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La “mamma” della ’Ndrangheta a San Luca, i tentacoli nel mondo: ecco la mappa delle cosche attive in tutte le province

Il rapporto della Direzione investigativa antimafia fotografa i legami tra clan e le proiezioni internazionali nel primo semestre 2023. La galassia delle cosche dai quartieri di Reggio Calabria (dove comandano le famiglie storiche) a Catanzaro, con Lamezia territorio «instabile». La pax mafiosa nella Sibaritide e il patto con la politica a Crotone

Redazione Cronaca
18 giugno 202413:19
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La “mamma” della ’Ndrangheta a San Luca, i tentacoli nel mondo: ecco la mappa delle cosche attive in tutte le province

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Base in Calabria e proiezioni in Europa e Sudamerica. La relazione della Dia per il primo semestre 2023 conferma un quadro che resta allarmante riguardo alle capacità di infiltrazione della ’Ndrangheta. 

Le indagini hanno «evidenziato la conferma della proiezione internazionale dei traffici di stupefacenti della ‘ndrangheta, in rapporti con fornitori di cocaina del Centro e del Sudamerica (Colombia, Brasile, Ecuador e Panama) e con organizzazioni paramilitari attive nel settore come il clan del Golfo in Colombia». Confermata anche «l’attività di riciclaggio in diversi Paesi europei (Francia, Germania e Portogallo), mediante l’acquisto di beni di lusso e l’avvio di attività nei settori della ristorazione ed autolavaggi (operazione “Eureka”) grazie anche all’operatività di soggetti di nazionalità cinese (operazione “Aspromonte Emiliano”)». Dati emesi nelle inchiesta Eureka e Aspromonte Emiliano. Il quadro internazionale non allontana, però, i clan dagli interessi a Milano e in Lombardia, «in particolare della cosca Bellocco. Le medesime considerazioni valgono per l’Emilia Romagna, con la presenza delle cosche crotonesi e reggine». 
Ecco la geografia dei clan suddivisa in aree. 

La ’ndrangheta nella città di Reggio Calabria

In provincia di Reggio Calabria «non si registrano significativi mutamenti della criminalità organizzata». Resta ferma, anche in quest’area geografica, una «spiccata capacità di infiltrazione che ha provocato non solo la contaminazione dell’economia legale, condizionando lo sviluppo e la crescita del territorio da tempo relegato agli ultimi posti degli indicatori di crescita economica, della qualità dei servizi e della qualità della vita in generale, ma ha anche sviluppato una crescente e marcata propensione al condizionamento delle Istituzioni locali, prioritariamente finalizzato ad acquisire il controllo di finanziamenti pubblici statali ed europei».

Per la Dia, sulla città di Reggio Calabria si conferma la posizione di supremazia dei casati di ‘ndrangheta storicamente egemoni De Stefano, Condello, Libri e Tegano, così come emerso dalle indagini condotte negli ultimi anni, prima fra tutte l’operazione “Meta” e all’esito del processo “Epicentro”. Nel capoluogo reggino, oltre alle quattro maggiori sopra indicate, sarebbero operanti, tra le altre, anche le cosche Serraino, attiva nel quartiere San Sperato e nelle frazioni di Cataforio, Mosorrofa e Sala di Mosorrofa nonché nel Comune di Cardeto. La cosca Ficara-Latella sarebbe attiva nell’area sud della città mentre la cosca Barreca nella frazione Pellaro. La cosca Lo Giudice sarebbe attiva nel quartiere di Santa Caterina e con prevalenti interessi sul locale mercato ortofrutticolo, interessati da alcune indagini della Polizia di Stato. Le cosche Borghetto-Caridi-Zindato e Rosmini sarebbero attive nei rioni Modena e Ciccarello. La cosca Labate, invece, colpita dalle operazioni Heliantus e Cassa continua, sarebbe attiva nella zona Sud della città. 

Gli investigatori riportano, tra le altre attività, il decreto di sequestro di 45 milioni di euro eseguito il 2 febbraio 2023 a Reggio Calabria, Milano, Messina, Bari e in Florida (Stati Uniti) a carico di due imprenditori attivi nel settore edile e dell’intermediazione immobiliare, i quali nel 2019 sono stati attinti da misura cautelare in carcere, nell’ambito del procedimento “Libro nero”, «poiché ritenuti “imprenditori di riferimento” della cosca Libri, attiva nel capoluogo». I due imprenditori «pur disponendo di una esigua consistenza reddituale, avevano avviato sin dai primi anni ‘90, grazie all’appoggio della cosca Libri, fiorenti attività economiche che consentivano loro di acquisire il controllo di un’importante porzione dell’edilizia reggina e di proiettare i loro interessi sia in Italia che negli Stati Uniti, oltre a quello edile, nel settore immobiliare, dell’editoria, della ristorazione, in quello assicurativo, dei giochi e delle scommesse online». 

Sempre per restare alla città di Reggio Calabria, la cosca Araniti sarebbe attiva nella zona di Sambatello-Gallico, mentre nel quartiere Vito e nei limitrofi Santa Caterina e San Brunello sarebbe attiva la cosca Stillitano, federata con la cosca Condello. Nel quartiere di Santa Caterina opererebbe la cosca Franco, federata con i De Stefano, come emerso nell’ambito dell’operazione “Sistema Reggio” del 2016. La cosca Alampi, federata con quella dei Libri, sarebbe attiva nella frazione cittadina di Trunca. Recenti condanne hanno consistentemente colpito e ridimensionato il sodalizio. Nella frazione di Catona opererebbe la cosca Rugolino, e in quella limitrofa di Gallico la cosca Rodà-Condello.

Mandamento centro, da Bagnara a Bova Marina: i legami storici con la Locride

La geografia delineata dalla Dia continua. Nel comune di Scilla risulta attivo un locale, in cui opererebbe la cosca Nasone-Gaietti (in stringente connessione operativa con gli Alvaro), recentemente colpita dagli esiti dell’operazione “Nuova linea”, che ha confermato anche l’esistenza di un locale operante nel Comune di Bagnara Calabra. Le cosche Zito-Bertuca e Buda Imerti sarebbero attive in Villa San Giovanni, mentre l’area di Melito Porto Salvo ricadrebbe sotto l’influenza criminale della cosca Iamonte. Nei Comuni di Roghudi e Roccaforte del Greco sarebbero attive le consorterie dei Pangallo-Maesano-Favasuli e Zavettieri, che si sono federate dopo gli anni della sanguinosa “faida di Roghudi” risalente agli anni ‘90. Nel comprensorio di San Lorenzo, Bagaladi e Condofuri sarebbe presente la cosca Paviglianiti, che vanta forti legami con quelle dei Flachi, Trovato, Sergi e Papalia, caratterizzate da significative proiezioni lombarde e stabili rapporti con le cosche reggine dei Latella e dei Tegano, nonché con i Trimboli di Platì e gli Iamonte di Melito Porto Salvo. Nel territorio di Condofuri sarebbero presenti i Nucera e i Rodà-Casile, dove insisterebbe l’articolazione territoriale della ‘ndrangheta denominata locale di Gallicianò, così come documentato con l’operazione “El Dorado”.

Mandamento tirrenico: il regno dei Piromalli

«Nella Piana di Gioia Tauro – appunta la Dia – sarebbe confermata la consolidata posizione egemonica della ormai storica cosca Piromalli a cui si affianca la cosca Molè». 

La direzione investigativa antimafia ricorda un decreto di confisca eseguito il 18 maggio 2023 a Gioia Tauro a carico di un imprenditore e un suo omologo anch’egli operante prevalentemente nel settore dei giochi e delle scommesse on line. Già nel mese di giugno 2021 i due, collegati alle cosche Tegano, Franco, Piromalli, Pesce e Bellocco, erano stati destinatari di provvedimento di sequestro. Il valore dei beni confiscati ammonta ad oltre 3 milioni di euro. 

Sempre nella Piana di Gioia Tauro sarebbe ancora operativo il gruppo De Maio-Brandimarte, attivo in diversi settori, tra cui quello principale degli stupefacenti, come testimoniato in varie attività d’indagine concluse negli anni scorsi. Nel comprensorio di Rosarno-San Ferdinando opererebbero le cosche Pesce e Bellocco, «che gestiscono le attività illecite tramite il controllo delle attività portuali, l’infiltrazione dell’economia locale, il traffico di stupefacenti ed armi, le estorsioni e l’usura».

Nel rosarnese opererebbero, inoltre, i Cacciola-Grasso, un gruppo nato dalla scissione della originaria cosca Cacciola tuttora attiva e a questo contrapposta, nonché la cosca Pisano detta “i diavoli di Rosarno”, soprattutto dedita al traffico di stupefacenti.

Nel Comune di Cittanova sarebbero operative le storiche famiglie Facchineri e Albanese-Raso-Gullace. Quest’ultimo locale è stato colpito, ad Albenga (Savona), da un decreto di sequestro patrimoniale, emesso dal Tribunale di Reggio Calabria a carico di un soggetto ritenuto contiguo alla cosca Raso-Gullace-Albanese di Cittanova e da tempo trapiantato il Liguria. Il valore dei ben sequestrati ammonta a circa 400mila euro. Le famiglie Avignone-Zagari-Viola-Fazzari opererebbero invece nel territorio di Taurianova insieme ai sodalizi Sposato-Tallarida, Longo-Versace di Polistena, Polimeni-Gugliotta di Oppido Mamertina, Petullà-Ierace-Auddino, Landini e Foriglio-Tigani di Cinquefrondi. Nel territorio di Anoia opererebbe la ‘ndrina Bianchino.

Mandamento ionico, dalla Locride al mondo: la pace tra Cataldo e Cordì e la nuova cosca a Stilo

San Luca è considerato, tra tutti i locali della ’Ndrangheta, come la “mamma” depositaria della tradizione, della “saggezza” e delle regole istitutive che costituiscono il patrimonio “valoriale” di tutte le cosche. A San Luca sarebbero attive le cosche Pelle-Vottari-Romeo e Nirta-Strangio la cui storica contrapposizione culminò con la ormai nota strage di Duisburg (Germania) del 15 agosto 2007. Proprio attorno agli affari delle cosche della zona ruotano le attività dell’inchiesta Eureka: 4 misure cautelari a carico di 108 persone. «Alcuni dei provvedimenti, convertiti in mandati di arresto europeo, sono stati eseguiti in Germania, Belgio, Francia, Portogallo, Romania e Spagna. Risultano, inoltre, collegate all’inchiesta reggina, quella della Dda di Milano (operazione Money Delivery - 38 misure cautelari) e della Dda di Genova (operazione Sunset - 15 misure cautelari)». Una rete di attività investigative che si dipana in tutta Europa a partire dalle indagini su alcuni soggetti della cosca Nirta di San Luca attiva a Genk (Belgio), dedita, tra l’altro, al narcotraffico internazionale».

Le investigazioni hanno fatto luce sugli affari della famiglia Strangio “Fracascia” di San Luca, fino ad arrivare al locale di ‘ndrangheta di Bianco. Eureka ha definito, «ancora una volta, la dimensione globale degli affari della ‘ndrangheta, esaminando l’operatività di 3 associazioni contigue alle maggiori cosche del mandamento jonico reggino, con basi operative in Calabria e ramificazioni in varie regioni italiane e all’estero. Le 3 consorterie, anche in sinergia tra loro, si rifornivano direttamente da organizzazioni colombiane, ecuadoregne, panamensi e brasiliane, risultando in grado di gestire un canale di importazione del narcotico dal Sud America all’Australia. Sono stati infatti registrati contatti con esponenti del clan del Golfo, preminente organizzazione paramilitare colombiana impegnata nel narcotraffico internazionale. Più nel dettaglio, le investigazioni, hanno permesso di accertare che, tra maggio 2020 e gennaio 2022, sono state movimentate oltre 6 tonnellate di cocaina, delle quali più della metà oggetto di sequestro: i flussi di denaro riconducibili alle compravendite dello stupefacente venivano gestiti da organizzazioni composte da soggetti di nazionalità straniera, specializzati nel “pick-up money”, o da spalloni, che spostavano il denaro contante sul territorio europeo». In Germania, l’organizzazione calabrese avrebbe investito soprattutto in gelaterie, mentre in Portogallo in ristoranti. In altri casi è emerso come la consorteria dei Morabito avesse offerto un container di armi da guerra, da approvvigionarsi tramite non meglio identificati soggetti pakistani, ad un’organizzazione paramilitare brasiliana che, in cambio, avrebbe spedito ingenti quantità di stupefacente nel porto di Gioia Tauro.

Nel locale di Platì permarrebbe attiva la cosca Barbaro-Trimboli-Marando mentre nel locale di Africo opererebbe la cosca Morabito-Palamara-Bruzzaniti. Nel versante jonico è insediato il locale di Siderno con la cosca Commisso, contrapposta a quella dei Costa.

A Monasterace e nei Comuni limitrofi di Stilo, Riace, Stignano, Caulonia e Camini opererebbe la cosca Ruga-Metastasio-Leuzzi, avente legami con la cosca Gallace, attiva nella vicina Guardavalle (Catanzaro). Nel Comune di Stilo sarebbe stata documentata l’operatività di un nuovo locale di ‘ndrangheta, confederato al locale di Gerocarne (Vibo Valentia). Nel contesto di Caulonia sarebbe attiva la cosca Vallelonga. Di Caulonia sono originarie anche le famiglie Maiolo e Manno colpite, a dicembre del 2022, dagli esiti dell’operazione “Caino” riguardante traffico di stupefacenti, tentata estorsione ed usura nonché minacce per favorire l’elezione di un candidato sindaco. 

A Locri sarebbero ancora attive le due cosche Cordì e Cataldo, le quali, dopo quarant’anni di cruente faide, avrebbero raggiunto uno stabile accordo per la spartizione degli affari illeciti.

Nel Comune di Sant’Ilario dello Jonio sarebbe attiva la cosca Belcastro-Romeo, mentre nel Comune di Careri risulterebbero attive le famiglie Cua-Rizieto, Ietto e Pipicella, legate alle vicine cosche di San Luca e Platì. Nel Comune di Bruzzano Zeffirio sarebbe attiva la cosca Talia-Rodà.
Nel Comune di Antonimina opererebbe la cosca Romano, ad Ardore la cosca Varacalli, a Canolo la cosca Raso, a Ciminà le cosche Nesci e Spagnolo e a Cirella di Platì la cosca Fabiano.

In provincia di Catanzaro l’area «più instabile» è Lamezia

Sono quattro le aree geo-criminali in cui la Dia suddivide la provincia di Catanzaro. Un’area in cui «si rileva l’operatività delle storiche cosche di ‘ndrangheta che esercitano il loro potere evitando ogni contrasto tra loro». L’area «più instabile» è quella di Lamezia Terme, ove continuerebbero a operare le famiglie dei Iannazzo, dei Giampà, dei Cerra-Torcasio-Gualtieri.

Nel territorio di Soverato opera la famiglia dei Gallace, collegata con le potenti cosche della provincia di Reggio Calabria e con altri gruppi ben radicati in Italia ed all’estero. A essa sono collegate le cosche Iozzo-Chieferi, Procopio-Lentini, Galleli e Mongiardo. 

Per quanto attiene al territorio della città di Catanzaro, sottolinea la Dia, sarebbero operative cosche locali (i Gaglianesi e gli Zingari) collegate a quelle della provincia di Crotone, quali Grande Aracri e Arena. Nei comuni limitrofi della città e, più precisamente, quelli del litorale costiero (Nocera Terinese e Falerna) sarebbe operativo il clan Bagalà, alleato con la famiglia Iannazzo, mentre nell’area del Monte Reventino, sarebbe attiva la famiglia Scalise contrapposta a quella dei Mezzatesta. 

Nel quartiere Aranceto, a sud del capoluogo e roccaforte dei gruppi di etnia Rom, risultano presenti le famiglie Bevilacqua e Passalacqua dedite prevalentemente allo spaccio di sostanze stupefacenti ed ai furti di autoveicoli, colpite da recenti operazioni di polizia che ne avrebbero ridimensionato l’operatività. Nei quartieri Santa Maria e Lido, si confermerebbe la presenza delle famiglie di etnia rom Berlingieri, Passalacqua e Abbruzzese, attive nel settore degli stupefacenti e del racket delle estorsioni.

Provincia di Vibo Valentia, Mancuso egemoni: ecco gli altri clan dalle Serre alla costa

Per quanto riguarda il territorio della provincia di Vibo Valentia, scrive la Dia, esso è caratterizzato dalla presenza di numerose cosche di ‘ndrangheta, tutte variamente soggette all’influenza della cosca Mancuso. Questa risulterebbe essere la più attiva nei Comuni di Nicotera e di Limbadi e continuerebbe ad affermare il proprio potere criminale mediante «la gestione del traffico di stupefacenti, del gioco d’azzardo e delle attività estorsive. Altro ambito di sicuro interesse dei Mancuso e dei gruppi criminali presenti nella provincia vibonese è rappresentato dal settore turistico-alberghiero, particolarmente sviluppato nel versante tirrenico con la presenza di numerosi villaggi turistici e strutture ricettive». 

Per quanto riguarda la città di Vibo Valentia, si registrerebbe la presenza dei Lo Bianco-Barba, dei Camillò-Pardea e dei Pugliese, mentre nel litorale del capoluogo agirebbe quella dei Mantino-Tripodi che vanterebbe proiezioni anche fuori regione. In periferia, attivo il locale di Piscopio.

Nella zona ricompresa tra i comuni di Maierato, Stefanaconi e Sant’Onofrio sarebbero attive, rispettivamente, le famiglie Petrolo, Patania e Bonavota. Nell’area di Serra San Bruno sarebbe operativa la famiglia Vallelunga e nel comune di Soriano Calabro quella degli Emanuele, contrapposta a quella dei Loielo. Nell’area di Zungri e Briatico sarebbero attive le famiglie degli Accorinti-Fiammingo-Barbieri-Bonavena, a Tropea quella dei La Rosa, mentre nei comuni di Pizzo Calabro, Francavilla Angitola, Filogaso e Maierato opererebbero le famiglie Fiumara, Manco e Cracolici.

Glicine-Acheronte e i rapporti tra clan e politica a Crotone

Sono i Grande Aracri la cosca più ingombrante in provincia di Crotone. I cutresi sono «da anni ormai punto di riferimento di altre consorterie criminali del territorio, con significative proiezioni anche nel Nord Italia. Nel capoluogo risulterebbero operative le famiglie Vrenna-Corigliano-Bonaventura e Barilari-Foschini. La famiglia Tornicchio-Manetta rimarrebbe operativa in località Cantorato, mentre i Megna e i Russelli sarebbero attivi nella frazione di Papanice a sud del capoluogo. Nell’area del Comune di Isola di Capo Rizzuto opererebbero gli Arena-Nicoscia-Manfredi.

La Dia sottolinea l’importanza dell’inchiesta Glicine-Acheronte del 27 giugno 2023: «Le indagini, supportate da complessa attività tecnica, erano dirette nei confronti di soggetti contigui ed appartenenti a ‘ndrine della Calabria, attive nel comprensorio delle province di Catanzaro e Crotone, nella fattispecie riconducibili alle famiglie Bonaventura, Aracri, Arena, Grande Aracri, Trapasso e Ferrazzo. Fin dall’avvio delle attività investigative sono emerse commistioni fra alcuni esponenti dei sodalizi sopra indicati, imprenditori e personaggi del panorama politico-istituzionale».

La confederazione cosentina e la galassia di clan nella Sibaritide

La confederazione di cosche a Cosenza e nell’hinterland si compone di 7 diverse articolazioni ’ndranghetiste «con un sostanziale e unitario assetto strutturale». 

I gruppi sarebbero quello dei Patitucci e dei Porcaro, dei D’Ambrosio, degli Zingari-Bruzzese e de “gli altri Zingari”, tutti operanti nel territorio della città. Il gruppo Presta agirebbe invece nelle aree ricadenti nel Comune di Roggiano Gravina e quello dei Di Puppo a Rende. A Fuscaldo sarebbe operativo il gruppo Tundis contrapposto alla cosca Scofano-Martello-Ditto-La Rosa. Ad Amantea invece risulterebbe la presenza di due gruppi criminali distinti: da un lato i Gentile-Guido-Africano e, dall’altro, i Besaldo che manterrebbero rapporti di non belligeranza solo ai fini del perseguimento dei reciproci interessi illeciti. 

A San Lucido risulterebbero attive le cosche Carbone e Tundis, mentre a Paola opererebbe la cosca dei Serpa, contrapposta a quella Scofano-Martello-Ditto-La Rosa. 

Il Comune di Corigliano-Rossano, divenuto il terzo Comune della Calabria per numero di abitanti dopo la fusione, continuerebbe ad essere interessato da molteplici dinamiche criminali già esistenti all’epoca delle due aree urbane originarie. Corigliano sarebbe infatti sotto l’influenza criminale delle contrapposte famiglie dei Barilari e dei Conocchia. I Barilari avrebbero stretto alleanze sia con la famiglia Acri di Rossano, sia con la cosca degli Zingari-Abbruzzese attiva a Cassano allo Jonio. I Conocchia invece, già affiliati alla vecchia famiglia Carelli, risulterebbero avere legami con cosche reggine. 

Nell’area di Rossano invece opererebbe la cosca Acri-Morfò, le cui attività criminali prevalenti sarebbero le estorsioni, il traffico e lo spaccio di stupefacenti, la gestione e il controllo di appalti pubblici e il riciclaggio con reinvestimenti nella torrefazione e prodotti derivati, nei servizi di vigilanza, nella distribuzione di prodotti da forno e di altri generi alimentari, nel noleggio di videogiochi anche di genere illecito. 

Nell’area dei Comuni di Campana e Mandatoriccio, come è emerso già dall’operazione Stige, opererebbe un gruppo criminale capeggiato dalla famiglia Santoro (subordinato alla cosca cirotana Farao-Marincola) prevalentemente dedito ad estorsioni e spaccio di stupefacenti, pascolo abusivo, taglio non autorizzato di boschi, furti di bestiame e occupazione di terreni con reinvestimenti nei settori dell’agricoltura e del commercio. 

Ad Altomonte opererebbe il sodalizio dei Magliari, dedito alle estorsioni in danno di commercianti e imprenditori del luogo e al traffico di stupefacenti. Il gruppo manterrebbe anche rapporti di affiliazione con il locale Farao-Marincola di Cirò, nonché con i Forastefano di Cassano all’Ionio. In quest’ultimo paese insisterebbero due importanti consorterie criminali, tra le più agguerrite della provincia di Cosenza: quella dei cosiddetti Zingari, riconducibile alla famiglia Abbruzzese attiva tra Cassano All’Ionio e Cosenza, e quella citata dei Forastefano. I due clan, dopo un periodo conflittuale, si sono riavvicinati e risulterebbero ora alleati nel traffico di stupefacenti e nelle estorsioni.

Nel semestre in esame, la Dia segnala l’attività d’indagine “Gentleman 2”, condotta dalla Dda di Catanzaro insieme alle autorità giudiziarie di Germania e Belgio e con la partecipazione anche dei rispettivi rappresentanti di Eurojust, proprio nei confronti delle ‘ndrine Forastefano-Abbruzzese, operanti nell’area dell’alto Jonio cosentino. 

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguita dalla Guardia di finanza di Cosenza, ha riguardato 26 soggetti ritenuti responsabili del reato di associazione mafiosa finalizzata al traffico di droga ed armi. Le indagini si sono sviluppate, con la collaborazione dei collaterali franco-olandesi, anche mediante la decodificazione di conversazioni intrattenute con i criptofonini.

 

 

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Ore 18:29
Catanzaro insiste su campagna di prevenzione oncologica
Politica

Occhiuto fa fermare le proteste, il PD non si ferma

22 ottobre 2026
Ore 11:43
Occhiuto fa fermare le proteste, il PD non si ferma
Società

Catanzaro insiste su campagna di prevenzione oncologica

21 ottobre 2026
Ore 18:29
Catanzaro insiste su campagna di prevenzione oncologica
Società

Pizzo, il Ministro Foti al battesimo del mare

22 ottobre 2026
Ore 11:50
Pizzo, il Ministro Foti al battesimo del mare
Società

Cosenza, studenti in piazza contro il carovita

22 ottobre 2026
Ore 11:45
Cosenza, studenti in piazza contro il carovita
Politica

Occhiuto fa fermare le proteste, il PD non si ferma

22 ottobre 2026
Ore 11:43
Occhiuto fa fermare le proteste, il PD non si ferma
Società

Catanzaro insiste su campagna di prevenzione oncologica

21 ottobre 2026
Ore 18:29
Catanzaro insiste su campagna di prevenzione oncologica
Società

Pizzo, il Ministro Foti al battesimo del mare

22 ottobre 2026
Ore 11:50
Pizzo, il Ministro Foti al battesimo del mare
Società

Cosenza, studenti in piazza contro il carovita

22 ottobre 2026
Ore 11:45
Cosenza, studenti in piazza contro il carovita
Protesta studentesca

Mille studenti in piazza a Cosenza, anche una mamma tra i ragazzi: «La famiglia non basta, i nostri figli non hanno riferimenti»

Corteo pacifico tra cori e striscioni contro il governo Meloni, al fianco di agricoltori e autotrasportatori. In piazza anche Gaia, che festeggia i suoi 18 anni manifestando per il futuro della sua generazione
Riccardo Montanaro
22 ottobre 2026
Ore 17:48
Mille studenti in piazza a Cosenza,\u00A0anche una mamma tra i ragazzi: «La famiglia non basta, i nostri figli non hanno riferimenti»\n
I soldi dei clan

La banca clandestina della ’ndrangheta, nei file segreti c’è il tesoro delle mafie: 47 milioni convertiti in criptovalute

La Guardia di finanza recupera dai dispositivi di Paolo Pelaggi le «Schede», la «Lavagna» e la «Situazione generale»: un sistema per seguire flussi di denaro, contanti e wallet digitali. In otto mesi, ricostruiti movimenti monstre: «Sto facendo più di 600 milioni di fatture»
Pablo Petrasso
22 ottobre 2026
Ore 16:47
La banca clandestina della ’ndrangheta, nei file segreti c’è il tesoro delle mafie: 47 milioni convertiti in criptovalute\n
Casa circondariale “Sergio Cosmai”

Droga e telefoni nel carcere di Cosenza: 36 indagati. Agente della Penitenziaria accusato di corruzione | NOMI

Secondo la Procura, l'assistente capo addetto alle videochiamate avrebbe accettato hashish, droga e un orologio in cambio di favori ai detenuti. Contestato anche l'uso illecito di cellulari a decine di reclusi
Antonio Alizzi
22 ottobre 2026
Ore 16:10
Droga e telefoni nel carcere di Cosenza: 36 indagati. Agente della Penitenziaria accusato di corruzione | NOMI\n
Il verdetto

Omicidio Pasquale Aquino, tre condanne: trent’anni di carcere a Le Pera

La Corte d’Assise di Cosenza infligge 28 anni a Giorgio Arturi e 23 a Manuel Intrieri. La Dda aveva chiesto l’ergastolo per il presunto esecutore del delitto
Antonio Alizzi
22 ottobre 2026
Ore 16:09
Omicidio Pasquale Aquino, tre condanne: trent’anni di carcere a Le Pera\n
La protesta continua

“I prezzi alle stelle, le scuole alle stalle”: un migliaio di studenti da Vibo al presidio di Sant’Onofrio, le voci di una protesta pacifica che non vuole morire

VIDEO | Manifestazione in sostegno delle categorie in lotta allo svincolo autostradale dopo l’annuncio della smobilitazione degli autotrasportatori. Rigettata ogni forma di violenza: «Non siamo con chi spacca le vetrine ma siamo qui anche per difendere i nostri diritti»
Stefano Mandarano
22 ottobre 2026
Ore 15:50
“I prezzi alle stelle, le scuole alle stalle”: un migliaio di studenti da Vibo al presidio di Sant’Onofrio, le voci di una protesta pacifica che non vuole morire\n
La dichiarazione

Reset, Pino Munno dopo l’assoluzione: «Si chiude un capitolo buio»

La Corte d’Appello ha dichiarato inammissibile l’impugnazione della Dda. L’ex assessore: «La verità prima o poi viene fuori»
Redazione
22 ottobre 2026
Ore 15:39
Reset, Pino Munno dopo l’assoluzione: «Si chiude un capitolo buio»\n
Il caso

Virus Shamonda, primo contagio umano in Francia: morto un paziente. Casi anche negli allevamenti italiani, cosa sappiamo

L'infezione è stata individuata in una persona gravemente immunodepressa. Le autorità sanitarie stanno verificando il possibile legame con il decesso. L'Ecdc segue l'evoluzione della situazione, mentre l'Oms ritiene improbabile una diffusione su larga scala
Redazione Conaca
22 ottobre 2026
Ore 15:30
Virus Shamonda, primo contagio umano in Francia: morto un paziente. Casi anche negli allevamenti italiani, cosa sappiamo\n
L’intervista

«Amareggiati dalla decisione di Fedralog, ma noi continuiamo a combattere»: gli agricoltori di Mta non smobilitano dal Vibonese e rilanciano

Dopo la sospensione del fermo da parte degli autotrasportatori, il Movimento Territorio e Agricoltura annuncia nuovi presidi a Pizzo e Botricello. Matteo Talarico: «Non possiamo mollare, non abbiamo alternativa al fallimento»
Cristina Iannuzzi
22 ottobre 2026
Ore 14:28
«Amareggiati dalla decisione di Fedralog, ma noi continuiamo a combattere»: gli agricoltori di Mta non smobilitano dal Vibonese e rilanciano\n
Il blitz

’Ndrangheta, i clan del Reggino nei cantieri del terremoto: i dettagli dell’inchiesta sui milioni della ricostruzione nelle Marche

L’indagine della Dda di Ancona punta sulla scalata iniziata negli anni 90 di un imprenditore legato alle cosche Avignone e Crea: accertamenti su un giro di fatture da 8 milioni di euro e sui subappalti post-sisma. Nelle carte intrecci tra mafia calabrese, clan dei Casalesi, frodi sui fondi pubblici e corruzione negli appalti della sanità e dell’edilizia universitaria
Redazione Cronaca
22 ottobre 2026
Ore 14:10
’Ndrangheta, i clan del Reggino nei cantieri del terremoto: i dettagli dell’inchiesta sui milioni della ricostruzione nelle Marche\n
carovita

Castrovillari, gli agricoltori sospendono il presidio dopo l’incontro con Salvini in attesa delle risposte del 27 ottobre

Lo stop arriva con riserva. Il 27 ottobre al ministero dei Trasporti si riunisce il tavolo con autotrasporto, Palazzo Chigi, Mef e Mimit, e da lì gli attivisti aspettano misure per la filiera e contro il carovita.
Franco Sangiovanni
22 ottobre 2026
Ore 13:16
Castrovillari, gli agricoltori sospendono il presidio dopo l’incontro con Salvini in attesa delle risposte del 27 ottobre\n
La decisione

Operazione Teorema, revocato il divieto di dimora all’avvocato Francesco Manica: accolte le ragioni della difesa

Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha ritenuto non più sussistenti le esigenze cautelari legate al rischio di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio
Redazione Cronaca
22 ottobre 2026
Ore 13:14
Operazione Teorema, revocato il divieto di dimora all’avvocato Francesco Manica: accolte le ragioni della difesa\n
L’Operazione

Traffico di opere d’arte false, 10 indagati e sequestri anche in Calabria: spacciavano finte opere dell’Ottocento napoletano

Inchiesta della Procura di Torre Annunziata e blitz del Nucleo tutela patrimonio culturale di Cosenza: 84 vendite online anche all'estero. L’organizzazione aveva base in Campania ma era attiva anche a Reggio
Redazione Cronaca
22 ottobre 2026
Ore 10:33
Traffico di opere d’arte false, 10 indagati e sequestri anche in Calabria: spacciavano finte opere dell’Ottocento\u00A0napoletano\n
Ritorno alla normalità

Supermercati di nuovo riforniti in Calabria dopo lo stop ai Tir: tornano frutta, verdura e carburanti

La sospensione della protesta decisa da Fedralog riattiva le consegne nei negozi da nord a sud della regione. Restano alcune difficoltà nella distribuzione, mentre la Prefettura di Catanzaro mette a disposizione le scorte della polizia
Redazione Cronaca
22 ottobre 2026
Ore 10:19
Supermercati di nuovo riforniti in Calabria dopo lo stop ai Tir: tornano frutta, verdura e carburanti\n
Il sit-in

Tir, protesta sospesa ma nel Cosentino il presidio dei cittadini prosegue sulla Statale 18

A Tortora una cinquantina di persone tra autotrasportatori, cittadini, studenti e commercianti mantengono alta l’attenzione dopo lo stop al fermo dei camion in Calabria
Redazione
22 ottobre 2026
Ore 10:09
Tir, protesta sospesa ma nel Cosentino il presidio dei cittadini prosegue sulla Statale 18\n
La situazione

Caro carburante, Fedralog sospende il blocco ma nel Reggino le proteste non si fermano

Smobilitati i punti critici di Campo Calabro, Gallico e Gioia Tauro. A Grotteria Mare ore di attesa, mentre sulla sulla 106 a Caulonia nasce un nuovo presidio
Ilario Balì
22 ottobre 2026
Ore 09:51
Caro carburante, Fedralog sospende il blocco ma nel Reggino le proteste non si fermano\n
Il giorno dopo

Protesta dei Tir, a Vibo la smobilitazione di Fedralog spacca gli autotrasportatori e spiazza i commercianti ma gli agricoltori non mollano. E arrivano gli studenti

VIDEO | Dopo lo stop ai presidi deciso dalla rappresentanza sindacale allo svincolo di Sant’Onofrio arrivano comunque gli studenti vibonesi accolti dal coordinatore del Movimento Territorio e Agricoltura che rilancia la mobilitazione, mentre a Vazzano proseguono i presidi con il sostegno degli amministratori delle Serre
Enrico De Girolamo
22 ottobre 2026
Ore 09:27
Protesta dei Tir, a\u00A0Vibo la smobilitazione di Fedralog spacca gli autotrasportatori e spiazza i commercianti ma gli agricoltori non mollano. E arrivano gli studenti\n
Scaffali vuoti

Quintali di pesce già buttati, frutta e carne a rischio: allarme in Calabria e Campania per il cibo marcito nei magazzini

I centri distributivi di Napoli e Cosenza sono pieni, ma i camion non partono e i negozi restano senza prodotti. Federdistribuzione denuncia lo spreco di alimenti deperibili e lancia l’allarme: a rischio anche le consegne al terzo settore
Redazione Cronaca
22 ottobre 2026
Ore 09:23
Quintali di pesce già buttati, frutta e carne a rischio:\u00A0allarme in Calabria e Campania per il cibo marcito nei magazzini\n
Presìdi sotto la lente

Possibili infiltrazioni criminali nelle proteste degli agricoltori in Calabria, la commissione Antimafia si attiva

La presidente e deputata di FdI Colosimo risponde positivamente alla richiesta del senatore e collega di partito Silvestroni: «Dalle prime verifiche emersi importanti elementi di riscontro e circostanze che appaiono meritevoli di approfondimenti»
Redazione Cronaca
22 ottobre 2026
Ore 08:00
Possibili infiltrazioni criminali nelle proteste degli agricoltori in Calabria, la commissione Antimafia si attiva\n
la replica

Disordini all’Unical dopo il malore di un docente nel giorno delle lauree. Il rettore: «Sconcerto per la mancanza di sensibilità davanti all’emergenza»

La seduta è stata ricalendarizzata dopo l’improvviso problema di salute di un professore. Alcuni familiari avrebbero bloccato un’altra sessione di laurea. Greco: «Comportamenti inaccettabili». L’Ateneo ha poi ricomposto una commissione sostitutiva e garantito le proclamazioni
Redazione
22 ottobre 2026
Ore 07:46
\n\nDisordini all’Unical dopo il malore di un docente nel giorno delle lauree. Il rettore: «Sconcerto per la mancanza di sensibilità davanti all’emergenza»\n\n\n
Caos al presidio

Sciopero dei Tir, manifestante investito nel Cosentino: indaga la polizia

L’episodio è avvenuto ieri sera a Montalto Uffugo: l’uomo ha riportato ferite a una mano e lievi contusioni. Soccorso dai sanitari del 118 si è recato in ospedale per le cure del caso
Redazione Cronaca
22 ottobre 2026
Ore 06:39
Sciopero dei Tir, manifestante investito nel Cosentino: indaga la polizia\n
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