Il presidente americano ha aspramente criticato i partner dell’Alleanza atlantica: «Ora che il conflitto è vinto a livello militare, con rischi bassissimi per loro, si lamentano dei prezzi alti del petrolio che sono costretti a pagare»
La Casa Bianca valuta l’invasione o il blocco dell’avamposto iraniano per costringere la Repubblica islamica a riaprire il corridoio nel quale transita il petrolio. Militari già in viaggio, ma i rischi restano elevati
Lo Stretto di Hormuz resta chiuso: Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Paesi Bassi e Giappone si dicono pronti a contribuire a un piano per garantire la navigazione commerciale. Teheran minaccia: chi aiuta gli Usa sarà ritenuto complice
Spese enormi per il conflitto iniziato per colpire le strutture militari e di potere della Repubblica islamica. I media: altre navi e 4mila marines americani in arrivo in Medio Oriente
Oltre al Belpaese, Regno Unito, Francia, Germania, Olanda e Giappone condannano Teheran e valutano un piano congiunto dopo le tensioni con Usa e Israele
Tra le opzioni degli Usa ci sono lo sbarco sull’isola di Kharg, snodo cruciale per l’export iraniano, e il dispiegamento di truppe lungo le coste. Pezeshkian: «Conseguenze incontrollabili». Confronti tra i leader europei
Con il figlio Khamenei ancora in ombra (e forse ferito), cresce il potere del nuovo capo Pasdaran, il falco Vahidi. I profili dei vertici della Repubblica islamica
Viaggi sospetti con tappa nel porto calabrese: visita della deputata M5S Orrico e del sindacato Usb. Mistero sulla destinazione: sulla bolla non compaiono fabbriche di armi. La parlamentare: «Nei prossimi giorni arriveranno altre navi»
Il ministro degli Esteri: «Siamo a difesa di Cipro e guardiamo con attenzione alla Turchia che deve essere protetta dalla Nato» La soluzione. «va individuata con un percorso delle Nazioni Unite»
Fedelissimo del tycoon e veterano della guerra in Iraq, ha affermato di non poter appoggiare un conflitto «che non apporta alcun beneficio al popolo americano»
Gli Stati Uniti hanno sganciato bombe guidate su siti missilistici iraniani lungo lo Stretto di Hormuz. Intanto ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avvertito che le conseguenze della guerra in Medio Oriente «colpiranno tutti»
Il Governo sta facendo di tutto per evitare di entrare nel conflitto, ma solo almeno 200 i marinai italiani bloccati a Hormuz, per non parlare dei nostri soldati impegnati nelle missioni Onu in Libano. I pericoli maggiori sono proprio nello scalo reggino
L’ex direttore del National Counterterrorism Center e stretto collaboratore di Tulsi Gabbard, sbatte la porta denunciando il conflitto come conseguenza di campagna di disinformazione orchestrata dai media e dai vertici israeliani: «Una menzogna, la stessa tattica usata per l’Iraq»
Intanto per far fronte all'attuale emergenza, l'Agenzia Internazionale dell'Energia è pronta a rilasciare ulteriori riserve strategiche di petrolio «se necessario»
Mentre il conflitto continua, emergono contatti diretti tra Washington e Teheran. Messaggi scambiati tra emissari potrebbero aprire uno spiraglio diplomatico, ma resta il mistero su chi abbia davvero il potere di negoziare nella Repubblica islamica
Con il petrolio globale a rischio e lo Stretto sotto sorveglianza iraniana, Stati Uniti, Unione Europea e Cina discutono strategie per garantire libertà di navigazione e stabilità economica
Il premier britannico Keir Starmer: «Questa non è una missione Nato». Il ministro degli Esteri spagnolo Albares: «L’Ue chieda la fine del conflitto». Salvini: «L’Italia non è in guerra e l’invio di navi militari significherebbe entrarci»
Washington non esclude più un’operazione di terra. Nel mirino del presidente Usa c’è il più grande terminal petrolifero iraniano con i suoi 45 miliardi di dollari all’anno
In aumento il prezzo spinto dall’escalation del conflitto in Iran. Intanto Trump chiede la formazione di una coalizione internazionale per garantire la sicurezza dello Stretto
Secondo quanto si apprende le forze delle Nazioni Unite sono state prese di mira «probabilmente da gruppi armati non statali in tre diverse occasioni mentre pattugliavano le loro basi»