Alla Camera si avvicina il voto decisivo sulla legge elettorale e Meloni annuncia la fiducia. Per chi è al primo mandato la data chiave è il 14 aprile 2027: prima di allora rischiano di perdere il diritto alla pensione parlamentare
La riforma torna alla Camera, dove a luglio il centrodestra è già caduta nella trappola del voto segreto. Ma stavolta, dietro la disciplina della maggioranza, si incrociano anche il futuro personale dei parlamentari, la scadenza previdenziale del 14 aprile 2027 e l’ascesa di Futuro Nazionale. Non ci sono certezze per nessuno
Il paragone parte dalla soglia: allora serviva la metà dei voti più uno per ottenere 380 seggi, oggi il premio scatta molto prima in entrambe le Camere. Due sistemi diversi, ma una domanda comune sulla rappresentanza. Intanto il testo torna a Montecitorio per la terza lettura
La simulazione YouTrend per Sky TG24 mostra che la collocazione di Futuro Nazionale è decisiva: con il generale nel centrodestra, la coalizione raggiunge il 48,7% e la maggioranza. Se corre da solo, il campo largo al 43,2% ottiene il premio. La riforma amplifica così il peso delle alleanze
Ok di Palazzo Madama con 113 voti a favore, 71 contrari e due astenuti. Scintille tra i banchi durante la discussione. Il monito di Renzi al centrosinistra: «Chi non vuole l’unità darà altri 5 anni a Meloni, Vannacci e compagnia»
Il deputato del M5S boccia il nuovo sistema: «Preferenze sì, ma di facciata. Così è una presa in giro». E annuncia battaglia alla Camera: «Se passerà, valuteremo ogni altra mossa possibile»
La premier festeggia: «Le abbiamo reintrodotte dopo quasi 35 anni». Gli elettori, però, potranno scegliere soltanto tra i nomi stampati dai partiti e resteranno i capilista bloccati. Il centrodestra evita la resa dei conti in Parlamento, ma quella vera arriverà nelle urne
Docente di Scienza politica, il suo giudizio è netto: «Uno schema che non regge da nessun punto di vista. Confido che i cittadini reagiscano a questo furto di democrazia»
Il testo approvato alla Camera alterera gli equilibri della democrazia parlamentare, rafforzando il Governo attraverso premio di maggioranza e indicazione obbligatoria del premier. Un escamotage per aggirare il percorso della revisione costituzionale
In oltre trent'anni di trasformazioni istituzionali, dal 1994 a oggi, il bipolarismo non ha fatto il salto di qualità. Le coalizioni sono prive di una comune visione politica: sono soltanto un insieme di numeri
Il deputato calabrese soddisfatto dopo l’ok alla Camera: «Una norma che porta a compimento l’eredità politica di Silvio Berlusconi. E finalmente aiuteremo i fuorisede a votare»
La partita ora si sposta al Senato, ma dopo la bocciatura dell’emendamento sulle preferenze la compagine governativa comincia a mostrare crepe profonde. Meloni avrebbe già avvertito Salvini e Tajani: niente imboscate
Il voto finale, a scrutinio segreto, è stato preceduto da momenti di forte tensione in Aula, con proteste delle opposizioni durante gli interventi e l'esposizione di cartelli contro la maggioranza
Bocciato a scrutinio segreto l’emendamento di Fratelli d’Italia sulle preferenze, sostenuto dal governo: 188 contrari e 187 favorevoli. Le opposizioni chiedono le dimissioni di Giorgia Meloni e il ritorno alle urne. La sconfitta non provoca automaticamente la caduta dell’esecutivo, ma apre uno scontro politico dagli esiti imprevedibili
Il deputato di Forza Italia intervenuto nel corso del dibattito alla Camera: «Le opposizioni hanno sollevato obiezioni politiche, non profili di manifesta incostituzionalità. Il Parlamento eserciti fino in fondo la propria funzione legislativa»
Lega e Forza Italia restano contrari al ritorno delle preferenze, mentre Vannacci prova ad infilarsi nelle contraddizioni del centrodestra e chiede alla premier il voto palese in aula. Divise anche le opposizioni che al momento del voto abbandoneranno l'aula per lasciare il cerino in mano alle forze di governo palesemente divise
La riforma elettorale torna al centro del dibattito e riapre una questione decisiva: il rapporto tra cittadini, Parlamento e Costituzione. Una riflessione sulle trasformazioni della democrazia italiana
La Commissione Affari Istituzionali ha licenziato la prima bozza che ora è attesa al dibattito alla Camera, ma le posizioni fra FdI da una parte e Lega e Forza Italia dall’altra restano distanti. Eppure servono nuove regole per garantire stabilità a un Paese che nei sondaggi sembra esattamente diviso a metà
INTERVISTA | Insieme ad esponenti di Rifondazione Comunista e Sinistra Italiana, l'avvocato Barberio pronta a ricorrere alla magistratura se non sarà abbassata la soglia di sbarramento: «Quella attuale dell'8% è incostituzionale»
In prima commissione consiliare la discussione sulla norma che dovrebbe introdurre la doppia preferenza di genere. Una riforma che però rischia di restare solo sulla carta
La consigliera comunale di San Luca, nota per le sue battaglie a favore delle pari opportunità, rimprovera al presidente della competente commissione di aver rallentato l’esame del testo
La Conferenza dei capigruppo, lo scorso 19 marzo, aveva dato mandato a Romeo, Scalzo, Tallini e Nucera di lavorare a una bozza di riforma. La commissione ristretta non si è mai incontrata, neanche per discutere della doppia preferenza di genere
L’esponente democrat denuncia il tentativo di un nuovo accordo trasversale che aprirebbe la strada a una riforma della normativa in chiusura della Legislatura