Spese enormi per il conflitto iniziato per colpire le strutture militari e di potere della Repubblica islamica. I media: altre navi e 4mila marines americani in arrivo in Medio Oriente
Una frase sul pericolo nuclerare degli ayatollah sparisce, le accuse esplodono e Washington si divide: la testimonianza sull’Iran accende lo scontro tra intelligence e Casa Bianca
Mentre il conflitto continua, emergono contatti diretti tra Washington e Teheran. Messaggi scambiati tra emissari potrebbero aprire uno spiraglio diplomatico, ma resta il mistero su chi abbia davvero il potere di negoziare nella Repubblica islamica
Secondo l’analista Jiang Xueqin la Repubblica islamica non deve vincere militarmente per mettere in difficoltà gli Usa: basterebbe rendere il conflitto lungo e costoso, colpendo rotte petrolifere, infrastrutture e stabilità economica globale. I punti deboli: il Bahrein e l’acqua
La denuncia citata dalla Cnn: verifiche in corso su più di 900 decessi segnalati dall’inizio dei bombardamenti di Usa e Israele. Notizie contrastanti sull’attacco delle milizie dal Kurdistan
I guerriglieri avanzano nelle montagne iraniane, mentre Washington e Tel Aviv valutano alleanze strategiche: una possibile collaborazione militare e geopolitica che potrebbe cambiare gli equilibri regionali
Prometteva di essere il “presidente della pace”. Da quando è tornato alla Casa Bianca ha ordinato attacchi in Medio Oriente, Africa e America Latina. Dalla Somalia allo Yemen, dall’Iran al Venezuela fino alla Siria. Nel mirino c’è anche Cuba
I quattro liceali di Catanzaro, Frascineto e Castrovillari sono arrivati prima della mezzanotte con un volo da Linate. La gioia della madre di Mirko («l’importante è che tutto sia finito bene») e il commento agrodolce di Vittoria Tucci: «Qui le istituzioni mi sono state vicine, dalla Farnesina neanche una risposta»
L’escalation dopo i raid di Stati Uniti e Israele in Iran alza l’allerta anche nel Mediterraneo. Alcuni razzi avrebbero, sulla carta, autonomia sufficiente pari a circa 3000 chilometri a discapito però della scarsa precisione e di essere intercettati dallo scudo Nato
La figlia 17enne è bloccata negli Emirati Arabi: «Nessuno mi ha contattato dalla Farnesina, i ragazzi hanno paura e sono lasciati a loro stessi. Devono pure comprarsi il cibo con il delivery»
Dalla nuova alleanza dei gruppi curdi-iraniani nel Kurdistan iracheno alla possibile attivazione di Hezbollah e Houthi, l’offensiva contro Teheran apre scenari di destabilizzazione interna e conflitto regionale
L’intera comunità segue con apprensione gli sviluppi della vicenda dei ragazzi di Gioia Tauro in viaggio negli Emirati arabi per festeggiare la sorella ed ora costretti a restare chiusi in hotel a causa dei bombardamenti: «Abbiamo passato la notte sul pavimento della hall»
L’escalation militare punta a distruggere le basi missilistiche e azzerare i progressi di Teheran sul nucleare ma gli inviti di Trump e Netanyahu sono chiari: chiedono al popolo di rovesciare il governo
Secondo il “Wall Street Journal” l’ordine finale non è arrivato: il presidente ha frenato davanti al rischio di un conflitto lungo, senza garanzie e con troppe incognite. Sullo sfondo gli appelli di Arabia Saudita, Oman, Qatar e Turchia e un atteggiamento israeliano letto in modi diversi
Dopo l’attentato a Damasco, le Chiese cristiane alzano la voce contro la violenza e l’indifferenza. L’allarme del cardinale di Teheran e le voci dalla Terra Santa: «No alla violenza in nome di Dio»
Il presule riflette sui conflitti nel mondo dopo gli ultimi sviluppi in Medio Oriente: «Nelle mani criminali dei potenti della terra ci sono anche le nostre logiche piene di violenza, odio e cattiveria». E ripete con papa Leone: «La diplomazia faccia tacere le armi»
Trump prepara l’offensiva nei prossimi giorni ma non ha ancora emesso l’ordine finale: destinazione, i siti nucleari come Fordow. I rischi di ritorsioni e blackout nel Golfo alimentano i timori di un’escalation globale. Ecco le grandi manovre in corso
Dopo i bombardamenti l’Iran minaccia Gerusalemme: «Apriremo le porte dell’inferno». Il bilancio: 78 morti e 329 feriti. L’Occidente chiede una tregua, il presidente minimizza e pensa agli effetti sull’economia
Decollato l’aereo del premier Netanyahu. Che dice al Paese: «Pronti a ogni scenario, risponderemo a chi ci fa del male». Washington ribadisce «incrollabile sostegno» all'alleato. E il mondo trattiene il respiro