Il nuovo pontefice condanna la distorsione dell'informazione che semina odio e ci richiama alla responsabilità del linguaggio, contro l’odio e la disinformazione che avvelenano la società
Analizzare le radici spirituali dei due pontefici, i valori che ispirano i rispettivi ordini religiosi e le differenze più profonde per capire meglio che direzione potrebbe prendere la Chiesa nei prossimi anni
La scelta di un pontefice statunitense solleva interrogativi su come verrà percepito nel mondo e sulle implicazioni politiche di un papato che potrebbe essere visto come simbolo di un'America divisa
Il presidente della Accademia Pontificia per la Vita è intervenuto al talk politico di LaC Tv: «È quello a lui più vicino, non intravedo elementi di discontinuità anche se ciascuno vanta caratteristiche peculiari»
Il pontefice neo eletto si è affacciato su una piazza gremita. La preghiera per le vocazioni e poi l’appello ai leader mondiali affinché si raggiunga una pace duratura in Ucraina, a Gaza e non solo
Prima dell’elezione il nuovo pontefice è finito nel mirino di una campagna per screditarlo. Il suo legame con Francesco e la verità sul caso di abusi in Perù svelano una guerra per il futuro della Chiesa
Che lo Spirito Santo scelga in Conclave, è cosa buona e giusta. Che parli con accento americano però è la novità del secolo. Robert Prevost non era tra i più gettonati, addirittura sembrava non avere neanche i numeri
In vista dell’ondata di fedeli predisposto un “corposo” piano di sicurezza: un test generale in vista dell’insediamento il 18 maggio del nuovo Pontefice
L’immagine, rilanciata dal gruppo Facebook del Santuario di Santa Rita di Milano, immortala un momento semplice e spensierato. Ma oggi assume un sapore profetico: il futuro Leone XIV accanto alla copia in scala del luogo dove, oltre cinquant’anni dopo, avrebbe iniziato il suo pontificato
Pietro Parolin è il grande “sconfitto” di questo Conclave, insieme al gruppo di papabili annunciati nelle scorse settimane. Ora Leone XIV dovrà affrontare il grande dilemma: custodire la dottrina o abbracciare la modernità con tutte le sfide che la caratterizzano?
Il nonno Giovanni, indicato nei registri americani come John R. Prevost, sarebbe nato a Torino il 24 giugno 1876, giorno di San Giovanni. Tra le ipotesi, anche un’origine nel piccolo paese di Settimo Rottaro, da cui molti “Prevosto” partirono per cercare fortuna oltreoceano. Il cognome e l’eredità europea legano il nuovo Pontefice alle rotte dell’emigrazione italiana
Sono in tutto 13 e alcuni di loro hanno lasciato un segno unico, rispondendo alle sfide del proprio tempo con coraggio e fede. Per il nuovo pontefice un’ispirazione e un monito: servono forza, saggezza e un cuore aperto al mondo
A tavola con sei porporati Prevost ha rivelato le ragioni della sua scelta: come Leone XIII fronteggiò la rivoluzione industriale, così lui vuole affrontare quella digitale, mettendo al centro giustizia e lavoro
Robert Francis Prevost, nuovo papa Leone XIV, non parla la lingua del presidente Usa né quella della destra americana. La sua elezione, accolta con entusiasmo da molti cattolici, preoccupa i commentatori più tradizionalisti. I rapporti tra Casa Bianca e Vaticano si giocheranno sul nodo migranti e sulla continuità con l’agenda del pontefice Francesco
Prevost ha celebrato il rito nella Cappella Sistina. Forte richiamo a testimoniare la fede in contesti ostili: «Credere è diventato qualcosa di assurdo: si preferiscono potere, denaro e tecnologia»
Era nato a Carpineto Romano e morì a 93 anni. Ma prima rivoluzionò il ruolo del papato. Difese i diritti dei lavoratori, aprì al pensiero moderno e scrisse di suo pugno una preghiera contro il diavolo
Appuntamento questa sera alle 21.30 con il talk condotto da Antonella Grippo dedicato al nuovo corso del Vaticano e alle sfide (inevitabilmente anche politiche) che dovrà affrontare
L'elezione del nuovo pontefice attraverso gli occhi del parroco di Mendicino e responsabile Comunicazione dell'arcidiocesi di Cosenza-Bisignano: «È un agostiniano, la Calabria è molto legata al santo filosofo»
Lo hanno già definito “il secondo frutto di Francesco”. La sua elezione non rompe con il pontificato precedente ma ne raccoglie il testimone di una Chiesa povera, colta, incarnata
Cresciuto a Chicago tra le nevi e la messa domenicale, figlio di operai e scout con la passione per la giustizia, Robert Francis Prevost ha scelto la tonaca con la stessa naturalezza con cui altri scelgono il college