Tra il 1994 e il 2024 sono 56 i clan censiti che hanno operato in attività di business illegali in 10 porti calabresi e nei porti toscani, campani e liguri. Libera ha presentato stamattina a Genova il Rapporto “Diario di Bordo”
Cifra in crescita del 7% rispetto al 2024. La provincia di Cosenza maglia nera con 2 miliardi e 164 milioni. Libera: «Tra il 2010 e il 2024 sono 39 i clan censiti che hanno operato in attività di business sia illegali che legali, con “affari” anche in Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Lazio»
Tra costi di vita insostenibili negli Usa («non si arriva a fine mese») e il richiamo della casa madre di Siderno, il presunto referente dei clan nel Nord America valuta il ritorno. Le informative ricostruiscono anche la presenza delle cosche tra Boston e Providence: «Ci sono gioiosani e sidernesi»
Nell’ultima inchiesta della Dda anche l’estorsione a una ditta di dolciumi. I progetti di morte degli Emanuele e dei Piscopisani contro Rinaldo Loielo e Filippo Pagano, le figure centrali del clan e l’incarico dato al futuro collaboratore Nicola Figliuzzi di uccidere Antonino Zupo
Nella lectio magistralis alla Scuola superiore di Scienze delle Amministrazioni pubbliche il docente ribadisce che la ’ndrangheta non è una setta di oscurantisti ma un’élite di mediatori. E che per sconfiggerla dobbiamo ripensare il nostro modo di stare insieme
Un’informativa dei carabinieri riporta la frase del boss italo-americano Frank Albanese che tira in ballo il defunto patron della società viola (la cui famiglia è solo omonima di quella nel mirino della Dda). Dura replica del club: «Nessuno macchierà l’eredità dell’imprenditore»
Ad arricchire il dibattito, nell’ambito della puntata condotta da Pier Paolo Cambareri, Giancarlo Costabile, docente di Pedagogia dell’Antimafia all’Università della Calabria. Appuntamento alle 13 su LaC Tv, canale 11 del digitale terrestre
Negli atti dell’inchiesta il patto tra Antonio Campisi e il clan Emanuele. Il “battesimo” mafioso di Giuseppe Muzzupappa prima di essere ucciso e la collaborazione di Walter Loielo avviata per salvarsi da un agguato
VIDEO | Il fondatore di Libera ha chiamato questa mattina papà Martino mentre si dirigeva nel centro delle Preserre per omaggiare un’altra vittima innocente di mafia: Pino Russo Luzza. Sugli arresti interviene anche il coordinamento provinciale dell’associazione ringraziando magistrati e forze dell’ordine: «Il loro lavoro non si è arreso al passare degli anni e ai muri di omertà»
La Dda chiude il cerchio su uno dei fatti di sangue più eclatanti dello scontro nelle Preserre. Come mandante viene indicato Rinaldo Loielo, ma un ruolo di primo piano avrebbero rivestito anche il fratello, il cugino e il cognato. E spunta anche il nome del boss Pantaleone Mancuso
Sono complessivamente quindici le persone raggiunte da un provvedimento di misura cautelare in carcere nell’ambito dell’inchiesta che ha fatto luce anche sul delitto del 19enne di Soriano vittima innocente
VIDEO | Tra gli arrestati del blitz dei carabinieri di Vibo ci sarebbero anche i presunti autori dell’omicidio che nell’ottobre 2012 costò la vita al 19enne di Soriano. La gioia del padre: «Lui non tornerà, ma loro devono pagare fino alla fine»
Il capo affari legali Stefano Speroni avrebbe contribuito a calunniare Francesco Mazzagatti mentre c’è era in corso un’attività di trading di petrolio iraniano. Le richieste all’ex super poliziotto deceduto Carmine Gallo e il coinvolgimento di un pentito
Nell’inchiesta della Dda e della polizia finiscono personaggi di primo piano delle famiglie Emanuele e Idà, ma anche il figlio del defunto trafficante di cocaina di Nicotera, così come giovani che dovevano morire per mano del clan Loielo e pure il ragazzo che si trovava in auto quando venne ucciso Filippo Ceravolo
Le dichiarazioni durante la conferenza stampa a Catanzaro: «I profitti del narcotraffico venivano versati nella cosiddetta bacinella strumentale, una sorta di welfare illecito dell'organizzazione che serviva per l’assistenza agli associati»
Impegnati circa 350 agenti per l’operazione coordinata dalla Dda di Catanzaro. Traffico di droga, violenza e controllo del territorio: le attività del locale dell’Ariola di Gerocarne nelle Serre
Nella seconda puntata de “Lo Stato siamo noi”, il capo della Direzione investigativa antimafia di Catanzaro ricostruisce la metamorfosi dell’organizzazione: «Più unitaria e permeabile alle istituzioni». Focus anche su subcultura criminale e contrasto educativo
Dopo lo scandalo sulle quote nel ristorante del clan Senese la Commissione parlamentare antimafia acquisirà anche gli atti dell’inchiesta Hydra. La storia del tentativo (fallito) di creare “in laboratorio” un politico per ritagliarsi uno spazio nel centrodestra
Ospite della puntata sarà Beniamino Fazio, capo centro della Direzione investigativa antimafia di Catanzaro. In studio anche il professor Giancarlo Costabile. Appuntamento alle 13 su LaC Tv