Nel caso Poggi emerge un’ombra su uno dei passaggi decisivi della ricostruzione accusatoria: i tappetini dell’auto di Alberto Stasi, considerati fondamentali per stabilire se abbia mentito, non risulterebbero mai analizzati dal Ris
Riemerge un racconto del 2009 sul caso: torna una testimonianza raccolta da Mattino 5 nel 2009. Quella figura continua a muoversi come un fantasma nel giallo
Gli audio attribuiti ad Andrea Sempio, nei quali parlerebbe di un gatto forse investito e di un cane apostrofato in auto, vengono rilanciati come elementi di contorno sul suo carattere. Ma il loro peso sul delitto è nullo o quasi: e si confondono prove e suggestioni
Luciano Garofano sceglie una linea durissima sul caso Garlasco e sul destino giudiziario di Alberto Stasi: nessuna ammissione di errori nelle indagini, nessun passo indietro sulle prove e un messaggio chiaro a chi oggi rimette tutto in discussione
A diciotto anni dall’omicidio di Chiara Poggi, l’inchiesta arriva a un nuovo snodo. Tra consulenze tecniche, analisi sulle tracce di sangue, intercettazioni e rilettura degli alibi, la posizione di Andrea Sempio potrebbe essere definita nelle prossime settimane
Il vecchio messaggio, una madre che trema e il mistero su Marco Poggi: ecco cosa è emerso nelle ultime ore sul delitto nella trasmissione “Lo stato delle cose”
Durante “Indagini Aperte”, la Iena Alessandro De Giuseppe lascia intendere che esista materiale ancora inedito sul delitto di Garlasco. Tra dichiarazioni su Ignoto2, tensioni durante i dragaggi e nuovi testimoni, il quadro torna a muoversi, ma resta sospeso tra suggestione e verifiche
Nel rumore di fondo dei social e dei salotti tv, il vero punto non sembra stare nelle frasi più facilmente rilanciabili, ma nelle incongruenze che emergerebbero dalla gestione tecnica degli audio: minutaggi, installazione della microspia, materiale non trascritto e file che cambierebbero durata
La difesa di Stasi lancia una nuova ipotesi. Ruota tutto intorno all’allarme disattivato nella villetta, a un orario (le 9,12) e a una bicicletta nera vista nella zona qualche minuto prima. Ecco la ricostruzione
A 19 anni dall’omicidio di Chiara Poggi, riemerge il nodo del movente: il contenuto del pc di Alberto Stasi torna al centro del dibattito tra accuse, consulenze e versioni opposte
Tra indiscrezioni sulla consulenza Cattaneo e nuove tensioni sul delitto, l’idea della riesumazione scuote il dibattito. L’ingegnere Reale parla di scelta invasiva e dolorosa, mentre la difesa di Sempio insiste: un solo aggressore
Nelle notti prima dell’omicidio di Chiara Poggi l’allarme perimetrale di via Pascoli venne disattivato e riattivato più volte, quasi sempre nel cuore della notte. Un dato che rende meno anomala anche l’attivazione dell’1.50 tra il 12 e il 13 agosto 2007
Secondo alcune indiscrezioni, la ragazza avrebbe affrontato l’aggressore in più momenti, tra il piano terra e le scale. L’assassino si sarebbe poi fermato davanti al corpo della vittima mentre era ancora agonizzante. Se confermati, questi elementi potrebbero cambiare l’interpretazione dell’omicidio
L’immagine mostrerebbe Stasi in maniche corte, senza evidenti graffi o lesioni sulle braccia, proprio mentre la nuova ricostruzione del delitto ipotizza una difesa attiva di Chiara Poggi e una possibile colluttazione più lunga di quanto si sia ritenuto finora. Intanto anche l’alibi di Andrea Sempio finisce di nuovo sotto pressione
Secondo la consulenza anatomopatologica depositata in Procura, la giovane avrebbe tentato di difendersi tra piano terra e scale, con lividi e abrasioni evidenti, mentre le tracce di DNA confermano la colluttazione con l’assalitore
Una nuova consulenza informatica conferma che la ragazza avrebbe visualizzato i file del fidanzato. La famiglia della vittima: «Si tenta di riabilitare l’assassino mettendoci alla gogna e senza considerare le prove»
L’alternanza di giudizi contrastanti, la complessità delle prove, la loro interpretazione mutevole, nel tempo hanno finito per restituire l’immagine di un impianto probatorio solido nella forma, ma attraversato da incrinature sostanziali
Nel Tribunale di Pavia l’udienza decisiva. L’aula è blindata e “assediata” da telecamere e cronisti, ma il vero campo di battaglia è quello scientifico: la traccia genetica rilevata sotto le unghie di Chiara Poggi
La nuova inchiesta ruota attorno a Dna, impronte, telefonate e accertamenti sul presunto alibi, mentre prosegue l’indagine di Brescia sulle irregolarità della precedente archiviazione
La perizia parla di “supporto moderatamente forte”, ma per la genetista Albani il materiale a disposizione non ha consentito l’identificazione certa di un singolo soggetto
La genetista Albani conferma piena concordanza dell’aplotipo Y con la linea paterna di Andrea Sempio. Il dato non identifica la persona, ma sposta l’indagine su come quella traccia sia arrivata sulle mani della donna
Le analisi ordinate dal gip attribuiscono a Marco Poggi e a un carabiniere le uniche impronte leggibili sulle porte del garage e d’ingresso della casa. Tutte le altre appartengono a Chiara
Uno dei legali del caso Garlasco riconvocato dalla pm Amerio dopo aver saltato l’invito di ottobre per motivi professionali. Nel 2009 avrebbe firmato assegni per coprire prestiti ricevuti da Gianluca Favara, condannato a 13 anni e 10 mesi
Il caso Poggi diventa una saga senza fine tra inchieste parallele, social impazziti e protagonisti che cambiano versione ogni settimana. Il delitto della povera Chiara sembra ormai un romanzo criminale a puntate