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La “mamma” della ’Ndrangheta a San Luca, i tentacoli nel mondo: ecco la mappa delle cosche attive in tutte le province

Il rapporto della Direzione investigativa antimafia fotografa i legami tra clan e le proiezioni internazionali nel primo semestre 2023. La galassia delle cosche dai quartieri di Reggio Calabria (dove comandano le famiglie storiche) a Catanzaro, con Lamezia territorio «instabile». La pax mafiosa nella Sibaritide e il patto con la politica a Crotone

Redazione Cronaca
18 giugno 202413:19
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La “mamma” della ’Ndrangheta a San Luca, i tentacoli nel mondo: ecco la mappa delle cosche attive in tutte le province

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Base in Calabria e proiezioni in Europa e Sudamerica. La relazione della Dia per il primo semestre 2023 conferma un quadro che resta allarmante riguardo alle capacità di infiltrazione della ’Ndrangheta. 

Le indagini hanno «evidenziato la conferma della proiezione internazionale dei traffici di stupefacenti della ‘ndrangheta, in rapporti con fornitori di cocaina del Centro e del Sudamerica (Colombia, Brasile, Ecuador e Panama) e con organizzazioni paramilitari attive nel settore come il clan del Golfo in Colombia». Confermata anche «l’attività di riciclaggio in diversi Paesi europei (Francia, Germania e Portogallo), mediante l’acquisto di beni di lusso e l’avvio di attività nei settori della ristorazione ed autolavaggi (operazione “Eureka”) grazie anche all’operatività di soggetti di nazionalità cinese (operazione “Aspromonte Emiliano”)». Dati emesi nelle inchiesta Eureka e Aspromonte Emiliano. Il quadro internazionale non allontana, però, i clan dagli interessi a Milano e in Lombardia, «in particolare della cosca Bellocco. Le medesime considerazioni valgono per l’Emilia Romagna, con la presenza delle cosche crotonesi e reggine». 
Ecco la geografia dei clan suddivisa in aree. 

La ’ndrangheta nella città di Reggio Calabria

In provincia di Reggio Calabria «non si registrano significativi mutamenti della criminalità organizzata». Resta ferma, anche in quest’area geografica, una «spiccata capacità di infiltrazione che ha provocato non solo la contaminazione dell’economia legale, condizionando lo sviluppo e la crescita del territorio da tempo relegato agli ultimi posti degli indicatori di crescita economica, della qualità dei servizi e della qualità della vita in generale, ma ha anche sviluppato una crescente e marcata propensione al condizionamento delle Istituzioni locali, prioritariamente finalizzato ad acquisire il controllo di finanziamenti pubblici statali ed europei».

Per la Dia, sulla città di Reggio Calabria si conferma la posizione di supremazia dei casati di ‘ndrangheta storicamente egemoni De Stefano, Condello, Libri e Tegano, così come emerso dalle indagini condotte negli ultimi anni, prima fra tutte l’operazione “Meta” e all’esito del processo “Epicentro”. Nel capoluogo reggino, oltre alle quattro maggiori sopra indicate, sarebbero operanti, tra le altre, anche le cosche Serraino, attiva nel quartiere San Sperato e nelle frazioni di Cataforio, Mosorrofa e Sala di Mosorrofa nonché nel Comune di Cardeto. La cosca Ficara-Latella sarebbe attiva nell’area sud della città mentre la cosca Barreca nella frazione Pellaro. La cosca Lo Giudice sarebbe attiva nel quartiere di Santa Caterina e con prevalenti interessi sul locale mercato ortofrutticolo, interessati da alcune indagini della Polizia di Stato. Le cosche Borghetto-Caridi-Zindato e Rosmini sarebbero attive nei rioni Modena e Ciccarello. La cosca Labate, invece, colpita dalle operazioni Heliantus e Cassa continua, sarebbe attiva nella zona Sud della città. 

Gli investigatori riportano, tra le altre attività, il decreto di sequestro di 45 milioni di euro eseguito il 2 febbraio 2023 a Reggio Calabria, Milano, Messina, Bari e in Florida (Stati Uniti) a carico di due imprenditori attivi nel settore edile e dell’intermediazione immobiliare, i quali nel 2019 sono stati attinti da misura cautelare in carcere, nell’ambito del procedimento “Libro nero”, «poiché ritenuti “imprenditori di riferimento” della cosca Libri, attiva nel capoluogo». I due imprenditori «pur disponendo di una esigua consistenza reddituale, avevano avviato sin dai primi anni ‘90, grazie all’appoggio della cosca Libri, fiorenti attività economiche che consentivano loro di acquisire il controllo di un’importante porzione dell’edilizia reggina e di proiettare i loro interessi sia in Italia che negli Stati Uniti, oltre a quello edile, nel settore immobiliare, dell’editoria, della ristorazione, in quello assicurativo, dei giochi e delle scommesse online». 

Sempre per restare alla città di Reggio Calabria, la cosca Araniti sarebbe attiva nella zona di Sambatello-Gallico, mentre nel quartiere Vito e nei limitrofi Santa Caterina e San Brunello sarebbe attiva la cosca Stillitano, federata con la cosca Condello. Nel quartiere di Santa Caterina opererebbe la cosca Franco, federata con i De Stefano, come emerso nell’ambito dell’operazione “Sistema Reggio” del 2016. La cosca Alampi, federata con quella dei Libri, sarebbe attiva nella frazione cittadina di Trunca. Recenti condanne hanno consistentemente colpito e ridimensionato il sodalizio. Nella frazione di Catona opererebbe la cosca Rugolino, e in quella limitrofa di Gallico la cosca Rodà-Condello.

Mandamento centro, da Bagnara a Bova Marina: i legami storici con la Locride

La geografia delineata dalla Dia continua. Nel comune di Scilla risulta attivo un locale, in cui opererebbe la cosca Nasone-Gaietti (in stringente connessione operativa con gli Alvaro), recentemente colpita dagli esiti dell’operazione “Nuova linea”, che ha confermato anche l’esistenza di un locale operante nel Comune di Bagnara Calabra. Le cosche Zito-Bertuca e Buda Imerti sarebbero attive in Villa San Giovanni, mentre l’area di Melito Porto Salvo ricadrebbe sotto l’influenza criminale della cosca Iamonte. Nei Comuni di Roghudi e Roccaforte del Greco sarebbero attive le consorterie dei Pangallo-Maesano-Favasuli e Zavettieri, che si sono federate dopo gli anni della sanguinosa “faida di Roghudi” risalente agli anni ‘90. Nel comprensorio di San Lorenzo, Bagaladi e Condofuri sarebbe presente la cosca Paviglianiti, che vanta forti legami con quelle dei Flachi, Trovato, Sergi e Papalia, caratterizzate da significative proiezioni lombarde e stabili rapporti con le cosche reggine dei Latella e dei Tegano, nonché con i Trimboli di Platì e gli Iamonte di Melito Porto Salvo. Nel territorio di Condofuri sarebbero presenti i Nucera e i Rodà-Casile, dove insisterebbe l’articolazione territoriale della ‘ndrangheta denominata locale di Gallicianò, così come documentato con l’operazione “El Dorado”.

Mandamento tirrenico: il regno dei Piromalli

«Nella Piana di Gioia Tauro – appunta la Dia – sarebbe confermata la consolidata posizione egemonica della ormai storica cosca Piromalli a cui si affianca la cosca Molè». 

La direzione investigativa antimafia ricorda un decreto di confisca eseguito il 18 maggio 2023 a Gioia Tauro a carico di un imprenditore e un suo omologo anch’egli operante prevalentemente nel settore dei giochi e delle scommesse on line. Già nel mese di giugno 2021 i due, collegati alle cosche Tegano, Franco, Piromalli, Pesce e Bellocco, erano stati destinatari di provvedimento di sequestro. Il valore dei beni confiscati ammonta ad oltre 3 milioni di euro. 

Sempre nella Piana di Gioia Tauro sarebbe ancora operativo il gruppo De Maio-Brandimarte, attivo in diversi settori, tra cui quello principale degli stupefacenti, come testimoniato in varie attività d’indagine concluse negli anni scorsi. Nel comprensorio di Rosarno-San Ferdinando opererebbero le cosche Pesce e Bellocco, «che gestiscono le attività illecite tramite il controllo delle attività portuali, l’infiltrazione dell’economia locale, il traffico di stupefacenti ed armi, le estorsioni e l’usura».

Nel rosarnese opererebbero, inoltre, i Cacciola-Grasso, un gruppo nato dalla scissione della originaria cosca Cacciola tuttora attiva e a questo contrapposta, nonché la cosca Pisano detta “i diavoli di Rosarno”, soprattutto dedita al traffico di stupefacenti.

Nel Comune di Cittanova sarebbero operative le storiche famiglie Facchineri e Albanese-Raso-Gullace. Quest’ultimo locale è stato colpito, ad Albenga (Savona), da un decreto di sequestro patrimoniale, emesso dal Tribunale di Reggio Calabria a carico di un soggetto ritenuto contiguo alla cosca Raso-Gullace-Albanese di Cittanova e da tempo trapiantato il Liguria. Il valore dei ben sequestrati ammonta a circa 400mila euro. Le famiglie Avignone-Zagari-Viola-Fazzari opererebbero invece nel territorio di Taurianova insieme ai sodalizi Sposato-Tallarida, Longo-Versace di Polistena, Polimeni-Gugliotta di Oppido Mamertina, Petullà-Ierace-Auddino, Landini e Foriglio-Tigani di Cinquefrondi. Nel territorio di Anoia opererebbe la ‘ndrina Bianchino.

Mandamento ionico, dalla Locride al mondo: la pace tra Cataldo e Cordì e la nuova cosca a Stilo

San Luca è considerato, tra tutti i locali della ’Ndrangheta, come la “mamma” depositaria della tradizione, della “saggezza” e delle regole istitutive che costituiscono il patrimonio “valoriale” di tutte le cosche. A San Luca sarebbero attive le cosche Pelle-Vottari-Romeo e Nirta-Strangio la cui storica contrapposizione culminò con la ormai nota strage di Duisburg (Germania) del 15 agosto 2007. Proprio attorno agli affari delle cosche della zona ruotano le attività dell’inchiesta Eureka: 4 misure cautelari a carico di 108 persone. «Alcuni dei provvedimenti, convertiti in mandati di arresto europeo, sono stati eseguiti in Germania, Belgio, Francia, Portogallo, Romania e Spagna. Risultano, inoltre, collegate all’inchiesta reggina, quella della Dda di Milano (operazione Money Delivery - 38 misure cautelari) e della Dda di Genova (operazione Sunset - 15 misure cautelari)». Una rete di attività investigative che si dipana in tutta Europa a partire dalle indagini su alcuni soggetti della cosca Nirta di San Luca attiva a Genk (Belgio), dedita, tra l’altro, al narcotraffico internazionale».

Le investigazioni hanno fatto luce sugli affari della famiglia Strangio “Fracascia” di San Luca, fino ad arrivare al locale di ‘ndrangheta di Bianco. Eureka ha definito, «ancora una volta, la dimensione globale degli affari della ‘ndrangheta, esaminando l’operatività di 3 associazioni contigue alle maggiori cosche del mandamento jonico reggino, con basi operative in Calabria e ramificazioni in varie regioni italiane e all’estero. Le 3 consorterie, anche in sinergia tra loro, si rifornivano direttamente da organizzazioni colombiane, ecuadoregne, panamensi e brasiliane, risultando in grado di gestire un canale di importazione del narcotico dal Sud America all’Australia. Sono stati infatti registrati contatti con esponenti del clan del Golfo, preminente organizzazione paramilitare colombiana impegnata nel narcotraffico internazionale. Più nel dettaglio, le investigazioni, hanno permesso di accertare che, tra maggio 2020 e gennaio 2022, sono state movimentate oltre 6 tonnellate di cocaina, delle quali più della metà oggetto di sequestro: i flussi di denaro riconducibili alle compravendite dello stupefacente venivano gestiti da organizzazioni composte da soggetti di nazionalità straniera, specializzati nel “pick-up money”, o da spalloni, che spostavano il denaro contante sul territorio europeo». In Germania, l’organizzazione calabrese avrebbe investito soprattutto in gelaterie, mentre in Portogallo in ristoranti. In altri casi è emerso come la consorteria dei Morabito avesse offerto un container di armi da guerra, da approvvigionarsi tramite non meglio identificati soggetti pakistani, ad un’organizzazione paramilitare brasiliana che, in cambio, avrebbe spedito ingenti quantità di stupefacente nel porto di Gioia Tauro.

Nel locale di Platì permarrebbe attiva la cosca Barbaro-Trimboli-Marando mentre nel locale di Africo opererebbe la cosca Morabito-Palamara-Bruzzaniti. Nel versante jonico è insediato il locale di Siderno con la cosca Commisso, contrapposta a quella dei Costa.

A Monasterace e nei Comuni limitrofi di Stilo, Riace, Stignano, Caulonia e Camini opererebbe la cosca Ruga-Metastasio-Leuzzi, avente legami con la cosca Gallace, attiva nella vicina Guardavalle (Catanzaro). Nel Comune di Stilo sarebbe stata documentata l’operatività di un nuovo locale di ‘ndrangheta, confederato al locale di Gerocarne (Vibo Valentia). Nel contesto di Caulonia sarebbe attiva la cosca Vallelonga. Di Caulonia sono originarie anche le famiglie Maiolo e Manno colpite, a dicembre del 2022, dagli esiti dell’operazione “Caino” riguardante traffico di stupefacenti, tentata estorsione ed usura nonché minacce per favorire l’elezione di un candidato sindaco. 

A Locri sarebbero ancora attive le due cosche Cordì e Cataldo, le quali, dopo quarant’anni di cruente faide, avrebbero raggiunto uno stabile accordo per la spartizione degli affari illeciti.

Nel Comune di Sant’Ilario dello Jonio sarebbe attiva la cosca Belcastro-Romeo, mentre nel Comune di Careri risulterebbero attive le famiglie Cua-Rizieto, Ietto e Pipicella, legate alle vicine cosche di San Luca e Platì. Nel Comune di Bruzzano Zeffirio sarebbe attiva la cosca Talia-Rodà.
Nel Comune di Antonimina opererebbe la cosca Romano, ad Ardore la cosca Varacalli, a Canolo la cosca Raso, a Ciminà le cosche Nesci e Spagnolo e a Cirella di Platì la cosca Fabiano.

In provincia di Catanzaro l’area «più instabile» è Lamezia

Sono quattro le aree geo-criminali in cui la Dia suddivide la provincia di Catanzaro. Un’area in cui «si rileva l’operatività delle storiche cosche di ‘ndrangheta che esercitano il loro potere evitando ogni contrasto tra loro». L’area «più instabile» è quella di Lamezia Terme, ove continuerebbero a operare le famiglie dei Iannazzo, dei Giampà, dei Cerra-Torcasio-Gualtieri.

Nel territorio di Soverato opera la famiglia dei Gallace, collegata con le potenti cosche della provincia di Reggio Calabria e con altri gruppi ben radicati in Italia ed all’estero. A essa sono collegate le cosche Iozzo-Chieferi, Procopio-Lentini, Galleli e Mongiardo. 

Per quanto attiene al territorio della città di Catanzaro, sottolinea la Dia, sarebbero operative cosche locali (i Gaglianesi e gli Zingari) collegate a quelle della provincia di Crotone, quali Grande Aracri e Arena. Nei comuni limitrofi della città e, più precisamente, quelli del litorale costiero (Nocera Terinese e Falerna) sarebbe operativo il clan Bagalà, alleato con la famiglia Iannazzo, mentre nell’area del Monte Reventino, sarebbe attiva la famiglia Scalise contrapposta a quella dei Mezzatesta. 

Nel quartiere Aranceto, a sud del capoluogo e roccaforte dei gruppi di etnia Rom, risultano presenti le famiglie Bevilacqua e Passalacqua dedite prevalentemente allo spaccio di sostanze stupefacenti ed ai furti di autoveicoli, colpite da recenti operazioni di polizia che ne avrebbero ridimensionato l’operatività. Nei quartieri Santa Maria e Lido, si confermerebbe la presenza delle famiglie di etnia rom Berlingieri, Passalacqua e Abbruzzese, attive nel settore degli stupefacenti e del racket delle estorsioni.

Provincia di Vibo Valentia, Mancuso egemoni: ecco gli altri clan dalle Serre alla costa

Per quanto riguarda il territorio della provincia di Vibo Valentia, scrive la Dia, esso è caratterizzato dalla presenza di numerose cosche di ‘ndrangheta, tutte variamente soggette all’influenza della cosca Mancuso. Questa risulterebbe essere la più attiva nei Comuni di Nicotera e di Limbadi e continuerebbe ad affermare il proprio potere criminale mediante «la gestione del traffico di stupefacenti, del gioco d’azzardo e delle attività estorsive. Altro ambito di sicuro interesse dei Mancuso e dei gruppi criminali presenti nella provincia vibonese è rappresentato dal settore turistico-alberghiero, particolarmente sviluppato nel versante tirrenico con la presenza di numerosi villaggi turistici e strutture ricettive». 

Per quanto riguarda la città di Vibo Valentia, si registrerebbe la presenza dei Lo Bianco-Barba, dei Camillò-Pardea e dei Pugliese, mentre nel litorale del capoluogo agirebbe quella dei Mantino-Tripodi che vanterebbe proiezioni anche fuori regione. In periferia, attivo il locale di Piscopio.

Nella zona ricompresa tra i comuni di Maierato, Stefanaconi e Sant’Onofrio sarebbero attive, rispettivamente, le famiglie Petrolo, Patania e Bonavota. Nell’area di Serra San Bruno sarebbe operativa la famiglia Vallelunga e nel comune di Soriano Calabro quella degli Emanuele, contrapposta a quella dei Loielo. Nell’area di Zungri e Briatico sarebbero attive le famiglie degli Accorinti-Fiammingo-Barbieri-Bonavena, a Tropea quella dei La Rosa, mentre nei comuni di Pizzo Calabro, Francavilla Angitola, Filogaso e Maierato opererebbero le famiglie Fiumara, Manco e Cracolici.

Glicine-Acheronte e i rapporti tra clan e politica a Crotone

Sono i Grande Aracri la cosca più ingombrante in provincia di Crotone. I cutresi sono «da anni ormai punto di riferimento di altre consorterie criminali del territorio, con significative proiezioni anche nel Nord Italia. Nel capoluogo risulterebbero operative le famiglie Vrenna-Corigliano-Bonaventura e Barilari-Foschini. La famiglia Tornicchio-Manetta rimarrebbe operativa in località Cantorato, mentre i Megna e i Russelli sarebbero attivi nella frazione di Papanice a sud del capoluogo. Nell’area del Comune di Isola di Capo Rizzuto opererebbero gli Arena-Nicoscia-Manfredi.

La Dia sottolinea l’importanza dell’inchiesta Glicine-Acheronte del 27 giugno 2023: «Le indagini, supportate da complessa attività tecnica, erano dirette nei confronti di soggetti contigui ed appartenenti a ‘ndrine della Calabria, attive nel comprensorio delle province di Catanzaro e Crotone, nella fattispecie riconducibili alle famiglie Bonaventura, Aracri, Arena, Grande Aracri, Trapasso e Ferrazzo. Fin dall’avvio delle attività investigative sono emerse commistioni fra alcuni esponenti dei sodalizi sopra indicati, imprenditori e personaggi del panorama politico-istituzionale».

La confederazione cosentina e la galassia di clan nella Sibaritide

La confederazione di cosche a Cosenza e nell’hinterland si compone di 7 diverse articolazioni ’ndranghetiste «con un sostanziale e unitario assetto strutturale». 

I gruppi sarebbero quello dei Patitucci e dei Porcaro, dei D’Ambrosio, degli Zingari-Bruzzese e de “gli altri Zingari”, tutti operanti nel territorio della città. Il gruppo Presta agirebbe invece nelle aree ricadenti nel Comune di Roggiano Gravina e quello dei Di Puppo a Rende. A Fuscaldo sarebbe operativo il gruppo Tundis contrapposto alla cosca Scofano-Martello-Ditto-La Rosa. Ad Amantea invece risulterebbe la presenza di due gruppi criminali distinti: da un lato i Gentile-Guido-Africano e, dall’altro, i Besaldo che manterrebbero rapporti di non belligeranza solo ai fini del perseguimento dei reciproci interessi illeciti. 

A San Lucido risulterebbero attive le cosche Carbone e Tundis, mentre a Paola opererebbe la cosca dei Serpa, contrapposta a quella Scofano-Martello-Ditto-La Rosa. 

Il Comune di Corigliano-Rossano, divenuto il terzo Comune della Calabria per numero di abitanti dopo la fusione, continuerebbe ad essere interessato da molteplici dinamiche criminali già esistenti all’epoca delle due aree urbane originarie. Corigliano sarebbe infatti sotto l’influenza criminale delle contrapposte famiglie dei Barilari e dei Conocchia. I Barilari avrebbero stretto alleanze sia con la famiglia Acri di Rossano, sia con la cosca degli Zingari-Abbruzzese attiva a Cassano allo Jonio. I Conocchia invece, già affiliati alla vecchia famiglia Carelli, risulterebbero avere legami con cosche reggine. 

Nell’area di Rossano invece opererebbe la cosca Acri-Morfò, le cui attività criminali prevalenti sarebbero le estorsioni, il traffico e lo spaccio di stupefacenti, la gestione e il controllo di appalti pubblici e il riciclaggio con reinvestimenti nella torrefazione e prodotti derivati, nei servizi di vigilanza, nella distribuzione di prodotti da forno e di altri generi alimentari, nel noleggio di videogiochi anche di genere illecito. 

Nell’area dei Comuni di Campana e Mandatoriccio, come è emerso già dall’operazione Stige, opererebbe un gruppo criminale capeggiato dalla famiglia Santoro (subordinato alla cosca cirotana Farao-Marincola) prevalentemente dedito ad estorsioni e spaccio di stupefacenti, pascolo abusivo, taglio non autorizzato di boschi, furti di bestiame e occupazione di terreni con reinvestimenti nei settori dell’agricoltura e del commercio. 

Ad Altomonte opererebbe il sodalizio dei Magliari, dedito alle estorsioni in danno di commercianti e imprenditori del luogo e al traffico di stupefacenti. Il gruppo manterrebbe anche rapporti di affiliazione con il locale Farao-Marincola di Cirò, nonché con i Forastefano di Cassano all’Ionio. In quest’ultimo paese insisterebbero due importanti consorterie criminali, tra le più agguerrite della provincia di Cosenza: quella dei cosiddetti Zingari, riconducibile alla famiglia Abbruzzese attiva tra Cassano All’Ionio e Cosenza, e quella citata dei Forastefano. I due clan, dopo un periodo conflittuale, si sono riavvicinati e risulterebbero ora alleati nel traffico di stupefacenti e nelle estorsioni.

Nel semestre in esame, la Dia segnala l’attività d’indagine “Gentleman 2”, condotta dalla Dda di Catanzaro insieme alle autorità giudiziarie di Germania e Belgio e con la partecipazione anche dei rispettivi rappresentanti di Eurojust, proprio nei confronti delle ‘ndrine Forastefano-Abbruzzese, operanti nell’area dell’alto Jonio cosentino. 

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguita dalla Guardia di finanza di Cosenza, ha riguardato 26 soggetti ritenuti responsabili del reato di associazione mafiosa finalizzata al traffico di droga ed armi. Le indagini si sono sviluppate, con la collaborazione dei collaterali franco-olandesi, anche mediante la decodificazione di conversazioni intrattenute con i criptofonini.

 

 

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Morbillo, è allarme in Calabria

4 novembre 2026
Ore 13:09
Morbillo, è allarme in Calabria
Società

Rizziconi, viaggio nella tenuta action di Leopardo

4 novembre 2026
Ore 13:10
Rizziconi, viaggio nella tenuta action di Leopardo
Sanità

Morbillo, è allarme in Calabria

4 novembre 2026
Ore 13:09
Morbillo, è allarme in Calabria
Politica

Occhiuto: «Rinvio a giudizio? Non mi fermeranno»

4 novembre 2026
Ore 13:07
Occhiuto: «Rinvio a giudizio? Non mi fermeranno»
Economia e Lavoro

Restano a Sibari e vendono i loro agrumi con i social

4 novembre 2026
Ore 13:13
Restano a Sibari e vendono i loro agrumi con i social
Società

Rizziconi, viaggio nella tenuta action di Leopardo

4 novembre 2026
Ore 13:10
Rizziconi, viaggio nella tenuta action di Leopardo
Sanità

Morbillo, è allarme in Calabria

4 novembre 2026
Ore 13:09
Morbillo, è allarme in Calabria
Politica

Occhiuto: «Rinvio a giudizio? Non mi fermeranno»

4 novembre 2026
Ore 13:07
Occhiuto: «Rinvio a giudizio? Non mi fermeranno»
Economia e Lavoro

Restano a Sibari e vendono i loro agrumi con i social

4 novembre 2026
Ore 13:13
Restano a Sibari e vendono i loro agrumi con i social
Paura in strada

Reggio Calabria, 72enne imbocca contromano l'A2: la Polizia Stradale blocca il traffico ed evita incidenti

La Renault Clio ha invertito improvvisamente il senso di marcia nei pressi dello svincolo di Gallico. Gli agenti hanno attivato la modalità Safety Car e realizzato uno sbarramento per fermare il veicolo
Redazione Cronaca
6 novembre 2026
Ore 10:38
Reggio Calabria, 72enne imbocca contromano l'A2: la Polizia Stradale blocca il traffico ed evita incidenti\n
Le indagini della procura

Reggio, truffa col metodo del finto appartenente alle forze dell'ordine: la polizia arresta un ventitreenne

Le indagini condotte dagli investigatori della Squadra Mobile, coordinate dalla Procura della Repubblica reggina, hanno acquisito elementi dai sistemi di videosorveglianza e dai mirati sopralluoghi effettuati presso l'abitazione dell'anziana donna, vittima del reato
6 novembre 2026
Ore 09:43
Reggio, truffa col metodo del finto\n\nappartenente alle forze dell'ordine:\n\nla polizia arresta un ventitreenne\n
Il racconto del collaboratore

Omicidio Madera, Maestri si accusa: «Ho partecipato personalmente». Il racconto della trappola

Dall’incarico attribuito a «Semiasse» all’appuntamento per un’arma: i verbali ricostruiscono l’agguato, tra dettagli e qualche rettifica
Antonio Alizzi
6 novembre 2026
Ore 09:30
Omicidio Madera, Maestri si accusa: «Ho partecipato personalmente». Il racconto della trappola\n
Nuove generazioni

Giovani, il futuro promesso e le risposte che mancano: parte da Reggio l'allarme sulla devianza minorile e il richiamo alle responsabilità degli adulti

Dalla carenza di politiche giovanili alla difficoltà dei ragazzi di trovare punti di riferimento, il confronto sulla giustizia penale minorile accende i riflettori sulle responsabilità delle istituzioni e del mondo degli adulti, chiamati a intervenire sulle cause del disagio prima che sfoci in forme di devianza e criminalità
Silvio Cacciatore
6 novembre 2026
Ore 09:30
Giovani, il futuro promesso e le risposte che mancano: parte da Reggio l'allarme sulla devianza minorile e il richiamo alle responsabilità degli adulti\n
L’inchiesta

Flavio Stasi torna libero. Otto giorni e un orologio che conta le ore

Revocati gli arresti domiciliari al sindaco di Corigliano-Rossano, ma l'inchiesta per scambio elettorale politico-mafioso prosegue, mentre resta aperta la riflessione sulla presunzione d'innocenza
Tommaso Scicchitano
6 novembre 2026
Ore 09:29
Flavio Stasi torna libero. Otto giorni\u00A0e un orologio che conta le ore\n
L’indagine

Sequestro per 400mila euro a una donna cosentina ritenuta vicina alla cosca Lanzino-Ruà-Patitucci

Per gli inquirenti il denaro contante sequestrato sarebbe il provento illecito di usura e traffico di sostanze stupefacenti. La destinataria del provvedimento coinvolta nelle incheste Reset e Recovery
Redazione Cronaca
6 novembre 2026
Ore 07:10
Sequestro per 400mila euro a una donna cosentina ritenuta vicina alla cosca Lanzino-Ruà-Patitucci
Operazione Ginestra

Caso Stasi, se gli indizi cambiano peso: così il gip smonta la misura che aveva firmato pochi giorni prima

Dalla presunta intermediazione alla sospetta millanteria di Curia: perché il giudice revoca le misure sul capo 7, contro il parere della Dda di Catanzaro
Antonio Alizzi
6 novembre 2026
Ore 05:30
Caso Stasi, se gli indizi cambiano peso: così il gip\u00A0smonta la misura che aveva firmato pochi giorni prima\n
'Ndrangheta a Reggio Calabria

Blitz a Gallico, in manette il boss Cartisano: dalle estorsioni al controllo del quartiere, il comando anche dal carcere

La Squadra Mobile ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’uomo ritenuto il capo della cosca di Gallico, e ai domiciliari per Antonino Bilardi. L'inchiesta della Procura guidata da Giuseppe Borrelli svela il soffocante controllo del territorio: dalle estorsioni ai commercianti e per i veglioni di Capodanno, alla gestione della festa patronale e all'intestazione fittizia di imprese e veicoli
Elisa Barresi
6 novembre 2026
Ore 05:30
Blitz a Gallico, in manette il boss Cartisano: dalle estorsioni al controllo del quartiere, il comando anche dal carcere\n
Devozione in scena

Vibo riabbraccia Mamma Natuzza, standing ovation e pubblico in lacrime per “Fortunata di Dio” al teatro comunale: in sala tanti che l’hanno conosciuta

La rappresentazione sulla vita della mistica di Paravati ha suscitato emozioni forti. Le testimonianze diventano protagoniste della serata. Il produttore Pegna: «Le sue preghiere sono state fondamentali nella mia battaglia contro la leucemia»
Cristina Iannuzzi
6 novembre 2026
Ore 05:15
Vibo riabbraccia Mamma Natuzza,\u00A0standing ovation e pubblico in lacrime\u00A0per “Fortunata di Dio” al teatro comunale: in sala\u00A0tanti che l’hanno conosciuta\n
Tutti a casa

Scuola Einaudi di Serra, lo stop rischia di durare un mese. Annuncio shock del sindaco, si cerca una via d’uscita: locali Asp, Dad e doppi turni

Dopo il sopralluogo con i tecnici della Provincia per verificare i problemi all’impianto di riscaldamento, Alfredo Barillari annuncia tempi molto più lunghi per sostituire la caldaia: «Avevano detto che ci volevano 3 giorni, ora sono 30». Contatti con Battistini per utilizzare il distretto sanitario, ordinanza di sospensione delle lezioni e ipotesi didattica a distanza come durante il Covid
E.D.G.
5 novembre 2026
Ore 20:46
Scuola Einaudi di Serra, lo stop rischia di durare un mese. Annuncio shock del\u00A0sindaco, si\u00A0cerca una via d’uscita: locali Asp, Dad e doppi turni\n
Revoca dei domiciliari

Stasi libero: «Felice di questa inchiesta, la questione del sindaco di Corigliano Rossano sarà affrontata con calma»

L’abbraccio della comunità al sindaco di Corigliano Rossano dopo la revoca dei domiciliari: «Fiducia nella giustizia? Sì, ma moralmente non è facile»
Redazione Cronaca
5 novembre 2026
Ore 18:50
Stasi libero:\u00A0«Felice di questa inchiesta, la questione del sindaco di Corigliano Rossano\u00A0sarà affrontata con calma»\n
Inchiesta Black Wood

Sfruttamento dei boschi calabresi, la Dda fa appello contro 24 assoluzioni: «Il sistema dei rifiuti va rivalutato» - NOMI

Nel mirino della Distrettuale di Catanzaro anche la presunta truffa da 300mila euro sugli incentivi Gse alla Serravalle Energy. Contestata la lettura delle prove e delle intercettazioni da parte del Tribunale di Crotone, chiesta la confisca dei beni e dei mezzi aziendali
Alessia Truzzolillo
5 novembre 2026
Ore 18:26
Sfruttamento dei boschi calabresi, la Dda fa appello contro 24 assoluzioni: «Il sistema dei rifiuti va rivalutato» - NOMI\n
I controlli

Corigliano Rossano, trovato un arsenale e 60mila euro in contanti in due abitazioni contigue: arrestato un 41enne

Le perquisizioni hanno permesso di trovare 5 fucili di cui alcuni con matricola abrasa, una pistola, 116 cartucce oltre a diversi quantitativi di droga e materiale per il confezionamento
Redazione Cronaca
5 novembre 2026
Ore 17:50
Corigliano Rossano, trovato un arsenale e 60mila euro in contanti in due abitazioni contigue: arrestato un 41enne\n
Inchiesta Ginestra

Scambio elettorale politico-mafioso, revocati i domiciliari a Lucisano. Mingrone resta ai domiciliari per le altre accuse

Il giudice di Catanzaro ha rivalutato gli indizi dopo l'interrogatorio e il ritrovamento di un registro con la stima dei voti. Per Mingrone cade la misura legata all'accusa di scambio elettorale politico-mafioso
Matteo Lauria
5 novembre 2026
Ore 17:36
Scambio elettorale politico-mafioso, revocati i domiciliari a Lucisano. Mingrone resta ai domiciliari per le altre accuse\n
I festeggiamenti

Flavio Stasi è libero: sorrisi e abbracci davanti all’abitazione del sindaco dopo la revoca della misura cautelare

La notizia si è diffusa rapidamente in città e la reazione di chi, fin dall’inizio, ha continuato a manifestare sostegno al primo cittadino, indagato nell’ambito dell’inchiesta Ginestra, non si è fatta attendere
Mariassunta Veneziano
5 novembre 2026
Ore 17:11
Flavio Stasi è libero: sorrisi e abbracci davanti all’abitazione del sindaco dopo la revoca della misura cautelare\n
Inchiesta Ginestra

Voto di scambio politico-mafioso a Corigliano Rossano, ecco perché il Gip di Catanzaro ha revocato le misure a Stasi, Curia e Matalone

Per il giudice l’esistenza del presunto patto deve essere riletto alla luce delle spiegazioni degli indagati
Matteo Lauria
5 novembre 2026
Ore 16:28
Voto di scambio politico-mafioso a Corigliano Rossano, ecco perché il Gip di Catanzaro ha revocato le misure a Stasi, Curia e Matalone\n
Intervento di soccorso

Catanzaro, precipita in un dirupo al di sotto della linea ferroviaria: in corso le operazioni di recupero

Temporaneamente interrotta la circolazione ferroviaria locale. Chiusa al transito veicolare anche via Carlo V. In arrivo un elicottero
Redazione Cronaca
5 novembre 2026
Ore 16:05
Catanzaro, precipita in un dirupo\u00A0al di sotto della linea ferroviaria: in corso le operazioni di recupero\n
Operazione Ginestra

Flavio Stasi torna libero, revocati i domiciliari. Al gip aveva detto: «Non conosco Annibale Matalone né ho il suo numero di telefono»

Il gip distrettuale di Catanzaro Fabiana Giacchetti revoca la misura dopo l’interrogatorio. Il sindaco di Corigliano Rossano ha negato di conoscere Annibale Matalone
Antonio Alizzi
5 novembre 2026
Ore 15:36
Flavio Stasi torna libero, revocati i domiciliari. Al gip aveva detto: «Non conosco Annibale Matalone né ho il suo numero di telefono»\n
Inchiesta Ginestra

Flavio Stasi libero: revocati i domiciliari al sindaco di Corigliano Rossano

Torna in libertà anche Vincenzo Curia. La decisione del gip di Catanzaro che ha revocato la misura per entrambi
Matteo Lauria
5 novembre 2026
Ore 15:29
Flavio Stasi libero: revocati i domiciliari al sindaco di Corigliano Rossano\n
Nessuna notizia

La lettera ritrovata dagli inquirenti e i timori di Rahel prima della scomparsa: «Aveva paura di qualcuno»

La studentessa etiope di 28 anni è scomparsa il 16 ottobre dal campus dell'Unical. “A Chi l'ha visto?” il racconto di una collega: «Si sentiva spaventata e mi aveva chiesto di accompagnarla per delle visite». L’appello del fratello Jonas: «Torna a casa, ti aspettiamo»
Redazione Cronaca
5 novembre 2026
Ore 14:20
La lettera ritrovata dagli inquirenti e i timori di Rahel prima della scomparsa: «Aveva paura di qualcuno»\n
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Bancarotta fraudolenta, l’accusa chiede il rinvio a giudizio per l’avvocato Pittelli e altri sei imputati – NOMI

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