Riunione a Catanzaro Lido con Giovanni Donzelli per definire le candidature. Svanita l’ipotesi di far scendere in campo tutti i parlamentari calabresi, spazio agli uscenti tranne Peppe Neri e ai dirigenti di lungo corso
Una dichiarazione del leader nazionale crea apprensione nella coalizione ma il presidente regionale conferma il sostegno all’europarlamentare: «Il prof è il miglior candidato possibile e il consenso intorno a lui cresce»
Un profilo alto, qualificato e competitivo quello dell’accademico pentastellato di Scala Coeli (CS) che, per convenienza, comodità, necessità, finalmente dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) tenere unito uno sconquassato, lento, litigioso e larghissimo centro sinistra calabrese
Dalla pandemia alla sanità commissariata, fino alla sfida del turismo culturale: l'ex presidente facente funzioni spiega perché torna alla politicae invita i calabresi a non votare per servilismo
Restano insistenti le voci che vogliono i leader della coalizione orientati al superamento del governatore uscente anche se si susseguono le smentite ufficiali. Tutto sarà chiarito entro oggi quando il presidente dimissionario dovrà dimettersi dall’incarico di commissario alla Sanità per non incorrere nell’ineleggibilità
Il ruolo del Pd, la mossa astuta dei riformisti guidati da Principe (e le dichiarazioni dell’ex ministro Sergio Costa) hanno dato una svolta decisiva, capace di fare uscire dall’impasse il centrosinistra
La questione De Luca blocca la Campania, quella Emiliano e Vendola la Puglia. Conte si tiene la carta Tridico per avere spazi di manovra. Nelle altre regioni però si vota a novembre, qui a brevissimo. Perché l’europarlamentare tiene ancora legato il tavolo, a rischio della sua stessa reputazione?
L’europarlamentare sfoglia la margherita: potrebbe scegliere oggi dopo l’incontro romano tra leader nazionali. Sul versante opposto il centrodestra teme che arrivino brutte notizie dalle Procure: aumentano il nervosismo e le voci di un possibile cambio di candidato in corsa
Con candidati contesi e strategie divergenti, la sinistra rischia di sprecare l’ultima possibilità di competere. Il governatore, pur tra critiche e pressioni giudiziarie, resta il favorito indiscusso
Il presidente dimissionario saluta i cittadini su WhatsApp, tra ringraziamenti, solidarietà per le polemiche ed entusiasmo per le elezioni imminenti: «Auguri anche a quelli che mi hanno espresso vicinanza per questa ondata di fango e per queste fake news»
L’area riformista e cattolico-liberale ribadisce che l’europarlamentare di Left è il candidato ideale per battere il centrodestra, ma lancia un preciso monito al partito di Giuseppe Conte che ha portato il suo nome ai tavoli di concertazione senza averne preventivamente incassato la disponibilità
Dalla Capitale rimbalzano voci di una certa preoccupazione sull’inchiesta, ma il tempo per cambiare candidato è ridottissimo. Intanto il campo largo si avvita sull’individuazione del nome. Si aspetta che Tridico sciolga le riserve, Falcomatà pronto a scendere in campo, Stasi ci crede ancora. Un film già visto
Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni hanno iniziato a confrontarsi sulla Calabria ma senza individuare un punto di congiunzione. Si aggiorneranno nei prossimi giorni, forse dopo Ferragosto. E potrebbe essere già tardi. La patata bollente passa ai segretari calabresi che si risentiranno domani
Il calcolo si basa sui dati del censimento 2021 e assegna un numero di rappresentanti proporzionale alla popolazione delle aree territoriali. Alla provincia di Cosenza 9 posti di base, più quelli derivanti dal premio di maggioranza
Il nome dell’europarlamentare oggi al centro di un tavolo romano. Restano in campo le soluzioni alternative, entro Ferragosto la scelta del candidato che sfiderà Occhiuto
Prove di campo largo: saranno 10 i partiti della coalizione che sfiderà il centrodestra. Oltre a Pd, M5s e Avs saranno della partita anche Azione, Socialisti e Italia Viva
Presenti i rappresentanti del Pd, del M5s, di Avs e della nuova area riformista. L’incontro per la scelta del candidato da contrapporre a Occhiuto potrebbe non essere decisivo, ma bisogna andare di corsa
L’ex presidente dell’Inps ed europarlamentare 5 stelle si è preso ancora qualche giorno per sciogliere le riserve, ma negli ambienti politici danno tutti per fatta la candidatura. Il suo profilo da tecnico piace anche all’ala moderato-riformista della coalizione
Davide Tavernise (M5s), Mimmo Bevacqua (Pd) e Antonio Lo Schiavo (Misto): «Non è ammissibile che possa ricandidarsi e condurre la campagna elettorale mantenendo un ruolo che gli garantisce potere e visibilità»
Mentre il territorio vive una crisi strutturale, la campagna elettorale rischia di ridursi a uno scontro politico che non affronta i veri nodi, come la sanità e lo spopolamento. Occhiuto ha fretta ma la politica ha il dovere di non trasformare il voto in un passaggio vuoto e superficiale
Il capogruppo dem si dice «sconcertato davanti a questo tentativo di cancellare la campagna elettorale» e chiede: «Di cosa ha paura il presidente uscente?»
Una legge dello Stato e una della Regione prevedono l’ineleggibilità fra i commissari di governo e i consiglieri regionali. Per candidarsi Occhiuto dovrebbe andare in aspettativa o dimettersi dal ruolo 45 giorni prima delle elezioni
Data più probabile il 12-13 ottobre ma tutto è possibile. La decisione prende di sorpresa tutti, anche nella maggioranza. Difficile che in aula manchi il numero legale, poi la legge prevede che si vada alle urne tra 45 e 90 giorni. Intanto il centrosinistra è ancora in alto mare e il quadro è cambiato dopo la nascita del polo moderato-riformista