Tra guerre nucleari fermate con le tariffe e milioni di vite salvate nei comizi, tre magistrati applicano la legge e scelgono la Costituzione invece della fedeltà a chi comanda
Il governatore incontrerà nella prossima settimana il responsabile per gli affari statunitensi nel Paese caraibico Mike Hammer ma tiene il punto: «Sono indispensabili per la nostra sanità»
Il presidente Usa alterna canzonette e affondi: scherza su sua moglie, evoca il Nobel e annuncia che l’organismo «vigilerà sulle Nazioni Unite». Poi mette un countdown sull’Iran: «Tra 10 giorni vedremo». Più che un vertice globale, uno show di potere
La decisione del presidente americano dopo le parole di Barack Obama che, intervenendo in un podcast, aveva risposto positivamente: «Sono reali, ma non ne ho mai visto uno»
Fonti vicine alla Casa Bianca riferiscono che le forze armate sono già operative nel Golfo e che il presidente sta valutando un intervento militare nelle prossime settimane, mentre i negoziati sul nucleare restano incerti
La prima riunione ufficiale è in programma domani mattina. L’organizzazione nasce come veicolo per Gaza e la ricostruzione, ma viene presentato poi come alternativa all’Onu. La membership costa 1 miliardo di dollari ogni tre anni
Dai Green Day a Bad Bunny, lo show ha mostrato un’America che il presidente detesta: multiculturale, multirazziale, non allineata. Lui reagisce come sempre, insultando. Perché quello visto in mondovisione non è stato solo uno spettacolo: è stato un atto politico
Il biglietto verde è più vulnerabile che in qualsiasi altro momento della storia recente. Dopo la tempesta dei dazi voluta dal presidente, cresce la corsa a coprirsi dal rischio dollaro: vendere per proteggersi significa spingere giù la valuta.
Il Pentagono minaccia di tagliare i rapporti con gli scout perché “troppo inclusivi”. Un attacco ideologico che colpisce un’istituzione centenaria e racconta un’America sempre più ossessionata dal nemico immaginario
Il caso Alex Pretti, esploso negli Stati Uniti, riverbera anche in Italia. I dati di Only Numbers descrivono un Paese inquieto: il mondo appare meno sicuro e una maggioranza chiede a Meloni di marcare le distanze
Richieste, inviti e confidenze tra potenti: Trump, Melania, Musk, Bannon, Tisch e l’ex principe Andrea. L’ultima tranche degli “Epstein Files” descrive un mondo in cui l’uomo morto in carcere il 10 agosto 2019 mentre era accusato di pedofilia e traffico di minori non era un reietto ma un punto d’incontro
Il tycoon riposta una narrazione complottista che coinvolge funzionari, l’azienda Leonardo e presunti strumenti segreti per manipolare il voto americano. Un’ipotesi che segnala la totale irrilevanza della cosiddetta “special relationship”
Nella nuova tranche di materiali compaiono anche e-mail attribuite a Jeffrey Epstein con accuse pesanti contro Bill Gates. A fare rumore, però, è anche un dato: il nome di Trump sarebbe citato almeno 3.000 volte nell’archivio.
La decisione del giudice John Tunheim segna una durissima battuta d’arresto per la campagna contro l’immigrazione di Donald Trump. L’amministrazione annuncia ricorso, ma la magistratura alza un muro contro arresti indiscriminati e detenzioni senza mandato
Secondo i media americani, la 39enne Morgan L. Morrow avrebbe tentato di reclutare online qualcuno disposto a uccidere il presidente degli Stati Uniti. La donna ammette: «Era una minaccia», ma nega l’intenzione di agire
Rimosso dal suo ruolo di “commander at large”, tornerà in California dopo l’uccisione di Alex Pretti e le proteste dei giorni scorsi. Al suo posto Tom Homan, lo zar dei confini
Centinaia di migliaia di americani protestano, tv e stampa hanno paura di documentare la sollevazione popolare. Ma non è più tempo di stare a guardare: dagli Usa potrebbe partire la peggiore crisi internazionale mai vista
Il volto della repressione negli Stati Uniti è discendente dell’emigrazione più povera: i suoi avi arrivano a Ellis Island nel 1909. La sua storia è un paradosso
Aveva un telefono in mano, non un’arma. Alex Pretti documentava la brutalità dell’Ice quando è stato ucciso. I filmati parlano chiaro e alimentano proteste di massa contro la violenza federale nell’America di Trump
A Minneapolis un’altra persona è morta durante un’operazione degli agenti federali. Segnali contraddittori arrivano da Washington: Donald Trump alterna inviti formali alla calma a dichiarazioni durissime in difesa, attaccando le autorità locali e legittimando un uso sempre più muscolare della forza