Il consenso del generale e la nascita di un nuovo partito riaprono gli equilibri: dalle analogie con il primo Movimento 5 Stelle allo spazio politico lasciato libero da Fratelli d’Italia, tra populismo, identità e malcontento
Con la cancellazione temporanea del balzello la propaganda raddoppia: prima si fa passare per rivoluzionaria la proposta di Tridico che Meloni aveva sbeffeggiato, poi si glissa sulla durata dello sconto. Per crederci basta avere la memoria corta
La simulazione YouTrend per Sky TG24 mostra che la collocazione di Futuro Nazionale è decisiva: con il generale nel centrodestra, la coalizione raggiunge il 48,7% e la maggioranza. Se corre da solo, il campo largo al 43,2% ottiene il premio. La riforma amplifica così il peso delle alleanze
Il vicepremier rilancia il ruolo della diplomazia, auspica la ripresa dei rapporti commerciali e non esclude il ritorno del gas russo dopo la guerra. La premier mantiene una posizione diversa sulla sicurezza nazionale. Nella maggioranza si apre una crepa (o uno spiraglio)
Il premio per chi raggiunge il 42% cambia la strategia dei partiti. Meloni deve fare i conti con Futuro Nazionale e con i nuovi equilibri nel centrodestra, Schlein prova a costruire l’alternativa mentre Conte rivendica autonomia su Ucraina e programma. Intanto Onorato e Renzi si contendono uno spazio al centro che può diventare decisivo.
La presidente del Consiglio racconta di aver dovuto spesso «nuotare nella colla» a Palazzo Chigi e rivendica stabilità, politica estera e credibilità dell’Italia. Ma i critici contestano la sua tesi: davvero al governo è mancata la possibilità di comunicare?
La maggioranza fa i conti sul 42 per cento, Salvini sbarra la strada al ballottaggio, Forza Italia guarda al centro e Meloni chiude a chi non sostiene l’Ucraina. Ma Roberto Zaccaria, costituzionalista ed ex presidente della Rai, mette sul tavolo la variabile che nessuna simulazione può controllare: Sergio Mattarella
L’ipotesi del ballottaggio avrebbe provocato la dura reazione del leader leghista. Sullo sfondo le tensioni nel Carroccio, la rivolta dei governatori del Nord e l’appuntamento di Pontida
La premier esclude svolte dettate dalla convenienza elettorale e indica la condizione per le future alleanze. Futuro Nazionale può diventare indispensabile per vincere, ma le posizioni del generale mettono in discussione l’identità costruita da Meloni al governo
La vittoria dell’ultradestra in Sassonia-Anhalt mette i due vicepremier su fronti opposti. Giorgia Meloni non commenta pubblicamente, mentre Palazzo Chigi lascia filtrare che Italia e Germania non sarebbero paragonabili
Il centrodestra accelera sulla riforma mentre prende quota l’ipotesi del voto nella primavera 2027. Il ballottaggio divide gli alleati, Forza Italia frena e la crescita di Futuro Nazionale complica i conti della destra
La premier cambia passo e prepara la sfida verso il 2027. Tra tensioni nella maggioranza, il caso Vannacci, i rapporti complicati con Salvini e Tajani e le fibrillazioni interne a Fratelli d'Italia, l'obiettivo è ricompattare il centrodestra e arrivare al voto da protagonista
I due vicepremier vogliono arrivare all’autunno del 2027, mentre la presidente del Consiglio valuta l’election day in primavera. Dietro la difesa della legislatura, il timore di affrontare le urne con i partiti indeboliti e di perdere parlamentari, ministeri e potere nel centrodestra.
La stabilità politica diventa un traguardo da celebrare, ma i numeri dell’economia raccontano un’altra realtà: crescita debole, produzione industriale in forte calo e pressione fiscale in aumento
Dall’occupazione allo spread, passando per gli investimenti al Sud e il Pnrr. Ma non sono mancati casi politici e passaggi a vuoto: sullo sfondo ci sono già le urne
Il racconto anonimo di un giovane tra promesse non mantenute, lavoro precario e discussioni in famiglia. La premier non appare più imbattibile, Schlein viene considerata «politicamente scialba» e Vannacci penalizzato da una comunicazione troppo estrema
La premier indica le priorità: «Serve una politica che si ponga il tema dei troppi giovani che questo territorio forma, investendo, e che poi vanno a spendere altrove ciò che qui è stato costruito»
Contatti riservati tra Palazzo Chigi e il Pd per chiudere anticipatamente la legislatura e votare insieme alle Amministrative. Il 18 aprile è la prima data presa in considerazione, ma sul tavolo restano anche il 23 e il 30 maggio. La premier vuole fermare l’avanzata di Futuro Nazionale, mentre la segretaria dem teme che il tempo rafforzi i suoi avversari. Le indiscrezioni raccolte nei mesi scorsi indicavano invece il 4 e il 17 aprile come possibili giorni per staccare la spina al governo
Il sindaco di Reggio, parlando della candidatura di Roscioli, ha detto che lo avrebbe sostituito per quattro-cinque mesi ovvero fino ad aprile. La premier valuta di accorpare Politiche e Amministrative. In Calabria c’è attesa per le mosse di Roberto Occhiuto: si candiderà o no?
Nel giorno in cui la premier celebra il record del governo più longevo della Repubblica, 28 aziende dell’appalto comunicano ai sindacati l’avvio delle procedure collettive. L’Aigi: «Un atto estremo e doloroso». L’8 settembre il confronto a Palazzo Chigi, il giorno successivo l’udienza sulla sospensione dello stop all’area a caldo
Tra conti pubblici, occupazione, caro vita, riforme incompiute e crisi industriali, il bilancio di quasi quattro anni a Palazzo Chigi mette in luce risultati, promesse mancate e nuove criticità
Fra la crisi economica e l’implosione degli alleati Lega e Forza Italia, la premier vuole una vittoria netta in Calabria per fermare le ambizioni del generale Vannacci. Occhiuto pronto ad impegnarsi al massimo e staccare un ticket per un ruolo nazionale
La politica italiana costruisce leader fortissimi e poi li consuma. Il consenso si concentra sulla persona, ma si sgretola quando le promesse non diventano risultati
Il vero banco di prova della premier non è tanto la politica estera quanto il crescente costo della vita e la perdita di potere d'acquisto delle famiglie. In questo contesto, il leader del M5S torna a guadagnare consenso come figura capace di intercettare il disagio economico e sociale di una parte dell'elettorato
Giorgia Meloni pensava che le posizioni ideologiche comuni avrebbero facilitato la relazione con il presidente Usa. Al New York Times ammette invece le difficoltà e, sulla possibilità di sentirlo dopo l’estate, risponde con un prudente «Vedremo». Ma ribadisce: «L’unità dell’Occidente è fondamentale»