è grave\n
CONTROLLI IN CORSO

Santa Maria del Cedro: sequestrate quattro strutture balneari a Santa Maria del Cedro

Le operazioni sono avvenute ieri pomeriggio e sono state condotta dalla Guardia Costiera di Maratea in collaborazione con i carabinieri della compagnia di Scalea. Il provvedimento si sarebbe reso necessario a causa di presunte irregolarità nelle autorizzazioni e nell’occupazione di aree demaniali
Francesca Lagatta
21 aprile 2026
Ore 17:41
Santa Maria del Cedro: sequestrate quattro strutture balneari a Santa Maria del Cedro\n
Affari di famiglia

‘Ndrangheta, l’omicidio di Salvatore Inzillo nella versione della sorella Viola: «Lo hanno ucciso perché abbiamo parlato troppo»

La donna di Sorianello ha perso un fratello nel 2017 e un figlio nel 2018. A novembre 2020 si reca dai magistrati della Dda di Catanzaro e parla. Punta il dito contro i Nesci, racconta dell’avversione per il fidanzamento del nipote con una donna del clan Emanuele. I messaggi, i pettegolezzi, le tragedie familiari e i codici d’onore
Alessia Truzzolillo
21 aprile 2026
Ore 17:17
‘Ndrangheta, l’omicidio di Salvatore Inzillo nella versione della sorella Viola: «Lo hanno ucciso perché abbiamo parlato troppo»\n
La sentenza

Migranti a Camigliatello Silano, crolla l’inchiesta sul caporalato: una condanna e tante assoluzioni | NOMI

Dopo nove anni emesso il giudizio di primo grado sull’inchiesta nata nel 2017 a seguito delle indagini svolte all’epoca dai carabinieri della Compagnia di Cosenza
Antonio Alizzi
21 aprile 2026
Ore 17:00
Migranti a Camigliatello Silano, crolla l’inchiesta sul caporalato: una condanna e tante assoluzioni | NOMI\n
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Catanzaro, si getta dal balcone insieme ai figli. I vicini: «I bambini non meritavano questo, è una tragedia immane»

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